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Di matematica ma non soltanto…

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Questionario-meme

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Ebbene sì! D’altronde è tempo che non ne circola uno, almeno nella cerchia dei miei amici; questo l’ho trovato su un blog americano, l’ho tradotto, elaborato, ed ecco che ve lo propongo. Tranquilli, però, nessuno si deve sentire obbligato a rispondere… Più che altro, secondo me, è un sistema per conoscersi meglio! Chi vuole partecipare, si ricopia le domande e ci attacca le proprie risposte, pubblicando poi il post relativo, e poi magari mi avverte con un commento qui, in modo di poter venire a leggere…

1. Il nome che porti ti è stato dato in onore o in ricordo di qualcun altro?
No, anzi; i miei genitori hanno cercato un nome che non fosse presente nella loro genealogia. È proprio grazie a loro che sono cresciuto anticonformista.

2. Hai figli?
Che io sappia… due femmine e un maschio, uno più bello dell’altro!

3. Ti piace la tua calligrafia?
Per nulla. Rimpiango quando a scuola si studiava (e si esercitava) la calligrafia. Io sono nato troppo tardi, ahimé.

4. Sei una persona ironica?
Presumo di sì, ma queste sono domande da rivolgere agli altri, è molto difficile se non impossibile dare giudizi su se stessi, e comunque sono sempre giudizi "di parte", per così dire.

5. Se tu fossi un’altra persona, saresti amico di te stesso?
Non ho dubbi, penso proprio che mi innamorerei, addirittura! 

6. Hai ancora le tonsille?
Macché, mi sono state estirpate alla tenera età di 5 anni, a causa di continue tonsilliti. Di quell’avvenimento ricordo però molto piacevolmente i dieci-quindici gelati al giorno.

7. Ti slacci le scarpe prima di togliertele?
Solitamente porto mocassini o scarpe da ginnastica.

8. Cos’è che ti piace meno di te?
Oddio, domanda difficile, ma vengo spesso accusato di essere abbastanza pignolo… Cerco di limitarmi, ma non è affatto facile!

9. Cos’è che ti piace di più, invece?
Credo di essere decisamente razionale, e a mio giudizio è una qualità, anche se forse qualcun altro avrà da obiettare.

10. Cosa ti manca di più?
Saper suonare uno strumento musicale. Lo sento come se mi mancasse un arto. Ho fatto diversi tentativi (flauto dolce, chitarra, pianoforte), ma non c’è stato verso… Pazienza!

11. Pensi di avere un talento speciale per qualcosa?
Mah! Forse un sesto senso per capire se una persona è "buona" o "cattiva", devo dire che non mi sbaglio quasi mai, a pelle.

12. Hai tatuaggi o piercing?
Ma per carità! 

13. Di che colore hai i pantaloni e le scarpe in questo momento?
Pantaloni della tuta grigi e neri, ciabatte blu.

14. Colore della maglia che stai indossando ora?
Grigia.

15. Quando è stata l’ultima volta che hai pianto?
Pochi mesi fa. Taccio sulla ragione, ma diciamo che è stato per cause affettive.

16. Cosa noti come prima cosa nelle altre persone?
Gli occhi; e non tanto perché, secondo una frase di cui si abusa, siano lo specchio dell’anima, ma perché sono lo strumento principale per entrare in empatia con l’altro, e l’empatia è, secondo me, il sistema migliore e più diretto per comprendere gli altri.

17. Chi è stata l’ultima persona con cui hai parlato al telefono?
Mia cugina, anzi, la mia cugina preferita. Lei ha cinque tra fratelli e sorelle, più una marea di nipoti, io sono figlio unico, ma abbiamo sempre legato in maniera profonda.

18. Faresti bungee jumping?
Manco morto! Siamo bipedi terrestri, mica uccelli! 
Altro è volare su un aeroplano, anzi, se avessi avuto la possibilità mi sarebbe piaciuto immensamente imparare a pilotare un aereo!

19. Dolce preferito?
Il cioccolato, fondente ovviamente!

20. Gusto di gelato preferito?
Stracciatella, ma anche tutti i gusti "elaborati", tipo malaga, cassata ecc.

21. I tuoi suoni preferiti?
Il miagolio e le fusa delle tigri, ma non avendone purtroppo a portata di mano, mi accontento di quelli dei gatti. 

22. Rosso o nero?
A parte Stendhal, rosso, che domande!

23. Canzone preferita, italiana e straniera?
My Way cantata da Sinatra e Io che amo solo te di Sergio Endrigo.

24. Che musica stai ascoltando?
Fabrizio De André, Crêuza de mâ.

25. Se fossi un pastello che colore saresti?
Una tonalità carica.

26. Sport preferito da vedere?
Tutti meno che il calcio e i nuovi sport americani, tipo i beach-qualcosa; ma il baseball è lo sport che mi piace di più.

27. Colore dei capelli?
Sale e pepe, una volta castani. La frezza bianca sulla fronte, però, ce l’ho da quando avevo venticinque anni.

28. Colore degli occhi?
Marroni, anche se qualcuno dice che hanno dei riflessi azzurri… bah!

29. Occhiali o lenti a contatto?
Occhiali. Ho provato le lenti a contatto, ma per un difetto di conformazione delle mie palpebre è stata una disfatta.

30. Cibi preferiti?
Tutti: carne, pesce, formaggi, verdure, frutta… escludo soltanto il fegato e i broccoli. 

31. Film horror o a lieto fine?
Purché siano bei film, non ho preferenze particolari.

32. Qual è il tuo film preferito?
Uuuh, che domanda difficile, non ce n’è uno, ma almeno dieci; per tagliar corto cito due registi, e l’intera loro filmografia: Hitchcock e Kubrick.

33. Ultimo film visto?
Mare dentro, su consiglio di un’amica.

34. Estate o inverno?
Inverno. Odio il caldo eccessivo.

35. Carezze o baci?
È possibile avere (e dare, ovviamente) tutt’e due? Grazie! 

36. Doccia o bagno?
Ahi… con questa domanda mi pare di risentire Gaber che disquisiva di cos’è di destra e cos’è di sinistra… Diciamo che dipende dalle circostanze: la doccia è più rapida, ma per rilassarsi non c’è nulla di meglio di un bel bagno nella vasca, magari con Mozart o Bach in sottofondo… e se poi si è in compagnia, ancora meglio! 

37. Quanti post hai scritto finora? E con quale frequenza posti?
Momento che controllo le statistiche: 710 in due anni e mezzo, e soltanto nel blog principale! Cavoli, però, non credevo, quanto inchiostro… ah, no, già, niente inchiostro! Per la frequenza, fa praticamente due post ogni tre giorni, ma attraverso naturalmente periodi in cui i post si affollano e altri di "riposo".

38. Quanto tempo ci metti a scrivere un post?
Dipende: per scriverlo materialmente non più di cinque/dieci minuti, la preparazione invece mi richiede un tempo variabile dai 5 minuti a una settimana e più, dipende dall’argomento e dalla corposità.

39. Che libro stai leggendo?
In realtà ne sto leggendo o rileggendo tre contemporaneamente: di C.E Gadda Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, di Michael Connelly La ragazza di polvere e di Richard Dawkins L’illusione di Dio. Poi sul comodino ho sempre altri due libri: Che cos’è la matematica? di Courant e Robbins e Gödel, Escher, Bach di Hofstadter; ogni tanto ne leggo qualche pagina per non perdere l’abitudine al ragionamento matematico…

40. Ti sei mai ubriacato al punto da non ricordare nulla?
Sì, una volta, in Sardegna con amici; era il 1973, dunque avevamo tutti sui 22-23 anni; abbiamo conosciuto dei ragazzi sardi che ci hanno cucinato il porceddu sotto terra e avevano del fileferru fatto in casa. Io non ricordo nulla, ma i miei amici mi hanno riferito che ho passato tutta la notte seduto a ripetere l’esame di matematica che avrei dovuto dare al ritorno a Roma!

41. Cosa hai visto in televisione ieri sera?
Guardo raramente la televisione, comunque in questo periodo sto seguendo a sprazzi (e compatibilmente con gli orari… mannaggia la rotondità della Terra!) le Olimpiadi invernali.

42. Rolling Stones o Beatles?
Strawberry fields forever!

43. Qual è il posto più lontano da casa che hai visitato?
Oddio, adesso mi tocca prendere in mano un atlante… momento, eh?

Allora, misurate grazie a Google Earth le distanze, direi che Capo Nord in Norvegia è sicuramente il punto più distante da casa che ho raggiunto, 3 342 km seguendo la geodetica, ma molto, molto, molto di più come strada percorsa.

44. Il tuo più bel ricordo "tattile"?
Quando ho preso in braccio la mia prima figlia è sicuramente la sensazione "tattile" che mi ha dato maggior emozione; ma certo, anche la prima volta che ho "toccato" una donna non si piazza certo seconda! 

45. E quello "visivo"?
Il sole alle due di notte a Capo Nord, senza dubbio, con il rammarico di non aver potuto vedere l’aurora boreale.

46. E quello "uditivo"?
Probabilmente la IX sinfonia di Beethoven, ascoltata dal vivo. È stata un’esperienza davvero coinvolgente e totalizzante.

47. E quello "intellettuale"?
Dunque, era il 1974. Ero in giro per l’Europa con amici e ci trovavamo ad Anversa, nel locale ostello della gioventù. Mi ritrovai a parlare con un ragazzo costaricano e uno polacco di filosofia; soltanto che io al costaricano parlavo in italiano, lui a me in spagnolo, al polacco parlavo in ceco e lui a me in polacco, e loro due si parlavano in tedesco… Beh, forse non ci crederete, ma ci siamo intesi a meraviglia!

48. Credi nel destino?
No, o almeno, ci credo parzialmente: sono convinto che esista una sorta di "determinismo storico", per il quale certi avvenimenti "epocali" non possono fare a meno di accadere, ma sui tempi e le modalità è aperta una vasta gamma di possibilità. Negli avvenimenti minuti, invece, sono convinto che il destino non esista, siamo noi a crearcelo.
Questa caratteristica, fra l’altro, è la stessa che si ha per i fenomeni fisici; detto in parole molto povere: a livello "macro" il mondo è deterministico, mentre a livello "micro" può essere descritto meglio attraverso la meccanica quantistica, che è sostanzialmente "probabilistica".

49. La persona o le persone che hanno avuto più influenza sulla tua formazione?
Come ho scritto anche nella dedica di un mio libro: Lucio Lombardo Radice che mi ha insegnato cos’è la matematica, e i miei genitori che mi hanno insegnato quanto è importante tutto il resto.

50. Sei soddisfatto del tuo aspetto fisico?
Ma sì, tutto sommato…

Written by matemauro

20-02-2010 at 16:49

Pubblicato su amici, catena, vita

1° Concorso di poesia “Ermes” – Chiusura fase preliminare

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concorso-ermes3Carissimi amici, si è appena conclusa la fase eliminatoria del 1° Concorso di poesia "Ermes", nel quale, come forse ricorderete, il vostro umile scrivano è giurato.

Ebbene, al termine dell’esame dei 37 elaborati pervenuti, quelli che accedono in semifinale, e dunque vengono sottoposti anche al vostro giudizio, sono risultati 16.

Di queste 16 poesie, la giuria ne sceglierà tre che passeranno in finale insieme ad altre due che verranno scelte attraverso il voto dei lettori.

Per leggere le poesie e assegnare il vostro voto, questo è il link da seguire.

Vi ricordo che ognuno di voi può votare, attraverso un commento, due poesie tra le 16, assegnando a ognuna un voto da 6 a 10. Raccomandazione: non commentate da anonimi, altrimenti il vostro voto non potrà essere accettato.

Written by matemauro

17-02-2010 at 12:41

Pubblicato su poesia, vita

1° Concorso di poesia “Ermes”

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Cari amici e utenti della rete, prende il via il primo concorso di poesia “Ermes”, in memoria di Alfio Petralia, giovane autore di talento, scomparso a soli 23 anni il 10 dicembre 1997.

Il concorso è aperto a tutti gli utenti della rete che siano blogger.

Ed ecco il relativo regolamento.

1. Il tema proposto è la speranza.
2. Le poesie, inedite, dovranno pervenire entro il 31 gennaio 2010 al blog Poesie in vetrina, dove dovranno essere proposte esclusivamente tramite commento a un post specificamente approntato.
3. Un’apposita commissione selezionerà le poesie da ammettere al concorso, sulla base della pertinenza al tema proposto.
4. Le poesie ammesse saranno pubblicate in un post apposito entro il 15 febbraio.
5. I blogger potranno esprimere la propria preferenza, votando le poesie in gara con un voto da 6 a 10, per decretare due delle cinque semifinaliste previste. Altre tre saranno scelte dalla commissione.
6. In caso di ex aequo nelle votazioni dei blogger, deciderà la commissione.
7. Il 5 marzo sarà pubblicata la rosa delle cinque semifinaliste (due scelte dai blogger e tre dalla commissione) che parteciperanno alla fase finale.
8. La poesia vincitrice sarà individuata dalla commissione.
9. Il concorso si chiuderà il 14 marzo con la proclamazione della poesia vincitrice.
10. I tempi per le diverse fasi potrebbero subire slittamenti in itinere, in base alla laboriosità delle operazioni previste.
11. I membri della commissione non potranno, ovviamente, partecipare al concorso.
12. Ogni partecipante potrà presentare una sola poesia.

I membri della commissione:

1. Mauro Antonetti del blog Non solo Matematica
2. Filo del blog
Filigrana’s posterous
3. Gaetano Barbella del blog
Il geometra pensiero in rete
4. Maria di
Skip blog
5. Ludovica De Nava* (poetessa, scrittrice, e filologa professionista)
6. Paolo Pascucci del blog
Questione della decisione
7. Annarita Ruberto del blog
Web 2.0 and something else (coordinatrice dei lavori)
8. Annamaria Tanzella del blog
Concerto narrante
9. Pierluigi Zanata del blog
Utilize rap! Again
10. Sabina di
Il blog di danis
* non è una blogger, ma si farà riferimento al blog di Pierluigi Zanata.

Written by matemauro

01-01-2010 at 12:04

Pubblicato su poesia, vita

A proposito di Patroclo…

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almiranteNon c’entra nulla con il sonetto precedente, né tantomeno con l’Iliade o con la guerra di Troia, ma il nome di Patroclo mi ha fatto sempre venire in mente quest’episodio, al quale io non sono stato presente, ma che mi è stato raccontato in seguito da persona degnissima di fiducia.

Si era a metà degli anni settanta e per le vie di Roma, soprattutto nella zona universitaria, si fronteggiavano spesso, armati di caschi e bastoni, giovani di destra e di sinistra (quelli di destra un po’ meno giovani, a dire la verità: molti erano picchiatori professionisti, che si erano “fatti le ossa” – rompendole agli altri – negli anni 1966-’68 alla Sapienza, come Teodoro Buontempo – il famigerato “er pecora” – Giulio Caradonna e altri, spesso guidati dallo stesso Almirante).

I neofascisti (rigorosamente con i capelli cortissimi – a zero ancora non usava -, Ray-Ban a specchio, e maglioni o giubbotti neri) avevano un’usanza particolare: per segnare l’inizio dell’attacco contro i giovani di sinistra (a loro volta rigorosamente con i capelli da lunghi a lunghissimi, e addosso l’eskimo verde d’ordinanza) urlavano il nome di un dio nordico, Odino.

Ebbene, una fredda mattina del ’74 (sarà stato gennaio o febbraio), da un liceo classico nei pressi della città universitaria stava partendo un corteo degli studenti di sinistra. All’angolo opposto erano schierati i neofascisti. Slogan, grida e minacce si alzavano con ritmo crescente da un gruppo e dall’altro, quando uno dei capi fascisti urlò: “Odinoooo!!!”. Ci fu un attimo di pausa, poi dal corteo della sinistra si levò alta una voce: “Patrocloooo!!!”. Seguì qualche secondo di silenzio assoluto, sembrava che il tempo si fosse fermato, poi all’improvviso i due gruppi si abbandonarono a una fragorosa risata liberatoria.

Non pensiate però a un confronto tutto intellettuale tra la barbara civiltà nordico-celtica e quella più raffinata greco-romana. Tutt’altro: “Patroclo” era il nome urlato da Giorgio Bracardi durante una trasmissione radiofonica ascoltatissima dai giovani di quei tempi (di destra e di sinistra), condotta da Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, “Alto gradimento”. Da quel giorno i giovani di destra non osannarono più il dio norreno, anche se continuarono gli scontri, purtroppo talvolta con armi da sparo, con i giovani di sinistra.

Storia e costumi cambiano, talvolta, anche così.

[In testa: Giorgio Almirante, allora segretario dell’Msi, capeggia una squadraccia di picchiatori fascisti all’Università di Roma nel 1966. Erano i giorni in cui fu ucciso lo studente socialista Paolo Rossi, buttato giù dalla scalinata della facoltà di Lettere. Il colpevole? Mai trovato, naturalmente…]

Written by matemauro

27-12-2009 at 15:09

Pubblicato su politica, ricordi, storia, vita

Grazie a Enzo e Stefania…

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DSCN0076’Na ggiornata a Livata (tiè, la rima puro ne ’r titolo!!!)


’Na ggiornata come quella de ieri
dice che ’sto blogghe nun è virtuale;
s’è creato ’n zentimento personale
che regala a tutti tanti piaceri.

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Chi c’era c’era; e chi nun c’era peggio
pe’ lui! Se sa, l’assenti c’hanno torto,
e pe’ nun esse approdati a ’r porto[1]
mo’ dovranno sopporta’ er dileggio…

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Er magna’ era bbono, li vini de ppiù;
li dorci, che te ’o dico a ffa’[1], squisiti;
canta’, avemo cantato a squarciagola

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co’ l’accompagnamento de mandòla[1];
amiche e amichi se so’ divertiti;
amore mio… mancavi solo tu!

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[1] Cioè, per non essere venuti anche loro.
[2] I dolci, che te lo dico a fare.
[3] La mandòla è uno strumento musicale a plettro, di derivazione quasi certamente araba, che nella tradizione romana è lo strumento tipico per le serenate (come il mandolino a Napoli). Giovanna  Marini ne ha fatto spessissimo uso nei suoi spettacoli.
In realtà Enzo e Maurizio hanno suonato la chitarra, ma per ragioni ritmiche (e rimiche… ) m’è venuto comodo usare questo termine….

Written by matemauro

05-10-2009 at 16:41

Pubblicato su amici, blog, poesia, roma, vita

Grazie!

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L’amichi mia

Ma quanti, amiche e amichi, ho visto passa’
pe’ ‘sto blogghetto a famme l’auguroni!
Me sembra quasi d’esse Berlusconi…
No, no, bboni, nun ve state a allarma’!

Nun me credo certo d’esse er solo,
er più, er mejo fico de ‘r bigoncio,
a gnisuno mai io terò er broncio,
nun giuro su ‘a testa de ‘r mi’ fijolo!

So che l’auguri de l’amichi mia
so’ sinceri, messi qui co’ quer core,
che ce metto io pe’ ringrazzialli!

L’amichi mia so’ come li cristalli:
li giri, li rigiri sotto er lucore
e de colori fanno ‘n’armonia!

Written by matemauro

29-09-2009 at 23:56

Pubblicato su amici, poesia, roma, vita

29 settembre

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Written by matemauro

28-09-2009 at 22:56

Pubblicato su vita