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Dolores Ibarruri

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Dolores Ibárruri Gómez detta la Pasionaria (Abanto-Zierbena, 9 dicembre 1895 – Madrid, 12 novembre 1989) è stata una politica, attivista e antifascista spagnola.

La Ibárruri nasce in una piccola città mineraria. È l’ottava di undici figli: suo padre Antonio, detto l’Artigliere, lavora in miniera. Sua madre ha lavorato in miniera sino al matrimonio. Il nonno materno è morto in miniera, schiacciato da un blocco di minerale. I suoi fratelli sono minatori.

Comincia a leggere alcuni testi di Marx ed Engels, rendendosi conto che la vita non è "un pantano nel quale gli uomini sprofondano senza remissione, un campo di battaglia nel quale ogni giorno l’immenso esercito del lavoro guadagna posizioni". Quando nel 1920 si forma in Spagna il partito comunista, lei vi aderisce immediatamente. E nello stesso anno viene eletta membro del primo comitato provinciale del partito comunista basco.

Inizia la sua carriera politica firmando con lo pseudonimo Pasionaria (Fiore della passione) tutti gli articoli su El minero Vizcaino e poi, nel 1931, trasferendosi a Madrid, dopo essersi separata dal marito, sull’organo ufficiale del partito, Mundo Obrero di Madrid.

È una donna bella, alta e robusta, con un’espressione decisa e una grande oratoria, è sempre vestita di nero, con l’ampia e lunga gonna delle donne del suo paese, abbigliamento che è il suo distintivo e che pare abbia abbandonato solo una volta, vestendosi alla moda, per sfuggire a un arresto.

Nel 1927 guida un gruppo di donne comuniste, mogli di detenuti politici, sino all’ufficio del governatore per avanzare alcune richieste. Guida gli scioperi dei minatori e li incita alla resistenza. Nel 1930 partecipa alla conferenza di Pamplona e viene eletta membro del comitato centrale del Pce. Organizza nel 1931 un comizio a Bilbao, resiste alle guardie a cavallo, afferra una bandiera e conduce i compagni per le vie della città, in un corteo di protesta.

Viene arrestata per la prima volta a Madrid, messa in carcere insieme alle delinquenti comuni, con le quali dà il via allo sciopero della fame, al fine di ottenere la libertà dei detenuti politici. In seguito a un secondo arresto fa cantare l’Internazionale nel parlatorio e nel cortile, incitando le recluse a rifiutare il lavoro miseramente pagato. Dopo il terzo arresto spedisce i figli a Mosca.

Nel 1934 organizza, con le donne socialiste e repubblicane del suo paese, il "Comitato femminile contro la guerra e il fascismo". Verso la fine di quell’anno, in piena repressione antioperaia, va nelle Asturie con due repubblicane, per prendere più di un centinaio di bambini, figli di operai in sciopero, che muoiono letteralmente di fame e portarli a Madrid in famiglie disposte ad accoglierli.

Nel 1935 è a Mosca, dove arriva passando la frontiera spagnola a piedi, per sfuggire all’arresto, e viene eletta membro del comitato esecutivo del Comintern; è tra coloro che approvano la costituzione del Fronte Popolare tra socialisti e comunisti, che vincerà le elezioni nel febbraio 1936.

Dopo che il Fronte popolare è giunto al potere, fa liberare i prigionieri politici e convince i minatori delle Asturie a sospendere uno sciopero.Il 16 giugno 1936 denuncia apertamente in parlamento la preparazione di un golpe di destra, non creduta dal primo ministro Quiroga.

La sera stessa del colpo di stato annuncia alla radio un grido che passerà alla storia: "Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio! No pasarán!". Dopodiché entra con un compagno nella caserma di fanteria di Madrid e arringa i soldati incerti, li conquista alla resistenza. Poi si adopera per formare una milizia sicura, facendo nascere il "Quinto Reggimento".

Grazie alle sue capacità persuasive riesce a far accorrere dai paesi nemici della Spagna libera, o indifferenti alla sua libertà, uomini famosi e ignoti che formeranno le "Brigate internazionali", pronte a combattere a fianco del Fronte popolare. Suscita grande commozione il suo viaggio di propaganda in Francia e in Belgio. La delegazione riesce a farsi ricevere dal primo ministro francese Léon Blum, il quale però le conferma la decisione del governo di non intervenire nella guerra civile.

Quando il partito comunista spagnolo accetta di entrare nel governo del Fronte popolare, guidato dal socialista Caballero, diventa vice presidente del parlamento. Lascerà la Spagna nel 1939, per ritirarsi esule in Francia e da qui parte per la Russia di Stalin, dove le purghe colpiranno persino i reduci di Spagna.

Il figlio Rubén muore durante l’assedio di Stalingrado. L’altra figlia Amaya sposa un russo.

Tornata in Spagna, dopo la morte di Franco e quindi dopo 38 anni di esilio, viene eletta deputata nel 1977. Nel 1983 partecipa alla manifestazione di solidarietà con le "Madri della Plaza de Mayo" argentine. Muore di polmonite il 12 novembre 1989.

Al di là di qualunque valutazione si voglia fare del personaggio storico, la Pasionaria resta uno dei miti dello scorso secolo. E quindi un’icona. Io l’ho conosciuta personalmente nel 1962, durante i lavori del X congresso del Pci. Ci ho parlato per cinque minuti, ma mi ha dato l’impressione di una donna volitiva e coraggiosa, caratteristica della quale la sua biografia è fedele testimonianza.

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Written by matemauro

09-12-2008 at 22:37