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Le interviste possibili: Emanuele

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emanuele

La persona che intervisto oggi è un ragazzo, Emanuele, che stimo molto perché, nonostante la sua giovane età, ha molto da dire e quello che dice lo dice molto bene; scrive poesie e racconti e, se uno non sapesse la sua età, direbbe certamente che sono opere di un autore molto più maturo. Tanto per dire, ecco una sua poesia:

Oltre le "Vele"

Voglio volare lontano
dall’indifferenza di un mondo
che non sa più amare
ed è sempre più ostinato
ad avere, avere e avere ancora;
voglio volare più su delle vele,
e gridare a tutti
che basta spiccare un volo
per conquistare la libertà.

Domanda Emanuele, ti andrebbe di descriverti in due parole (facciamo quattro, va’ )?

Risposta Preferisco usare i quattro aggettivi con i quali mi definiscono persone che conosco da molti anni: curioso come un autodidatta, creativo come un poeta, rapper come Eminem, giovane.

D. Da quanto tempo scrivi e perché hai iniziato a farlo?

R. Ho cominciato a scrivere quando avevo circa 9 anni; non scrivevo proprio delle "poesie" ma quelli che io allora definivo volgarmente dei "canti". Scrivevo canzoni rap rimate, poi crescendo ho capito che quelle non erano canzoni, ma poesie. La mia influenza poetica è cresciuta ancora di più quando nel mio quartiere c’è stata una faida di camorra: in quel momento ho lasciato che la penna scivolasse da sola e sono venuti fuori dei componimenti i cui pensieri sono fissati sui muri di molte scuole del quartiere. E ne sono orgoglioso.

D. Tu abiti in una città che io e i miei amici amiamo molto, Napoli, e in un quartiere, Scampia, dei quali tutti, purtroppo, conosciamo i lati negativi. Ci vuoi invece parlare dei lati positivi della città e del quartiere?

R. È quello che vorrei sempre dimostrare: essendo di Scampia voglio far capire agli altri che si sogna in grande; non sto a elencarvi tutte le cose positive di Scampia, ma bisogna vivere questo quartiere, bisogna respirarne l’aria, sentire la fragranza dei sogni di ogni ragazzino. Per "ragazzino" non mi riferisco solo a chi sogna da grande di diventare un camorrista, ma a quei ragazzi che a scuola vengono picchiati dai futuri camorristi, a quelli che mostrano il loro talento e sognano di diventare grandi come Maradona: a Scampia ci sono tantissimi campi di calcio, ci vedo tanti ragazzini con la maglia del Napoli con il numero 10, sognando un giorno di calpestare il San Paolo proprio con quel numero. C’è una cosa che è positiva e negativa qui, l’imitazione. C’è chi imita Maradona, chi imita il camorrista e chi non ama imitare ma ama contemplare, ama comprendere e farsi comprendere, cosa che, oggi come oggi, in questo mondo, è presente al 50%.
Giorgio Bocca ha rovinato Scampia perché dice che c’è solo gente che tra la penombra delle famigerate Vele si scambia la droga, e non ha detto che c’è gente che ogni giorno si sveglia, va a lavorare onestamente e torna a casa con il sudore che gli scende dalla fronte: questa è la prova di un individuo che ha saputo solo indicare quel perimetro come una zona da non oltrepassare, come il confine d’un mondo, come zona "rossa", di allarme. E invece bisogna varcare quel perimetro, bisogna calpestare l’asfalto di Scampia che, di certo, non si regge grazie ai tanti morti ammazzati che ha ospitato, ma alle tante scarpe di calcio e alle tante voci oneste che si seccano sull’asfalto stesso…
Roberto Saviano non ha fatto altro che continuare a rovinare Napoli con il suo libro, che non ha il sapore della letteratura ma ha quello stonato della cronaca che oggi è tanto amata dai lettori. E forse per questo avrà venduto circa 3 milioni di copie. Con tutto il rispetto per le altre città, credo che Napoli sia la più bella del mondo; la cosa negativa è che viene stuprata un po’ troppo spesso, non tanto dai cittadini, ma dalla politica. E vi scongiuro di non acquisire delle opinioni assurde come quella di Calderoli ("Napoli per patrimonio artistico, culturale e sociale è la vergogna dell’Italia") perché, appunto, è caratteristica di chi non comprende questa città.

D. In uno dei primi commenti che ti feci, oltre a farti i complimenti per come scrivevi, ti consigliai anche di leggere i classici della letteratura, sia per conoscere maggiormente il mondo, sia per affinare il tuo stile per poi creartene uno tuo. Hai seguito quel consiglio? Se sì, cosa stai leggendo in questo momento?

R. Sto leggendo l’Odissea di Omero e sto approfondendo anche qualcosa sugli aedi e sui rapsodi, sulla guerra di Troia, ‘nsomma, sto "studiando" su quell’epoca, in un modo da autodidatta peraltro, perché in fondo c’è sempre stata la curiosità che mi ha spinto a studiare…

D. So dal tuo blog che ti piace la musica rap, soprattutto quella di alcune band della tua zona. A parte il mio giudizio (che come ben sai è sostanzialmente negativo….), proprio non ascolti altro tipo di musica? E se sì, quale?

R. No, affatto, non ascolto solo musica rap, ma anche musica straniera (alcune band come i Coldplay, gli emergenti OneRepublic, Bon Jovi, gli Aereosmith e odio quella musica che non è musica ma "ateismo" come quella di Marilyn Manson e in particolar modo della musica metal); ascolto la musica italiana moderna: Negramaro, Jovanotti, Biagio Antonacci, Tiziano Ferro, Fabrizio Moro (conosco tutte le sue canzoni), ascolto in un modo abbastanza frammentario anche un po’ di musica "antica", perchè credo sia alquanto "utile" ascoltarla: Mina, Massimo Ranieri, Baglioni, Zarrillo (L’alfabeto degli amanti, Cinque giorni e chi più ne ha più ne metta!). Insomma, ascolto tutti i tipi di musica, ma tendo a escludere quel genere pesantemente rock, troppe chitarre elettriche mi massacrano il cervello… vabbè, poi quando scrivo ascolto musica strumentale: Billy Cobham, Enya e anche dei flauti giapponesi o, ancora meglio, dei suoni di natura che ispirano un’enorme quiete.

D. A parte la scuola, lo studio in genere e la musica, cosa ti piace fare nel tempo libero?

R. Giocare a calcio. Discutere, condividere: trascorro circa 2 ore al giorno (non tutti i giorni, ma almeno 3 giorni a settimana) su un certo programma  chiamato "Msn", scrivo poesie e racconti…

D. Qual’è la città italiana che ti piace di più, e perché? (E non provare a rispondere Napoli!)

R. Beh… è difficilissimo rispondere a questa domanda, difficilissimo perchè in quella città non ci sono mai stato e difficilmente o quasi mai "mi esprimo" su cose che non ho mai "vissuto" in prima persona! È Venezia, molto bella, affascinante.

D. E quella estera? Ovviamente, se non sei mai stato all’estero, parla pure per conoscenza indiretta!

R. Senza alcun dubbio ti dico Parigi. Non ci sono motivi, è una città bellissima, c’è tutto di bello. (Non ci sono mai stato, ma ci andrò, un dì…)

D. Qual è il tuo sogno nel cassetto?

R. Mi trovo in difficoltà quando mi fanno questa domanda e cerco di farne una riflessione; non posso di certo intuire come sarà il mio futuro. Non dico che sogno di diventare uno scrittore, perchè so di non avere le basi, ma in effetti cerco di sentirmi un qualcuno dentro e questo è già importante; nella vita conta la ricchezza interna, non economica. Il mio obiettivo principale è quello di far capire a tutti che Scampia non è solo camorra; non conosco ancora il mio sogno nel cassetto, il cassetto è lì, non voglio aprirlo perché quando sono ansioso di poter ricevere una cosa questa non arriva mai, quando invece senti che quella cosa è lontana diventa una forza d’attrazione e sarà il sogno a venire da te.

D. Qual’è la cosa che hai fatto, ma che vorresti non aver mai fatto?

R. Tutte quelle cose che avevo preso troppo alla leggera, tutti quei gesti di "troppa sicurezza", quando si è troppo sicuri di se stessi e si crede con impenetrabile convinzione che si possa ottenere tutto, ma alla fine qualcosa manca, e quel qualcosa è anche un qualcosa che ti manca per superare un ostacolo che hai proprio davanti agli occhi e sei quindi sicuro di poterlo superare. Pura illusione.

D. E quella invece che non hai mai fatto, ma che vorresti tanto aver fatto?

R. L’incertezza mi ha ingannato spesso, mi ha bloccato, mi ha impedito di "produrre"; a volte la paragono al caffè senza zucchero, amaro, ma se ci metto quello zucchero di grinta e di buona volontà allora non è più amaro; la stessa cosa direi anche per la timidezza.

D. La solita e scontata domanda finale tocca anche a te: fatti una domanda e datti una risposta…

R. Chi sei? Un quindicenne che ha un passato alle spalle, un presente ch’è asfalto cocente e giornaliero, un futuro davanti, fitto di nebbia, ma che riesco a percepire se questo mondo fosse un po’ più perfetto. Ma perfetto non è, altrimenti sarebbe come una mela che venisse sbucciata troppo facilmente. D’altronde aggiungo che in ogni “intervista”, in ogni confronto, in ogni discussione, gettiamo fuori una piccola parte di noi stessi: un cromosoma di pensieri di cui, a volte, non conosciamo l’esistenza…

Ecco Emanuele; un ragazzo dei nostri tempi, ingenuo e serio al tempo stesso, un ragazzo come ce ne sono tanti, oggi. Ma con una particolarità: uno di quelli (pochi, troppo pochi, purtroppo…) cui piace leggere e scrivere. Visitate il suo blog e non ve ne pentirete!

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Written by matemauro

09-06-2008 at 14:59

Pubblicato su interviste possibili

Le interviste possibili – Aironedistelle

with 13 comments

aironedistelle

Stavolta la mia ospite è una persona davvero speciale (come d’altronde sono un po’ tutti i miei amici, ognuno a modo suo ) e capirete il perché dalle domande e dalle sue risposte. Si tratta di aironedistelle, per la quale la prima domanda è d’obbligo…

Domanda Carissima amica, dicci il come e il perché del nick e del nome del blog (picnicconlefragole)…

Risposta Per quanto riguarda il nick: l’ airone l’ho eletto a simbolo della della mia esistenza, le stelle  rappresentano i miei sogni. Quando il mio airone sarà stanco e sfinito troverà sempre una stella da guardare e seguire. Per quanto riguarda il nome del blog, invece, tutto dipende dalla mia proverbiale distrazione, e dalla mia ignoranza in fatto di web. Il blog era nato come Posto delle Fragole, in sintonia con l’omonimo libro e film di Bergman che amo molto. Errore di registrazione ed è stato subito inutilizzabile: nacque così il Picnic con le Fragole.

D. Ma tu e Roberto, il compagno della tua vita, avete anche un altro blog, più importante in un certo senso…

R. Ti ringrazio intanto ufficialmente per il premio che hai voluto assegnarci. La Nostra Africa l’abbiamo varata per cercare di sensibilizzare le persone, anche attraverso un mezzo così efficace come un blog, su un mondo ricco di valori e sofferenza. Un mondo sfruttato fino alla vergogna, al quale è stata tolta la voce per paura delle parole.

D. Quand’è che sei andata la prima volta in Africa, e che impressione ne hai ricevuto?

R. È un ricordo bellissimo la mia prima volta africana. Roberto e io ci siamo conosciuti da un amico comune – anche lui medico – in una serata in cui avevo deciso di lasciarmi alle spalle i brandelli di un lungo e doloroso naufragio sentimentale. Mi portò con sé nel successivo viaggio e capii che l’Africa aveva davvero un grandissimo pregio: quello di farti scoprire o riscoprire valori dimenticati o solo sopiti. La natura, le notti con le miriadi di stelle palpitanti, il silenzio rotto solo dalle onde lunghe del vento, la gente che chiede di essere ascoltata, gli occhi da cerbiatto dei bimbi malati di Aids… in sintesi direi la vita nel suo senso vero, unico e irripetibile.

D. L’esperienza che state vivendo tu e Roberto in che modo vi ha cambiato e come ha cambiato (se lo ha fatto) il vostro rapporto?

R. Il nostro rapporto è nato proprio per questa unità di interessi e questa visione comune della vita. Si è quindi consolidato maggiormente e rapidamente. Direi che il “mal d’Africa” ci ha contagiato da subito.

D. A parte il Kenia, hai visitato altri paesi africani?

R. Presto andremo in Sudan, sempre non come turisti. Il Kenya, se non si va per turismo, è un paese meraviglioso. La parte turistica ha il difetto di essere la Rimini di pseudo vip. E mi da molto fastidio, fisico proprio.

D. Tu conosci personalmente Gino Strada? Io a vederlo in televisione ne ho tratto l’impressione di una persona molto allegra ed espansiva. Secondo te?

R. Sì, ho avuto questa gioia. Per me ha, tra gli altri, un pregio grandissimo. Pur non dimenticando mai la realtà, è un uomo ancora capace di sognare. Sognare la giustizia, la pace, il diritto alla vita. Lui ci sta ancora provando e noi con lui.

D. Nel tuo profilo si legge una frase in francese (che traduco io stesso, date le mie multiformi capacità interpretative…) di un brano del grande Roberto Vecchioni: "Avremo soltanto due sogni da vivere: il primo è il tuo amore, l’ultimo è il tuo amore." Ci dai la tua interpretazione di queste parole?

R. Il primo è l’amore, dice il magico Roberto Vecchioni. Mi associo così: l’amore per tutto, non solo per lui o lei. L’amore in senso allargato a tutto ciò che ci riempie la vita e senza il quale difficilmente saprei dare un senso alle cose. Perché la vita è niente senza quello che hai da vivere, aggiungo sempre citando. Poi l’ultimo ovviamente è dedicato a Roberto, al mio Valsecchi insomma, che ha saputo ridarmi la gioia di essere come sono, difetti (tanti) e pregi (pochissimi), di credere e di farmi credere.

D. Tu sai quanto io e DonnaFelice ti vogliamo bene, ma… scorrendo indietro il tuo blog ho letto una ricetta che mi ha fatto rabbrividire: le vongole veraci insieme con gli spinaci (e passi…) ma anche le arachidi… Ma sei certa di quello che hai scritto? Lo hai assaggiato quel piatto???

R. Ahimè sì! Quando si viaggia, Roberto e io abbiamo il difetto di voler partecipare intensamente il paese che ci ospita. Poi per gratitudine i nostri amici keniani ci portano un po’ di tutto e ci invitano ad assaggiare loro specialità. Pensa che questo piatto è tra i più vicini ai nostri gusti… Avevo intenzione di aggiungere altre ricette, ma capisco che forse non è il caso!

D. Guarda, io sono della stessa vostra idea: quando sono all’estero mangio soltanto piatti locali… Qual’è la città italiana che ti piace di più, e perché? (Non credo che risponderai Milano, ma ovviamente questa scelta ti è preclusa!)

R. Non potrei mai risponderti Milano. La amo, ma ho un rapporto amore/odio con la mia città. È egoista e prepotente come una bella donna che sa anche troppo di esserlo e se ne approfitta. Mi piacerebbe molto vivere (ho detto vivere, attenzione, perché lavorare a Milano va benissimo) a Orvieto. È ricca di fascino medievale e certe stradine piene di ciottoli che distruggono piedi e scarpe mi fanno pensare a una vita un po’ al rallentatore, ma per questo piena di pensieri sciolti, dove intanto che ti guardi intorno sogni.

D. E quella estera?

R. Vienna. Per quella grazia altera e demodé che risveglia in me quella parte di Sissi nascosta, ma non così tanto. La notte di Natale in carrozza per esempio, ci pensi? Con il sottofondo di Strauss…

D. Qual è il tuo sogno nel cassetto?

R. Realizzare per e con Padre Kizito un progetto di sostegno al popolo Nuba. Sto pubblicando sul blog La nostra Africa la loro storia a puntate. Spero di riuscire a sensibilizzare alcune associazioni tipo Lions o Rotary… Chissà!

D. Qual’è la cosa che hai fatto, ma che vorresti non aver mai fatto?

R. Mmmhhh, che domanda cattiva. Però grandi scheletri nell’armadio non ne ho, perché errori ne ho fatti eccome, ma temo proprio di non pentirmi poi più di tanto. Forse li rifarei. In fondo se li ho fatti è perché ci credevo. Ti rispondo: aver cominciato a fumare a 18 anni, per non fare la figura della bimbetta con gli amici che mi prendevano in giro. Poi ho dovuto smettere, ma questa è un’altra storia.

D. E quella invece che non hai mai fatto, ma che vorresti tanto aver fatto?

R. Un figlio, ma purtroppo non basta volerlo. A volte quando il diavolo ci mette la coda…

D. L’ovvio quesito finale tocca anche a te: fatti una domanda e datti una risposta…

R. Non credi di essere stata prolissa? Certamente sì, ma è così bella questa iniziativa! Grazie Mauro, è stato magnifico. Però avrei ancora un sacco di cose da dire, torni?

E come no? Poi non sei stata prolissa affatto… Ringrazio di vero cuore Laura (e anche Roberto, ovviamente!), anche da parte di DonnaFelice che mi ha dato un grosso aiuto con le domande. A tutti il nostro più cordiale a rileggerci!

Written by matemauro

06-06-2008 at 21:51

Pubblicato su interviste possibili

Le interviste possibili – Leorotundo54

with 16 comments

Blogger: leorotundo54

Il nostro ospite di stasera è Leorotundo54, con il quale ovviamente non c’è necessità di chiarimenti riguardanti il nick, dunque passiamo subito al fuoco di fila delle domande…

Domanda Leo, in uno dei tuoi ultimi post spieghi con dovizia di particolari perché ti piace Vasco Rossi; dato che avevo promesso che la domanda te l’avrei fatta qui, te la pongo, ma ti prego di rispondere un po’ più concisamente…

Risposta Mi piace Vasco Rossi perché descrive la condizione umana in modo realistico fino a sembrare un provocatore, la sua mancanza di ideologie e di fedi religiose avrebbe potuto farlo diventare un cinico, ma questo non è successo grazie alla sua sensibilità. Ha una semplicità di fondo nei testi e nella musica che a volte, secondo me, lo rende più un autore pop, nel senso migliore del termine, che rock.

D. Tu sei insegnante e dunque continuamente a contatto con i giovani di oggi; mi pare che tutto sommato i rapporti tra giovani e adulti non siano poi tanto diversi da quelli che avevamo noi con la generazione precedente. L’unica diversità potrebbe essere nell’impatto che sui giovani hanno i mezzi di comunicazione di massa, ai nostri tempi pressoché nullo. Tu cosa ne dici?

R. Sono d’accordo, essere giovani ed essere adulti sono solo due condizioni umane attraverso cui tutti dobbiamo passare. I problemi tra le generazioni sono sempre quelli, tutte le affermazioni sulla mancanza di ideali e di senso etico delle giovani generazioni sono chiacchiere che si sentono da sempre, i giovani sono diversi fra di loro come lo sono gli adulti, ce ne sono di tutti i tipi. Il dialogo, il più delle volte, lo si riesce a instaurare tranquillamente, sempre però nella consapevolezza della differenza dei ruoli, hanno bisogno di noi più di quello che si pensa. Le differenze con la nostra generazione sono essenzialmente due: l’uso delle nuove tecnologie per comunicare e divertirsi, sono sempre un passo avanti a noi, e poi la loro maggiore libertà, compresa naturalmente quella sessuale. A volte penso che si gettino in certe esperienze troppo precocemente senza averne la maturità.

D. Secondo te, in quali termini il rapporto con gli studenti può cambiare anche l’insegnante?

R. Il rapporto con gli studenti ti cambia senza dubbio, sia dal punto di vista intellettuale (questo succede con i più bravi, con le loro osservazioni e i loro interessi culturali), sia dal punto di vista psicologico (insegnare significa anche essere costretto a ripensare alla propria adolescenza).

D. Questa domanda m’è venuta in mente leggendo un tuo post un po’ vecchio. Uso politico della religione e uso religioso della politica: se ne uscirà mai?

R. Gli altri paesi occidentali ne stanno uscendo o ne sono già usciti, è l’Italia che rimane indietro avendo il Vaticano in casa, i nostri politici hanno paura di perdere consensi. Il momento non è dei migliori e ci vorrà molto tempo per cambiare.

D. Hai mai vissuto per un lungo periodo fuori dagli "angusti confini della città di provincia"? E se sì, dove? E che impressioni ne hai ricevuto?

R. Ho studiato a Napoli all’università, è una città bellissima e unica al mondo da certi punti di vista, ma dal punto di vista sociale i problemi si sentivano tutti, era e rimane una realtà difficile, non l’ho mai molto rimpianta anche se ci torno spesso.

D. Qual’è la cosa più strana che tu abbia mai fatto? E perché?

R. A una festa per scommessa mi sono spogliato quasi del tutto, mi avevano sfidato e ho accettato.. follie giovanili…

D. Qual è la città italiana che ti piace di più, e perché? (E sai bene che non puoi rispondere Foggia!)

R. Sono innamorato di Firenze e del Rinascimento: sarà un luogo comune ma quando sto a Firenze mi sembra di vedere le radici migliori di noi italiani, quelle che abbiamo perso per strada. Vi sono bellezze quasi eccessive e a volte penso che la sindrome di Stendhal abbia un fondamento. Roma è bellissima ma non sopporto il traffico insostenibile e la confusione.

D. E quella non italiana?

R. Certamente Barcellona: quando l’ho visitata mi è sembrata moderna, efficiente, piena di vita e con tante opere d’arte e musei da vedere; ma soprattutto la ricordo come una città allegra, una splendida città di mare. Però voglio aggiungere anche Parigi perchè è una vera metropoli moderna, ordinata e civile, capace di rinnovarsi continuamente conservando una "scala umana", e Berlino, che per chi si interessa di architettura è un festival dell’architettura moderna, una città veramente europea e poco "tedesca".

D. Qual è il tuo sogno nel cassetto?

R. Vorrei andare a New York e salire sui suoi grattacieli "storici": sull’Empire State Building, sul Chrysler e sul Flat-Iron.

D. Qual’è la cosa che hai fatto, ma che vorresti non aver mai fatto?

R. A 17 anni feci parte per un breve periodo di un gruppo extraparlamentare di sciagurati, per contestare la decisione del preside di mettere le sbarre alle finestre delle aule del piano terra della nostra scuola: di notte ne sdradicammo una, ne nacque un mezzo putiferio ma non venimmo scoperti, diciamolo… eravamo ridicoli!

D. E quella che non hai fatto, ma che vorresti tanto aver fatto?

R. Con il senno di poi: vorrei essermi iscritto alla facoltà d’architettura.

D. E il solito quesito conclusivo: fatti una domanda e datti una risposta…

R. Cosa farai la prossima volta che vai a Roma? Andrò nel quartiere di Testaccio per mangiare una piadina da una certa persona!

Mannaggia mannaggia, Leo ancora non sa che purtroppo la piadineria è chiusa da dicembre   ! Il nick è rimasto quello, ma piadinaro non lo sono più! Ciò non toglie che quando verrà a Roma ci incontreremo molto volentieri ! Grazie comunque, Leo!

Written by matemauro

04-06-2008 at 22:26

Pubblicato su interviste possibili

Le interviste possibili – Bandolin

with 14 comments

bandolin

Siamo oggi invitati a casa di Bandolin, attrice "per hobby", come dice lei, ma assai dotata…

Domanda Come a tutti i miei amici dei quali non è immediatamente comprensibile il nick, anche a te tocca spiegare il tuo…

Risposta Dalla canzone Ana Bandolim del cantautore brasiliano Tico da Costa, che per descrivere la sua donna fa riferimento agli strumenti musicali. A ogni strumento corrisponde uno “stato umorale” della sua amata. È una canzone molto dolce, la intonavo come ninna nanna per far addormentare mio figlio quando era piccolo. Quando ho aperto il blog ho scritto il nick con una “n” finale al posto della “m” e così sono Bandolin.

D. Che fine hanno fatto Mimosa e Grimilde, i personaggi con cui ci allietavi nei primi post? Non torneranno più? E Raddrizza Banane?

R. Mimosa e Grimilde sono due facce della stessa medaglia, due personalità che hanno imparato a convivere e a collaborare per migliorare la vita di Bandolin. Non è un caso che siano sparite come entità separate. Mentre Raddrizza Banane è sempre in esercizio, ma con… moderazione…

D. Secondo me, da quando hai aperto il blog, quel "bicchiere mezzo pieno" si è riempito un bel po’, non trovi?

R. Sì, trovo. Anzi ho trovato…

D. Che ruolo assegni alla recitazione nella tua vita, rispetto al lavoro, alla famiglia ecc.?

R. La recitazione è un hobby e resterà tale. Il mio lavoro nel mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento è e resterà dietro le quinte, altrimenti non mi divertirei così tanto a esibirmi come attrice e ballerina. Ti confido un segreto: sul giudizio finale della V elementare il mio maestro scrisse che avrei dovuto fare l’attrice.

D. Non mi costa alcuna fatica a crederci… Ancora un secolo e mezzo fa le parti femminili a teatro erano interpretate da uomini. Te lo immagini un uomo nella parte di Palmira?

R. Palmira è una zitella piacente, costretta per riconoscenza a fare la badante a una vecchia zia. Conosci uomini capaci di prendersi cura di un parente per così tanto tempo?

D. Come sta il Mitico Felice (per chi non lo sa, è il regista della compagnia teatrale nella quale operi)? State già pensando allo spettacolo della prossima stagione?

R. Mitico Felice sta bene e stiamo preparando il nuovo spettacolo. Ti do l’anteprima: probabilmente sarà un testo di Ghigo De Chiara e ci sarà da divertirsi anche questa volta.

D. Ah, speravo proprio in qualcosa di Guy de Maupassant, come avevi accennato… Ma comunque, se G. (tuo figlio) decidesse di lasciare gli studi per fare l’attore a tempo pieno, quale sarebbe la tua reazione?

R. Se fosse questo il suo desiderio lo incoraggerei. Desidero che mio figlio sia felice.

D. In che misura l’amore (se vuoi, il sesso…) e la tolleranza possono o debbono andare di pari passo in un rapporto a due?

R. Credo che in un rapporto d’amore consolidato ci possano essere dei periodi di calo del desiderio, è fisiologico. La tolleranza invece non deve mancare mai. Se manca quella tanto vale fare le valigie. Ma non bisogna abusare della tolleranza altrui. Io ho lasciato un uomo dalla sera alla mattina senza dare spiegazioni, perché aveva reiteratamente abusato della mia pazienza.

D. Qual è la città italiana che ti piace di più, e perché? (E non mi rispondere Roma!)

R. Bologna per affetto, perché è lì che ho fatto l’Università e perché amo visceralmente gli emiliani. Se rinasco mi sposo un emiliano. In generale mi piacciono le città di media grandezza, quelle dove si può camminare in santa pace. Per esempio Catania, Ferrara, Bolzano, Lecce.

D. E quella non italiana?

R. Praga perché è magica veramente. Ma vivrei a Madrid o Barcellona.

D. A proposito di Praga… ti ricordi che all’inizio della nostra conoscenza avevi detto che avevi delle foto di Praga? Ancora sto aspettando di vederle… Qual è il tuo sogno nel cassetto?

R. Oddio, devo mettere un po’ d’ordine sennò mica lo ritrovo…

D. Qual’è la cosa che hai fatto, ma che vorresti non aver mai fatto?

R. Ho rubato centomila lire, è la prima volta che lo dico.

D. E quella che non hai fatto, ma che vorresti tanto aver fatto?

R. Viaggiare per tre mesi interi senza meta.

D. E il solito quesito conclusivo: fatti una domanda e datti una risposta…

R. Hai più rimorsi o più rimpianti? Non ho tempo per pensare al passato. Devo godermi il presente e costruirmi il futuro.

Avevo ragione o no nell’intervistare Bandolin? Secondo me da queste parole si capisce perfettamente che tipo di donna è, e che attrice… E salutiamola in coro con un bel Ciaaaooooo… (Per coloro che non hanno visto Pensione Pomodoro, rimando qui al mio resoconto della rappresentazione)

Ricordo contemporaneamente a tutti gli intervistati che aspetto le loro domande rivolte a me; finora ne ho ricevute proprio pochine…

Written by matemauro

30-05-2008 at 21:44

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Le interviste “possibili” – Targhina

with 13 comments

Blogger: Targhina

Tocca oggi alla nostra amica Targhina, una delle persone più spiritose che popolano questo vasto mare di Splinder…

Domanda Noi ci conosciamo dalla SplinderNight, e ricordo che, nel post che dedicasti a quella manifestazione, desti di me una definizione che mi lasciò un po’ interdetto: "Il sor Piadina, simpatico signore dall’aria buffa e accattivante…" Sei ancora di quel parere?

Risposta Certo! A me sembra un’autentica dichiarazione d’amore e di stima! Aggiungerei “irresistibile” vista la mole notevole di fìmmine che commenta i tuoi post, da nord a sud, isole comprese !

D. Ho letto che hai ceduto anche tu alla mania odierna dei tatuaggi. Perché te lo sei fatto e che succederà se in futuro cambierai idea? Non credi che sia una decisione troppo drastica dalla quale non si torna indietro?

R. È lunga da spiegare… Diciamo semplicemente che mi ritengo una persona “in bilico” tra equilibrio ed eccesso. Ho scelto con cura cosa tatuarmi, dove e perché, per questo ci ho messo anni a decidermi! Adoro i tatuaggi, li trovo una splendida forma d’arte, purchè fatti non per mero segno di protesta o pura estetica! Quando una decisione la prendo con coscienza e valutazione difficilmente cambio idea o me ne pento! Sono anzi felice di immaginare il mio pesciolino tattoo trasformarsi in una simpatica e rugosa balena in vecchiaia!!!

D. Scorrendo il tuo blog ho notato che una gran parte dei tuoi pezzi sono dedicati ai centri commerciali, o ambientati in essi. Ci spieghi la ragione di questa frequenza?

R. Mah, un po’ per comodità: perché sono vicino casa mia, un po’ per necessità: perché quando stacco dal lavoro i negozi "normali" sono già tutti chiusi, un po’ per curiosità: perché i centri commerciali sono un po’ i Luna Park degli adulti (e non solo), dei veri e propri non-luoghi delle non-esperienze dove inebriarsi di luci, colori, vetrine e dove osservare la più svariata umanità: come si veste, cosa compra, come cammina…. e su questo microcosmo ho scritto numerosi racconti umoristici.

D. Qual’è la prima cosa che osservi in un uomo e perché?

R. Difficile a dirsi, sono un insieme di cose: il profumo, la bocca, le mani e l’ironia, non necessariamente in quest’ordine! Detesto gli uomini snob, quelli gelosi e benpensanti e quelli che non sanno ridere.

D. Tra il George Clooney di ER, il Richard Gere di Pretty Woman e il Brad Pitt di Fight Club, chi ti piace di più in termini estetici e perché?

R. Scarto subito il primo perché non mi è mai piaciuto, Richard Gere in Pretty Woman è il personaggio cinematografico maschile che più amo, ma per fascino e intensità di sguardo (nonostante io preferisca i mori) scelgo Brad Pitt degli ultimi tempi: più maturo e più interessante.

D. E, andando più indietro nel tempo, il più bravo attore tra Sean Connery, Marcello Mastroianni e Jean Gabin?

R. Beh, tra questi, decisamente Mastroianni! È l’unico di cui posso apprezzare appieno l’interpretazione, poiché ne posso ascoltare la voce originale, senza doppiaggio. Sean Connery somiglia troppo al mio professore del liceo e Gabin appartiene a una tradizione cinematografica che non ho mai amato molto, quella francese.

D. Quand’è che mi farai recitare una delle mie poesie in romanesco durante una delle tue serate letterarie?

R. Quando vuoi! Anzi cominciamo subito! Completa sto sonetto, tiè:

So’ finiti li tempi belli
quanno a Roma c’erano i cavalli
che tiravano ‘a carozzella
facenno visita’ la Roma bella.
Er vetturino come ‘n anfitrione
spiegava tutto fin dai tempi de Nerone
facenno rivive ar forestiero
li tempi der romano impero…

D. Mi sfidi, eh ? Va bene, allora:

…Ma soprattutto er vetturino,
quanno montava ‘na coppietta,
faceva ‘n giro assai piccino
perché sapeva che la loro fretta
nun era pe’ vede’ de Roma le bellezze
ma pe’ fasse sortanto ‘n po’ de carezze,
e allora je tirava giù er tendino
e ar cavallo je diceva: "Va’ pianino!"

Ma torniamo all’intervista; qual è la città italiana che ti piace di più, e perché? (Esclusa Roma, naturalmente!)

R. Direi Lucca, perché da romana innamorata de Roma non sono mai riuscita a trovare le altre città italiane più belle della mia, pertanto non posso che far riferimento a cittadine piccole dove regna la quiete, dove non c’è traffico né smog, dove il verde sconfinato sta accanto a opere d’arte bellissime e dove la qualità della vita è ottima! Lucca mi ha colpito moltissimo per tutte queste cose e sebbene la Toscana mi piaccia tutta è a Lucca che vivrei, in un’altra vita!

D. E quella non italiana?

R. Senz’ombra di dubbio Londra! Ho girato parecchio l’Europa, ma nessuna città mi ha colpito come Londra. Adoro il suo essere “avanti” su tutto, adoro la sua letteratura, la sua storia e la sua attenzione per le tradizioni antichissime e per l’innovazione, la sua popolazione multietnica e la grande passione per il teatro! Una città in cui ogni quartiere ed ogni strada possiede il suo teatro per me è un grande esempio di civiltà!

D. Qual è il tuo sogno nel cassetto?

R. Realizzare tutti i progetti relativi alla mia creatività e vivere di un lavoro che mi permetta di non abbandonarla mai.

D. Qual’è la cosa che hai fatto, ma che vorresti non aver mai fatto?

R. Perdere troppe occasioni in un’età in cui avrei dovuto invece afferrarle con braccia e gambe!

D. E quella che non hai fatto, ma che vorresti tanto aver fatto?

R. Vivere per un po’ a Londra.

D. E il solito quesito conclusivo: fatti una domanda e datti una risposta…

R. Se ne avessi la possibilità in cosa vorresti reincarnarti? In un delfino: libero seppur in gruppo, immerso nelle acque dei mari seppur mammifero, agile e atletico per natura senza andare in palestra! Ma come delfino io al brufoloso pischello delle caramelle Dufur gli sputerei in un occhio, "delfino curioso a soreta"!

E anche questa è fatta! Ringrazio di vero cuore Targhina, anche per avermi dato il destro di scrivere qualche verso in romanesco, attività che ambedue amiamo particolarmente, e a tutti un cordiale "arrivederci" su queste colonne!

Written by matemauro

29-05-2008 at 00:38

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Le interviste possibili – Sir Biss

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sirbissEgregio Sir Biss, prima di tutto desidero chiederLe scusa se, pur essendo Ella un nobile, mi troverò costretto a darLe del tu, ma come Ella ben sa, siamo in democrazia e dunque…

Domanda Caro amico, sono di significato palese sia il nick che l’avatar che hai scelto (per chi non li conoscesse: il serpe – rigorosamente maschile, a quanto ricordo – del Robin Hood disneyano); potresti dirci però quali sono i motivi per i quali li hai scelti?

Risposta In effetti il personaggio si chiama Sir Biss ed è un rettile dalla lingua lunga ma non velenoso (chiaro?), mentre l’avatar lo è, perché è una vipera; il nome del blog (sottolanevepane), invece, deriva dalla pazienza unita alla speranza che deve accompagnare i processi di crescita e maturazione (cultura contadina). Insomma, torno alle origini: un contadino toscano con la lingua tagliente.

D.  Mi pare che a tutti i bloggers venga l’uzzolo, una volta aperto un blog, di aprirne prima o poi anche un altro di taglio più o meno diverso; per te è stata una decisione pressoché spontanea o lo hai fatto dopo lungo arrovellarti?

R. Ho aperto prima il profilo di Flavio, semplicemente per poter commentare sui blog degli altri, senza risultare anonimo; poi questo blog e, infine, l’altro – mesocompratostachitara (tipicamente d’ispirazione romana) -: in fondo sono nato a Roma. Un’esperienza bellissima.

D. Tra i tre massimi poeti romani, Belli, Trilussa e Pascarella, chi preferisci e perché?

R. Non preferisco: mi piacciono “ambetrè”! Ma Trilussa è il più moderno, il più vicino nel tempo.

D. Ho letto sul tuo blog che sei passato dalla cinefilia alla felinofilia. Posso chiederti come mai?

R. Nonno (materno) era un cacciatore e io mi sono trovato fin da bambino ad aver rapporti affettuosi (slap!) con i cani. Poi ho perso il mio amico maltese, raccolto dalla strada: fui costretto a portarlo all’iniezione fatale per evitargli ulteriori sofferenze (un cancro alla testa); ho attraversato Roma con i mezzi, ho trovato il centro veterinario in sciopero; sono tornato il giorno dopo (nessuno a casa mi ha accompagnato in macchina!) e mi è morto in braccio. Avevo sedici anni e mi sono detto: "mai più un altro". Molti anni dopo mia moglie è riuscita ad introdurre in casa prima un criceto (Chicchi, detto Richichì) e poi Sissi, la mia principessa siamese e io… me ne sono innamorato.

D. Non so tu, ma io non credo nella metempsicosi… Ma comunque, se dovessi rinascere aninale, in quale vorresti reincarnarti?

R. Lombrico di letame! Così questo mare di m***a lo potrei considerare una festa pazzesca!

D. Una domanda secca: cosa nascondi sotto i baffi?

R. Di solito un sorriso sardonico, ma lo nascondo male, perché gli occhi mi tradiscono… e poi i serpenti non hanno baffi!

D. Nella vita, a cosa dai più valore: alla famiglia, al lavoro o alla realizzazione personale?

R. Se non esiste l’io, non esiste il resto. La famiglia è una scelta di due "io", quindi viene subito dopo. Il lavoro? Ma ti ricordi com’è nato? Dalla cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden, dove tutto era gratis tranne la frutta, che costava "un’ira di dio": ma può essere buona una maledizione biblica?!

D. Supponi di dover conquistare una donna; che regalo le fai e perché?

R. Comprensione, attenzione e complicità: se li accetta siamo già in sintonia.

D. Qual è la città italiana che ti piace di più, e perché? (Non vale rispondere Roma, ovviamente!)

R. Eppure Roma è la risposta. Lei esclusa direi Firenze. Ma ho angoli miei in tante città, dato il molto viaggiare legato alla professione: Bari vecchia, la Vucciria a Palermo, Catania, specie la zona del porto, Alghero, Nervi e Bogliasco a Genova, Brera e la cerchia dei Navigli a Milano, il centro e la collina di Torino, Mantova, Padova, Verona, Pistoia e potrei continuare ancora.

D. Vabbe’, hai disegnato la cartina dell’Italia… E quella non italiana?

R. Due soltanto: San Francisco e Londra. Ho passato qualche settimana in ciascuna delle due.

D. Qual è il tuo sogno nel cassetto?

R. Ma quale cassetto, sono anni che lo strombazzo ai quattro venti: aprire un ristorante. Ormai lo sanno pure i sassi…

D. Qual’è la cosa che hai fatto, ma che vorresti non aver mai fatto?

R. Non ho rimorsi, almeno percepibili o che io ricordi.

D. E quella che non hai fatto, ma che vorresti tanto aver fatto?

R. Non ho neppure rimpianti: certo, la vita è un treno che passa una sola volta, ma tanto finisce comunque nello stesso binario morto. Hai presente "’A livella"?

D. E il solito quesito conclusivo: fatti una domanda e datti una risposta…

R. Flavio, che ci trovi in Mauro? Un matematico, con tanta cultura quanta umanità. Peccato che bari con la foto dell’avatar…

Io? Barare con la foto dell’avatar? Ma quando mai…

Written by matemauro

26-05-2008 at 22:05

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Le interviste possibili – Chicca

with 11 comments

Blogger: chiccama

Questa sera intervista con la nostra amica Chicca, una delle prime persone che ho conosciuto nel vasto oceano di Splinder.

Domanda Cara amica, per te nessuna domanda sul nick, dato che è assolutamente comprensibile . Invece la domanda d’obbligo riguarda la definizione che dai di te stessa nel profilo: "paciugo esistenziale". Ora, mentre l’aggettivo esistenziale mi riporta alla mente Sartre, Camus, Moravia ecc., per quanto riguarda il sostantivo, l’unica definizione che ho trovato è quella di mota, fanghiglia; ci puoi chiarire qual è il significato che associ a quella definizione?

Risposta Un signore che veniva a tagliare il fieno nella casa di nonno si definiva nel nostro dialetto: ciapa ciapa vulant d’giurneda che poi si traduceva in italiano così: "chiappa, chiappa, volante di giornata"; che sarebbe "ciapa ciapa" = "paciug" uno che sa fare tante cose, ma tutte pressappoco! Volante perchè salta da una cosa all’altra e di giornata perchè lo chiamavano giorno per giorno. Io sono esattamente quella definizione: ciapa ciapa, volante di giornata… un "paciug", insomma, che fa tante cose e nessuna bene (tranne il mio lavoro)!

D. Basta scorrere un paio di pagine del tuo blog e si capisce che hai interessi molto vasti; ma c’è qualche aspetto delle attività umane che riesce a non interessarti?

R. Sì, gli affari ,  sono una frana perchè non mi interessano, vivo e vivo più che bene del mio lavoro e basta…

D. Tu sei spesso negli Usa; qual è, di quel paese, l’aspetto che più ti piace e quale quello che invece ti sta meno a genio?

R. Domanda molto difficile, c’è un amore-odio profondo per questa terra che mi ha visto anche crescere, la cosa che più non sopporto è l’ignoranza, nel senso del non voler conoscere altri mondi, specialmente nella provincia profonda esiste solo l’America e il resto non c’è proprio; tra le cose che amo invece ci sono la musica, la beat generation, la cucina creola di New Orleans e le "città nelle città" come i quartieri neri, cinesi, giapponesi, messicani: sono la linfa vitale dell’America.

D. Il famoso melting pot, insomma… Sei stata anche in uno dei (tanti) posti che muoio dalla voglia di visitare, Samarcanda. Quali sono state le tue impressioni nel visitarla? Vi si respira ancora l’aria delle avventure lungo la "via della seta"?

R. A Samarcanda sono stata due volte: la prima volta con mio padre ed ero giovanissima e la seconda con mia figlia come regalo dei suoi 18 anni e e le emozioni sono state identiche, sembra che lì il tempo si sia fermato, ti pare di essere arrivato in fondo alla via, il tempo scorre e non ti tocca, la cosa che più mi ha preso sono i profumi e i colori, i blu dei mosaici che ornano i palazzi, che si perdono nel blu del cielo.

D. Facciamo il gioco della torre: se sopra ci fossero Berlusconi, Bossi e Fini, chi butteresti di sotto e perché? (Non puoi rispondere tutti e tre, ne devi scegliere uno )

R. Li butterei tutti e tre, ma visto che devo scegliere butterei Fini, non mi fido… Berlusconi è un pover’uomo; Bossi… lasciamo perdere, ma Fini a me fa ancora paura…

D. Cosa c’è dietro l’angolo? (Chissà se qualcuno si ricorda chi era che faceva sempre questa domanda durante le sue interviste…)

R. Dietro l’angolo ci sono anni, almeno cinque, molto difficili.. e poi quello che mi preoccupa è di trovare dietro l’angolo una gioventù che ha perso la "memoria storica" dei padri!

D. C’è qualcosa che può farti ridere fino alle lacrime? E se sì, cosa?

R. Sì, i film di Jacques Tati, Troisi, Benigni e leggere J.K. Jerome…

D. Oltre che "un apostrofo rosa fra le parole t’amo" (definizione che personalmente aborro…) come definiresti un bacio?

R. Un moto del cuore e della mente, il bacio arriva alle labbra, ma viene da lontano…

D. Qual’è la città italiana che ti piace di più, e perché? (Non vale rispondere Parma, ovviamente!)

R. Amo le piccole città, e fra le mie prefrite c’è Ferrara: la trovo splendida, e poco conosciuta!

D. E quella estera? (Anche se mi sa che per chi conosce un po’ il tuo blog, la risposta è pressoché scontata…)

R. Sicuramente una qualsiasi città della Giordania andrebbe bene… ma certo il Wadi Rum è il mio spazio prediletto.

D. (C’avrei scommesso… ) Qual è il tuo sogno nel cassetto?

R. Comprarmi un uliveto a Dogara e poterci vivere per sempre.

D. Qual’è la cosa che hai fatto, ma che vorresti non aver mai fatto?

R. Ho fatto tante cavolate, ma non ho rimpianti, quindi tutto quello che ho fatto lo rifarei paro paro.

D. E quella invece che non hai mai fatto, ma che vorresti tanto aver fatto?

R. Beh, mi sarebbe piaciuto suonare il sax in una band a New Orleans!

D. La solita e scontata domanda finale tocca anche a te: fatti una domanda e datti una risposta…

R. Cosa ne pensi di Mauro? Un caro, carissimo amico, un gentiluomo come ce ne sono pochi!

Un ringraziamento a Chicca, sia per averci regalato questo pezzo di sé, sia per le bellissime cose che scrive sul suo blog… visitatelo, non ve ne pentirete!

Written by matemauro

18-05-2008 at 22:31

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