matemauro

Di matematica ma non soltanto…

Archive for the ‘amici’ Category

Un’altra cugina…

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svizzeraLa mia famiglia "allargata" s'allarga ancora…
 
Oltre a Titti, che molti di voi già conoscono, ha aperto un blog su Splinder anche sua sorella, nonché ovviamente mia cugina: Giusi…
 
Benvenuta, da parte mia e di tutti i miei amici, Giusi! 
 
Giusi vive in quel meraviglioso paese che è la Svizzera, e aggiungo… se non fosse per gli svizzeri, ma qui Giusi mi darà sulla voce (per non usare il solito francesismo…)
 
Ora, io adoro gli svizzeri, purché non siano svizzeri veraci, e infatti amo i miei zii/zie (italo-svizzeri, anche se ahimé rimasti pochi), i miei cugini (italo-svizzeri), i miei nipoti (svizzeri, ma di discendenza italiana)… insomma s'è capito, no?
 
La mescolanza dei caratteri ereditari è quel fattore che ha permesso all'umanità di evolversi sempre in meglio, altrimenti saremmo rimasti quasi certamente ominidi ancora indecisi se restare sugli alberi o decidersi a scendere nella savana ad affrontare leoni ed elefanti… in barba a ciò che afferma la Lega! (Luigi, ci sei? )

Written by matemauro

07-04-2010 at 21:14

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Un anno fa, il terremoto a L’Aquila.

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terremoto_l_aquila_palazzo_prefettura_2009


Ché uno pensa: vabbe, di terremoti quanti ne accadono ogni giorno, in tutte le parti del mondo? E si risponde che ne avvengono tanti, tantissimi. Il più delle volte senza che neanche ce ne accorgiamo, soltanto i sensibilissimi strumenti ne registrano la localizzazione e la potenza.
 
E poi… poi una volta, forse, nella vita se ne scatena uno vicino a te, non soltanto geograficamente, ma psicologicamente, succede a qualcuno che hai vicino, nella mente e nel cuore. E allora cominci a tempestare di telefonate per sapere come va, se sono vivi, se hanno da dormire e da mangiare. Poi ti tranquillizzi, sono salvi, umani e felini; certo, la ripresa sarà lunga, non sono avvenimenti che esauriscono i loro effetti rapidamente: la raccolta delle cose rimaste, lallontanamento dalla casa e dalla città, la segregazione sul litorale, la lenta, lentissima ripresa verso una parvenza di normalità. E sembra (la televisione te lo ripete a ogni ora del giorno e della notte) che le autorità preposte stiano facendo il possibile, forse anche qualcosa in più. Poi vieni a scoprire, come tantissime altre volte, in questo paese del quale in questi casi vorresti restituire la cittadinanza che non senti più tua, che quella maledettissima mattina del 6 aprile 2009 qualcuno rideva di quello che era successo, perché pensava a quanti milioni – je se ficcassero in gola e lo strozzassero! – avrebbe guadagnato, grazie agli amici, su quello che era successo…
 
Dal blog dellamica Elenamaria, la sua cronaca del 6 aprile 2009.
 
Eccola. Eccola eccola. Eccola.
 
Pensavo solo questo e solo questo ripetevo, mentre cercavo di alzarmi, di chiamare i figli, di trovare la porta.
 
Eccola, eccola. Ma eccola chi? La scossa, la paura, la fine? La morte?

Iniziò con uno scricchiolìo, un cigolìo. Come se un gigante stesse, lentamente, cercando di staccare il palazzo dal terreno. Il palazzo, però, resisteva, e il gigante si stava innervosendo. Lanciò un urlo, allora, e fu il boato.
 
Continuò a tirare, da un lato allaltro e verso lalto… Ledificio non voleva cedere, non mollava la presa e il gigante ruggiva, infuriato. Un balzo dal letto. Le scarpe, istintivamente. I gatti, i gatti! Le finestre spalancate nella notte.
 
Libri, oggetti, stoviglie sul pavimento. E lacqua. Lacqua, ma da dove? E i mobili spostati in avanti e lodore di liquore. Noi astemi, nellodore di liquore…
 
Il gigante continuava a scuotere le mura. Sulle pareti e sul soffitto segni lievi come tracciati da una matita diventavano crepe ghignanti che vomitavano calcinacci. Scalzi sulle mattonelle spaccate, sui vetri rotti.
 
E i gatti, i gatti. Paolino, ritto sul davanzale fece per buttarsi giù, terrorizzato. Lo afferrai al volo, non so come. Lo strinsi al petto e mi inondò di pipì. Puzzai di piscio di gatti per giorni, ma nessuno ci fece caso.
 
E le urla nelle scale, le porte che sbattevano. In cortile. Ci siamo, siamo tutti? Quattro umani e tre gatti. Ma come abbiamo fatto a uscire? Infiliamo i trasportini in auto e ci accorgiamo di essere gli ultimi, sono già tutti in cortile.
 
Mani, braccia, lacrime, gole secche. Labbra mute. E il fumo verso l’alba, a est. Il fumo, un incendio? Era polvere, erano crolli. Era morte e distruzione. Il sole sorgeva sfacciato e impietoso.
 
Ci trovò indifesi nelle piazze e nei parcheggi. Ci trovò svestiti e sporchi. Stanchi e tremanti. Gli occhi sbarrati. Il cuore fermo a quel battito, a quella morsa gelata che ce lo agguantò, senza pietà, alle 3 e 32.
 
I gatti. Lunedì 30 marzo, dopo la prima scossa davvero forte, avevo preparato i trasportini allingresso. Mio figlio trovò subito Margotta, Paolino tentò la fuga dalla finestra (secondo piano!). Nennilla ci fece penare. Non si trovava. Laltro mio figlio scese in strada, a cercarla tra le macerie che già si accumulavano. Poi risalì e la trovò dietro il frigorifero. Salvarli fu la nostra salvezza, la prima speranza. Con noi, per non disperare. Solo chi ha animali in casa può capire, vero?
 
No, cara amica, non soltanto chi ha animali in casa: semplicemente chi ha un cuore e un cervello, come li hai tu.

Grazie.

Written by matemauro

05-04-2010 at 21:32

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Questionario-meme

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Ebbene sì! D’altronde è tempo che non ne circola uno, almeno nella cerchia dei miei amici; questo l’ho trovato su un blog americano, l’ho tradotto, elaborato, ed ecco che ve lo propongo. Tranquilli, però, nessuno si deve sentire obbligato a rispondere… Più che altro, secondo me, è un sistema per conoscersi meglio! Chi vuole partecipare, si ricopia le domande e ci attacca le proprie risposte, pubblicando poi il post relativo, e poi magari mi avverte con un commento qui, in modo di poter venire a leggere…

1. Il nome che porti ti è stato dato in onore o in ricordo di qualcun altro?
No, anzi; i miei genitori hanno cercato un nome che non fosse presente nella loro genealogia. È proprio grazie a loro che sono cresciuto anticonformista.

2. Hai figli?
Che io sappia… due femmine e un maschio, uno più bello dell’altro!

3. Ti piace la tua calligrafia?
Per nulla. Rimpiango quando a scuola si studiava (e si esercitava) la calligrafia. Io sono nato troppo tardi, ahimé.

4. Sei una persona ironica?
Presumo di sì, ma queste sono domande da rivolgere agli altri, è molto difficile se non impossibile dare giudizi su se stessi, e comunque sono sempre giudizi "di parte", per così dire.

5. Se tu fossi un’altra persona, saresti amico di te stesso?
Non ho dubbi, penso proprio che mi innamorerei, addirittura! 

6. Hai ancora le tonsille?
Macché, mi sono state estirpate alla tenera età di 5 anni, a causa di continue tonsilliti. Di quell’avvenimento ricordo però molto piacevolmente i dieci-quindici gelati al giorno.

7. Ti slacci le scarpe prima di togliertele?
Solitamente porto mocassini o scarpe da ginnastica.

8. Cos’è che ti piace meno di te?
Oddio, domanda difficile, ma vengo spesso accusato di essere abbastanza pignolo… Cerco di limitarmi, ma non è affatto facile!

9. Cos’è che ti piace di più, invece?
Credo di essere decisamente razionale, e a mio giudizio è una qualità, anche se forse qualcun altro avrà da obiettare.

10. Cosa ti manca di più?
Saper suonare uno strumento musicale. Lo sento come se mi mancasse un arto. Ho fatto diversi tentativi (flauto dolce, chitarra, pianoforte), ma non c’è stato verso… Pazienza!

11. Pensi di avere un talento speciale per qualcosa?
Mah! Forse un sesto senso per capire se una persona è "buona" o "cattiva", devo dire che non mi sbaglio quasi mai, a pelle.

12. Hai tatuaggi o piercing?
Ma per carità! 

13. Di che colore hai i pantaloni e le scarpe in questo momento?
Pantaloni della tuta grigi e neri, ciabatte blu.

14. Colore della maglia che stai indossando ora?
Grigia.

15. Quando è stata l’ultima volta che hai pianto?
Pochi mesi fa. Taccio sulla ragione, ma diciamo che è stato per cause affettive.

16. Cosa noti come prima cosa nelle altre persone?
Gli occhi; e non tanto perché, secondo una frase di cui si abusa, siano lo specchio dell’anima, ma perché sono lo strumento principale per entrare in empatia con l’altro, e l’empatia è, secondo me, il sistema migliore e più diretto per comprendere gli altri.

17. Chi è stata l’ultima persona con cui hai parlato al telefono?
Mia cugina, anzi, la mia cugina preferita. Lei ha cinque tra fratelli e sorelle, più una marea di nipoti, io sono figlio unico, ma abbiamo sempre legato in maniera profonda.

18. Faresti bungee jumping?
Manco morto! Siamo bipedi terrestri, mica uccelli! 
Altro è volare su un aeroplano, anzi, se avessi avuto la possibilità mi sarebbe piaciuto immensamente imparare a pilotare un aereo!

19. Dolce preferito?
Il cioccolato, fondente ovviamente!

20. Gusto di gelato preferito?
Stracciatella, ma anche tutti i gusti "elaborati", tipo malaga, cassata ecc.

21. I tuoi suoni preferiti?
Il miagolio e le fusa delle tigri, ma non avendone purtroppo a portata di mano, mi accontento di quelli dei gatti. 

22. Rosso o nero?
A parte Stendhal, rosso, che domande!

23. Canzone preferita, italiana e straniera?
My Way cantata da Sinatra e Io che amo solo te di Sergio Endrigo.

24. Che musica stai ascoltando?
Fabrizio De André, Crêuza de mâ.

25. Se fossi un pastello che colore saresti?
Una tonalità carica.

26. Sport preferito da vedere?
Tutti meno che il calcio e i nuovi sport americani, tipo i beach-qualcosa; ma il baseball è lo sport che mi piace di più.

27. Colore dei capelli?
Sale e pepe, una volta castani. La frezza bianca sulla fronte, però, ce l’ho da quando avevo venticinque anni.

28. Colore degli occhi?
Marroni, anche se qualcuno dice che hanno dei riflessi azzurri… bah!

29. Occhiali o lenti a contatto?
Occhiali. Ho provato le lenti a contatto, ma per un difetto di conformazione delle mie palpebre è stata una disfatta.

30. Cibi preferiti?
Tutti: carne, pesce, formaggi, verdure, frutta… escludo soltanto il fegato e i broccoli. 

31. Film horror o a lieto fine?
Purché siano bei film, non ho preferenze particolari.

32. Qual è il tuo film preferito?
Uuuh, che domanda difficile, non ce n’è uno, ma almeno dieci; per tagliar corto cito due registi, e l’intera loro filmografia: Hitchcock e Kubrick.

33. Ultimo film visto?
Mare dentro, su consiglio di un’amica.

34. Estate o inverno?
Inverno. Odio il caldo eccessivo.

35. Carezze o baci?
È possibile avere (e dare, ovviamente) tutt’e due? Grazie! 

36. Doccia o bagno?
Ahi… con questa domanda mi pare di risentire Gaber che disquisiva di cos’è di destra e cos’è di sinistra… Diciamo che dipende dalle circostanze: la doccia è più rapida, ma per rilassarsi non c’è nulla di meglio di un bel bagno nella vasca, magari con Mozart o Bach in sottofondo… e se poi si è in compagnia, ancora meglio! 

37. Quanti post hai scritto finora? E con quale frequenza posti?
Momento che controllo le statistiche: 710 in due anni e mezzo, e soltanto nel blog principale! Cavoli, però, non credevo, quanto inchiostro… ah, no, già, niente inchiostro! Per la frequenza, fa praticamente due post ogni tre giorni, ma attraverso naturalmente periodi in cui i post si affollano e altri di "riposo".

38. Quanto tempo ci metti a scrivere un post?
Dipende: per scriverlo materialmente non più di cinque/dieci minuti, la preparazione invece mi richiede un tempo variabile dai 5 minuti a una settimana e più, dipende dall’argomento e dalla corposità.

39. Che libro stai leggendo?
In realtà ne sto leggendo o rileggendo tre contemporaneamente: di C.E Gadda Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, di Michael Connelly La ragazza di polvere e di Richard Dawkins L’illusione di Dio. Poi sul comodino ho sempre altri due libri: Che cos’è la matematica? di Courant e Robbins e Gödel, Escher, Bach di Hofstadter; ogni tanto ne leggo qualche pagina per non perdere l’abitudine al ragionamento matematico…

40. Ti sei mai ubriacato al punto da non ricordare nulla?
Sì, una volta, in Sardegna con amici; era il 1973, dunque avevamo tutti sui 22-23 anni; abbiamo conosciuto dei ragazzi sardi che ci hanno cucinato il porceddu sotto terra e avevano del fileferru fatto in casa. Io non ricordo nulla, ma i miei amici mi hanno riferito che ho passato tutta la notte seduto a ripetere l’esame di matematica che avrei dovuto dare al ritorno a Roma!

41. Cosa hai visto in televisione ieri sera?
Guardo raramente la televisione, comunque in questo periodo sto seguendo a sprazzi (e compatibilmente con gli orari… mannaggia la rotondità della Terra!) le Olimpiadi invernali.

42. Rolling Stones o Beatles?
Strawberry fields forever!

43. Qual è il posto più lontano da casa che hai visitato?
Oddio, adesso mi tocca prendere in mano un atlante… momento, eh?

Allora, misurate grazie a Google Earth le distanze, direi che Capo Nord in Norvegia è sicuramente il punto più distante da casa che ho raggiunto, 3 342 km seguendo la geodetica, ma molto, molto, molto di più come strada percorsa.

44. Il tuo più bel ricordo "tattile"?
Quando ho preso in braccio la mia prima figlia è sicuramente la sensazione "tattile" che mi ha dato maggior emozione; ma certo, anche la prima volta che ho "toccato" una donna non si piazza certo seconda! 

45. E quello "visivo"?
Il sole alle due di notte a Capo Nord, senza dubbio, con il rammarico di non aver potuto vedere l’aurora boreale.

46. E quello "uditivo"?
Probabilmente la IX sinfonia di Beethoven, ascoltata dal vivo. È stata un’esperienza davvero coinvolgente e totalizzante.

47. E quello "intellettuale"?
Dunque, era il 1974. Ero in giro per l’Europa con amici e ci trovavamo ad Anversa, nel locale ostello della gioventù. Mi ritrovai a parlare con un ragazzo costaricano e uno polacco di filosofia; soltanto che io al costaricano parlavo in italiano, lui a me in spagnolo, al polacco parlavo in ceco e lui a me in polacco, e loro due si parlavano in tedesco… Beh, forse non ci crederete, ma ci siamo intesi a meraviglia!

48. Credi nel destino?
No, o almeno, ci credo parzialmente: sono convinto che esista una sorta di "determinismo storico", per il quale certi avvenimenti "epocali" non possono fare a meno di accadere, ma sui tempi e le modalità è aperta una vasta gamma di possibilità. Negli avvenimenti minuti, invece, sono convinto che il destino non esista, siamo noi a crearcelo.
Questa caratteristica, fra l’altro, è la stessa che si ha per i fenomeni fisici; detto in parole molto povere: a livello "macro" il mondo è deterministico, mentre a livello "micro" può essere descritto meglio attraverso la meccanica quantistica, che è sostanzialmente "probabilistica".

49. La persona o le persone che hanno avuto più influenza sulla tua formazione?
Come ho scritto anche nella dedica di un mio libro: Lucio Lombardo Radice che mi ha insegnato cos’è la matematica, e i miei genitori che mi hanno insegnato quanto è importante tutto il resto.

50. Sei soddisfatto del tuo aspetto fisico?
Ma sì, tutto sommato…

Written by matemauro

20-02-2010 at 16:49

Pubblicato su amici, catena, vita

Metti, una sera a cena (cit.)

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Nel raffinato ambiente da gourmet di amici splinderiani, ieri sera si è svolto un avvenimento eno-gastronomico di notevole rilievo e spessore.

Dopo qualche facezia scambiata nell’attesa che arrivassero tutti i commensali, ci siamo seduti a tavola ed è arrivato l’antipasto:

foto1"Chiodini caramellati e tacchinella al marsala in cialda di parmigiano", accompagnati da

foto2"60" della tenuta Casteani. È seguito il primo piatto

foto3"Tagliolini all’uovo con crema di carote e taleggio su gelée di peperone", accompagnati da

foto4"Terre di Casteani". Una breve attesa necessaria anche a far riposare le nostre papille gustative, e poi il secondo piatto

foto5"Filetto all’Armagnac su salsa bernese e chips con patè di olive", accompagnato a sua volta da
foto6"Brunello di Montalcino – Fattoria Allegrini", debitamente scaraffato e messo a respirare in decanter qualche ora prima. Infine, è seguito il dolce

foto7"Zuccotto semifreddo alla ricotta", accompagnato da

foto8"Passito liquoroso di Pantelleria".

Un doveroso, sentito omaggio al nostro ospite, nonché chef sopraffino Marco, davvero come dissi in un sonetto tempo fa, esperto nella difficilissima arte culinaria. A Marco i complimenti per l’inventiva e l’accostamento dei sapori, la qualità dei cibi e la perfetta tempistica della messa in tavola!

foto9Un doveroso e caloroso ringraziamento anche a Flavio, espertissimo autore di una scelta dei vini che davvero più precisa non avrebbe potuto essere.

foto10La serata si è chiusa con il vostro umile scrivano che ha recitato alcuni dei suoi sonetti romaneschi, con gli altri che ripescavano ricordi di luoghi e situazioni attinenti all’argomento.

foto11Qui sopra Gianfranco segue attentamente la mia lettura, così come

foto12
Nico e
foto13
Paolo.

Grazie a tutti gli intervenuti per la splendida serata!

Written by matemauro

14-02-2010 at 17:35

Pubblicato su amici, cucina, cultura, splinder

A ‘na carissima amica!

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A ’r compreanno de Flo

Pe’ ’r compreanno de l’amica Flo
se semo aritrovati tutti quanti
pe’ faje tanti auguri artisonanti:
Paolo, che da ’r traghetto sbarcò,

Stefania, Paola, Arberto co’ Sabbina
e Sirvia, e Mauro e Maria Grazzia e Flavio
(che sta mommo’ pe’ porta’ er laticravio)
e ’nfine mastro Bbruno e Simoncina…

De regali n’ha ricevuti tanti,
pe’ tutti s’è mostrata ’n po’ commossa:
te credo, ereno gatti a sprofusione!

Chi nun lo sapesse, pe’ quei birbanti
Flo scatena ’gni ggiorno ’na sommossa,
’n’insurezzione e ’na rivoluzzione!

Quartina d’aggiunta…

Oddio, me so’ scordato Enzino caro!
Er compare che mme sta sempre appresso,
che collezziona l’opere mie da ossesso..
Che te vojo bbene qui lo dichiaro!

foto1
foto 2foto 3foto 4foto 5foto 6foto 7 P.S. Si ringrazia Alberto per la gentile concessione delle foto, che sono, ovviamente ©…

Written by matemauro

08-02-2010 at 11:39

Pubblicato su amici, compleanno, poesia, roma

Grazie a Enzo e Stefania…

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DSCN0076’Na ggiornata a Livata (tiè, la rima puro ne ’r titolo!!!)


’Na ggiornata come quella de ieri
dice che ’sto blogghe nun è virtuale;
s’è creato ’n zentimento personale
che regala a tutti tanti piaceri.

DSCN0103


Chi c’era c’era; e chi nun c’era peggio
pe’ lui! Se sa, l’assenti c’hanno torto,
e pe’ nun esse approdati a ’r porto[1]
mo’ dovranno sopporta’ er dileggio…

DSCN0096


Er magna’ era bbono, li vini de ppiù;
li dorci, che te ’o dico a ffa’[1], squisiti;
canta’, avemo cantato a squarciagola

DSCN0124


co’ l’accompagnamento de mandòla[1];
amiche e amichi se so’ divertiti;
amore mio… mancavi solo tu!

DSCN0121
[1] Cioè, per non essere venuti anche loro.
[2] I dolci, che te lo dico a fare.
[3] La mandòla è uno strumento musicale a plettro, di derivazione quasi certamente araba, che nella tradizione romana è lo strumento tipico per le serenate (come il mandolino a Napoli). Giovanna  Marini ne ha fatto spessissimo uso nei suoi spettacoli.
In realtà Enzo e Maurizio hanno suonato la chitarra, ma per ragioni ritmiche (e rimiche… ) m’è venuto comodo usare questo termine….

Written by matemauro

05-10-2009 at 16:41

Pubblicato su amici, blog, poesia, roma, vita

Grazie!

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L’amichi mia

Ma quanti, amiche e amichi, ho visto passa’
pe’ ‘sto blogghetto a famme l’auguroni!
Me sembra quasi d’esse Berlusconi…
No, no, bboni, nun ve state a allarma’!

Nun me credo certo d’esse er solo,
er più, er mejo fico de ‘r bigoncio,
a gnisuno mai io terò er broncio,
nun giuro su ‘a testa de ‘r mi’ fijolo!

So che l’auguri de l’amichi mia
so’ sinceri, messi qui co’ quer core,
che ce metto io pe’ ringrazzialli!

L’amichi mia so’ come li cristalli:
li giri, li rigiri sotto er lucore
e de colori fanno ‘n’armonia!

Written by matemauro

29-09-2009 at 23:56

Pubblicato su amici, poesia, roma, vita