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Di matematica ma non soltanto…

Archive for the ‘america’ Category

Goooood morning, America!

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I have a dream, that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: "We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal."
I have a dream, that one day on the red hills of Georgia, the sons of former slaves and the sons of former slave owners will be able to sit down together at the table of brotherhood.
I have a dream, that one day even the state of Mississippi, a state sweltering with the heat of injustice, sweltering with the heat of oppression, will be transformed into an oasis of freedom and justice.
I have a dream, that my four little children will one day live in a nation where they will not be judged by the color of their skin but by the content of their character.
I have a dream, today!

Sogno che un giorno questa nazione si solleverà e vivrà il reale significato del suo credo: "Reputiamo come evidente di per sé che tutti gli uomini sono stati creati uguali."
Sogno che un giorno, sulle rosse colline della Georgia, i figli degli ex schiavi e degli ex schiavisti potranno sedersi insieme alla tavola della fratellanza.
Sogno che un giorno, perfino lo stato del Mississippi, soffocato dall’ingiustizia e dall’oppressione, verrà trasformato in un’oasi di libertà e giustizia.
Sogno che un giorno i miei quattro figli vivranno in una nazione dove non verranno giudicati per il colore della pelle, ma per le qualità del loro carattere.
Questo sogno, oggi!

(Martin Luther King, Washington, 28 agosto 1963)

[La frase del titolo è mutuata dal film Good Morning, Vietnam, di Barry Levinson, con Robin Williams.]

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Written by matemauro

05-11-2008 at 13:49

Pubblicato su america, obama, politica, sinistra

La storia dell’arabo Abdul e di suo figlio Ahmed

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Abdul è un anziano arabo, residente a Chicago da circa quarant’anni. Vorrebbe piantare delle patate nell’orto di casa, ma arare la terra è diventato un lavoro troppo pesante per la sua veneranda età e purtroppo non lo può aiutare il suo unico figlio maschio, Ahmed, il quale è in Francia per motivi di studio. Il vecchio allora manda una e-mail a suo figlio spiegandogli il problema:

"Caro Ahmed, sono molto triste perché non posso piantare patate nel mio orto quest’anno, sono troppo vecchio per arare la terra. Se tu fossi qui tutti i miei problemi sarebbero risolti. So che tu dissoderesti la terra e scaveresti per me. Ti voglio bene. Che Allah vigili tu di te. Tuo padre."

Il giorno dopo il vecchio riceve una e-mail di risposta da suo figlio:

"Caro papà, per tutto l’oro del mondo non toccare la terra dell’orto! Lì ho nascosto ciò che ben sai! Ti voglio bene anch’io. Sempre sia lodato Allah. Ahmed".

Un’ora dopo la spedizione dell’e-mail arrivano a casa del vecchio Abdul: la polizia locale, quella statale, lo sceriffo, gli agenti dell’Fbi, della Cia, della Nsa, la Swat, i rangers, i marines, Steven Seagal,  Silvester Stallone, Chuck Norris, Tommy Lee Jones nelle vesti di Sam Gerard, Arnold Schwarzenegger e i massimi esponenti del Pentagono: come impazziti, si mettono a rivoltare l’orto dietro la casa di Abdul come un guanto, cercando tritolo, uranio o altro materiale fissile, antrace o qualsiasi altra cosa. Dopo svariate ore di lavoro, non trovando nulla, se ne vanno con le pive nel sacco.

Il giorno dopo Abdul riceve una e-mail dal figlio:

"Caro papà, sicuramente la terra del tuo orto adesso è pronta per piantare le patate. Questo è il meglio che ho potuto fare, date le circostanze… Sia lode ad Allah e ringraziamo gli americani. Ti voglio bene. Ahmed."

Written by matemauro

27-10-2008 at 14:06

Pubblicato su america, umorismo

Spigolature

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Dopo qualche giorno di silenzio, rieccomi! Vi ero mancato, vero?

Inauguro una nuova rubrica, di notizie varie; tanto per essere originali, la copio da La Settimana Enigmistica…

Spigolature

Il provveditorato agli studi della contea di Harrold, Texas (Usa), ha consentito agli insegnanti di andare in classe armati. Ora, dieci anni dopo i fatti di Columbine, oltre agli studenti che ammazzano compagni di classe, insegnanti e passanti vari, avremo finalmente gli insegnanti che mettono in fila (mortuaria) gli allievi. La Gelmini sta prendendo nota: dopo i grembiulini e i ceci dietro la lavagna, la prossima circolare del MinCulPop nostrano prevederà corsi di tiro al volo obbligatori.

 


 

Splendido gesto di Giovanna Trillini, icona dello sport e della scherma azzurri: alla sua quinta olimpiade, dopo 4 ori 1 argento e 3 bronzi olimpici, 9 ori 4 argenti e 3 bronzi mondiali, 2 ori 1 argento e 2 bronzi europei, aveva annunciato il suo ritiro dalle competizioni, purché la squadra avesse vinto una medaglia a Pechino; ha giocato tutti gli incontri, salvo l’ultimo, quello decisivo per il bronzo, nel quale ha lasciato il posto alla debuttante Salvatori, "affinché si facesse le ossa"; l’altra icona della scherma, la Vezzali, dopo aver vinto il bronzo ha dichiarato: "Dovevamo vincerla per forza una medaglia, sennò ci saremmo ritrovati la Giovanna a Londra tra 4 anni!!!"

 


 

Suggerisco al ministro (?) per la semplificazione legislativa (deché?!?!?!) XYZ (scusate, non riesco mai a ricordare come si chiama ) una leggina semplice semplice, che più deregolatoria non si può, visti gli ultimi casi di Torino e Roma: abolire il senso di circolazione, tanto, già ognuno guida come cazzo gli pare; e poi, visto l’esempio al massimo livello di deregulèscion, nel quale ognuno si fa gli affari suoi e, potendo, le leggi sue…

 


 

Per la serie "alla solitudine non c’è mai fine": semi-barbone a Hong Kong si riduce a fare sesso con una panchina; dopo l’intervento di polizia e sanitari, l’uomo è stato trasportato in ospedale (assieme alla panchina, sradicata dal terreno), dove i chirurghi, dopo un intervento di 4 ore, sono riusciti a salvargli il sesso, che correva pericolo di amputazione. Commento di OnTV, che ha diffuso il filmato: "Evidentemente, non tutti gli asiatici ce l’hanno piccolo!" Lui (il semi-barbone), invece, ha affermato che voleva festeggiare l’inizio delle Olimpiadi…

Written by matemauro

16-08-2008 at 21:53

Olimpiadi: sport e non solo…

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Non sono certo queste le prime Olimpiadi in cui si intrecciano problemi che poco hanno a che spartire con lo sport. Vediamo una rapida carrellata del passato, relativa soltanto ai giochi  moderni (e vi raccomando la chicca finale ):

1900 Parigi: le Olimpiadi si svolgono contemporaneamente all’Esposizione universale, con il risultato che si trasformano in una delle tante attività collaterali dell’Esposizione e in alcuni casi vengono addirittura cancellate. Le gare di corsa si svolgono in un ippodromo, quelle di nuoto e di canottaggio nella Senna e quelle di equitazione in una via del centro di Parigi. Gli organizzatori fanno addirittura svolgere la gara di lancio del disco in un parco pieno di alberi.

1904 St. Louis: durante i giochi vengono organizzate anche le cosiddette Giornate antropologiche, cioè delle competizioni in cui gareggiano persone di razze considerate inferiori ai bianchi: pigmei, amerindi, inuit, mongoli, ecc. Peraltro, quasi tutti gli uomini che partecipano a quelle "gare" sono stati pagati dagli organizzatori. Inoltre vengono organizzate gare per fenomeni da baraccone e per anziani, o almeno considerati tali a quell’epoca, e cioè "over 33". I giochi durano complessivamente oltre cinque (!) mesi.

1916 Berlino: le Olimpiadi non vengono effettuate a causa della I guerra mondiale.

1920 Anversa: la Germania non viene invitata a causa della guerra appena persa.

1924 Parigi: la Germania, invitata, stavolta non si presenta per protesta contro l’occupazione francese della regione della Ruhr.

1936 Berlino: le Olimpiadi sono per il regime nazista un’enorme occasione pubblicitaria; per fortuna il nero Jessie Owens (vincitore di 100, 200, lungo e staffetta 4×100) causa un grosso mal di pancia al Führer e agli altri gerarchi .

1940 Tokyo e 1944 (non assegnata): le Olimpiadi non vengono effettuate a causa della II guerra mondiale.

1956 Melbourne: Svizzera, Olanda e Spagna boicottano i Giochi per protesta contro l’invasione sovietica dell’Ungheria.

1968 Città del Messico: due mesi prima dei Giochi gli eserciti di Unione sovietica, Polonia, Repubblica democratica tedesca, Ungheria e Bulgaria invadono la Cecoslovacchia (gli atleti cecoslovacchi protesteranno tacitamente durante i giochi); pochi giorni prima dell’apertura ufficiale, nella piazza delle Tre culture perdono la vita centinaia di persone, principalmente studenti, per mano dell’esercito e della polizia che sparano all’impazzata su una manifestazione pacifica organizzata per protestare contro le miserrime condizioni di vita della popolazione.

1972 Monaco di Baviera: durante lo svolgimento dei giochi, un commando di terroristi palestinesi aderenti all’organizzazione Settembre nero irrompe nel villaggio olimpico, uccidendo due componenti della squadra olimpica israeliana, e rapendone altri nove; durante la loro fuga rimangono uccisi i restanti nove ostaggi e gli stessi terroristi (tranne tre superstiti) a causa dell’intervento maldestro delle forze di polizia tedesche all’aeroporto di Monaco.

1976 Montreal: contrasti tra francofoni e anglofoni del Quebec; inoltre, tutti i paesi africani (tranne Senegal e Costa d’Avorio) boicottano i Giochi per protesta contro la partecipazione della Nuova Zelanda, la cui nazionale di rugby ha giocato diversi incontri in Sudafrica, paese all’epoca escluso dalle Olimpiadi per la pratica dell’apartheid.

1980 Mosca: USA, Canada, Repubblica federale tedesca, Norvegia, Kenia, Giappone, Cina e altri paesi (per un totale di 65) boicottano i Giochi per protesta contro l’invasione sovietica dell’Afghanistan avvenuta nel 1979; Italia, Gran Bretagna e altri paesi occidentali adottano un boicottaggio parziale: si limitano a non inviare gli atleti dei gruppi sportivi delle forze armate, e sfilano sotto la bandiera dei rispettivi comitati olimpici nazionali .

1984 Los Angeles: tutti i paesi del blocco sovietico decidono di non partecipare ai Giochi come reazione al boicottaggio occidentale all’Olimpiade precedente. La ragione ufficiale addotta è quella di scarse misure di sicurezza per contrastare le previste manifestazioni anticomuniste.

1996 Atlanta: l’edizione si dovrebbe svolgere ad Atene, per celebrare il centenario delle Olimpiadi moderne, ma i soldi della Coca Cola hanno la meglio sulla logica e sul sentimento.

2008 Pechino: è storia di oggi…

Diciamo pure che le frammistioni tra sport e politica non sono certo roba soltanto dei nostri giorni… Le iscrizioni venute alla luce a Pompei offrono testimonianze inequivocabili: il palazzinaro arricchito Aulo Vettio, grande mecenate del calcio (sì, gli antichi romani giocavano a calcio!), decise di scendere in campo anche nella politica e opportunisticamente si mise a cercare i voti con la propaganda elettorale murale presso i tifosi della squadra che sponsorizzava, dichiarando di "essere meritevole di voti per il lodevole e munifico piacere e per il godimento" che lui donava al popolo con la "sua squadra di palla" molto famosa. Per ottenere questo consenso, utilizzò nella sua  propaganda elettorale il nome, le insegne e i colori della squadra per farsi eleggere senatore. Come uomo politico non è rimasto di lui nulla: è passato alla storia soltanto per aver scalato il Senato utilizzando i piedi e non la testa (Facciata della Casa di Giulia Felice – documento al  Museo di Pompei CIL, IV, n. 1147).

Vi ricorda qualche palazzinaro dei giorni nostri ?

Written by matemauro

09-08-2008 at 23:29

L’Afghanistan e la morte del maresciallo Pezzulo

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In risposta un post dell’amica Laura, posto alcune riflessioni sulla richiesta di esporre la bandiera italiana per la morte del maresciallo Pezzulo.
Pezzulo era in Afghanistan come militare in una missione che di pacifico ha poco e niente, una missione NATO messa su dagli americani per vendicarsi dell’11 settembre; una missione alla quale io sono nettamente contrario (ricordo la frase di Gandhi: la politica dell’«occhio per occhio» ci renderà tutti ciechi); vogliamo confrontare con quello che in Afghanistan sta facendo Gino Strada?
A me questa storia che le missioni di pace le svolgano i militari non piace per nulla, ma proprio per nulla! Temo che pochi ricordino quel video girato in Iraq, con i militari italiani spediti in missione "di pace", appunto, nel quale un soldato italiano urlava al suo collega: "Annichiliscilo, annichiliscilo!" ordinandogli di sparare contro un iracheno. È ovvio che quel video è caduto nel dimenticatoio: tutti dovremmo essere portati a recepire la favoletta del militare italiano buono, che distribuisce viveri e medicinali, costruisce case, scuole e ponti… scusate, ma dottori e infermieri, muratori e ingegneri ci difettano, per caso?
Ovviamente, per sgombrare il campo dagli equivoci: nulla in contrario a esprimere il mio dolore per la morte di una persona e per la sofferenza di coloro che gli erano vicini, ma esporre la bandiera come se ciò coinvolgesse il sentimento di un un’intera nazione, ecco, no, non ci sto. E per la morte dei sette operai della Thyssen-Krupp, e per i tre lavoratori (in media) che muoiono ogni giorno in Italia sul posto di lavoro, non dovremmo forse allora tenere esposte le bandiere perennemente? Suvvia, Pezzulo era lì per svolgere, se vogliamo chiamarlo così, un lavoro (oltre tutto, a quanto mi risulta, pagato ben profumatamente, altro che i 1.000-1.400 euro degli operai della Thyssen – mi risulta che i soldati impegnati in missioni "di pace" prendano cifre che si aggirano sugli 8-10.000 euro al mese… – , tant’è che era stato appunto anche in Libano, in Iraq, dunque un professionista delle missioni "di pace" dell’Italia all’estero).
E dunque, secondo me, rimpianto per una vita sprecata inutilmente, sì, bandiere esposte no (a meno di non tenerle esposte perennemente, per tutti i caduti sul lavoro…).

Written by matemauro

15-02-2008 at 22:58

Pubblicato su america, guerra, politica, vita

L’America vista da Giovanna Marini

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"Boston, America, 1965-’66:
il paese che ci ha dato da mangiare e da dormire per quasi due anni;
son tornata qua con una sola idea, molto chiara:
è tutto da combattere, è tutto da distruggere, non c’è niente da salvare!

La sirena era alle 5
alle 9 il primo break
alle 2 un altro fischio
alle 5 tea and cake.

Sì, li trattano bene gli operai, tea, cake e tutto…
però, non si pensa e non si parla, tanto a che serve?
Dalle 6 della mattina alle 5 della notte
la TV dà distrazioni, evasioni, consigli, palliativi
e non chiede nulla in cambio
un amico invece è troppo impegnativo, non conviene!

Poi c’è la televisione, se sei scapolo la date;
è importante la date, è la prova del nove della tua virilità
se non riesci ad andarci a letto entro tre date
non sei un uomo com’è previsto
lo dice anche lo psicoanalista.

Middle class
Non andate a vivere in un quartiere middle class, ci hanno detto
è una bad section, brutto posto!

Ma noi abbiamo risposto:
cosa importa? Siamo gente democratica
e viviamo anche nella bad section!

Dopo sette mesi scappavamo via per forza,
il vicinato non ci sopportava,
il nostro vivere sregolato lo angosciava!
Non capivano perché,
non vedevano dov’era il male,
ma è semplice!
Eravamo fuori canale!

Se la sera accennavamo a cantare
il vicinato aveva i nervi scossi,
la mattina gli occhi gonfi e rossi,
chiamava la polizia,
armata fino ai denti,
noi eravamo a cantare contenti
non tardi, alle 8, però…
era un rurnore sospetto,
"italian noise", come uno ci ha detto.

Se c’era la party americana con grida e frastuono
anche fino alle 4 del mattino, andava bene,
sono i nostri boys che fanno caciara.
Ma la vita nostra,, diversa dalla loro, anche alle 8 di sera
li gettava in uno stato di terrore in-con-te-ni-bi-le:

Cantare? Alle 8? Noooo!
E attaccati alla finestra che smaniavano:
"Shut up, second floor!"

"Our President Johnson
maybe you don’t know
you’re murdering brothers,
we’re no more with you
."
"Oh presidente Johnson
forse tu non lo sai
stai assassinando fratelli
con te più non ci hai"
Questa strofa non andava
l’ho cantata una volta sola,

perché un conto è cantare pace, pace
e chi è che non vuole la pace?
E Johnson ci fa anche una bella figura!

Ma la fede nel presidente no,
non la devi toccare,
non è previsto, è fuori canale.
La polizia allora ti tratta male,
smette il sorriso paterno
da agente di un grande governo,
spezza la manifestazione,
picchia il negro e lo manda in Vietnam, prima fila,
il bianco non si sa dove finisca,
spesso in lista di reclutamento,
spesso in galera per condotta sovversiva!

E il peggiore nemico del negro non è ancora la polizia.
È il bianco povero, che non ha da mangiare!

È nel grande quartiere popolare il peggior nemico del negro.
Negli slums se ti vince la miseria sei perduto.
"Tutti discriminano qua,
gli italiani dagli armeni,
gli irlandesi dagli ebrei,
perché i negri fan tante storie?"
Così diceva una ragazza negra sposata, middle-class.
Lei aveva vinto, filava il suo ragionamento!

Nella nostra strada abitava un influente gangster pugliese.
"Fidati di lui", mi diceva la moglie, "mio marito, potente è".
"Va’ dal sergente Frate Antonio, è un amico".
E il frate:
"La prossima volta che ti entra in casa
il padrone a tradimento piglia una paletta,
un domestico strumento, ma domestico, eh!,
e ripetigliela sulla testa.
Ti levi una soddisfazione
e non paghi una lira
perché è violazione,
e qua il domicilio sacro è."

Oh sergente Frate Antonio c’hai ragione.
Ma in America non serve vincere un padrone,
ci vuole la completa distruzione!

(Giovanna Marini, Vi parlo dell’America)

Da cantare accompagnandosi con la mandòla romana
(antico strumento tra la chitarra e il mandolino)

Written by matemauro

17-09-2007 at 16:23

Pubblicato su america, marini giovanna