matemauro

Di matematica ma non soltanto…

L’inflazione per G.G. Belli

with 7 comments

Anche ai tempi del mio amato maestro di cultura romana, G.G. Belli, esisteva l’inflazione…😉 Questo sonetto venne composto il 25 agosto 1830 nella trattoria Da Peppe er tosto (dove d’altronde venne scritta la maggior parte dei sonetti belliani) e, c’è da giurarci, con davanti un bel piatto di “nervetti”, e mezzo litro di vino con la fojetta…😉

Tempi vecchi e ttempi novi

Ar zu’ tempo mi’ nonno m’aricconta
che nun c’ereno un cazzo bbagarini, 1
se vedeva ggiucà 2 co li quartini 3
a ppiastrella, e a bbuscetta 4: e mmó sse sconta 5.

L’ova in piazza, s’aveveno a la conta 6
cento a ppavolo e ssenza li purcini 7:
la carne annava a ssedici cudrini
ar mascello 8, e ddua meno co la ggionta 9.

Er vino de castelli e dder contorno
era caro a un lustrino pe bbucale 10
e ott’oncia a bboecco la paggnotta ar forno.

E mmó la carne, er pane, er vino, er zale,
e ll’accidenti, crescheno ’ggni ggiorno.
Ma ll’hai da vede che ffinisce male.

1 Non c’erano affatto bagarini; al tempo di Belli, il “bagarino” era un  monopolista di generi commestibili e altri.

2 Si vedeva giocare.

3 Quartino, come i successivi pavolo (paolo), cudrino (quattrino), lustrino (o grosso) e boecco (baiocco) erano tutte monete in corso all’epoca.

4 Piastrella e bucetta erano giochi di strada ai quali si giocava anche a soldi.

5 E adesso ne paghiamo le conseguenze.

6 Si contavano.

7 Senza i pulcini, quindi fresche.

8 Al macello.

9 Due di meno con l’aggiunta: la carne poteva essere “pulita” o “da pulire”, nel qual caso costava di meno, dovendo eliminare lo scarto; va da sé che le classi più misere utilizzavano anche lo scarto…

10 Boccale.

Written by matemauro

09-12-2011 a 14:31

Pubblicato su gg belli, poesia, roma, varie

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7 Risposte

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  1. e pure mmó sse sconta, molto assai!

  2. Mauro, ma la “fojetta”… sarebbe?
    Grazie per essere tornato a queste belle sane care consuetudini.

    elenamaria

    09-12-2011 at 17:58

  3. Era avanti, eh?

    Ma………. la fojetta… che d’è?

    azalearossa1958

    10-12-2011 at 00:09

  4. beh se cel’ha fatta lui, ce la faremo pure noi.. noi intendendo persone semplici…perchè siamo già come il Valentino vestito di nuovo, ma senza le scarpe, perchè tutto un se pole….

    koredititti

    10-12-2011 at 10:04

  5. Per Elenamaria e Giusy: la fojetta ai tempi di Belli era la misura di mezzo litro, poi negli anni e nei secoli successivi ha assunto significati diversi: dall'”aggiunta” dell’oste sopra il segno che indicava la misura esatta (e foglietta era dunque nel senso per così dire “orizzontale”), alla bottiglietta di gassosa che a Roma, soprattutto d’estate, si aggiunge al vino (bianco) per farne una bevanda fresca e dissetante…

    matemauro

    10-12-2011 at 11:47

  6. Come sempre nihil sub sole novi! redcats

    redcats

    10-12-2011 at 21:39

  7. Arrivo qui per caso e mi delizio con il grande Belli.
    Peccato che oggi la poesia romanesca sia, in genere, troppo melensa.
    C’eraq un contemporaneo molto bravo; si chiamava Mauro Maré, ma sono in pochi a conoscerlo…🙂

    ioviracconto

    15-12-2011 at 09:08


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