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Ragione e/o sentimento

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enea e didone

«Grido e brucia il mio cuore senza pace
da quando più non sono
se non cosa in rovina e abbandonata.»
 
(Giuseppe Ungaretti, Cori descrittivi di stati d’animo di Didone, III)
 
 
Ragione “o” sentimento? Ragione “e” sentimento? Cosa lega e cosa divide queste due parole che hanno ispirato poeti, scrittori, filosofi, tra tutti Jane Austen che ha così intitolato il suo romanzo più famoso, Sense and Sensibility, nonché, qualche anno fa, il grande Clint Eastwood dello splendido film I ponti di Madison County, con una fantastica Meryl Streep?
 
Certo, non è affatto facile conciliare ciò che ci dice il cuore e ciò che ci consiglia la mente. E risulta ancor più difficile, una volta che si è rinunciato (vuoi per impossibilità materiale, vuoi per scelta personale) a bilanciarli, la decisione sul percorso da seguire. Il dilemma sta nel capire se, in genere o in un singolo caso particolare, è più proficuo per se stessi lasciarsi guidare dal cuore oppure dal cervello. E non intendo soltanto nelle scelte sentimentali, ma anche in quelle che riguardano i rapporti tra le persone, la famiglia, il proprio futuro.
 
Nei millenni i filosofi si sono spesso arenati sulla possibilità di una ragione priva d’emozione (o viceversa), e sulla facoltà conoscitiva e discriminativa dell’una senza l’altra (o, di nuovo, viceversa). Esiste un divario insanabile fra ragione ed emozione? Sono soltanto due facce della mente? Sono due termini sintetici, che si tengono insieme, in cui l’uno perfeziona l’altro? O sono invece antitetici, e non è dato seguire ambedue contemporaneamente? Rappresentano lo iato, la soluzione di continuità fra il mondo deduttivo e quello induttivo?
 
Rileggevo nei giorni scorsi un riassunto dell’Eneide virgiliana. (No, non il testo completo, e nemmeno in originale…) Ebbene, queste considerazioni che qui vi vado esponendo mi sono state suscitate proprio da una figura che il poeta mantovano tratteggia a tutto tondo nella sua opera più famosa.
 
Devo dire che l’Eneide non l’avevo più ripresa in mano dai tempi del liceo (una quarantina d’anni fa, ahimé); ebbene, sarà che con la maturità certe cose si vedono sicuramente da una prospettiva diversa, ma la storia sottesa al poema mi ha affascinato, quando a scuola invece l’avevo snobbata. E mi ha preso soprattutto, all’interno della storia, un personaggio, entrato a far parte del mito collettivo dei simboli femminili che meglio incarnano determinate caratteristiche: Didone.
 
Didone, regina e perciò donna di potere, che dovrebbe mettere in primo piano il proprio operato politico, finisce con il diventare preda della passione amorosa e del desiderio di rimanere insieme all’amato, quando Enea decide di lasciare Cartagine per proseguire la missione che gli dèi gli hanno assegnato. Viene dilaniata, per la duplicità di cui parlavo all’inizio, dal contrasto tra il sentimento che la porterebbe a seguire Enea e la razionalità che le imporrebbe di restare a Cartagine.
 
Didone incarna perfettamente il modello di donna in conflitto con se stessa, che sente le sue facoltà razionali svanire di fronte all’irrompere del sentimento. Il personaggio virgiliano risolve il contrasto non decidendo tra le due opzioni possibili, e arriva al suicidio in un crescendo di disperazione. Il contrasto risiede essenzialmente nel suo essere umana (femmina?) fino in fondo e nel non riuscire a conciliare questa caratteristica con il suo essere regnante (maschio?) che le imporrebbe di resistere alla passione, mettendo in primo piano i doveri che le impone la sua carica.
 
La regina di Cartagine si svela, quindi, in tutta la sua sostanzialità di donna, prima sedotta e poi abbandonata da un uomo che deve rispondere a un destino più grande. È raro trovare in ambito letterario un altro personaggio femminile che tanto efficacemente presenti e risolva tratti tanto squisitamente umani.
 
Didone rimane e rimarrà per sempre l’emblema di una donna che vive sospesa tra razionalità e sentimento e che non riesce a risolvere questo conflitto in altro modo che non sia quello della liberazione per mezzo della morte. Ma l’eroina virgiliana è anche il simbolo di quella passionalità e di quella intensità emotiva da sempre attribuite all’altra metà del cielo (quella migliore, aggiungo io, riprendendo e modificando la poetica affermazione del presidente Mao…).
 
 
[In testa: Enea e Didone in un affresco pompeiano del I secolo e.v.]

Written by matemauro

04-07-2010 a 12:39

Pubblicato su didone, filosofia, virgilio

23 Risposte

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  1. Fa caldo e io non sono la 'donna' giusta a parlare di ragione.Esistono  età diverse nelle quali l'una parte o l'altra hanno il sopravvento. Raramente ma non impossibile, riescono  A  coincidere ad allora è alchimia pura.Quello a cui non bisogna MAI cedere è alle recriminazioni.Nessun conflitto.La Tamaro in una cosa sola  ha 'vinto' : nel dare un titolo condivisibile ad un libro assai mediocre.Non mi sono mai trovata male a seguire il mio sentimento; spesso assai male a giocare di bilancino con la ragione.Forse poi come ho detto si cresce e si impara a difendersi e dunque a ragionare anche se non è detto che funzioni.Insomma ognuno faccia secondo la sua indole.La vita è una cosa, alt(r)a cosa il richiamo culturale di riferimento.sherabbipietàdelmiocommentotranchant 

    sherazade2005

    04-07-2010 at 13:08

  2. Alle 13 e qualcosa avevo commentato ma, al solito,la  connessione è sparita e così anche i lcommento.Il commento era una specie di dichiarazione d'amore verso Enea, mio eroe adolescenziale fino a che non conosciuto Didone, e lì le cose si sono capovolte; ho mandato a quel paese Enea e giurato che mai mi sarei tolta la vita per un montato. Papale , papale,ma quanto tempo hai a disposizione per pensare a certi post?L'amore non può e non deve essere razionale,e non può essere comparato con la ragione, non sarebbe più un sentimento, è in antitesi direi. salvo per quei casi in cui ci sono delle grosse responsabilità verso qualcuno  ( Moglie o  figli, ma non sempre è un buon deterrente), o per qualcosa( un'impegno di lavoro, un'azienda che non può esseredelegata ad altri, dei familiari che hanno bisogno di assistenza), responsabilità che a volte minano i sentimenti anche senza la razionalità, il calcolo e la freddezza che lo contraddistingue.Scegliere di amare una persona  anzichè un'altra a volte non è frutto di una mente razionale ,spesso è condivisione di interessi,  perchè culturalmente si appart iene allo stesso periodo storico, o perchè semplicemente può esserci anche una forte intesa sessuale.insomma…di motivi sentimentali ce ne sono, razionali…no, nell'amore no! 

    tamango

    04-07-2010 at 14:55

  3. Mi piace!Mi piace l'accostamento tra l'antico e il modermo. Da una parte Didone Regina potente, dal''altra una emigrante italo-americana umile donna di casa. Storie diverse, abbandoni diversi (quella del film da definirsi piuttosto una rinuncia). Fulcro l'Amore…..fatto di passione e di responsabilità. Tutto ruota attorno a queste due tematiche. Nella storia antica non c'è da dimenticare Cleopatra….Nei secoli quante donne non hanno saputo risolvere quel conflitto,!…..credo eterno.Penso che non vi sia risposta, in quanto le cronache, attuali, ne sono empie. Accadono ovunque ed in ogni estrazione sociale.

    jouy

    04-07-2010 at 16:42

  4. Allora: abbandonata da un uomo che deve rispondere a un destino più grande un par de ciufoli!Non mi cadere anche tu in questa rete, per carità!Questa è la scusa migliore che gli uomini hanno trovato, o che i poeti e narratori hanno trovato e poi gli omìni hanno copiato, per mollare una donna. E alè.Quando un uomo sta bene con una donna, ci sta. Punto e basta.Quando invece "ce ne ha a sè" (passami l'idioma che rende bene l'idea) allora s'inventa il destino più alto. Sè, coi tacchi.Prendi per esempio Edoardo VII che rinuncia al trono per la sua Wallis: eh? Il destino grande è bello che servito.E Didone si suicida come tante altre hanno fatto prima e dopo di lei: forse perché hanno capito d'aver riposto la loro vita e il loro futuro nelle mani d'un mascalzone. E anche Enea è servito.Come il suo degno compare Ulisse: se le è prese e godute tutte quelle che voleva, e le ha lasciate quando se ne è stancato, con la scusa di Itaca. Ma Itaca era là anche quando hai deciso di fermarti, o brutto suino, e in alcuni casi ti sei fermato anni. Dov'era il pensiero di Itaca in quegli anni? Com'è che improvvisamente è tornata l'urgenza del destino da compiere?Proprio quando la fanciulla/donna/maga t'è venuta a noia?Dunque:è vero che al cuor non si comanda. Io la vedo così.Se rinunci a agli affetti, di qualsiasi genere essi siano, significa che ti senti di fare così e che l'alternativa ti attira di più, e se ti attira di più vuol dire che c'è passione, e se c'è passione siamo punto e a capo, al punto di partenza.Non con la ragione, ma col cuore.Ovviamente, mio parere personale.A voi.Ciau nè!

    azalearossa1958

    04-07-2010 at 16:49

  5. ops… quasi quasi è più lungo il commento del post….chiedo venia, ma l'argomento mi fa arrabbiare.Bye.

    azalearossa1958

    04-07-2010 at 16:50

  6. DD'accordissimo con le altre signore che hanno già commentato,Ad  Azalearossa : uè , sciura, sarai mica meridionale?!

    tamango

    04-07-2010 at 18:03

  7. Ragione e sentimento, mente e animo, cuore e ragione, to be or not to be this is the problem???

    sorgentediluce

    04-07-2010 at 19:10

  8. VOGLIA DI MARE…voglia di mare

    …voglia di te

    …..spinti dalla passione…su una sabbia bollente…bollente come i nostri corpi…che si annusano,

    ….si cercano,

    …si sfiorano,

    …si toccano,

    …si intrecciano,

    …si avvinghiano…vogliosa di mare…vogliosa di amare…vogliosa di te.sorgentediluce   

    sorgentediluce

    04-07-2010 at 19:11

  9. @Shera: "apprescindere" () che il tuo commento non era affatto tranchant, (o quanto meno, lo era assai meno del solito… ), sulle recriminazioni sono perfettamente d'accordo, meno lo sono sulle "età", come dici tu; cioè secondo te esiste un'età del cuore e una della ragione? Mmmm… Secondo me esistono situazioni nelle quali si può ragionare più con il cuore o più con la ragione… @Tamango: a un post sulla dicotomia ragione-sentimento ci stavo pensando da molto tempo, poi l'occasione m'è venuta comoda rileggendo il Bignami dell'Eneide, appunto…  Vedi bene che però anche tu citi dei casi nei quali la ragione "deve" necessariamente prevalere sul sentimento… (I ponti di Madison County… )@Jouy: eggià, come al solito le opzioni possibili sono tre e non di più: scegliere la ragione (la casalinga di Madison County), il sentimento (Cleopatra) e la "non scelta" di Didone… 

    MauroPiadi

    04-07-2010 at 20:20

  10. @Azalearossa: il giudizio sul comportamento di Enea non è mio, ovviamente, è quello che fa intendere Virgilio…  E non mi confrontare Edoardo VII con Enea, per carità!!! Quello l'impero ce l'aveva già, il secondo lo aveva da costruire, capperi! Vuoi mettere quanto era più alt(r)o il compito?  Infine, che "l'altra metà del cielo" sia la migliore l'ho detto, ma non esageriamo con il dare addosso agli "eroi" uomini: per pochi che siano, ce ne sono (stati), sai??? @Sorgentediluce: essì, siamo sempre in mezzo alle scelte da fare e non è affatto facile… 

    MauroPiadi

    04-07-2010 at 20:26

  11. Ah sei stato disattento:"Forse poi come ho detto si cresce e si impara a difendersi e dunque a ragionare anche se non è detto che funzioni."sheramicasisentetantomasochistadabuttarsinelfuocotout-court

    sherazade2005

    04-07-2010 at 20:54

  12. Un bel post, Mauro. A volte si vive con sbilanciamenti che, per chi comunque vede il "dramma" della mente che governa campi vastissimi, fa venir voglia di soluzioni "scientifiche" che intendo qui come capacità di misurazione e giudizio di ciò che attiene ai campi del razionale e di ciò che riguarda sfere più incontrollabili..E' bello e giusto il  dire "maschile e femminile". Non è un'invenzione da salotto, è letteratura e, a mio avviso,questi personaggi ed avvenimenti epici, di cui io ricordo poco, lo confesso, non vengono dal nulla e racchiudono ciò che è nella specie. Diventano testi di grande phatos e bellezza e spunti di analisi psicologica profonda.Complimenti per la bella idea e capacità di riprendere i Bignami.Tornerò a leggerti  ad ora consona sperando che Alb, per tuo tramite, mi dica la sua.Ti abbraccio e saluto i tuoi.Buonanotte.Sabina

    xdanisx

    04-07-2010 at 23:19

  13. un bel post, anche se non condivido un paio di tue affermazioni; la dualità "meste/cuore" o se vogliamo "razionalità/sentimento" è stata (ed è) abbondantemente sopravvalutata da tutta la letteratura (in primo luogo la poesia) a noi nota; vorrei però ricordare che la nostra parte irrazionale transita (origina?) comunque dal cervello, e che la specia umana, a differenza di altre specie animali, è praticamente priva di istinti; forse, nel caso di Didone, si potrebbe parlare del conflitto fra "ciò che mi piacerebbe fare" e "ciò che un ruolo sociale mi impone": entrambe le istanze hanno un loro lato razionale e un lato irrazionale, secondo me.A presto rileggertic.

    h2no3

    05-07-2010 at 09:20

  14. (refuso: "meste" leggi: "mente")😀

    h2no3

    05-07-2010 at 09:22

  15. @Shera: non mi pare di essere stato disattento, ma accetto il rimbrotto… @Sabina: sì, credo anche io che nei classici si ritrovi tanto materiale che può essere studiato e approfondito anche oggi, d'altronde mica si chiamano "classici" per caso… @h2no3: no, non sono per niente d'accordo con la tua affermazione che la specie umana sia priva di istinti; te ne ricordo appena appena due, fondamentali: quello sessuale e quello materno… e scusa se è poco! 

    MauroPiadi

    05-07-2010 at 10:18

  16. Un po' di fresco? magari ti fa accettare meglio un rimbrotto: nessuno è perfetto anche se a qualcuno  piace caldo…

    tamango

    05-07-2010 at 10:37

  17. Io penso che: chi lascia la propria famiglia, i propri affetti per rincorrere la felicità e altri lidi  ragiona con il cuore e non con la mente. Quando un uomo rifiuta il volere di andarsene e lasciare ciò che già possiede, resta nella sua routine,soffre e ragiona con la mente e non con il cuore: "mai lasciare la strada vecchia per una nuova".Ma alla fine non so risponderti di cosa sarebbe giusto. Penso che la fellicità di ognuno sia importante, ma senza far soffrire gli altri. Il cuore in questo ne è allenato..CiaoMax

    Maximo67

    05-07-2010 at 12:37

  18. Eroi sì… che c'entra?Quello che non digerisco è quando dicono: ti lascio perché ho un compito ecc… ecc… Ma va là!!! O rimane o se la porta, se ci tiene. Punto.Questi signori fanno coppia con quelli che dicono: ti lascio perché ti amo troppo… Oppure: ti lascio perché meriti di più… Mappeppiacereeee!!!!Edo 7th aveva l'impero, sì, ma non ha detto alla sua amata: ti lascio perché ho un compito più grande da svolgere (governare su un impero… scusasse se è poco…), ha mollato corte, baracca e burattini (soprattutto i burattini) e se n'è andato con la sua Lei. Bravo!@Tamango: meridionale? No no… origini venete, e secondo me discendenza ancora più nordica.

    azalearossa1958

    05-07-2010 at 14:00

  19. Oddio l'Amica Giusy mi fa venire un solletico "creativo" un paio di post mi sono appena passati in capo. Non so se avrò tempo per metterne in cantiere come vorrei….Anche questo post  di Mauro, mi ha fatto "sposare" il mio, quello del tramonto con alcune rime di Foscolo in "veste" Jacopo Ortis….Un uomo che si suicidia per un amore non corrisposto, o almeno non consumato.

    jouy

    05-07-2010 at 14:20

  20. Beh, certo che Didone ed Enea sono due bei 'prototipi'… anche se poi la vicenda ha un antecedente greco (come tutta l'Eneide, che in fondo è una bellissima ripresa di una serie di testi greci, riassemblati per dare gloria e lustro alla 'gens julia'…): nell'epopea degli Argonauti e nell'episodio di Medea, poi ripreso da Euripide, mi pare. In quel caso la 'sedotta e abbandonata' si vendicava facendo secchi i figli a Giasone. Una femminista avrebbe condotto Didone a muovere guerra ad Enea e all'interno genere maschile😉 Non so, certo sta dicotomia ragione – sentimento può essere lancinante, tuttavia, forse con un atteggiamento troppo 'da XX secolo', Didone mi è sembrata sempre un personaggio eccessivamente drammatico e in fondo perdente…. Insomma, non è una donna qualunque, resta pur sempre una regina…P.S. Ho appena postato una recensione del libro di du Sautoy sui numeri primi…

    crimson74

    05-07-2010 at 16:54

  21. anch'io  ho ricordi scolastici… devo riprenderla in mano! grazie

    Princy60

    05-07-2010 at 17:51

  22. Vai Carla…vai… lanciati!!!

    azalearossa1958

    05-07-2010 at 20:09

  23. l'Eneide è una figata pazzesca, mi hai fatto venir voglia di riprendermela da casa dei miei e rileggermela.

    Francesco071966

    07-07-2010 at 22:47


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