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Di matematica ma non soltanto…

Bertrand Russell – 1 – La vita

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russell

“L’educazione dovrebbe inculcare l’idea che l’umanità è una sola famiglia con interessi comuni. E che, di conseguenza, la collaborazione è più importante della competizione.”
 
“Tre passioni, semplici ma irresistibili, hanno governato la mia vita: la sete d’amore, la ricerca della conoscenza e una struggente compassione per le sofferenze dell’umanità.”
 
Bertrand Arthur William Russell, terzo conte Russell (Trellech, 18 maggio 1872 – Penrhyndeudraeth, 2 febbraio 1970), è stato un filosofo, logico e matematico inglese (gallese di nascita ma britannico di adozione). Fu anche un autorevole esponente del movimento pacifista e un divulgatore della filosofia. In molti, della mia generazione, abbiamo guardato a Russell come a una sorta di profeta della vita creativa e razionale.
 
Nato ricco e nobile, non accettò nulla della sua posizione privilegiata. Fece più volte l’esperienza del carcere: nel 1918 con un articolo protestò contro la coscrizione obbligatoria e venne condannato a sei mesi di prigione. Il periodo fu proficuo, visto che in carcere riuscì a preparare l’Introduzione alla filosofia della matematica, il nucleo di quella che, scritta insieme ad Albert North Whitehead, sarà la sua opera fondamentale nel settore della logica matematica: i Principia Mathematica (il titolo allude, chissà se volontariamente o meno, all’opera fondamentale di Newton, Philosophiae Naturalis Principia Mathematica), di cui quest’anno ricorrre il centenario della pubblicazione del primo dei tre volumi. Anche in seguito, comunque, il suo spirito ribelle gli creò non pochi problemi, tanto che gli venne negato o ritirato l’incarico di insegnante in parecchie università, in Gran Bretagna e negli Stati uniti.
 
Negli anni immediatamente precedenti la Seconda guerra mondiale fu fautore di una politica di pacificazione, ma poi riconobbe che Hitler doveva essere combattuto, modificando la sua idea di “pacifismo assoluto” in quella di “pacifismo relativo”: egli riteneva che la guerra fosse un male, ma anche che, in circostanze estreme (ad esempio, quando Hitler minacciava di occupare l’Europa intera e di sterminare o ridurre in schiavitù intere etnie considerate inferiori: l’ebrea, la slava, la rom), la guerra stessa potesse essere il male minore. A partire dagli anni cinquanta divenne, assieme ad Albert Einstein, un autorevole sostenitore del disarmo nucleare. Nel 1961 fu di nuovo processato e condannato a una settimana di prigione, in seguito a una manifestazione a Londra contro il proliferare delle armi atomiche (l’immagine in testa si riferisce appunto a quella manifestazione; Russell è indicato da un cerchietto rosso).
 
Vinse nel 1950 il Nobel per la Letteratura “quale riconoscimento ai suoi vari e significativi scritti nei quali egli si erge a campione degli ideali umanitari e della libertà di pensiero”, ma (oltre a quello per la Matematica, inesistente oggi come allora, ma all’epoca non esisteva nemmeno il suo sostituto naturale, la medaglia Fields) avrebbe meritato almeno anche quello per la Pace, che è stato ultimamente regalato a gente che non lo meritava (ancora), pur di non assegnarlo.
 
Sono storiche le sue battaglie per il disarmo nucleare, le manifestazioni da lui organizzate contro il proliferare delle armi atomiche, l’organizzazione (insieme a scienziati del calibro di Albert Einstein, Frédéric Joliot-Curie, Max Born, Leopold Infeld, Léo Szilárd, Hideki Yukawa e così via), della Conferenza di Pugwash per la Scienza e gli Interessi del Mondo (l’organizzazione ricevette poi il premio Nobel per la Pace nel 1995), e storica anche la provocatoria e simbolica fondazione, assieme a Jean-Paul Sartre, del Tribunale internazionale per la pace, che a più riprese condannò gli Stati uniti per la guerra in Vietnam.
 
Fu un logico e matematico sopraffino. Senza il suo lavoro riguardante la logica, non sarebbe esistito probabilmente Wittgenstein (autore di contributi di capitale importanza sulla fondazione della logica e sulla filosofia del linguaggio), del quale fu maestro. Senza i suoi scritti di matematica, alcuni in collaborazione con Whitehead, non avremmo mai avuto la rivoluzione gödeliana.
 
Visse 98 anni, ma non si annoiò davvero mai. Sposò 4 donne (l’ultima a 80 anni), “avendole puntualmente e reiteratamente tradite tutte con altre”. Fu un critico dei dogmi della contemporaneità, dell’oscurantismo conservatore e della moralità corrente. I suoi scritti morali, già negli anni venti, erano tali da far impallidire parecchi di noi sessantottini, che a suo confronto eravamo, forse, bimbi viziati con qualche stralunata presunzione progressista.
 
Fu radicale, liberal ma non liberale, fervente socialdemocratico e amante della libertà, nemico di ogni totalitarismo, incoerente nella sua estrema razionalità.
 
Semplicemente un genio, uno di quegli uomini di cui ogni giovane (e meno giovane…) amante della cultura, della libertà di pensiero e della verità (o meglio, del relativismo della verità) dovrebbe avere in camera un poster appeso (e io ce l’avevo, insieme a quello di Einstein).
 
La sua concezione della razionalità (la teiera spaziale)
 
“Se io sostenessi che tra la Terra e Marte c’è una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole lungo un’orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi, purché aggiungessi che la teiera è troppo piccola per essere rivelata, sia pure dal più potente dei nostri telescopi. Ma se aggiungessi che – dato che la mia asserzione non può essere confutata – dubitarne sarebbe un’intollerabile presunzione da parte di chi ne dubita, si penserebbe con tutta ragione che sto dicendo fesserie. Se, invece, l’esistenza di una tale teiera venisse affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come sacra verità e instillata nelle menti dei bambini a scuola, l’esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all’attenzione dello psichiatra, in un’età illuminata, o dell’Inquisitore, in tempi neanche troppo lontani.”
 
Nel prossimo post vi parlerò più in dettaglio dei Principia Mathematica.

Written by matemauro

24-05-2010 a 17:40

16 Risposte

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  1. Molto, molto interessante…Non conosco Russel, accidenti…. che grande pecca! Di quanto riporti, ne condivido lo spirito comunitario e l'accesa analisi della verità sepolta sotto i dogmi inculcati da sempre, atti alla programmazione mentale ( e cellulare direi 🙂 )Quindi farò una breve ricerca e ti ringrazio per questo post .A prestoCri :)P.S.: se ti fa piacere ti lascio anche l'url del blog delle ricerche personalihtpp://cristinakhayblog.splinder.com

    CristinaKhay

    24-05-2010 at 17:26

  2. Molto interessante, ti ringrazio per queste notizie, quella che ho gradito perchè mi ha divertita è la teoria della teiera spaziale…

    tittidiruolo

    24-05-2010 at 18:36

  3. Grande personaggio,   oh    non molto carino, con le donne,  ma una mente.     Le citazioni, che riporti all'inizio, sono  di  una verità, disarmante.     ciao ciao    

    penny46

    24-05-2010 at 18:42

  4. La teiera di Russell è una metafora chiaramente riferita ai dogmi di qualsiasi religione e quindi ai loro tabù ed alle loro morali. Una metafora tranquillamente riconducibile anche a quello che abbiamo vissuto in questi ultimi quindici anni, a livello di politica a braccetto con l'informazione e la sua comunicazione. Non riflettere su questa frase, e quindi sulla realtà che ci circonda, significa bere dalla Teiera di porcellana che c'è tra Marte e la Terra.Sommo Russel…Grazie, Mauré!

    nereide1

    24-05-2010 at 19:27

  5. @CristinaKay: beh, se non lo conosci, ti consiglio di leggere qualche suo testo (non quelli specialistici per matematici, ovviamente…); potresti iniziare con Perché non sono cristiano, oppure con La conquista della felicità e perfino con I problemi della filosofia: sono tutti testi di divulgazione estremamente interessanti!  Benvenuta!@Tittidiruolo: già, una bella metafora! @Penny: era davvero un genio e come affermò Seneca "nullum unquam magnum ingenium sine mixtura dementiae" (non esiste alcun grande ingegno che non abbia in sé una parte di follia)… @Annarita: bella anche la tua similitudine del bere! 

    MauroPiadi

    24-05-2010 at 20:43

  6. Interessantiissimo!  Redcats

    redcats

    24-05-2010 at 21:10

  7. Grazie Mauro, seguirò il tuo consiglio .

    CristinaKhay

    24-05-2010 at 21:13

  8. Un grande uomo che ha lasciato il suo segno indelebile nella filosofia e nella matematica. Beh Mauro, io ero un di quelli penso piu' o meno della tua generazione, che all'età di circa 17 anni girava con in tasca 'La matematica e i metafisici' Abbiamo comiciato presto a cercare i motori dell'esistenza Buona serata 

    TelemacusRadek

    24-05-2010 at 21:34

  9. Devo aver letto "Matrimonio e morale"…. anni e anni e anni fa.Quella della Teiera non la conoscevo… ma guarda!A domani allora, col prossimo post!'notte!

    azalearossa1958

    24-05-2010 at 22:01

  10. @Redcats: vero? @Cristina: non te ne pentirai! @Telemacus: me lo sentivo che eravamo più o meno della stessa "classe"… @Azalearossa: un altro testo fondamentale! 

    MauroPiadi

    24-05-2010 at 23:08

  11. da cinico liberale liberista di sinistra, ho diversi punti in comune con Russell, che però possiamo definire come un socialista nel senso ottocentesco della parola….

    Francesco071966

    25-05-2010 at 08:59

  12. che splendida figura quella di Russell, personaggio contrario ad ogni autoritarismo, che invitava sempre al pensiero libero e all'importanza del dubbio.ottima la tua idea di ricordarlo con questo post anche se, ad esser sincero, non ne conoscevo l'importanza nel campo della matematica. ma la mia ignoranza in tal settore, come sai, è infinita, quasi come la stupidità umana.p.s.: grazie per il commento, troppo buono

    pablodepablis

    25-05-2010 at 09:45

  13. Martin Gardner era affascinato da Russell, che fu uno dei suoi grandi eroi. Così Russell, giovane e sconosciuto, rimase stregato dal nostro grande Giuseppe Peano, il cui incontro fu il punto di svolta per la sua vita. E chissà quanti di noi hanno subito il fascino di questi personaggi e ne hanno seguito con passione gli insegnamenti! Mi piace l'idea che questi grandi genii abbiano illuminato le scelte di vita di tante altre persone,indicando loro la strada giusta e qualche volta passando anche il testimone.E' questa la prima cosa cui ho pensato leggendo questo tuo bellissimo post.Complimenti!Un caro salutoM. I

    utente anonimo

    25-05-2010 at 16:42

  14. 98 anni, però  !!!E pensare che oggi la parola d'ordine è competitività..la usa sempre Montezuma, il Pres della Ferrari….

    corradovecchi

    26-05-2010 at 17:19

  15. pensare che invece il capitalismo ( e non solo ),sbandiera la competitività ( anche con i colleghi ),come molla per il miglioramento dello status…pazzesco !

    stefanover

    27-05-2010 at 08:31

  16. Armarcord le manganellate che ho beccato nei sit-pacifisti! Pure incinta e con la pancia notevole!Che gentiluomini!!!!!!!!!!!

    passatorcortese

    27-05-2010 at 11:11


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