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Di matematica ma non soltanto…

Incendio nel parco – 9

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Nove
 
A parecchi chilometri di distanza da casa Valcorvina, il Gigante sta rimuginando sulla vita che dovrà passare in carcere, se andrà avanti a coprire il suo mandante. Cazzo, quei due sanno il fatto loro, lo hanno già incastrato pensando che sia l’unico implicato nell’omicidio, ma lui parlerà, oh si che parlerà, e chi se ne frega dei soldi ricevuti… quelli, in carcere, e soprattutto con una condanna a vita, vogliono dire ben poco…
 
Verso le ventidue, appena prima che si spengano le luci, si spalanca la porta della sua cella d’isolamento, entra una guardia, stranamente gentile, che gli porta da bere… incredibile: una birra fresca! 
 
– A cosa devo l’onore a quest’ora, superiore(*)?
 
– Qualcuno ha deciso di farti un regalo, ma se non la vuoi me la berrò io!
 
– Lasciala qua, non ho detto mica che non la voglio!
 
La guardia se ne va, mentre Barattieri lo osserva attentamente. Dev’essere uno nuovo, pare un tipo strano… chissà…
 
Il Gigante guarda la bottiglia fresca, appoggiata su quella specie di tavolino che hanno in cella, che trasuda umidità. Fa per afferrarla, poi ripensa al vecchio ebreo e gli passa la voglia di bere; hai visto mai che gli volessero fare lo stesso scherzetto… La guarda. Non gli hanno neanche fatto saltare il tappo, poi si accorge che è di quelli nuovi che si svitano.
 
Certo, in cella, nonostante che fuori sia autunno avanzato, fa caldo… La riguarda, ancora titubante, e fa per svitarne il tappo. Si ferma, la guarda in controluce. Infine decide: odorerà il contenuto e se sente qualcosa di strano la butterà nel gabinetto, non è mica così deficiente, lui. Svita il tappo e sta per poggiare il naso all’imboccatura, quando un bagliore accecante lo colpisce in piena faccia, insieme a una gragnuola di schegge di vetro che si conficcano nel suo brutto ceffo. Non ci vede più, sta per cadere, quando sente entrare qualcuno, cerca di gridare ma avverte un fendente che lo raggiunge, poi un altro, un altro ancora… fino a che tutto attorno a lui diventa nero, e cade rovinosamente a terra.
 
La mattina dopo, di buon mattino, una vecchia Alfetta blu scuro fila sulla tangenziale, diretta a Rebibbia. Alla guida Vacchetta, a bordo il commissario Valcorvina (che per una volta non ha da ridire sulla velocità tenuta dal guidatore) e il giudice Alberghetti, ambedue con la faccia scurissima.
 
Assieme a loro arriva alla casa circondariale anche il questore, scortato da due auto civetta; neanche si degna di salutare il commissario e rapidamente si infila nell’ufficio del direttore. Valcorvina pensa che questo è un brutto segno, visto che è lui a condurre le indagini sul caso Spizzichino.
 
Nell’anticamera della direzione Luca nota un gruppetto di rappresentanti delle forze dell’ordine, mentre dall’altra parte due medici legali si consultano col vicequestore… e tutto questo per un omicidio in carcere? Vabbe’, salterà qualche testa, ma il commissario non ha mai visto un bailamme del genere per la morte di un detenuto… che sta succedendo?
 
Gli si avvicina, finalmente, un tizio che, allungando una mano, si presenta:
 
– Commissario, sono Alberto Marini, il vicedirettore della sezione maschile, mi dispiace informarla che il direttore è morto…
 
– Morto il direttore?!?!?! Ma non era stato ammazzato il Gigante?
 
– Sì, ma sembra che il direttore si sia suicidato poco dopo. Dai primi indizi sembra cianuro.
 
– Bene, bene… – mormora Valcorvina tra sé e sé, dopo aver riflettuto un attimo. Ma la riflessione deve averla fatta a voce un po’ più alta del necessario, tanto che viene ripreso dal questore, che all’improvviso è comparso accanto a lui.
 
– Ma come, commissario, cosa dice! Non si… è vero, come si dice… vergogna?
 
– Dico, Eccellenza, che la storia è più complicata di quanto ci sia sembrato finora, ma non si preoccupi: fra un po’ avrò in mano tutte le tessere del mosaico, mi creda, ho solo bisogno di pochissimo tempo.
 
– Commissario – lo interrompe il questore –, tempo… è vero, come si dice… non ne abbiamo più, qui le cose hanno preso una… è vero, come si dice… piega tale che non si può più aspettare… è vero, come si dice…, mi creda… – e, da sopra i grossi occhiali di forma squadrata, il rappresentante dello Stato scruta con aria preoccupata, ma ovviamente senza tralasciare il suo intercalare preferito, il più famoso commissario romano.
 
– Eccellenza, lei ha ragione, ma se mi concede un attimo in privato, vedrò di chiarirle il mio pensiero; inoltre sarebbe il caso che partecipasse al colloquio anche il giudice Alberghetti.
 
– Va bene, Valcorvina, almeno questo… è vero, come si dice… glielo devo, per tutti i successi che ha ottenuto in passato, anche se stavolta… è vero, come si dice… sembra che la situazione… è vero, come si dice… le sia sfuggita di mano…

(Continua)


(*) Per chi non è addentro al linguaggio carcerario: “superiore” è l'appellativo che tutti i detenuti sono obbligati a utilizzare quando si rivolgono alle guardie…
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Written by matemauro

21-05-2010 a 23:23

Pubblicato su racconti, valcorvina

13 Risposte

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  1. dovresti trovare un editore……..già…. mica facile vero ???buon sabato !

    stefanover

    22-05-2010 at 06:51

  2. colpo di scema! 🙂

    h2no3

    22-05-2010 at 10:14

  3. @Stefanover: ma io ce l'ho già! Sono l'editore di me stesso… @h2no3: … e ci avviamo verso la conclusione anche di questa faticaccia… 

    MauroPiadi

    22-05-2010 at 10:17

  4. Dai dai….ce la facciamo per domani a finire? Però…povero gigante… Buona domenica, scrittore!

    gillian56

    22-05-2010 at 14:01

  5. .. e ora vediamo come finirà! 🙂 Interessante… e accattivante.Buona domenica 

    alidada

    22-05-2010 at 21:51

  6. @Gillian: sì, domani pubblicherò l'ultima puntata… e poi via con un paio di post sulla matematica! @Alidada: grazie! 

    MauroPiadi

    22-05-2010 at 22:01

  7. Maurè, nel chiederti scusa per la lunga assenza, vedo, con gioia, che è tornato Valcorvina, un must per i tuoi lettori.Non posso leggere questa puntata senza aver letto tutto dalla prima, però voglio ricordare a te ed ai tuoi amici, il grande lavoro che c'è sulla serie del "commissario" che è iniziato con la nostra attenta lettura e la critica ed il tuo stile sempre più accattivante.Per ora non posso commentare ma, conoscendo bene le tue qualità di scrittore, ti assicuro che sono felice del ritorno al giallo.Un abbraccio.Sab.

    xdanisx

    22-05-2010 at 23:10

  8. tamango

    22-05-2010 at 23:44

  9. Toh… ma che strano… l'han fatto fuori… e proprio adesso che aveva deciso di parlare…Quando si dice il caso…..Ciau nè!ps: ho qui un tiraemolla che saltella per casa come un fagiolo messicano.Che mi consigli di fare?

    azalearossa1958

    23-05-2010 at 00:02

  10. ho giusto pubblicato l'invito per te ed quelli come te(i gufi) alla festa per la vittoria dell'inter a Madrid ieri sera ciao.

    orematt

    23-05-2010 at 08:12

  11. Caspiterina due al prezzo di uno o_O''  E meno male che c'è anche il capitolo successivo vado subito a leggere 

    TelemacusRadek

    23-05-2010 at 18:17

  12. Beh… la morte del Gigante l'avevo anche nasata, ma non quella del direttore… il mistero s'infittisce…

    donburo

    24-05-2010 at 12:01

  13. ci tieni sulle spine, ehhh.      vado avanti

    penny46

    24-05-2010 at 18:21


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