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Incendio nel parco – 6

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Il mattino successivo, un commissario spettinato e dall’aria non molto riposata entra nel vecchio palazzotto sede della squadra mobile, dove trova un magistrato vestito invece impeccabilmente, con un completo fumo di Londra e una cravatta grigio antracite, che lo aspetta nella sua stanza.
 
– Buongiorno Luca! Come andiamo oggi? Nottataccia? – Gli fa Alberghetti, dopo aver visto il suo aspetto.
 
Valcorvina non lo degna neanche di un commento, sapendo che se dà l’impressione di essere arrabbiato, o anche soltanto infastidito, per lui è la fine: il carissimo amico può trasformarsi in poco tempo nella più grande pettegola di tutta Roma e perfino di mezza Italia, parlando ai quattro venti delle notti brave del commissario: meglio evitare… Sedutosi dietro la sua scrivania, decide di iniziare una ricerca su gruppi neonazisti di Roma e di loro eventuali sedi nella zona di piazza Vittorio.
 
Alberghetti si avvicina e guarda al monitor cosa sta facendo l'amico, aggrotta le sopracciglia e poi gli chiede:
 
– Ma Luca, non avevamo deciso di tralasciare questa pista, dopo quello che ci ha detto la Simonacci?
 
– Si Mimì – risponde il commissario continuando la sua ricerca –, ma ho una strana sensazione, e tu lo sai che le mie sensazioni spesso si rivelano foriere di grosse scoperte, o no?!?!
 
– Va bene commissario, fai pure, anche se secondo me non approderemo a nulla. Anzi, se permetti, io tornerei nel mio ufficio, ché ho un po’ di pratiche da sbrigare e di ordini di cattura da firmare… – replica, con fare piuttosto seccato dall’atteggiamento di Luca.
 
– Vai, vai pure, a me non so ancora quanto ci vorrà… ti faccio sapere, eh? – Gli risponde, manco alzando lo sguardo dallo schermo.
 
Mentre Alberghetti sta uscendo, si precipita nella stanza un trafelato Vacchetta, urtando il magistrato:
 
– Commissario, commissario… ah signor giudice, c’è anche lei… meglio! Abbiamo delle immagini di piazza Vittorio nel momento dell’incendio! Sono state riprese dalla telecamera di sorveglianza di un istituto di credito; forse per il forte vento si è spostata e non inquadrava più l’entrata della banca, ma la piazza! Non sono chiarissime, però si vedono quattro giovani che si allontanano da una panchina sulla quale siede proprio Spizzichino!
 
– Bene, Vacchetta! Dove la possiamo visionare?
 
– Ho già montato il nastro in sala riunioni, commissario!
 
I tre si precipitano in sala riunioni, fiduciosi che quelle immagini chiariranno l’accaduto della notte in cui aveva perso la vita l’antiquario ebreo. Dallo scorrere delle immagini, però, poco si capisce: un po’ per via del bianco e nero, un po’ per via della lontananza e della mancata messa a fuoco (la telecamera era ovviamente tarata per i pochi metri che la separavano dall’entrata della banca, non per la trentina che corrono fino ai giardini), l’unica cosa che si vede sono quattro sagome che si allontanano da una panchina sulla quale siede quello che a malapena, e soltanto perché sanno che è lui, si riesce a riconoscere come Samuele Spizzichino. Non si nota nei quattro giovinastri alcuna caratteristica saliente, salvo in uno, che a confronto degli altri sembra un gigante, sia in altezza che in corporatura. Se gli altri tre fossero di altezza e corporatura normali, quello dovrebbe essere alto un paio di metri e pesare ben più di un quintale…
 
I tre continuano a guardare lo schermo, dove sta accadendo qualcosa di strano: qualche minuto dopo che i quattro sono scomparsi su per via Napoleone III, in direzione di Termini, uno dei quattro, sembra il gigante, ma è difficile a dirsi, visto che non ci sono punti di riferimento, torna indietro e si avvicina alla panchina dove Spizzichino è sdraiato, forse ubriaco fradicio o forse già morto. Gli si avvicina e gli mette per qualche minuto le mani intorno al collo, poi tira fuori dall’interno del giubbotto qualcosa che sembra una piccola tanica, ne sparge il contenuto sul corpo dell’antiquario e intorno alla panchina, infine tira fuori un accendino e, allontanatosi a distanza di sicurezza, dà fuoco a un foglio di carta trovato per terra e lo lancia in direzione della panchina. Le fiamme divampano improvvise.
 
– Cazzo! – Esclama Alberghetti, usando un’interiezione che non appartiene certo al suo lessico normale. – Ecco l’assassino! Ora però si tratta di capire chi è…
 
– Già… – mormora Valcorvina – chi è? Aspetta… Vacchetta, ferma il nastro e torna un po’ indietro, nel punto in cui si vede il viso.
 
L’agente esegue e Valcorvina prosegue:
 
– Ora, che dite? Da questo fermo immagine riusciremo a ricavare una foto decente del viso di questo omone? – Poi improvvisamente esclama: – Ma no! Dopotutto non ce n’è bisogno! Io questo qui lo conosco! Vacchetta, fammi una stampa di questo fermo immagine e portamela in stanza! Vieni Mimì!
 
E i due si precipitano di nuovo nella stanza del commissario, dove Luca comincia a interrogare di nuovo il database della polizia, cercando i dati registrati a nome di Vittorio Barattieri, detto “Gigante”.
 
Esattamente nel momento in cui compare sul video la foto segnaletica del Barattieri, entra Vacchetta con un foglio di carta in mano: è la stampata richiesta da Valcorvina; i tre confrontano l’immagine sullo schermo con quella sulla carta e cercano i punti di similitudine, che ci sono, anche se non moltissimi. Quello che però sembra tagliare la testa al toro sono le caratteristiche fisiche del Barattieri, che compaiono sul monitor insieme alla foto segnaletica: altezza due metri e quattro centimetri, peso 127 chili. Paiono esserci pochi dubbi che l’assassino dell’antiquario sia lui.

(Continua)

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Written by matemauro

17-05-2010 a 22:37

Pubblicato su racconti, valcorvina

7 Risposte

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  1. Troppo facile…

    donburo

    18-05-2010 at 12:25

  2. paiono non esserci dubbi… 🙂

    h2no3

    18-05-2010 at 12:49

  3. no, no qui c'è il colpo di scena  Vai avanti Mauro che è forte davvero 

    TelemacusRadek

    18-05-2010 at 14:10

  4. Ecco che ho letto anche la 6^ puntata.Non ho dubbi. Ce ne saranno almeno altre 6, quindi nella settima ci sarà un colpo di scena!Ciao ciao

    cugpref

    18-05-2010 at 20:49

  5. gatta ci cova….

    Francesco071966

    18-05-2010 at 21:33

  6. nooo, non può essere, che finisca così, uhmmm.  ci sarà la sorpresa, .  

    penny46

    19-05-2010 at 16:03

  7. Così sarebbe troppo facìle… mì attendo svìluppì che ìngarbuglìno tutto e faccìano lavorare le mìe vecchìe menìngì…. P.S….ma dov'è fìnìto ìl capìtolo 5 e la notte brava dì Valcorvìna e gentìle consorte….?Besos…. 

    aps07

    10-07-2010 at 18:25


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