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Di matematica ma non soltanto…

Incendio nel parco – 3

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Tre
 
Avvertire i familiari è sempre stato un compito ingrato e gravoso, anche dopo tanti anni di servizio; questo lo sa il commissario e lo sa perfino il sindaco, che per l’occasione partecipa alla triste visita accompagnato dall’assessore ai lavori pubblici,  il portaborse dell’amministrazione comunale. Il telefono della famiglia ha suonato libero per tutta la mattina, finché i funzionari hanno deciso di recarvisi di persona. La casa, un vecchio palazzo umbertino restaurato, si presenta enorme. Provano a bussare al grosso portone.
 
Niente. Nessuno in casa, neanche il personale… strano, molto strano.
 
Tornato a bordo dell’auto, il commissario parla con il sindaco, valutando se è il caso di entrare forzando la serratura per vedere se è successo qualcosa. Il primo cittadino è contrario, per paura che venga danneggiata l’abitazione e che i danni vengano poi messi in conto al comune.
 
– E va bene, signor sindaco, aspettiamo…
 
– Claudia Simonacci, grande architetto, conosciuta in campo internazionale nella progettazione di ponti… possibile che sia sparita? – Il giudice Alberghetti sta camminando su e giù per il suo piccolo ufficio, pensieroso, tanto da far temere a Valcorvina il crollo del pavimento, a causa dei tacchi dell’amico che fanno su e giù.
 
– Perché non chiamiamo il suo ufficio? – Prosegue Alberghetti – Se non sbaglio si trova vicino a piazza Venezia, potremmo farci un salto, no?
 
– Si, hai ragione. Potremmo… – e l’ispettore alza la cornetta per chiamare Vacchetta.
 
– No Luca, aspetta. – Fa il giudice – Ci andiamo a piedi, così abbiamo il tempo per riflettere.
 
Ma neanche nello studio dell’architetto Simonacci trovano nessuno. C’è soltanto una donna delle pulizie, che in un italiano improbabile dall’accento dell’est comunica loro che “io so nula, no conosco nisuno, io arivare sei di sera, pulire tutto, andare via ale dieci”… e le chiavi dell'appartamento le ha il portiere, al quale le restituisce quando ha finito. Portiere che, ovviamente, non sa nulla neanche lui:

– Non è che l'architetto mi avverte quando c’è o quando non c’è…  – brontola, in risposta alla domanda di Valcorvina.

 
Nel seminterrato del laboratorio della scientifica, il dottor Bianchetti sta eseguendo l’autopsia sui miseri resti del cadavere dell’antiquario. Non è rimasto granché da esaminare, purtroppo, ma la particolarità del caso lo convince ad andare più a fondo. Decide di eseguire delle radiografie, tecnica che in casi come questo di solito non viene usata, ma sa che quando a lavorare su un caso viene chiamato Valcorvina è meglio starci attenti, perché se il questore sguinzaglia il commissario Montalbano de noantri deve esserci sotto qualche cosa di importante.
 
Sviluppate le lastre appena scattate, il medico le appende alla lavagna luminosa dove, aiutandosi con una lente, inizia a studiare le ossa della vittima, scoprendo subito qualcosa che non avrebbe mai immaginato.
 
Rapidamente torna in sala autopsie e riprende il cadavere tirando fuori il lettino dal congelatore. Con un bisturi incide la trachea della vittima e accede alle ossa del collo dell’antiquario.
 
Improvvisamente, lascia tutto com’è e corre a prendere il telefono appoggiando la cornetta sulla lunga barba, sporca ancora della polvere delle ossa tagliate un’ora prima con la piccola fresa del laboratorio.
 
– Pronto? – Risponde Valcorvina, che è sul divano di casa insieme a Giulia; si stanno gustando un dvd con l’ultimo concerto di Maurizio Pollini, quello all’Auditorium con l’omaggio a Chopin, e giocherellando con Nerone, il gatto, nero ovviamente, che hanno salvato dal gattile un paio d’anni prima. 
 
– Sono Bianchetti, Luca, ho grosse novità…
 
– Serve che torni lì da voi?
 
– No, inutile. Ti posso però dire che se pensavi ad un omicidio avevi ragione. Prima di bruciare nel rogo l’uomo deve essere stato narcotizzato, poi soffocato da qualcuno molto forte, tanto da spezzargli le ossa del collo e quindi bruciato… ottimo come trattamento no?
 
– Già! – Risponde il commissario –. Non lo augurerei neanche al mio peggior nemico, un trattamento del genere. Mandami il rapporto appena hai finito, mi raccomando.
 
– Sarà pronto per domani, tranquillo.
 
Il vecchio ghetto ebraico a Roma è sede storica di vari negozi: abbigliamento e alimentari soprattutto, ma anche qualcuno d’antiquariato, come quello della vittima, che è uno dei più grandi. Ci si può trovare di tutto, a patto di avere un buon conto in banca, dato che non si tratta di antichità da mercatini o da rigattiere, ma di vere opere d’arte.
 
I due si trovano a passare un pomeriggio in mezzo a mobili antichi, quadri e quell’odore stantio tipico degli ambienti che vengono arieggiati una volta ogni tanto.
 
– Va bene, signora, se ha delle novità oppure se le viene in mente qualcosa può chiamarmi a questo numero… – e il commissario porge un biglietto da visita un po’ sgualcito alla vecchia ebrea, aiutante di Spizzichino, che, appoggiata ad un mobile francese del ’700 con annesso orologio, accetta il cartoncino regalando ai due un bel sorriso da commerciante in cui spicca il profilo della dentiera.
 
Usciti dal negozio, i due decidono di fare una pausa e Luca si infila, guidando Alberghetti, in un piccolo bar del ghetto, dove una giovane cameriera porta loro due caffè corretti che gli amici bevono tirando un sospiro di sollievo.
 
– Senti Luca – fa Alberghetti bevendo l’ultima goccia –, qui non caviamo un ragno dal buco, mi sembra che ci stiamo ritrovando nella Sicilia di qualche anno fa, quando c’eravamo noi e l’omertà regnava sovrana…
 
– Al tempo, Mimì, non a caso ti ho portato in questo locale… Ester! – chiama una morettina che sta servendo un vecchio dai capelli candidi e con lunghe basette.
 
– Fra un attimo sono da te! – E si gira verso il commissario, regalandogli un sorriso.
 
– Bene, grazie!
 
Alberghetti lo guarda ridendo:
 
– Cos’è, una nuova fiamma? – E gli strizza l’occhio.
 
Luca, con la faccia da santerellino, lo guarda, sistemandosi meglio sulla sedia:
 
– Ma se potrebbe essere mia figlia!  E poi lo sai, da quando c’è Giulia, le donne non le guardo neanche più… che posso farci se invece io a loro piaccio ancora? – E termina la frase con una grassa risata.
 
Intanto la giovane raggiunge i due poliziotti e, appoggiato il vassoio sul tavolo, si siede con loro.
 
– Ester, avremmo bisogno di un po’ di aiuto; tu che qui nel ghetto conosci tutti, sai qualcosa su Samuele Spizzichino?
 
La ragazza si siede più comodamente e, portando la mano destra alla folta capigliatura, inizia a girarsi una ciocca tra le dita:
 
– Sì, commissario mio, era il più ricco della zona e anche il più stronzo. Mai una mancia, solo commenti osceni, tanto che ho avvisato più volte il proprietario che non volevo più servirlo. Pensa che una volta mi ha messo una mano in mezzo alle gambe mentre servivo dei clienti, veramente un maiale…
 
– Mi spiace – fa Valcorvina –, ma sapresti dirmi se aveva dei nemici?
 
– Guarda, potrei dirti che sta sulle palle a tutti, ma di più non saprei, tesoro… volete altro da bere? Offre la casa!
 
– Grazie Ester, sei fantastica come sempre… questa è per te e mi scuso se rifiutiamo il secondo giro, ma siamo di fretta… – e consegnando una banconota da dieci euro alla ragazza se ne va con il collega, facendole l’occhiolino.

(Continua)


Colgo l'occasione per ricordare a chi fosse interessato il primo volume dei casi del commissario Valcorvina. Cliccare sull'immagine per accedere al sito dove può essere acquistato…
 

copertina valcorvina

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Written by matemauro

13-05-2010 a 10:31

Pubblicato su racconti, valcorvina

15 Risposte

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  1. Sempre bella l'ambientazione romana!  Redcats

    redcats

    13-05-2010 at 15:41

  2. mi fa sempre piacere passare di qui…..bacioni teresa

    lateresa

    13-05-2010 at 18:20

  3. OK. Letta anche la terza puntata.Aspetto il seguito.Il libro precedente l'ho acquistato.Pubblicane un'altro e ti farò arricchire!Baci

    cugpref

    13-05-2010 at 21:02

  4. @Redcats: beh, Roma la conosco un po'… @Lateresa: ma che piacere vederti ogni tanto qui… @Cugpref: veramente quello te l'ho regalato, mi pare… 

    MauroPiadi

    13-05-2010 at 21:24

  5. Io lo guarderei volentieri il video se…. ci fosse…!

    azalearossa1958

    13-05-2010 at 21:44

  6. Buon intreccio… buon intreccio…Resto in attesa!'notte!

    azalearossa1958

    13-05-2010 at 21:49

  7. ucci ucci sento odor di cristianucci.Menomale che mi ero portata viveri di sussistenza ed ho potuto leggere finoall'ultimo rigo.sheramaidettognilasciataèpersasifiniscedingozzarsicomepolli

    sherazade2005

    13-05-2010 at 22:49

  8. ringraziamo la Ester per queste informazioni (ah no, siamo in centro a Roma, non a Carate Brianza…)

    Francesco071966

    13-05-2010 at 22:59

  9. @Azalearossa: brava, vedo che mi segui attentamente! @Shera: eh sì, in effetti mi dilungo un po'…  ma devo pur creare l'atmosfera giusta!Però, appetitoso quel mega-panino! @Francesco: giuro che se era una battuta non l'ho capita… 

    MauroPiadi

    13-05-2010 at 23:08

  10. Bello sempre piu' coinvolgente Complimenti 

    TelemacusRadek

    14-05-2010 at 13:51

  11. @Telemacus: grazie! 

    MauroPiadi

    14-05-2010 at 14:06

  12. Una ricca suspence, ci piacee.  solo poveraccio che fine trucida gli hai fatto fa.   buon week end  ciao                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           

    penny46

    14-05-2010 at 18:55

  13. grande mauro. valcorvina è più forte di montalbano ma qui bisogna chiedere a camilleri se ti fa fare un crossover

    pablodepablis

    15-05-2010 at 03:48

  14. Niente cocktail molotov allora…

    donburo

    17-05-2010 at 11:59

  15. Quella della barba sporca dalla polvere d'ossa non l'ho maì vìsta a CSI…!!!!Wow…. devo proprìo aggìornarmì altrìmentì compro ìl lìbro e fammo prìma….Besos….!!!!

    aps07

    17-05-2010 at 21:02


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