matemauro

Di matematica ma non soltanto…

Incendio nel parco – 1

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Uno
 
Piazza Vittorio, dieci di sera: un uomo, barcollando, si avvia verso i giardini pubblici, con passo incerto da ubriaco, quasi a imitare il rollio e il beccheggio di una barca che galleggia in quell’alcool che ha introdotto nello stomaco dopo una giornata passata a festeggiare non sa bene cosa.
 
È autunno, le foglie degli alberi stanno mutando colore, assumendo tinte rossastre; stranamente per Roma, inizia ad alzarsi una grigia nebbia, fredda, che entra nelle ossa e che, all’aperto, ti fa desiderare di tornartene a casa vicino al calorifero.
 
L’uomo passa inosservato tra i pochi passanti frettolosi. Soltanto quattro giovani stanno stravaccati su una panchina, fumando improbabili sigarette e tracannando birra di scarsa qualità. 
 
L’ubriaco, stretto nel suo logoro cappotto verde oliva, passa loro accanto non degnandoli di uno sguardo e desiderando solamente un posto libero dove sedersi. Finalmente; ecco, una panchina tutta per lui, per potersi sedere e meditare un po’ sul fatto che i bicchieri sono stati troppi e che gli anni vanno avanti anche per lui, tanto da accorgersi che quelle bevute fanno a cazzotti con il suo fisico.
 
Tira fuori una sigaretta dal pacchetto schiacciato e, dopo aver provato alcune volte a vuoto, riesce ad accenderla col suo zippo d’argento. Tira la classica boccata all’aroma di benzina e poi inizia a respirare un po’ col naso in modo da compensare la nausea che gli sta salendo dallo stomaco.
 
– Ehi, vecchio! Giornataccia eh?
 
I quattro nullafacenti si avvicinano all’uomo che si gira verso di loro sorridendo.
 
– Ehm… non è stato… hic… il massimo… ma ora devo andare, devo rientrare.
 
Uno dei giovani, il più alto del gruppo, gli offre una bottiglia di birra già aperta che lui rifiuta col cenno di una mano.
 
– No grazie ragazzo, non posso, altrimenti vomito!
 
– Beh, fratello, io te la lascio qui, sulla panchina, bevitela alla nostra salute quando vuoi!
 
L’uomo si gira verso il gruppetto, gli occhi lucidi dalla commozione dell’ubriaco:
 
– Grazie, veramente buoni. Berrò un sorso… hic… tra un po’…
 
I quattro lo salutano, e accendendosi un altro spinello, si allontanano lemme lemme verso la stazione Termini.
 
Il vecchio guarda la bottiglia, è anche una buona birra nonostante sia di quelle strane marche olandesi, l’ha già provata in passato e andava giù che era un piacere, forse lo farà sentire meglio… c’era pur quel detto che dice di far contrasto all’alcol con altro alcol o qualcosa del genere… forse magari soltanto un sorso, strano odore però… sarà il doppio malto, ma gli ricorda tanto le mandorle.

Zhou Kai, nella sua casa di via Emanuele Filiberto, non riesce proprio a prendere sonno quella sera, è un periodo poco proficuo per il negozio e mille pensieri gli passano per la testa. Pochi turisti frequentano l’Esquilino in autunno e quindi si trova messo male. Sua moglie gli aveva detto di lasciar perdere e cercare di aprire un’altra attività, ma suo padre gli aveva lasciato quel posto e lui deve cercare in tutti i modi di venirne fuori.
 
Con tanti pensieri che gli frullano nella testa non ce la fa proprio a restare in casa e decide di uscire un po’, magari a fare una corsa, l’unica attività che lo rilassa. Guarda l’ora, le undici… sì, si può ancora andare; si toglie lo stretto kimono nero per mettersi una tuta da ginnastica e un paio di scarpette. Esce dal portone e, con la scioltezza di chi è abituato a correre ogni giorno, inizia a fare un percorso che gli farà percorrere quasi dieci chilometri attraverso le larghe vie della Roma umbertina. Accende il suo iPod con musica rock a palla e si avventura dirigendosi verso piazza Vittorio.
 
Già a distanza, però, si accorge di qualcosa di strano. Mancano ancora duecento metri alla piazza quando osserva uno strano bagliore rosso provenire dai giardini. Con la curiosità di chi percepisce un pericolo imminente si avvicina ancora un po’ e, resosi conto di essere di fronte a un incendio, si blocca, incerto sul che fare. Dopo un paio di minuti passati a guardare come un imbecille il fuoco che si sta propagando tra le panchine e le piante ad alto fusto, finalmente si decide a prendere il cellulare e comporre il 115.
 
Dall’altra parte della linea risponde un assonnato centralinista:
 
– Vigili del fuoco. Chi parla?
 
– Ehm… sono Zhou, Zhou Kai… qui vedo fuoco su elba… si… fuoco, fuoco nel palco…
 
– Scusi? – Il pompiere, pensando al solito scherzo notturno, fa per chiudere la comunicazione, ma ripensa un attimo alle ultime parole e si blocca:
 
– Scusi, ripeta per cortesia, quale fuoco e quale palco?
 
– No, no palco!!! Sì… come si chiama questo… ah! I gialdini pubblici, scusa, io no palla bene italiano…
 
Il pompiere di guardia quasi cade dalla sedia.
 
– I giardini pubblici? Quali?
 
– Piazza Vittolio, fate plesto, please!
Zhou Kai, nella sua casa di via Emanuele Filiberto, non riesce proprio a prendere sonno quella sera, è un periodo poco proficuo per il negozio e mille pensieri gli passano per la testa. Pochi turisti frequentano l’Esquilino in autunno e quindi si trova messo male. Sua moglie gli aveva detto di lasciar perdere e cercare di aprire un’altra attività, ma suo padre gli aveva lasciato quel posto e lui deve cercare in tutti i modi di venirne fuori.
 
Con tanti pensieri che gli frullano nella testa non ce la fa proprio a restare in casa e decide di uscire un po’, magari a fare una corsa, l’unica attività che lo rilassa. Guarda l’ora, le undici… sì, si può ancora andare; si toglie lo stretto kimono nero per mettersi una tuta da ginnastica e un paio di scarpette. Esce dal portone e, con la scioltezza di chi è abituato a correre ogni giorno, inizia a fare un percorso che gli farà percorrere quasi dieci chilometri attraverso le larghe vie della Roma umbertina. Accende il suo iPod con musica rock a palla e si avventura dirigendosi verso piazza Vittorio.
 
Già a distanza, però, si accorge di qualcosa di strano. Mancano ancora duecento metri alla piazza quando osserva uno strano bagliore rosso provenire dai giardini. Con la curiosità di chi percepisce un pericolo imminente si avvicina ancora un po’ e, resosi conto di essere di fronte a un incendio, si blocca, incerto sul che fare. Dopo un paio di minuti passati a guardare come un imbecille il fuoco che si sta propagando tra le piante ad alto fusto, finalmente si decide a prendere il cellulare e comporre il 115.
 
Dall’altra parte della linea risponde un assonnato centralinista:
 
– Vigili del fuoco. Chi parla?
 
– Ehm… sono Zhou, Zhou Kai… qui vedo fuoco su elba… si… fuoco, fuoco nel palco…
 
– Scusi? – Il pompiere, pensando al solito scherzo notturno, fa per chiudere la comunicazione, ma ripensa un attimo alle ultime parole e si blocca:
 
– Scusi, ripeta per cortesia, quale fuoco e quale palco?
 
– No, no palco!!! Sì… come si chiama questo… ah! I gialdini pubblici, scusa, io no palla bene italiano…
 
Il pompiere di guardia quasi cade dalla sedia.
 
– I giardini pubblici? Quali?
 
– Piazza Vittolio, fate plesto, please!

(Continua)

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Written by matemauro

09-05-2010 a 21:59

Pubblicato su racconti, valcorvina

26 Risposte

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  1. Mauretto scrittore???Anche questo?E pure bravo!!!E adesso dimmi che sai anche cantare e comporre canzoni, e giuro che allestisco un altarino in una angolo del salotto…………..

    azalearossa1958

    09-05-2010 at 22:04

  2. @Azalearossa: alt!  Cantare non fa per me, sono stonato come una campana (a parte quando alzo il gomito ). Pur avendo avuto una moglie pianista e avendo una figlia violista, la musica la ascolto (e mi piace) e basta! Per il resto, tu mi "conosci" da poco, ma qui ho pubblicato un sacco di cose, anche di racconti gialli raccolti in volume… controllare nel box della colonna di destra "I miei libri su Lulu", please… 

    MauroPiadi

    09-05-2010 at 22:08

  3. Questa storia mi riporta alla mente i bravi ragazzi che bruciarono vio un vagabondo abbronzato all'angolo di piazza navona. Non dare alla storia un brutto finale, credo non lo sopporterei sherabuonanottesonatori

    sherazade2005

    09-05-2010 at 22:16

  4. @Shera: è un racconto giallo, ma chére amie… 

    MauroPiadi

    09-05-2010 at 22:23

  5. 'A Maurè…. Un me fa morì er vecchietto che arivo tutto trafelato con un  canad-air e t'affogo tutta Piazza di Vittorio 

    TelemacusRadek

    09-05-2010 at 22:43

  6. @Telemacus: sarebbe bello se quella piazza fosse dedicata a Giuseppe di Vittorio, ma ahimé è dedicata a Vittorio Emanuele II… 

    MauroPiadi

    09-05-2010 at 22:51

  7. ma è il ritorno di Valcorvina !!!!! yeah… Valcorvina contro i naziskin….

    Francesco071966

    09-05-2010 at 23:22

  8. azz ne allago due 

    TelemacusRadek

    09-05-2010 at 23:24

  9. avrà preso fuoco la solita fontanella… 🙂 scherzi a parte, aspetto il seguito!a prestoc.

    h2no3

    10-05-2010 at 10:28

  10. Mi sa che gli hanno offerto una bomba molotov…

    donburo

    10-05-2010 at 12:05

  11. Ah Maurè, pensa che tra poco avremo piazze e calli intitolate e Pupo e a al suo amico principe ballerino!!!!!!!!!Grrrrrrr!!!!!!!!!

    passatorcortese

    10-05-2010 at 12:08

  12. @Francesco: sììì!!!  Ma i naziskin non c'entrano! @Telemacus: … al prezzo di uno? @h2no3: l'incendio della fontanella è un classico del cinema nonsense… @Donburo: quasi… @Passatore: nun me ce fa' penza', me vengheno li forzi de stommico… 

    MauroPiadi

    10-05-2010 at 16:38

  13. Parl'amùrdalmèsignùr!!!!!!!!!!!!!!!!! Una celebre celebrità….. Ehm… senta… scusi sa… se finora le ho dato del TU… prometto che non succederà più… ecco, guardi, mi metto in ginocchio su li ceci da sola… Ammappate!!!!

    azalearossa1958

    10-05-2010 at 16:48

  14. LaPepinaimbriaga!!!!Confesso che ho peccato… di superficialità, e non sono mai andata a vedere sulla colonnina… orpo… da fustigare!

    azalearossa1958

    10-05-2010 at 16:50

  15. ommammamia!!! gli hanno offerto da bere….e poi l'accendino…

    tittidiruolo

    10-05-2010 at 17:08

  16. ohhhhh, finalmente è tornato, Valcorvina,  l'inizio promette bene,  sto in attesa, non voglio fare deduzioni,  ciao ciao

    penny46

    10-05-2010 at 17:49

  17. Bentornato Valcorvina!Non so cosa sia google ads, cercherò di controllare se ce l'ho attivato. Secondo me queste schifezze vengono da imageshack: ho provato a bloccarle, ma ritornano sempre! Redcats

    redcats

    10-05-2010 at 18:16

  18. E che si fa così???Mi fai ripassare, ecco.Mauro, a Roma neanche un attimo per uno squillo…Sempre chiusa al Mieli a lavorare su noi stesse e uffa però…che fatica a volte essere anormali.Torno per leggere il seguito, sperando non sia.

    RosiPoli

    10-05-2010 at 20:24

  19. E poìììììììììììììììììììììììììì…….????????????????E no che non mi puoì lascìare ìn questo  coitum interruptus letterarìo…. eh…?

    aps07

    10-05-2010 at 21:21

  20. @Azalearossa: beh, poco male, hai tempo per rimediare… @Tittidiruolo: ehi! È un racconto giallo, eh? @Penny: mi pare un po' presto per le deduzioni… fate sviluppare un po' la vicenda, che diamine! @Redcats: e mica potevo lasciarlo ammuffire, ti pare? 

    MauroPiadi

    10-05-2010 at 21:24

  21. @Rosipoli: immaginavo, sarà per la prossima volta, allora… @Aps07: oh mamma! Quanto siete frettolosi… un feuilleton vuole il suo tempo, mica lo potevo postare tutto intero, è lunghetto… 

    MauroPiadi

    10-05-2010 at 21:26

  22. Mauro, non è un errore e non è saltato un pezzo:è un giallo:)

    RosiPoli

    10-05-2010 at 21:32

  23. Un feuìllìeton…? Ma sìamo alla Francìa del XIX secolo….? Susususususu….!!!!!!! Sìamo su internet….!!!!!  Anche Hugo e Dumas si velocìzzerebbero…. Altrimenti tornìamo a Gutemberg…?Ma anche noooooooooooooo….!!!!!! SpeedyMauro pleaseeeeeeee…..!!!!!!

    aps07

    10-05-2010 at 21:42

  24. saranno di terza posizione ?

    Francesco071966

    10-05-2010 at 22:15

  25. della serie..a volte ritornano….Roma, inizia ad alzarsi una grigia nebbia, fredda, che entra nelle ossa …BELLISSIMO E INIMMAGINABILE..

    luigi7

    11-05-2010 at 07:47

  26. @Aps07: e va bene, arriva il secondo capitolo! @Luigi: sai, qui da noi la nebbia serale è un fenomeno talmente raro… 

    MauroPiadi

    11-05-2010 at 09:49


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