matemauro

Di matematica ma non soltanto…

Un anno fa, il terremoto a L’Aquila.

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terremoto_l_aquila_palazzo_prefettura_2009


Ché uno pensa: vabbe, di terremoti quanti ne accadono ogni giorno, in tutte le parti del mondo? E si risponde che ne avvengono tanti, tantissimi. Il più delle volte senza che neanche ce ne accorgiamo, soltanto i sensibilissimi strumenti ne registrano la localizzazione e la potenza.
 
E poi… poi una volta, forse, nella vita se ne scatena uno vicino a te, non soltanto geograficamente, ma psicologicamente, succede a qualcuno che hai vicino, nella mente e nel cuore. E allora cominci a tempestare di telefonate per sapere come va, se sono vivi, se hanno da dormire e da mangiare. Poi ti tranquillizzi, sono salvi, umani e felini; certo, la ripresa sarà lunga, non sono avvenimenti che esauriscono i loro effetti rapidamente: la raccolta delle cose rimaste, lallontanamento dalla casa e dalla città, la segregazione sul litorale, la lenta, lentissima ripresa verso una parvenza di normalità. E sembra (la televisione te lo ripete a ogni ora del giorno e della notte) che le autorità preposte stiano facendo il possibile, forse anche qualcosa in più. Poi vieni a scoprire, come tantissime altre volte, in questo paese del quale in questi casi vorresti restituire la cittadinanza che non senti più tua, che quella maledettissima mattina del 6 aprile 2009 qualcuno rideva di quello che era successo, perché pensava a quanti milioni – je se ficcassero in gola e lo strozzassero! – avrebbe guadagnato, grazie agli amici, su quello che era successo…
 
Dal blog dellamica Elenamaria, la sua cronaca del 6 aprile 2009.
 
Eccola. Eccola eccola. Eccola.
 
Pensavo solo questo e solo questo ripetevo, mentre cercavo di alzarmi, di chiamare i figli, di trovare la porta.
 
Eccola, eccola. Ma eccola chi? La scossa, la paura, la fine? La morte?

Iniziò con uno scricchiolìo, un cigolìo. Come se un gigante stesse, lentamente, cercando di staccare il palazzo dal terreno. Il palazzo, però, resisteva, e il gigante si stava innervosendo. Lanciò un urlo, allora, e fu il boato.
 
Continuò a tirare, da un lato allaltro e verso lalto… Ledificio non voleva cedere, non mollava la presa e il gigante ruggiva, infuriato. Un balzo dal letto. Le scarpe, istintivamente. I gatti, i gatti! Le finestre spalancate nella notte.
 
Libri, oggetti, stoviglie sul pavimento. E lacqua. Lacqua, ma da dove? E i mobili spostati in avanti e lodore di liquore. Noi astemi, nellodore di liquore…
 
Il gigante continuava a scuotere le mura. Sulle pareti e sul soffitto segni lievi come tracciati da una matita diventavano crepe ghignanti che vomitavano calcinacci. Scalzi sulle mattonelle spaccate, sui vetri rotti.
 
E i gatti, i gatti. Paolino, ritto sul davanzale fece per buttarsi giù, terrorizzato. Lo afferrai al volo, non so come. Lo strinsi al petto e mi inondò di pipì. Puzzai di piscio di gatti per giorni, ma nessuno ci fece caso.
 
E le urla nelle scale, le porte che sbattevano. In cortile. Ci siamo, siamo tutti? Quattro umani e tre gatti. Ma come abbiamo fatto a uscire? Infiliamo i trasportini in auto e ci accorgiamo di essere gli ultimi, sono già tutti in cortile.
 
Mani, braccia, lacrime, gole secche. Labbra mute. E il fumo verso l’alba, a est. Il fumo, un incendio? Era polvere, erano crolli. Era morte e distruzione. Il sole sorgeva sfacciato e impietoso.
 
Ci trovò indifesi nelle piazze e nei parcheggi. Ci trovò svestiti e sporchi. Stanchi e tremanti. Gli occhi sbarrati. Il cuore fermo a quel battito, a quella morsa gelata che ce lo agguantò, senza pietà, alle 3 e 32.
 
I gatti. Lunedì 30 marzo, dopo la prima scossa davvero forte, avevo preparato i trasportini allingresso. Mio figlio trovò subito Margotta, Paolino tentò la fuga dalla finestra (secondo piano!). Nennilla ci fece penare. Non si trovava. Laltro mio figlio scese in strada, a cercarla tra le macerie che già si accumulavano. Poi risalì e la trovò dietro il frigorifero. Salvarli fu la nostra salvezza, la prima speranza. Con noi, per non disperare. Solo chi ha animali in casa può capire, vero?
 
No, cara amica, non soltanto chi ha animali in casa: semplicemente chi ha un cuore e un cervello, come li hai tu.

Grazie.

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Written by matemauro

05-04-2010 a 21:32

Pubblicato su amici, terremoto

18 Risposte

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  1. grazie anche a te, Mauro!c.

    h2no3

    05-04-2010 at 21:15

  2. utente anonimo

    05-04-2010 at 21:30

  3. Non voglio aggiungere altro perchè il mio pensiero solidale desidero non si accomuni alle 'celebrazioni' per le 'commemorazioni'. Controsenso? non credo. Gli aquilani hanno, poco fà,  fischiato il messaggio dell'esimio nostro presidente del consiglio.Sbaglio o è stata mandata a casa la Stefania Pezzopane per un signor Del Corvo del pdl….no comment.Stavo guardando 'chil'ha visto' ed hanno intervistate due 'povere aquilane' sradicate in un albergo sulla costa adriatica. Due signore anziane e sole e dunque ancora più indifese e invisibili cui non è consentito nemmeno piangere nell'abbrazzio della propria città.sheramegliotaceremoltomeglio

    sherazade2005

    05-04-2010 at 23:35

  4. certo, ogni terremoto è storia a sè, ma questo qui è stato particolare…. prima la previsione da parte del sismologo che ancora un pò gli davano l'ergastolo (salvo poi scoprire che l'aveva azzeccato….), poi gli scandali…..

    Francesco071966

    06-04-2010 at 08:16

  5. sulle tv le solite fanfare di regime, cazzo, sembra davvero il ventennio almeno per come me l'hanno raccontato

    phederpher

    06-04-2010 at 13:55

  6. Non è uno di quei ricordi che vivono di lacrime finte o tirature di giornali.Abbiamo perso vite e sentito le risate di chi guadagna sulle sventure naturali/innaturali, chè morire così sembra illogico.Ancora il dolore  lo vedi, lo senti, immagini il dispiacere di chi aveva culle in stanza  o bimbi in grembo.Il grande affare si tinge di vergogna al Salario sporting.Case costose e doni di regioni del nord.La terra ha vomitato e tumulato ed ancora tutto sembra punizione immeritata.Grazie, Mauro. Un abbraccio per l'amica.s. 

    xdanisx

    06-04-2010 at 14:58

  7. Grazie Mauro! Redcats

    redcats

    06-04-2010 at 18:33

  8. Bene hai fatto a diffondere lo scritto di Elenamaria! Queste sono le vere testimonianze e il suo blog è davvero un diario senza lustrini!Un abbraccio a tutti!

    passatorcortese

    06-04-2010 at 20:11

  9. ho sentito una stretta al cuore.. povera gente…Un abbraccio a te e a loro..

    alidada

    07-04-2010 at 09:26

  10. Commovente… sul serio… grazie per averlo trascritto…

    donburo

    07-04-2010 at 11:54

  11. Non so che dire. E' tragico…e non deve essere dimenticato.

    ArtemisiaHate

    07-04-2010 at 12:39

  12. Grazie

    azalearossa1958

    07-04-2010 at 13:06

  13. Due volte.

    azalearossa1958

    07-04-2010 at 13:12

  14. già hai detto tutto..

    smilepie

    07-04-2010 at 13:13

  15. Grazie, Mauro, per aver riportato il post della tua amica.Un abbraccio.annarita

    nereide1

    07-04-2010 at 15:29

  16. Io provo molta molta più pena e compassione per quei "qualcuno" (ahimè sono tanti), loro sì che sono da  biasimare fortemente ma anche da compiangere!!!Sono i più disgraziati.Molto di più di tutti quelli che hanno una coscienza, di quelli che subiscono sempre, di quelli che hanno il coraggio di tirare avanti onestamente, di quelli che continuano a pensare, nonostante tutto, che il male è "meglio" subirlo che farlo…. e sono tanti, sono i più.Grazie a costoro il mondo "sta su" nonostante tutto.Gli altri…….non hanno capito niente… e "ripeteranno la classe" ancora e ancora…finchè, sperimentando, non comprenderanno.Perchè è a questo che serve la vita: per capire.

    fresiadicielo

    07-04-2010 at 16:54

  17. Speriamo che gli Aquilani non finiscano come gli altri terremotati che, a distanza di 30 anni, vivono ancora nei prefabbricati senza acqua, con i fili della luce sospesi tra gli alberi perchè sotto terra se li erano mangiati i topi, ecc……Speriamo……

    cugpref

    08-04-2010 at 15:45

  18. Mauro, mio caro Prof, grazie. Leggo solo ora questo post, ho poco tempo, lo sai, mille cose da fare. Per molti continuiamo ad essere gli ingrati, quelli che hanno avuto tutto, quelli che hanno votato il corvo. Sì, siamo anche questo. Io mi metto tra gli ingrati e basta. Invito chi non capisce  a chiedere, ad informarsi, a venire qui. Vi mostrerò le ferite di questa città, vi porterò in piazza, nel tendone dei cittadini, vi racconterò. Capisco che si possa non capire ma solo questo vi chiedo: non giudicate solo attraverso quello che vi fanno vedere, quello che vi raccontano televisione e giornali. Grazie ancora, sei una persona stupenda.

    elenamaria

    21-04-2010 at 18:23


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