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Di matematica ma non soltanto…

Scomparsa di un fisico siciliano – 3ª e ultima parte

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letteramajoranaL'insegnamento a Napoli e la scomparsa
 
A Napoli, però, Majorana non resterà che poche settimane, dai primi di gennaio del 1938 a fine marzo.
 
È da sottolineare intanto che, per le tre lezioni settimanali (martedì, giovedì, sabato) che tiene all’Università, l’abitare a Napoli non è poi necessario, considerando che ha casa a Roma. Indubbiamente, però, lo stare in albergo, più solo di quanto non riuscisse ad essere in famiglia, gli piace. A Napoli ha fatto un altro passo verso la totale solitudine cui aspira. Gliene resta da fare un altro ancora, definitivo.
 
Alloggia all’albergo Bologna, come uno straniero. Le sue giornate sono vuote di allievi (perché ben pochi di essi sono in grado di seguire ed apprezzare le sue lezioni, di livello sempre oltremodo elevato) e piene, forse, di solitarie passeggiate per lungomare Caracciolo. Poi due lettere, scritte in un pomeriggio di solitudine, il 25 marzo 1938. Due lettere per dire addio a tutto e a tutti.
 
Il 25 marzo, alle 22.30, Ettore Majorana sale sul piroscafo di linea Napoli-Palermo. Prima di salire a bordo, però, scrive le due lettere di cui dicevamo. Una è indirizzata ad Antonio Carrelli, direttore dell’istituto di Fisica di Napoli, del quale pur in breve tempo era diventato amico:
 
«Caro Carrelli,
Ho preso una decisione che era ormai inevitabile. Non vi è in essa un solo granello di egoismo, ma mi rendo conto delle noie che la mia improvvisa scomparsa potrà procurare a te e agli studenti. Anche per questo ti prego di perdonarmi, ma sopra tutto per aver deluso tutta la fiducia, la sincera amicizia e la simpatia che mi hai dimostrato in questi mesi.
Ti prego anche di ricordarmi a coloro che ho imparato a conoscere e ad apprezzare nel tuo Istituto, particolarmente a Sciuti; dei quali tutti conserverò un caro ricordo almeno fino alle undici di questa sera, e possibilmente anche dopo.»
 
La seconda è indirizzata ai familiari (questa non spedita, ma ritrovata nella stanza d’albergo):
 
«Ho un solo desiderio: che non vi vestiate di nero. Se volete inchinarvi all’uso, portate pure, ma per non più di tre giorni, qualche segno di lutto. Dopo ricordatemi, se potete, nei vostri cuori e perdonatemi.»
 
Sono ben note altre lettere di suicidi; in tutte c’è, anche nella grafia, un’alterazione più o meno forte, sempre. Un che di scomposto, di caotico. Nelle due di Ettore sono riscontrabili, invece, un ordine, una compostezza, un gioco al limite dell’ambiguità che difficilmente potrebbero non essere voluti. Come, per esempio, quell’inciso “e possibilmente anche dopo”, dopo aver nominato la sua “scomparsa”. Se è risoluto a suicidarsi, qual è il senso di quell’inciso? E la stessa parola “scomparsa”, in luogo di morte o fine, può essere che sia stata usata perché venisse intesa come eufemismo, mentre magari non lo è affatto. E ancora: se il piroscafo parte alle 22.30, alle “undici di questa sera” sarà sicuramente ancora sotto costa e il ponte sarà ancora affollato di marinai e di passeggeri: impossibile credere di potersi gettare in mare senza che qualcuno veda e intervenga…
 
Comunque: Carrelli non ha ancora ricevuto la prima lettera, quando un telegramma di Majorana, inviato da Palermo il giorno dopo, il 26, lo prega di non tenerne conto.
 
Riceve poi la lettera, capisce il senso del telegramma e telefona a Roma, ai familiari di Ettore, che però, naturalmente, cadono dalle nuvole. Gli arriva in seguito una seconda lettera di Ettore, anche questa, come il telegramma, da Palermo, su carta intestata del Grand Hotel Sole:
 
«Caro Carrelli,
Spero ti siano arrivati insieme il telegramma e la lettera. Il mare mi ha rifiutato e ritornerò domani all’albergo Bologna, viaggiando forse con questo stesso foglio. Ho però intenzione di rinunziare all’insegnamento. Non mi prendere per una ragazza ibseniana perché il caso è differente. Sono a tua disposizione per ulteriori dettagli.»
 
Questa lettera è del 26 marzo. E anche su questa lettera ci sarebbero da fare osservazioni dello stesso tenore di quelle fatte sulla precedente. Cosa significano le espressioni “il mare mi ha rifiutato” e “una ragazza ibseniana”? Impossibile che un uomo colto come Majorana le usi a sproposito, più logico pensare invece che siano un sistema per depistare le indagini successive alla sua “scomparsa”

Secondo gli accertamenti della polizia, comunque, la sera del 26, alle ore 19, Majorana si imbarca sul “postale” per Napoli; e a Napoli sbarca l’indomani, alle 5.45. Che il viaggio sia stato effettuato fino allo sbarco a Napoli, lo dice il biglietto di ritorno, che è stato consegnato e si trova presso la direzione della “Tirrenia”. Che nella cabina, corrispondente a quella assegnata dal biglietto a Ettore Majorana, abbia viaggiato una persona che poteva essere lui, lo dice un altro occupante della stessa cabina, anche se la testimonianza non convince fino in fondo la polizia.

 
E di altre circostanze inspiegabili (o spiegabili con una conclusione della vicenda diversa dal suicidio) ce ne sono: Majorana porta con sé il passaporto, non ritrovato nella stanza dell’albergo Bologna; il 22 gennaio ha chiesto a suo fratello e a sua madre di ritirare in banca la sua parte del conto in banca e di inviargliela; prima di sparire ritira tutto il denaro dal proprio conto e anche gli stipendi arretrati (che non aveva mai preso) da ottobre a febbraio. Ora: è possibile che una persona che pensa al suicidio si preoccupi di portare con sé, per un viaggio dal quale prevede di non tornare, il passaporto e una grossa somma (si parla di parecchie migliaia di euro di oggi, in totale) di denaro?
 
Di Ettore Majorana non si avranno più notizie, né si è mai ritrovato il corpo.
 
Le ipotesi che sono state fatte sulla sua scomparsa, a parte il suicidio, seguono diversi filoni; le elenco, in ordine più o meno inverso di plausibilità:
 
1. L’ipotesi dell’omicidio: qualcuno ipotizza che Majorana sia stato ucciso per rivalità interne al mondo accademico. Ipotesi senza dubbio da scartare, a meno che non si voglia anche supporre che tutti i comportamenti (lettere, prelievi di denaro ecc.) precedenti alla sparizione siano stati a Ettore “indotti” dall’assassino (o dagli assassini), il che sembra francamente un castello di carta costruito sulla sabbia.
 
2. La via tedesca: assume, con molta, fin troppa, fantasia, che egli sarebbe tornato in Germania per mettere a disposizione del governo nazista le sue conoscenze e le sue intuizioni.
 
3. La via argentina: si basa su vaghe tracce di una sua presenza a Buenos Aires, specie intorno agli anni sessanta: una signora riferì di aver sentito parlare di lui dal figlio; un ex ispettore di polizia riconobbe in una fotografia di Majorana l’italiano che aveva incontrato a Buenos Aires in quegli anni; nel 1974, a Taormina, Blanca de Mora, vedova dello scrittore guatemalteco Asturias (premio Nobel per la letteratura nel 1967), stupì gli amici italiani che discutevano del “mistero” di Majorana affermando: «Ma come, vi ponete ancora delle domande su Ettore Majorana? A Buenos Aires lo conoscevamo in tanti: fino a che vi ho vissuto, lo incontravo a volte in casa delle sorelle Manzoni, discendenti del grande romanziere». Una delle sorelle Manzoni, matematica, quella che delle due avrebbe conosciuto meglio Ettore, era però ormai morta. L'altra, scrittrice, non ricordava bene se tra le amicizie della sorella ci fosse un certo Ettore Majorana. Tracce, dopo tutto, fin troppo labili.
 
4. Quella siciliana, emersa intorno agli anni settanta, che dava Majorana in Sicilia: sarebbe stato lui, il fisico eccellente, che errava per la Sicilia come un barbone. Alcuni elementi a sostegno di quest’ipotesi, in realtà, erano più o meno verosimili: un certo Tommaso Lipari girava per le strade di Mazara del Vallo, dove poi aveva trovato la morte il 9 luglio del 1973; si trattava di un barbone tutto particolare, dotato di una brillante conoscenza delle materie scientifiche, tanto che risolveva i compiti degli scolari che gli chiedevano aiuto; un abitante del paese disse che il Lipari gli aveva mostrato una cicatrice sulla mano destra, caratteristica segnalata alla polizia dai familiari di Ettore; inoltre usava appoggiarsi a un bastone con incisa la data del 5 agosto 1906, ovvero la data di nascita di Ettore. Sul caso Lipari intervenne anche l’allora procuratore di Marsala, Paolo Borsellino: nel 1948 un “Tommaso Lipari” era stato rilasciato dalle patrie galere (dove era finito per un piccolo reato) e la cui identità era pertanto considerata certa; era così possibile confrontare la sua firma con quella del clochard, rinvenendo una tale somiglianza tra loro che Borsellino si sentì di concludere che appartenessero alla stessa persona, escludendo di fatto un’“ipotesi Majorana ancora in Sicilia”.
 
5. La via monastica, sposata soprattutto da Sciascia nel libro citato, assume che egli si sarebbe rinchiuso in un monastero, per fuggire da tutto e da tutti, dal momento che non sopportava la vita sociale e, soprattutto, la direzione che stava prendendo la fisica sperimentale, quella dello sfruttamento bellico dell’energia atomica. La via monastica si riallaccerebbe alla gioventù di Ettore, che aveva frequentato l’istituto dei gesuiti a Roma. Un possibile legame con il passato che si rifarebbe vivo, una parte della sua giovinezza. Su questa pista si erano inoltre indirizzate anche le ricerche della stessa famiglia, la quale si era rivolta, attraverso intermediari, a Pio XII, promettendo di non voler affatto interferire sulle scelte eventualmente maturate da Ettore, ma asserendo di voler sapere semplicemente se egli fosse vivo: nessuna risposta, di alcun segno, venne mai fornita.
 
Per concludere, non si può non sottoscrivere la frase scritta da Arturo Bocchini, capo della polizia, nel rapporto finale a Mussolini, sollecitato a compiere ogni sforzo per ritrovare Majorana da una “supplica” della madre di Ettore e da una lettera di Fermi:

«I morti si trovano; sono i vivi che possono scomparire.»

Come a dire che una persona della genialità di Majorana, se avesse voluto organizzare la propria “scomparsa”, non avrebbe incontrato alcuna difficoltà. Soprattutto a fronte di una polizia e di una magistratura che badava più ad arrestare e condannare gli antifascisti che ad altro; si pensi, per esempio, al “caso Girolimoni”, avvenuto a Roma qualche anno prima, quando ancora il fascismo non aveva completamente permeato polizia e magistratura: un uomo, sicuramente innocente, venne arrestato per il rapimento, lo stupro e l'omicidio, in un intervallo di tre anni, di sette bambine; così il regime ebbe un “mostro” cui addossare la colpa, salvo il fatto, completamente passato sotto silenzio dalla stampa ormai totalmente imbavagliata, che Girolimoni venne poi scagionato senza nemmeno arrivare al processo e il vero colpevole (probabilmente un alto prelato anglicano) non venne mai scoperto.
 

(Fine – Le puntate precedenti sono state pubblicate il 14 e il 17 marzo)

In testa: l’ultima lettera di Majorana a Carrelli.

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Written by matemauro

22-03-2010 a 21:23

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16 Risposte

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  1. grande Mauro! nonostante si sia scritto tutto e il contrario di tutto ("ottut" ?) su Maiorana e la sua misteriosa scomparsa, sei riuscito ancora una volta a renderci una storia ricca di spunti di riflessione: se io fossi altrettanto colto e intelligente di quanto lo era Maiorana, tenterei sicuramente di scomparire dal mondo!alla prossimac.

    h2no3

    22-03-2010 at 21:51

  2. Letto d'un fiato.Sicuramente la parte più coinvolgente ed avvincente di tutto il "capitolo Majorana".«I morti si trovano, sono i vivi che possono scomparire.» Un personaggio, senza dubbio, col quale mi trovo in sintonia sotto alcuni aspetti e modi di vivere: l'amore per la solitudine, la timidezza, il desiderio di sparire……… non certo come "mente"…. lì è inarrivabile.Grazie Mauro, ho letto proprio volentieri questa biografia,Buona serataGiusy

    azalearossa1958

    22-03-2010 at 21:52

  3. scorrevolissima questa tua ricostruzione. chapeau.su girolimoni mi ricordo vagamente un bel film con manfredi che mi piacerebbe rivedere.

    pablodepablis

    23-03-2010 at 12:08

  4. La vita di Maiorana mi ha sempre incuriosito, un uomo con un cervello, da paura, forse questo, l'ha tradito.      Comunque è stato interessantissimo,  grazie a te,    ricordare e rileggere la sua biografia,  e  preziose le tue riflessioni.    ciao ciao

    penny46

    23-03-2010 at 12:09

  5. comunque sia, non si saprà mai dov'è finito…..

    Francesco071966

    23-03-2010 at 12:33

  6. @h2no3: contento che ti sia piaciuto! @Azalearossa: beh, ma la fine no, eh? @Pablodepablis: sul mulo c'è ancora, io me lo ricordo benissimo il film!@Penny46: grazie!@Francesco: la certezza no, ma la verosimiglianza… uhm uhm… 

    MauroPiadi

    23-03-2010 at 14:27

  7. sono fuori tema alla grande ma…siamo in zona playoff!!!! (per adesso..)..buona partita, giocato persino bene il secondo tempo, vittoria meritata..stavolta abbiamo finito in 11…

    luigi7

    24-03-2010 at 08:06

  8. Avvincente rcostruzione, peccato che non sapremo mai la verità!  Redcats

    redcats

    24-03-2010 at 09:30

  9. …e invece sì.Sapessi quante volte questo pensiero mi viene a trovare…!Finora coraggio zero.Non so nemmeno io se augurarmi di trovarlo oppure no.Buona giornata Mauro, io sono stanchissima, dopo la maratona di ieri!(meno male che oggi è una giornata un po' più tranquilla.. di ripresa, diciamo! )

    azalearossa1958

    24-03-2010 at 10:16

  10. Mistero degno del personaggio direi… se Lucarelli leggesse i post ci potrebbe fare una puntata di BluNotte… ammesso che non l'abbia già fatta…

    donburo

    24-03-2010 at 13:08

  11. mistero affascinante che mi ha sempre appassionata!

    Princy60

    24-03-2010 at 15:57

  12. @Luigi: bene! @Redcats: come di tanti altri misteri… @azalearossa: spero che nel frattempo tu ti sia riposata! @donburo: ma sai che mi sa l'abbia già fatta? @Princy: o mistero appassionante che t'ha sempre affascinata??? 

    MauroPiadi

    24-03-2010 at 16:22

  13. lo sai che ho il libro davanti a me..ho sempre pensato che volesse scomparire…andarsene come tanti.

    AliceDaZero

    24-03-2010 at 16:46

  14. @AliceDaZero: sì, quella è anche la mia idea… 

    MauroPiadi

    24-03-2010 at 19:04

  15. Un pochino sì, avendo avuto la mattinata libera… poi, dalla mezza in avanti, altra maratona…..

    azalearossa1958

    24-03-2010 at 21:20

  16. 3 posts dedicati a Majorana! Io non ti sto dietro. Ora farò come i bambini: tu non mi presti il tuo pc ed io non gioco più con te e dirò a tutti che sei cattivo!!!!Tanto sto commentando con il mio!Vado a leggermi matematica e pizza.

    cugpref

    24-03-2010 at 22:49


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