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Di matematica ma non soltanto…

Scomparsa di un fisico siciliano – 2ª parte

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L’attività da fisico
 
Majorana frequenta regolarmente l’istituto di via Panisperna fino alla laurea, molto meno regolarmente dopo. Ma il suo rapporto con Fermi rimane sempre quello del primo incontro: non solo da pari a pari (Segrè dirà che a Roma solo Majorana poteva discutere con Fermi), ma critico e scontroso. C’è qualcosa, in Fermi e nel suo gruppo, che suscita in Majorana un senso di estraneità che a volte arriva all’antagonismo puro. E Fermi, da parte sua, non può non sentire un certo disagio di fronte a Majorana. Le gare di complicatissimi calcoli (Fermi col regolo calcolatore, Majorana a memoria, e quando Fermi dice sono pronto, Majorana dà il risultato, esatto naturalmente) sono probabilmente un modo infantile di sfogare un latente, inconscio antagonismo.

Nel gruppo dei “ragazzi di via Panisperna”, Fermi è “il Papa”; Rasetti, il collaboratore più anziano, è “il Cardinale vicario”; Segrè è “il Basilisco” per la sua ironia pungente; a Majorana tocca l’appellativo di “Grande inquisitore”, per la sua mente critica e acuta, priva di complessi nei confronti di chiunque. Ettore parla poco e scherza anche meno: solitario più per natura che per scelta. Sembra ai colleghi come oppresso da un oscuro presagio. Taciturno, quasi appartato dagli altri , lascia che a parlare per lui siano i numeri.
 
Per il giovane siciliano, il cielo delle cifre e dei fenomeni fisici non ha segreti. Racconta ancora Amaldi:
 
«Talvolta, nel corso di una conversazione con qualche collega, diceva quasi incidentalmente di avere fatto durante la sera precedente il calcolo o la teoria di un fenomeno non chiaro che in quei giorni aveva colpito l’attenzione sua o di qualcuno di noi. Nella discussione che seguiva, sempre molto laconica da parte sua, Ettore a un certo punto tirava fuori dalla tasca il pacchetto delle sigarette Macedonia (era un fumatore accanito) sul quale erano scritte, in una calligrafia minuta ma ordinata, le formule principali della sua teoria o una tabella di risultati numerici. Copiava sulla lavagna parte dei risultati, quel tanto che era necessario per chiarire il problema, e poi, finita la discussione e fumata l’ultima sigaretta, accartocciava il pacchetto e lo buttava nel cestino.»
 
Nel cestino della spazzatura finisce così, nel 1932, la teoria del neutrone neutrino [ringrazio h2no3 per la segnalazione di questo errore… freudiano?] che Majorana scopre prima di J. Chadwick, il fisico che per questo ottiene il Nobel nel 1935. Fermi, consapevole dell’importanza dell’intuizione di Majorana, lo scongiura di pubblicare la scoperta. Ma lui si rifiuta: la dimostrazione matematica non è completa. E non è certo disposto a esporsi a critiche prima di essere certo di ciò che dice. Critiche cui, invece, chiunque dei suoi colleghi si sottoporrebbe volentieri. Stessa storia per la scoperta delle forze di scambio negli atomi, un’altra intuizione alla quale Majorana arriva nel 1932, qualche mese prima di Werner Heisenberg, il grande fisico tedesco che quello stesso anno ottiene il Nobel.
 
Ettore è dunque sommamente riluttante a rendere note le sue scoperte, trincerato dietro il suo muro di sarcasmo e di solitudine. In tutta la sua vita pubblicherà soltanto nove lavori scientifici. E anche se tutti i manuali di fisica parlano oggi di “neutrini di Majorana” e “forze di scambio di Majorana”, all’epoca nessuno sa ciò che questo giovanissimo genio intuisce o dimostra. Nessuno, eccetto chi gli vive accanto, nella frenetica ed eccitante atmosfera dei laboratorio di via Panisperna. Dirà Sciascia nel suo libro La scomparsa di Majorana:
 
«Fermi e i “ragazzi” cercavano, lui semplicemente trovava. Per quelli la scienza era un fatto di volontà, per lui di natura. Quelli la amavano, volevano raggiungerla e possederla. Majorana, forse senza amarla, la portava dentro di sé.»
 
Un giudizio che lo stesso Fermi avrebbe condiviso, come dimostrano queste sue parole dette a un giovane collaboratore dopo la scomparsa di Majorana:
 
«Perché, vede, al mondo ci sono varie categorie di scienziati. Persone di secondo e terzo rango, che fan del loro meglio ma non vanno molto lontano. Persone di primo rango [e qui forse Fermi intendeva comprendere anche se stesso], che arrivano a scoperte di grande importanza, fondamentali per lo sviluppo della scienza. Ma poi ci sono i geni, come Galileo e Newton. Ebbene, Ettore Majorana era uno di quelli. Majorana aveva quel che nessun altro al mondo ha; sfortunatamente gli mancava quel che invece è comune trovare negli altri uomini: il semplice buon senso.»
 
Se il giudizio di Fermi è stato esattamente riportato, è evidente una lacuna (se sia involontaria o meno, è difficile dirlo): un genio come Galileo e Newton, nel mondo della fisica in quegli anni, c'è ed è Einstein. Comunque, Majorana è, secondo Fermi, un genio, cui manca, però, il buon senso di assumersi il merito che gli spetta e calarsi in una vita “normale”.
 
Nel gennaio del 1933, Majorana si reca a Lipsia a studiare con il grande Heisenberg e perfezionare le sue conoscenze. Fermi gli ha assegnato una borsa di studio e gli ha dato una lettera di credenziali. In Germania è un momento drammatico: il paese è sull’orlo di una crisi senza ritorno e Hitler sta per prendere il potere.
 
Nelle lettere che Majorana invia alla famiglia sono numerosi gli accenni alla situazione politica tedesca. Ma quelle lettere interessano (più che per sottolineare una sua presunta condiscendenza per il nazismo trionfante; d'altronde si sa che le lettere vengono lette dalla censura italiana…) per riferire come Heisenberg lo tenga in grandissima considerazione. In una lettera al padre racconta:
 
«Ho scritto un articolo che ad Heisenberg è piaciuto molto, nonostante contenesse correzioni a una sua teoria.»
 
E alla madre:
 
«Nell’ultimo colloquio settimanale a cui partecipano un centinaio tra fisici, matematici e chimici, Heisenberg mi ha fatto molta réclame a proposito di un lavoro che ho scritto qui.»
 
Majorana torna a Roma nel luglio del 1933. I sette mesi passati in Germania lo hanno fatto entrare nel Gotha della fisica nucleare mondiale. Eppure, inspiegabilmente, le sue visite in via Panisperna si diradano, fino a interrompersi del tutto nel 1934, anno per lui doppiamente importante: per la morte del padre, cui era legatissimo, e, forse, per il fatto che nel laboratorio di fisica Fermi e compagni riescono a ottenere la fissione dell’uranio. Una scoperta di cui però, paradossalmente, non si accorgono fino al 1938.
 
Senza rendersene conto, Fermi ha scoperto il meccanismo principale della bomba atomica. Se ne è reso conto Majorana? Può aver visto laddove il maestro ancora non sapeva guardare? Forse. Si sa soltanto che dal 1934 Majorana si barrica in casa come divorato da una febbre interiore. Trascorre tutta la giornata immerso per molte ore in uno studio matto e disperatissimo (non tanto fisica, ma letteratura, Shakespeare e Pirandello sopra tutti – ed ecco il perché della mia citazione da Il fu Mattia Pascal -, ma poi anche sociologia, medicina, filosofia), al punto che i medici arrivano a diagnosticargli un esaurimento nervoso.
 
La sorella Maria ricorda che Ettore, in quegli anni, andava ripetendole: «La fisica è su una strada sbagliata» o (non ricorda esattamente) «I fisici sono su una strada sbagliata»; e di sicuro non si riferiva alla ricerca in sé, ai risultati sperimentati o in via di sperimentazione. Si riferiva forse alla vita e alla morte, voleva forse anticipare quel che il fisico tedesco Otto Hahn pare abbia detto quando, all’inizio del 1939, si cominciò a parlare della liberazione dell’energia atomica: «Ma Dio non può volerlo!»
 
Esaurimento nervoso, testimonia in seguito anche chi lo incontra in quel periodo; e forse alcuni parlerebbero perfino di follia. Ma l’esaurimento nervoso o la follia non sono usci dai quali si possa uscire ed entrare a volontà. Ettore dimostra invece di poter rientrare quando vuole nella vita normale. E ci rientra, è plausibile pensarlo (come sostiene Sciascia, anche se Amaldi negherà poi recisamente che ciò che segue sia accaduto), per una “normale” ripicca, per un risveglio di quell’antagonismo nei riguardi di Fermi e dei "ragazzi di via Panisperna", che ora non sono più ragazzi, ma professori ordinari o incaricati.
 
Ecco i fatti: il ministero dell’Educazione nazionale bandisce un concorso per tre posti di professore di Fisica teorica. I predestinati (come al solito, in Italia, il concorso è assolutamente fittizio…) sono Gian Carlo Wick, Giulio Racah e Giovannino Gentile, figlio del filosofo Giovanni. Pochi giorni prima della scadenza dei termini, Majorana spariglia tutti i giochi prestabiliti, presentando la domanda e scombussolando così i piani: è ovvio a tutti che non si potrebbe certo non nominarlo, ma nominare lui significherebbe scalzare Giovannino, figlio nientemeno che di una delle “teste pensanti” del fascismo! Il filosofo Giovanni Gentile fa così ordinare la sospensione del concorso, che viene ripreso dopo la acconcia eliminazione da concorrente di Ettore Majorana, nominato alla cattedra di Fisica teorica dell’Università di Napoli per “chiara fama”, in base a una vecchia legge rinvigorita dal fascismo nel 1935. Tutto torna dunque nell’ordine. La commissione di concorso può riprendere i suoi lavori, ai tre predestinati toccano le cattedre previste e a Majorana tocca di rientrare sul serio nella “normalità”, casomai avesse partecipato al concorso soltanto per fare uno scherzo ai colleghi.

(2 – continua)

Nella foto in testa, i ragazzi di via Panisperna nel 1934; da sinistra a destra: Oscar D'Agostino, Emilio Segrè, Edoardo Amaldi, Franco Rasetti ed Enrico Fermi. Ettore Majorana aveva già abbandonato il gruppo.

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Written by matemauro

17-03-2010 a 19:35

Pubblicato su fisica, majorana ettore

25 Risposte

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  1. fantastico! c'è perfino il neutrino di Maiorana  alla prossima puntata!c.

    h2no3

    17-03-2010 at 20:11

  2. Esattamente l'opposto di quel che succede oggi: viviamo un tempo pieno zeppo di personaggi che non vedono l'ora di arrogarsi meriti che non hanno… non solo parzialmente, ma neppure in minima parte!Ma guarda che bel personaggio questo fisico…'Sera Maurè!

    azalearossa1958

    17-03-2010 at 21:07

  3. @H2no3: caro C, ho visto che hai messo in grassetto la desinenza -ino, quasi a intendere che dovesse essere -one… Ebbene no! Intendo proprio il neutrino di Majorana, come potrai facilmente verificare leggendo qui… @Azalearossa: già, tutt'altri personaggi, quelli, dal primo all'ultimo, rispetto a quelli di oggi… 

    MauroPiadi

    17-03-2010 at 21:21

  4. Grazie cugpref. Ho visto gli auguri solo ora, ma tanto sei al pc. giusto?Baci.

    cugpref

    17-03-2010 at 21:59

  5. Ottimi questi tuoi articoli, Mauro!Mi attraggono quasi come il testo di Sciascia (indimenticabile!) quando l'ho letto per la prima volta ;)Sai che mi ha affascinato sempre molto la grafia di Majorana?Un abbraccio!Bruno

    Bierreuno

    17-03-2010 at 22:41

  6. @h2no3: C, ero assolutamente convinto di aver scritto neutrino, come poche righe più sotto! Un qui pro quo sesquipedale! @cugpref: e dove vuoi che sia? @Bierreuno: grazie, Bruno! 

    MauroPiadi

    17-03-2010 at 23:04

  7. ?

    tamango

    17-03-2010 at 23:58

  8. Mi sforzo di non credere alle sciocchezze esoteriche non dimostrabili, eppure guarda un po' avevo proprio in questi giorni intrapreso la (ri)lettura del libro di Sciascia! Quando si dice il caso, mettiamola così.Bel post Maure', aspetto il seguito! 

    Archimede63

    17-03-2010 at 23:59

  9. !

    MauroPiadi

    17-03-2010 at 23:59

  10. @Archimede: Jung ci avrebbe piazzato uno sproloquio di millanta pagine sulla sincronicità! Ma la ragione, come sempre, è più banale… s'avvicina l'anniversario della scomparsa e, forse, ambedue lo sapevamo "inconsciamente", perciò freudianamente! 

    MauroPiadi

    18-03-2010 at 00:03

  11. Bello, Maurè. Il personaggio di Majorana è affascinante e singolare. Il tuo racconto gli sta rendendo giustizia. E' sempre stato uno dei miei idoli.Bacioniannarita

    nereide1

    18-03-2010 at 00:14

  12. Oddio… personaggi…. loschi figuri, direi!  'giornooooooooo!

    azalearossa1958

    18-03-2010 at 08:12

  13. Sicuramente un genio… incomprensibile, ma pur sempre un genio…

    donburo

    18-03-2010 at 13:22

  14. @Nereide: già, sarà anche l'alone di mistero che circonda la sua scomparsa, ma è indubbio che il personaggio è affascinante… @Azalearossa: sì, figuri… e pure tristi! @donburo: eggià!

    MauroPiadi

    18-03-2010 at 18:24

  15. Ah ah… che rimbambita!!! Non avendo visto la virgola ho letto "Si figuri…" e stavo lì a domandarmi che dovevo figurarmi………….. Rintronescion… oh oh!

    azalearossa1958

    18-03-2010 at 20:43

  16. Sempre affascinante la storia di Maiorana!Redcats

    redcats

    18-03-2010 at 21:25

  17. @Azalearossa: sai una cosa, Giusy? Veramente c'ho pensato un po' se mettere la virgola o un punto, perché ho pensato "e se poi non la vede"?!?!?! Poi però mi sono detto che se anche non l'avessi vista, sarebbe stato un buono spunto per offrirti…

     @redcats: verissimo! 

    MauroPiadi

    18-03-2010 at 21:33

  18. Non conoscevo la storia…interessante!!!!

    ArtemisiaHate

    18-03-2010 at 21:45

  19. @Arte: e mica ci si può soltanto interessare di archeologia… Vedrai la terza e ultima puntata… 

    MauroPiadi

    18-03-2010 at 21:47

  20. c'era una competitività, a quell'epoca soprattutto, tra scienziati…..

    Francesco071966

    18-03-2010 at 21:59

  21. @Francesco: sì, certo, ma era una competitività sana, giusta, non per farsi le scarpe a vicenda… ma per progredire tutti…

    MauroPiadi

    18-03-2010 at 22:01

  22. invece nel mio ambiente volano coltellate, quando va bene of course….(a proposito, leggi il mio post di qualche minuto fa….)

    Francesco071966

    18-03-2010 at 23:43

  23. Competitività sana? Può essere, ma non ne sarei così convinta, c'è sempre QUALCUNO  che trama alle spalle di qualche  altro se non crede ai suoi meriti o per invidia. Non sempre il progresso per il bene di tutti è condivisibile.BacioniPs, sento uno sguardo su di me, che sarà?

    tamango

    19-03-2010 at 00:12

  24. A Tama'… ammazza quanto sei pessimista! 

    MauroPiadi

    19-03-2010 at 00:14

  25. M'ero sempre ripromesso di investigare meglio la fine prematura di Majorana, anche per studiare i meccanismi che accompagnano genialità e instabilità, diciamo così, affettiva.Questo tuo ottimo lavoro è uno strumento.[paopasc]

    utente anonimo

    19-03-2010 at 11:16


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