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La neolingua e l’italiano

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spigoli


La neolingua è una lingua artificiale immaginata e descritta da George Orwell nel libro 1984. Un espediente usato per sottolineare la natura del regime, che ne fa uso per eliminare la possibilità letterale di esprimere un’opinione che si discosti da quella approvata dal “partito” attraverso il cosiddetto bispensiero, cioè l’attribuzione a una parola di due significati diametralmente opposti, che rendono perciò possibile l’interpretazione in senso positivo di quasi tutte le critiche al partito stesso. Altro intento che il partito tenta di realizzare attraverso la creazione della neolingua è ciò che in neolingua è chiamato ocoparlare, cioè parlare come un’oca. Riducendo il più possibile il numero dei vocaboli e delle regole grammaticali, eliminando ogni possibile eccezione della lingua, riducendo e modificando i possibili significati di ogni parola, nonché i suoi sinonimi (che bisogno c’è della parola “veloce” se esiste “rapido”?), i suoi contrari (perché utilizzare “cattivo” se lo si può esprimere come “sbuono”, cioè come contrario di “buono”?), i comparativi, i superlativi e così via, il partito spera che l’azione del parlare divenga un mero movimento delle corde vocali, con la minor implicazione possibile del cervello, esattamente come fa un’oca quando starnazza. L’obiettivo finale della neolingua è quello di impedire la formazione di un qualunque pensiero contrario ai principi del Socing (l’ideologia imperante), etichettato genericamente come psicoreato.

Mi (e vi) chiedo: l’italiano sta diventando una sorta di neolingua?

Tg1 serale del 26 febbraio 2010. La Corte di Cassazione dichiara prescritto il reato di corruzione per l’avvocato Mills, condannandolo però (in quanto colpevole di quel reato) a un risarcimento nei confronti della Presidenza del Consiglio. Il titolo e il servizio relativo parlano di assoluzione.

2 marzo 2010. La Corte europea dei diritti dell’uomo stabilisce che è ammissibile il ricorso italiano contro la sentenza che, lo scorso 3 novembre, ha sostanzialmente bocciato la presenza del crocefisso nelle aule scolastiche. I vari telegiornali e giornali stampati (di regime, ma non soltanto loro) hanno deciso che l’ammissibilità del ricorso (sul merito del quale dovrà quindi successivamente esprimersi la Corte) equivale già ad accoglimento del medesimo, con peana inneggianti ai crocefissi “salvati”.


Dicembre 2009. L’onorevole Paola Frassinetti (Pdl) ha presentato una proposta di legge per la creazione di un Consiglio superiore della lingua italiana. Un nome decisamente orwelliano, che fa immediatamente pensare alla Commissione per la neolingua del romanzo 1984. Questo Consiglio, secondo i proponenti, sarebbe composto da politici (e te pareva) e da intellettuali (scelti sempre dalla politica), con l’obiettivo dichiarato, tra l’altro, di ripulire la lingua parlata e scritta da inglesismi e altre forme “spurie” derivanti da altri idiomi; ulteriori compiti, si presume, verranno assegnati al Comitato in seguito.

Per concludere, e rifacendomi ancora al mai troppo letto 1984: la neolingua dei governanti ha già modificato il significato di molte parole chiave: chiama riforma la distruzione dei diritti collettivi,  chiama amore la maggioranza, odio l’opposizione. E ancora, chiama guerra civile la giustizia, democratici i tangentocrati, comunisti gli elettori dello schieramento avversario, liberali i plutocrati, i neofascisti, i corporativi della neo-imprenditoria. Si potrebbe proseguire: chiama federalismo un potere statale sempre più centralizzato e pluralismo un potere mediatico sempre più concentrato; popolo sono i propri elettori e solo quelli. L’opera di manipolazione dei significati è sistematica e pervasiva. Le parole sono come messe allo specchio. Riflettono l’immagine di un mondo sottosopra.


Prendiamo un passo famoso da 1984:

“Il Ministero della Verità, Miniver in neolingua, era diverso da ogni altra costruzione che si potesse vedere all’intorno. Consisteva, infatti, in una enorme piramide di lucido, candido cemento, che saliva, a gradini, per cento metri. Dal luogo dove si trovava Winston [il protagonista del romanzo] si potevano leggere, stampati in eleganti caratteri sulla sua bianca facciata, i tre slogan del Partito:
La guerra è pace
La libertà è schiavitù
L’ignoranza è forza.”

Volendo instaurare una “dittatura soffice” (senza spargimenti di sangue), l’obiettivo non è tanto la semplificazione del messaggio, quanto la semplificazione del suo ricettore. Per esempio, l’italiano medio deve essere in grado di credere che una modella da calendario per camionisti sia adeguata al ruolo di ministro; il che, incidentalmente, potrebbe anche essere vero, ma a priori (impossibile negarlo), ha tutta l’aria di essere un paradosso. Piegato dall’abitudine al paradosso, l’italiano potrà credere facilmente a qualsiasi cosa, e lo sta già facendo.
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Written by matemauro

10-03-2010 a 14:38

Pubblicato su linguistica, politica, spigolature

23 Risposte

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  1. l'unico toro che vi mette d'accordo!

    AliceDaZero

    10-03-2010 at 14:41

  2. Quel libro mi fa l'occhiolino dalla libreria e mi invita ad una rilettura.
    Vero il senso ocatico di tante parole. Anche le guerre vengono ora chiamate "missioni di pace" , altrove si spara per "guerra umanitaria" che è più umana che taria…
    Gino Strada, persona che ammiro infinitamente, ha parlato da Fazio di "pericolosi talebani di 6-7 anni".
    Le ragazze da calendario neanche artistico sono in Parlamento a beccarsi soldi ed ovazioni.
    In italiano non ochese sono forse delle prostitute che indossano il severo tailleur, con buona pace di chi le ha portate in un posto dove la PULIZIA è nulla. Non serve neppure il tappeto della colf GINA. Te la ricordi la Vitti che, nei panni di collaboratrice domestica rispondeva: "Eccomi, la GINA E' VIGINA"?
    Ti abbraccio, mio caro.
    s.

    xdanisx

    10-03-2010 at 16:04

  3. Tu sai bene che il linguaggio giuridico è di mia totale competenza, ovvero di mia completa ignoranza (io Gnosco nulla)… ;-)))

    xdanisx

    10-03-2010 at 16:07

  4. Bel post Mauro, condivido tutto. Ciao.

    pyperita

    10-03-2010 at 16:22

  5. Duie notazioni, Mauro.
    Quella dei vari TG (e politici) di turno è definibile, più che neolingua,  in termini tecnici, come paraculaggine. L'unica alternativa (per spiegare tali sfondoni) essendo l'analfabetismo. Persone come te e quelli che leggono il tuo blog hanno gli anticorpi per resistere agli eventuali mascheramenti del regime di turno e dei loro fedelissimi, meno i giovani e coloro che, o per ragioni di istruzione o per ragioni di cieca partigianeria, credono in maniera indubitabile a ciò che una qualche autorità dice.
    La seconda riguarda purtroppo i giovani. Noto che sono i primi distruttori della lingua. Anche se il fenomeno non è certo solo di oggi e anche se, sperabilmente, gran parte di quel gergo vandalo viene abbandonato in età matura.
    In definitiva dunque attenzione alta verso il significato delle parole (per esempio prescrizione e assoluzione non sono sinonimi) soprattutto nei confronti di coloro che, come osservato sopra, per intima debolezza finirebbero per adeguarcisi.

    paopasc

    10-03-2010 at 16:41

  6.  Francamente non piace neppure il continuo aggiornamento fatto ai vocabolari inserendo parole di uso comune derivate da lingue diverse dalla nostra, o che non abbiano radice nelle lingue antiche fondanti.

    Quando ascolto il A ME MI PIACE, accettato ormai da tutti, o usare l'ausiliario essere per gli agenti atmosferici mi incazzo.

    jouy

    10-03-2010 at 16:42

  7. @Sabina: va là, va là… non t'ammantare d'ignoranza! T'abbraccico pur'io…

    @pyperita: grazie, pyp!

    @paolopasc: puoi chiamarla anche paraculaggine, ma lo scopo quello resta… Sono d'accordo sul discorso che fai riguardo ai giovani: in effetti i linguaggi cambiano a seconda delle età, anch'io a 18 anni usavo un linguaggio diverso, ma la scuola, ai miei tempi, insegnava comunque il linguaggio corretto ed esso veniva recepito; dubito che oggi si insista nello stesso modo…

    @jouy: una lingua, per restare viva, deve mutare: non parliamo mica la stessa identica lingua del Manzoni, per fortuna! Certo, è inutile, ridicolo e deleterio utilizzare un termine straniero quando c'è il corrispettivo italiano, dal quale magari lo stesso termine straniero deriva!

    MauroPiadi

    10-03-2010 at 17:04

  8.  Bellissimo post
    la parola non è forma è sostanza e di questo passo ,con lo stravolgimento dei significati ,quanti riusciranno a decodificare il parlato e lo scritto?
    L'evoluzione della lingua è un conto,la manipolazione è un altro
    daniela

    infine

    10-03-2010 at 18:47

  9. Spero che il Consiglio Superiore della Lingua Italiana diventi una realta' perche' e' un vero peccato sentire tante parole inglesi nella piu' bella lingua al mondo…IL NOSTRO ITALIANO!

    utente anonimo

    10-03-2010 at 20:22

  10. pensa che io quel libro lo lessi, nel 1984, in inglese! :O

    andrebbe messo nei programmi scolastici (magari tradotto, ma pure in inglese ci starebbe bene)

    comunque, penso che nell'attuale fase storica della politica italiana, si tenti di "semplificare il lettore" fino a banalizzarne le capacità cognitive: basta guardare un po' ti TV (e poi spegnerla)

    grazie, come sempre, per i tuoi intelligenti spunti di riflessione

    c.

    h2no3

    10-03-2010 at 20:30

  11. Mi complimento per l'analisi così lucida e profonda. Trovo molto azzeccato accostare quanto sta succedendo nella nostra povera italietta con gli scenari descritti da George Orwell in 1984. In entrambi i casi ci si trova dinanzi ad un regime videocratico in cui la televisione controlla e manipola la pubblica opinone, ed impone un linguaggio ed un pensiero unico…

    RW2punto0

    10-03-2010 at 20:32

  12. @daniela: sono assolutamente d'accordo 

    @anonimo: non rispondo agli anonimi. E poi il tuo commento si commenta da solo…

    @h2no3: io nel '67, più o meno, la nostra insegnante di inglese ci faceva leggere Shakespeare, ma anche i moderni; certo che la neolingua in inglese, però… 

    @RW2punto0: grazie, Paolo!

    MauroPiadi

    10-03-2010 at 21:36

  13. 1984 è il mio libro preferito in ASSOLUTO.

    Stupendo e così reale.
    Io feci un post sul bipensiero…potrebbero essere complementari…:-))

    ArtemisiaHate

    10-03-2010 at 21:55

  14. Leggendo il tuo post tremavo. Di paura.
    Io ho letto 1984, Lui sicuramente no.
    Altri stanno manipolando il linguaggio perchè si arrivi al bispensiero.
    Altri stanno manipolandoci in modo chesi arrivi al tipo di governo ipotizzato da Orwell, nel frattempo, la carica di presidente del consignio è stata affidata ad un uomo-robot?

    cugpref

    10-03-2010 at 22:03

  15. Come Danis, anch'io ho sullo scaffale "1984" che mi fa l'occhiolino… mannaggia a me, che di Orwell ho sempre più presente "La fattoria degli animali" che questo.
    Parli di neolingua… ha ragione Paopasc (ma stasera, che succede? Quoto tutti?) i primi distruttori sono i giovani: a partire dall' "A me mi" che tanto fa infuriare Jouy (attenta però, con piovere, nevicare ecc… ci VUOLE essere!) fino al congiuntivo ormai scordato da tutti, o quasi.
    Per non parlare delle ragazze da calendario che proprio stasera fanno capolino da me…. (questa sintonia vorrà ben dire qualcosa…)
    Per il momento mi pare di registrare già un'interlingua, forse da qui alla neolingua il passo è breve.
    L'unico punto su cui dissento è l'uso dei vocaboli inglesi: attenzione… già qualcun altro in anni più bui (davvero? è possibile?) ha provato ad eliminare tutti i vocaboli stranieri dalla propria lingua, in Italia e altrove…, ma l'avere più termini possibili uguali fra diverse popolazioni dovrebbe/potrebbe aiutare il dialogo, quindi sarebbe auspicabile un incremento di questi vocaboli… senza ovviamente dimenticare i corrispondenti nella propria lingua.
    Ben dice h2no3 quando parla di far leggere il libro in lingua originale (l'ho detto che stasera son copiona…): va bene anche in italiano, ma cogliere le sfumature scelte dall'autore è molto utile per meglio capire il messaggio del libro.

    Scusa la lenzuolata che m'è scappata, mi perdoni se prometto di non farlo più?

    'notteeee!!!

    azalearossa1958

    10-03-2010 at 23:44

  16. tamango

    11-03-2010 at 01:38

  17. Probabilmente è quello che ci meritiamo…

    donburo

    11-03-2010 at 13:15

  18. … forse ti è sfuggito ma nei progetti del nano malato di onnipotenza c'era anche quello di fare una sorta di wipedia tutta italiana come dire…. riscrivere la storia a sua immagine e somiglianza….

    smilepie

    11-03-2010 at 15:49

  19. qualche sera ho provato a vedere il film "1984", che atmosfere cupe…. però ho ben presente gli esperimenti sulla neolingua…..

    però a questo punto non ricordo se ai tempi del liceo ho letto "la fattoria degli animali" o "1984"…..

    Francesco071966

    11-03-2010 at 16:58

  20. complimenti mauro, post totalmente condivisibile, nel suo essere inquietante, perchè inquieti dobbiamo essere.
    già il fatto che sia scritto in maniera eccellente rappresenta una difesa dall'appiattimento culturale e linguistico che miete sempre più vittime.
    dobbiamo essere molto vigili e, per usare una similitudine tecnica, per evitare questo corto circuito dobbiamo riattivare una resistenza.
    un abbraccio

    pablodepablis

    11-03-2010 at 19:18

  21. Bel post !!  Me l'ero perso.
    Come traduciamo POST ? Potrei dirti 'che bel postone', che suona come fosse Italiano, ma equivarrebbe all'Inglese 'post n° one'… 

    Lillopercaso

    11-03-2010 at 23:48

  22. Ad esempio, da 1984, credo abbiano tirato fuori il GRANDE FRATELLO, che tante scempiaggini tira fuori e rimbecillisce i giovani sprovveduti, vedasi l'ignoranza di ritorno, convieni? Un saluto da Salvatore.

    SaR

    13-03-2010 at 09:59

  23. aggiungo che oltre la videocrazia esiste un nuovo linguaggio, usato dai giovani che rifa il verso ai film precotti di de sica e boldi.
    è usscito un vocabolario " scrostati gaggio", dove comprendi quanto possa influenzare cinema, tv demenziale , politichese la nostra lingua italiana.

    AliceDaZero

    14-03-2010 at 08:34


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