matemauro

Di matematica ma non soltanto…

Il cielo cade

with 32 comments

Photobucket

A Penny, perché non cadano più cieli

Friniscon le cicale su al Focardo,
risuonan di fanciulli le risate,
la mente allegra, le gote arrossate,
di vita e amore appetito gagliardo.

Finisce presto il tempo di giocare:
foschi corvi sorvolano le selve,
su pei monti s’aggirano le belve
in cerca d’una preda da sbranare.

C’è una famiglia intera, su al Focardo:
eguali, eppur si scoprono diversi,
ché i sanguinari a loro sono avversi.

Mi preme rimembrar destin beffardo:
tolta la vita avranno tre di loro
e il quarto, poco dopo, farà coro.

Mauro Antonetti

Il cielo cade è un libro di Lorenza Mazzetti, scrittrice e regista italiana, nel quale ella riporta in modo pressoché autobiografico gli avvenimenti nella villa del Focardo fino all’agosto 1944. Dal libro è stato tratto nel 2000 l’omonimo film con Isabella Rossellini, per la regia di Andrea e Antonio Frazzi, sceneggiato da Suso Cecchi D’Amico e musicato da Luis Bacalov.

Le testimonianze pubblicate o comunque tramandate sull’eccidio della famiglia Einstein-Mazzetti sono numerose: da un loro raffronto incrociato, molti dettagli risultano discordanti e divergenti. Il rispetto per la memoria delle vittime e per la sensibilità dei parenti ancora vivi mi spinge a ricordare quella terribile tragedia nella semplicità dei fatti sicuramente certi.

Robert Einstein, cugino di Albert Einstein (erano rispettivamente figli dei fratelli Jakob e Hermann Einstein), si sposò a Roma con Nina Mazzetti, figlia di un pastore protestante. Dal matrimonio nacquero Luce, la primogenita, e Annamaria, chiamata affettuosamente Cicì. In un secondo tempo, la famiglia accolse le due nipoti gemelle, Paola e Lorenza, rimaste prematuramente orfane, figlie del fratello di Nina Mazzetti. Alla fine degli anni trenta, la famiglia si trasferì a Firenze, e acquistò la villa del Focardo, a Rignano sull’Arno, per trascorrervi i mesi estivi. Dopo l’8 settembre 1943 la situazione precipitò e divenne ancor più difficile nei mesi successivi, quando i soldati tedeschi occuparono tutte le ville dei dintorni, che diventarono centri di comando della resistenza nazista all’avanzata anglo-americana e alle azioni belliche dei partigiani.

Fin dai primi giorni del novembre 1943 la villa di Robert venne occupata da un reparto di soldati tedeschi. Robert diede ascolto agli insistenti consigli degli amici e si rifugiò nei boschi circostanti, insieme ad alcuni partigiani. Il 3 agosto, l’ultimo giorno di permanenza dei tedeschi nella zona, arrivò un reparto di soldati (forse SS, ma più probabilmente un reparto della Wehrmacht, l’esercito tedesco, appositamente costituito per ricercare Robert). La sera interrogarono ripetutamente le figlie e la moglie di Robert, poi le fucilarono, risparmiando però Lorenza e Paola, che avevano cognome italiano; prima di andarsene, diedero fuoco alla villa. Robert, che si trovava nelle vicinanze, vedendo le fiamme, accorse subito e, scoprendo l’assassinio della moglie e delle figlie, tentò invano il suicidio.

Il giorno successivo alla strage, nel giardino della villa venne ritrovato un foglio, attualmente l’unico documento semi-ufficiale sulla vicenda. Vi si legge: “…abbiamo giustiziato i componenti della famiglia Einstein, rei di tradimento e giudei”. Qualche giorno dopo arrivò un maggiore della Quinta armata statunitense, Milton Wexler, ex studente di Albert Einstein e incaricato probabilmente da lui di trovare il cugino. A settembre il maggiore scrisse una lettera ad Einstein informandolo che la moglie e le due figlie di Robert erano state uccise per mano dei nazisti, ma che lo stesso Robert era rimasto incolume. A novembre lo stesso Robert scrisse una lettera al cugino, informandolo che la Commissione americana per i crimini di guerra aveva già avviato le indagini e gli chiese aiuto per ottenere l’identificazione e la condanna degli assassini. Il 13 luglio 1945, in occasione dell’anniversario del suo matrimonio con Nina, Robert Einstein si suicidò tra i resti della villa incendiata. È sepolto oggi accanto alla moglie e alle figlie, nel cimitero di Rignano.

I responsabili della strage non sono mai stati identificati.

La foto in testa è l’unica ritrovata tra i resti dell’incendio della villa del Focardo e raffigura Robert Einstein con la moglie Nina. È impressionante la straordinaria rassomiglianza di Robert con il cugino Albert.
Penny è la protagonista-narratrice del libro di Lorenza Mazzetti, il cui titolo deriva da un sogno che la bambina fa qualche notte prima della tragedia, nel quale, appunto, le cade il cielo addosso; i giorni successivi tutti i bambini con le mani alzate a tentare di fermarlo…
La frase "sono stata «uguale» a loro nella gioia e «diversa» al momento della morte" è nella postfazione-dedica del libro.

Annunci

Written by matemauro

28-02-2010 a 23:11

Pubblicato su varie

32 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. ciao maurotto, ogni tanto me faccio vedè

    phederpher

    28-02-2010 at 23:51

  2. Anch’io mi faccio vedere ogni tanto… ciao Mauro!

    Pralina

    phederpher

    28-02-2010 at 23:52

  3. Salutaci tanto la Sora Sabi…

    phederpher

    28-02-2010 at 23:54

  4. Mauro…. non conoscevo questo fatto, ti ringrazio per avermelo segnalato, e soprattutto per averlo riportato.
    Mi sono commossa, stavo ascoltando la musica in sottofondo e l’ho spenta, per meglio entrare nella storia con la testa, con il cuore e con l’anima.
    La poesia che hai scritto corona perfettamente la vicenda, sarebbe piaciuta sicuramente anche a Penny.
    Sono passati tanti anni, eppure a legger di vicende come questa, ancora viene un groppo in gola….. e credo sia un bene.
    Grazie Mauro, grazie di cuore.
    Buonanotte a te.

    azalearossa1958

    01-03-2010 at 00:00

  5. Ho letto solo ora la nota in verde che hai scritto all’inizio e… beh, io ho fatto proprio così…. meno male, l’istinto mi ha guidata.
    ‘notte.

    (uff…. mi dà perfin fastidio il rosso del mio fiore….)

    azalearossa1958

    01-03-2010 at 00:02

  6. Anche in  questa foto, forse una delle meno cruente che circolavano a dimostrazione della "cattiveria del nazismo",ci sono "rei di tradimento e giudei”?.Quante volte ancora ripenserò a quelle foto che mio padre teneva gelosamente conservate nel cassetto? c’erano scalinate dove facevano ruzzolare i poveri prigionieri dei campi di concentramento…e sento il cuore in gola come la prima volta che le scoprìi.
    La tua è una delle tante storie le cui vittime innocenti hanno pagato con la vita la sete di potere del nazismo, commovente e tragica resa ancor più efficace dalla rabbia con cui ne descrivi l’eccidio nella poesia che hai composto.Lodevole iniziativa la tua che mi strappa un altro "bravo!"

    tamango

    01-03-2010 at 00:06

  7. che bella.)

    stefanomassa

    01-03-2010 at 00:08

  8. MI spiace Splinder ha fatto le bizze tutto il giorno e riesco a entrare solo ora.

    Come parte in ‘causa’ marginale abbraccio forte forte Mauro e lo ringrazio della sua grande sensibilità espressa così lievemente nel suo sonetto.
    MI spiace per il ‘casino’ cxhe ho combinato l’altro giorno prendendo lucciole per lanterne e impedendogli di venire a vedere una mostra di Lorenza che illustra in buona misura la sua infanzia e il libro. Scusami ancora.

    Io sono per Lori e Paola  un po’ la loro ‘nipotina’ perchè il loro papà e mio nonno erano della combriccola dei Severini, Boccioni, Balla, Marinetti e dunque quando la loro mamma morì di parto e mia nonna mise alla luce la mia zia Nanni,  le due neonate le vennero affidate e per alcuni anni crebbero con la mia mamma, zia Mussi e zia Nanni. Le vicende della ormai lunga vita non ci hanno mai separate. In qualche modo sono le mie figure di riferimento più care ancora vive.

    sheracaromaurononcisonoparolesapro’farmiperdonare

    sherazade2005

    01-03-2010 at 00:13


  9. Mal comune mezzo gaudio. Scherzo ovviamente ed alla prossima occasione si va insieme a vedere la mostra. la storia è avvincente ed emozionante e tu l’hai saputa raccontare bene e sei stato anche molto gentile nei confronti di Shera con l’appropriata e dedicata poesia a corredo del post in questione. Sei un grande, mauretto, buonanotte.

    ozne

    01-03-2010 at 02:19

  10. Qui non c’è solo la tragedia (una delle tante) di una famiglia durante le persecuzioni nazi-fasciste, ma anche quella dei sopravvissuti, esistenze altrettanto massacrate degli uccisi reali.
    Grazie per questa recensione, e buona giornata.

    feritinvisibili

    01-03-2010 at 07:23

  11. scrivi sempre cose interessanti e che fanno riflettere..sei una piccola enciclopedia del sapere…buona giornata amico..

    luigi7

    01-03-2010 at 07:33

  12. Buongiorno, quando si tratta di argomenti che coinvolgono vittime del nazifascimo, scandaglio ogni lettera e punteggiatura, voglio cogliere l’essenza dei sentimenti e la crudezza infame degli assassini. Tu hai saputo estrapolare con grande sensibilità evidenziando in poche rime tutta la tragedia.
    Non conosco il libro e manco il film. 
    Nella quantità di blog gli stimoli che vengono proposti tramite la miriade di post sono numerosi, molto meno quello che mi coinvolgono interiormente.
    Carla

    jouy

    01-03-2010 at 09:23

  13. uno dei tanti episodi del nazi-fascismo

    penso che ogni italiano dovrebbe conoscere tutte le vicende che sono accadute in Italia in quel periodo, per poterne tramandare la "memoria storica": a me le hanno raccontate i miei genitori e i miei nonni, che le hanno vissute, ma io ho il dovere morale di tramandarle alle generazioni future, per non dimenticare

    grazie, bel post!

    c.

    h2no3

    01-03-2010 at 09:38


  14. Ce la meritiamo…

    tamango

    01-03-2010 at 12:06

  15. Grazie, Mauro.
    Grazie per questa luce su un episodio che, altrimenti, mi sarebbe sfuggito.
    Grazie per la delicatezza del tratto e della poesia: sull’argomento sei passato in punta di piedi.

    sottolanevepane

    01-03-2010 at 13:10

  16. gran bel post.
    una vicenda  che hai reso benissimo grazie alla tua toccante sensibilità.

    pablodepablis

    01-03-2010 at 17:11

  17. Grazie…

    Erika2

    01-03-2010 at 17:31

  18. non conosco nè il film e nemmeno il libro, ora so quale libro cercare…il film sarà nella nostra biblioteca..

    tittidiruolo

    01-03-2010 at 17:42

  19. Interessante il post e bellissimo il sonetto. Grazie, Maurè, inesauribile fonte di  "informazioni" intelligenti

    Athenaromana

    01-03-2010 at 19:19

  20. Mi sono riletta tutto… avevo capito che Penny fosse una delle bambine uccise che raccontava la storia della loro fine…. scusa, la scasa lucidità ha fatto danni, cosa non insolita per me.. troppo emotiva da sempre.
    Tant’è vero che ho riletto e ho provato le stesse emozioni di ieri sera.
    Ciao Mauro, buona serata.

    azalearossa1958

    01-03-2010 at 21:55

  21. Che tristezza questa storia!……ho letto come hai indicato all’inizio …ed ho colto le sfumature di cui parli……

    zeroschemigh

    01-03-2010 at 22:54

  22. Conoscevo la storia della strage del Focardo e anche il film , ma non ho letto il libro della Mazzetti. Non ancora, però…

    Cosa dire che non sia stato ancora detto e scritto? Semplicemente che hai saputo rendere con efficacia l’atmosfera e i sentimenti di un episodio che si somma tragicamente a tanti altri di quel periodo nefasto.

    La lirica è toccante e bella stilisticamente.

    Bravo e grazie.

    annarita

    nereide1

    02-03-2010 at 00:10

  23. Nuvole all’orizzonte che rendono un po’ di scoj.. generale n’est pas?

    sheradapassanuttataeforsearrivalaprimavera

    sherazade2005

    02-03-2010 at 00:14

  24. Pheder: non hai letto attentamente le istruzioni per questo post che va letto tre volte.
    Non fare l’indippherente!
    Io torno con calma.
    baci, Maurè.

    xdanisx

    02-03-2010 at 03:03

  25. "rei di tradimento e giudei"…..rei…..che orrore…
    …mi viene un nodo alla gola…

    ArtemisiaHate

    02-03-2010 at 13:00

  26. Ho visto il film, era molto bello e lo ricordo benissimo. Solo non sapevo della parentela con Einstein.
    Hai reso molto bene nella poesia, le diverse fasi  che caratterizzano l’andamento del film (evidentemente anche  del libro), che inizia con una ricostruzione deliziosa della vita di questa bambina nella villa e poi….redcats

    redcats

    02-03-2010 at 18:12

  27. tremenda storia come tutte le storie legate alla guerra…
    (e la foto di Tamango al 6 rimanda tutto l’orrore di quegli anni..)
    un bravo come al solito per il tuo sonetto
    ciao
    (p.s. è lontana Via Teulada da casa tua? 🙂

    giovanotta

    02-03-2010 at 18:39

  28. ho letto con attenzione non conoscevo questa storia…
    sei riuscito nel sonetto a rendere bene l’idea…..
    ha ragione h2no3 l’importanza della memoria storica….

    smilepie

    02-03-2010 at 20:54

  29. Ciao Mauro, il taglio giornalistico, privo di emozioni aggiunte, lo rende spaventoso. E poi hai riservato il pathos alla poesia. che ironia doverla chiamare ‘sonetto’.

    Lillopercaso

    02-03-2010 at 21:36

  30. Ho visto il film, ma non ho letto il libro.  Una tragedia e ancora una volta il nazzismo è complice  è atroce.  Con i tuoi versi, hai reso con delicatezza, ma nello stesso tempo, importanza,  questa triste storia.  grazie per non farci dimenticare  mai.

    penny46

    02-03-2010 at 23:20

  31. Grazie per l’aiuto!
    Vediamo come va….
    ‘notte!!!!

    azalearossa1958

    03-03-2010 at 00:25

  32. scusatemi se sono inopportuna e pesantemente fuori tema ma…

    sheraundubbiosullescarpettepersabatosera

    utente anonimo

    03-03-2010 at 12:37


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: