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Jacques Prévert

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Jacques Prevert
Jacques Prévert (Neuilly-sur-Seine, 4 febbraio 1900 – Omonville-la-Petite, 11 aprile 1977) è stato un poeta e sceneggiatore cinematografico francese.

Prévert nacque da padre bretone e da madre originaria dell’Alvernia in un ambiente piccolo borghese e molto devoto. Sarà quasi certamente per reazione all’ambiente familiare, che crescendo diventerà quell’anticonformista, contrario a chi comanda e legifera, ai falsi moralisti, ai guerrafondai, ai salvatori d’anime, ai corrotti e gli spioni, agli accademici e ai giudici, uno scandalo vivente, insomma, nella Francia bigotta, ipocrita, sciovinista e revanscista del primo dopoguerra.

Anarchico? Forse. Libertario? Quasi certamente. Cantore d’amore? Senza alcun dubbio, ma di amore vero.

Nella sua poesia ci si perde, come in un crudele gioco dal sapore dolce amaro dove l’amore è la sostanza zuccherina, e la realtà del mondo con le sue ingiustizie e tristezze è l’amaro della vita. L’amore è un magnetismo che vibra nell’aria e invade tutto, le emozioni riaffiorano dalla sua sorgente, sgorgano come un fiume in piena, rompono gli argini, senza remore, senza pudori, in un continuo divenire, in una sinfonia eterna, e il cuore ascolta la melodia magica di quell’amore ardente. Non si può annientare la fragranza di un amore. Amare senza chiedere nulla in cambio e rinnegare l’apparenza, l’esteriorità, l’ostentata sicurezza in questo mondo dove tutto sembra avere un prezzo; ma un famoso proverbio spagnolo avverte: «Tutto si paga con l’amore. L’amore si paga con l’amore».

Dove i suoi stimatori hanno visto la poesia che scende in strada, la poesia scritta con le parole di tutti i giorni, i suoi detrattori hanno parlato di canzonette, di poesia popolare, di poeta da confinarsi nei bistrò, di poeta che ha solo giocato con le parole; quando leggiamo le poesie di Prévert, invece, ci dobbiamo sempre guardare dentro al cuore e in fondo alla coscienza. Egli è riuscito a ridare fiato a un sentimento scaduto nel sentimentalismo, a mettere sul piatto la coscienza civile di un uomo, a recuperare la propria dignità, a vivere come fanciullo del paradiso, innocente e disarmato, nel territorio della poesia. Un filo lega tutte le sue poesie e sul piano dei comportamenti ci costringe a una riflessione: non si devono archiviare le colpe e i colpevoli, non bisogna cadere nella trappola della massificazione, dell’impoverimento della coscienza sociale, bisogna rinnegare la parola odio e sostituirla con l’amore, denunciare i soprusi e le storture della società mettendosi dalla parte dei più deboli.

I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

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Written by matemauro

04-02-2010 a 12:43

Pubblicato su prevert

17 Risposte

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  1. non sono un estimatore dei poeti…ma le sue poesie trasmettono sempre emozioni..e non è facile..bellissimo post..come sempre

    luigi7

    04-02-2010 at 14:45

  2. hai ricominciato a sfogliare il lunario? 🙂

    un abbraccione, a presto
    c. 

    h2no3

    04-02-2010 at 15:06

  3.  Grande uomo e poeta,   Le emozioni, che trasmettono le sue poesie, sono uniche.   All’epoca erano le compagne di  tanti momenti, allegri o tristi.  I suoi versi vengono amati, allora come ora, proprio, perchè, come tu dici, la sua poesia scende in strada. con le parole di tutti i giorni ed anche le storie di tutti i giorni.   ciao ciao 

    penny46

    04-02-2010 at 15:36

  4. Prévert, il fondatore del movimento dei prevertiti  

    h2no3

    04-02-2010 at 15:52

  5. Davvero molto ben scritto e sentito questo ricordo di Prevert a 110 anni dalla nascita…

    Dèmoni e meraviglie
    Venti e maree
    S’è ritirato già il mare in lontananza
    E tu
    Come alga dolcemente dal vento accarezzata
    Nelle sabbie del letto ti agiti sognando
    Dèmoni e meraviglie
    Venti e maree
    Il mare s’è ritirato già in lontananza
    Ma nei tuoi occhi socchiusi
    Due piccole onde son rimaste
    Dèmoni e meraviglie
    Venti e maree
    Due piccole onde per farmi annegare.

    RW2punto0

    04-02-2010 at 17:11

  6.  E richiamandomi alla tua ultima riflessione una poesia che dona ‘vita’ a un fiammifero acceso nella notte,  che nella prima e forse parte della seconda guerra mondiale  era per il nemico il punto su cui sparare. Non così  per Jacques Prévert. Magia.

    Paris at night
    Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
    Il primo per vederti tutto il viso
    Il secondo per vederti gli occhi
    L’ultimo per vedere la tua bocca
    E tutto il buio per ricordarmi queste cose
    Mentre ti stringo fra le braccia

    utente anonimo

    04-02-2010 at 17:25

  7. mai coperto

    Francesco071966

    04-02-2010 at 20:04

  8. Il mio diario al liceo era infarcito delle sue poesie. L’ho amato molto, dimenticato troppo presto.
    Grazie

    Athenaromana

    04-02-2010 at 22:17

  9. non comprerei mai un libro di poesie…. mi è piaciuto il tuo scritto… : )

    smilepie

    04-02-2010 at 22:30

  10. Grazie degli auguri…. Grazie degli auguri…. grazie degli auguri….
    Abbraccione

    mircomirco

    05-02-2010 at 14:22

  11. Sereno fine settimana baciAnna..

    Angelesey

    05-02-2010 at 21:49

  12. E’ stato un poeta della mia giovinezza ed il talento non si può rinnegare mai.
    Certamente originale interprete di sentimenti raccontati con la dolce sfrontatezza dell’assoluto.
    Se non va più di moda non importa.
    Un bel post di cultura.
    Baci, Maurè.
    S.

    xdanisx

    05-02-2010 at 23:17

  13. quello che giocava nell’Olympique Lyonnaise ?

    Francesco071966

    05-02-2010 at 23:28

  14. poeticamente ti auguro un buon weekend…

    luigi7

    06-02-2010 at 10:42

  15. che malinconia….!

    stefanover

    07-02-2010 at 08:19

  16. serrrrrrrrrra.
    Scusasse se entro fuori tema o forse no perche’ (poesia’ anche sui matti ne conosco una  di jack kerouac

    Le uniche persone
    per me sono i matti ….
    quelli che non sbadigliano mai
    e non dicono mai un luogo comune ,
    ma bruciano , bruciano , bruciano
    come candele romane gialle e favolose ,
    che esplodono
    come ragni tra le stelle.
     

    Claudia Mori ha avuto il pregio e la sensibilità di produrre il film-documento che andrà in onda su rai1 (proprio uno) questa sera e domani sera per i 30 anni dalla scomparsa di Franco Basaglia: (e di lui non aggiungo altro) "C’era una volta la città dei matti". Ha il ‘placet dei figli ed è curato dal suo fedele aiuto Giuseppe Dell’Acqua.

    sheratantotidovevoperamicizia

    sherazade2005

    07-02-2010 at 17:39

  17. Quel "mai coperto" di Francesco è un pò inelegante.
    Stiamo parlando di un artista che non può essere liquidato con una frase dal simbolismo sessuale tanto infelice.
    vi saluto.
    s.

    xdanisx

    08-02-2010 at 11:52


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