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Valcorvina e il mistero del centro benessere – Cap. 1°

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ipertermiaCapitolo 1°

Giornata fastidiosa quella di oggi. L’umidità dell’inizio di giugno è insopportabile, perfino respirare diventa faticoso. Il cielo è pieno di nuvole che giocano lassù a nascondino e non vogliono assolutamente saperne di mollare un po’ d’acqua per rinfrescare l’asfalto appiccicoso di questo strano inizio d’estate.

Un anziano, solitario pedone sta sfidando il caldo, camminando a passo svelto per le vie di Roma, quasi l’unico alle due di pomeriggio di domenica, mentre la maggior parte dei romani è a cercare ventilazione e magari un buon bicchiere di fresco Cannellino in qualche trattoria dei vicini Castelli. In questo momento il solitario camminatore costeggia i verdi giardini di piazza Vittorio, e si ferma a fare una pausa, per guadagnare energie. Il suo fisico alto e asciutto tradisce a malapena il fatto di aver superato la soglia dei settant’anni; anche il suo aspetto giovanile lo rende più simile a un sessantenne nel pieno delle forze. Sedutosi all’ombra, si toglie il panama bianco che usa per proteggere la carnagione chiara dal sole romano e ci si sventola il volto accaldato. Lui, di provenienze ben più nordiche, non sopporta il grande caldo di queste zone anche se, ormai, ci abita a tempo pieno da quasi dieci anni.

Dopo pochi minuti decide di rimettersi in cammino, in modo da arrivare in orario all’appuntamento. Non gli sembra giusto che una persona debba aspettare lui, vecchio decrepito, per una terapia che nessuno si sognerebbe di fare alla domenica. Essere stato un tecnico provetto, però, ha il suo peso anche negli istituti privati e il collo fa sempre più male; quindi, mettendo da parte i sensi di colpa e dribblando due turisti palesemente alticci, si affretta lungo via Emanuele Filiberto, dove vede, fra palazzi ottocenteschi, un enorme manifesto pubblicitario che indica l’ingresso, in una via laterale, della palestra con annesso ambulatorio di fisioterapia “Health & Fitness”, dove si sta recando.

Giunto sotto l’enorme portone di legno, suona due volte il campanello e, senza che nessuno chieda chi è, gli viene aperto. Con la velocità concessagli dalle sue settanta primavere, sale i gradini che lo conducono al secondo piano. Non riesce più a salirli due alla volta, come anni addietro; entra nella grande sala cosparsa di cyclette e tapis roulant che caratterizzano l’area fitness della struttura e, attraversato il salone grande, si infila in uno un po’ più piccolo che fa da sala d’attesa; attorno a questo ci sono i camerini dove vengono effettuate le terapie. Tutto è vuoto oggi, nulla riporta alla mente il vociare delle numerose persone che durante le giornate lavorative affollano la struttura della quale lui, qualche anno prima, ha fatto da consulente per l’acquisto delle attrezzature. Con calma, s’infila nella stanzetta dove solitamente si sottopone alle sedute di ipertermia. Sì, l’artrosi cervicale è una brutta cosa, ma fortunatamente le nuove tecnologie riescono a risolvere molte di queste patologie; ogni tanto, purtroppo, si ricorda di non avere più vent’anni.

Toltesi la camicia color cachi e le scarpe, si sdraia sul lettino, in attesa che Katia, una giovane terapista dell’età di sua nipote, arrivi nello stanzino. Abbassa un po’ le palpebre, tanto sa che la donna è molto professionale e non lo farà aspettare molto. Dopo neanche cinque minuti, entra la ragazza, una bella bionda sui venticinque anni, “acqua e sapone” come si diceva ai suoi tempi. Nonostante la giovane età, è una delle più brave e professionalmente preparate della palestra.

– Buon pomeriggio professor Tanenbaum! – Esclama la ragazza con fare civettuolo.

Guten tag, signorina.

– Come si sente oggi? – E lo guarda mentre collega mouse e piastra all’attrezzatura.

– Meglio, molto meglio, quando la vedo… il mio collo invece va sempre peggio… – risponde il tedesco, sorridendole nel restituirle la civetteria.

– Vedrà che alla fine della seduta si sentirà meglio.

Prende il gel e lo spalma sul collo dell’anziano.

– Sa, Katia, noi del mestiere siamo sempre i peggiori pazienti.

– Ed è per questo che noi cerchiamo di lavorare al meglio…

A disagio, il “professore” si sistema sul lettino; anche se è stato il lavoro di tutta la sua vita ha sempre avuto timore di trovarsi dall’altra parte…

La giovane si accorge del suo stato d’animo e cerca di farlo rilassare, regalandogli un bel sorriso.

– Ora le inizierò la terapia, stia tranquillo.

– Grazie, è molto gentile.

Attaccando i vari cavetti, la ragazza inizializza la macchina: si accendono diversi indicatori, che man mano passano dal rosso al verde; uno solo non varia di colore, è quello che segnala la scadenza della manutenzione programmata. Strano, il tecnico è venuto il giorno prima… quell’idiota si sarà dimenticato di resettare. Finalmente sul piccolo schermo appaiono le indicazioni che tutto è a posto e quindi può cominciare.

La giovane fa sistemare prono il paziente e gli infila la piastra di metallo sotto il collo, attaccandovi un cavetto, poi collega il mouse all’apparecchio e l’appoggia su un supporto, quindi si sistema su uno sgabello e si accinge a cominciare.

Il vecchio si agita un po’ sul lettino, mentre la ragazza attiva la macchina, iniziando a passargli il mouse sulla nuca, spostandosi ritmicamente nella regione compresa fra l’osso occipitale e l’atlante, la prima vertebra cervicale. Mentre Tanenbaum inizia a rilassarsi, Katia vaga con i pensieri, fino a che viene destata da uno strano suono. Non fa neppure in tempo a girarsi verso la console per vedere di cosa si tratta, che una scarica elettrica percorre l’apparecchio, bruciandole la mano che allontana velocemente.

Cosa sarà stato? Un corto circuito? Incurante del forte dolore che prova alla mano, si rivolge all’anziano paziente che giace immobile sul lettino.

– Professor Tanenbaum, tutto bene? Deve essere successo qualcosa all’apparecchio, adesso vado a controllare… – Improvvisamente la testa del vecchio si muove in un ultimo spasmo; soltanto allora la giovane nota un filo di fumo uscire dalla bocca aperta del paziente, che esala così l’ultimo respiro.

Avvicinatasi al corpo esanime, sente un odore strano uscire dalla sua bocca, simile a quello delle penne del pollo bruciate prima di farlo allo spiedo…

Un grido lacerante scuote l’edificio semivuoto. Nel frattempo, un uomo di mezz’età, seduto all’esterno di un bar situato nella vicina piazza Dante, da qualche tempo osserva nervosamente l’orologio scolandosi una birra dietro l’altra. Suda copiosamente, tanto da suscitare qualche preoccupazione nel barista, che non vorrebbe certo aver a che fare con un morto di colpo apoplettico proprio lì, nel suo baretto aperto da poco e così deserto, in quella domenica afosa. All’improvviso, invece, la piazzetta si anima di macchine della polizia sbucate dalla vicinissima questura, mentre dall’altro lato arriva un’ambulanza. Quasi contemporaneamente i mezzi si fermano davanti all’ingresso della palestra ed entrano in tutta fretta. Al passaggio della colonna di mezzi, l’uomo sudaticcio brinda a non si sa bene cosa: alza il boccale al cielo e con un paio di avidi sorsi finisce la bevanda, per poi allontanarsi rapidamente, non senza essersi prima sgranchito per bene i muscoli rattrappiti dalla lunga attesa. Arrivato all’angolo della strada, improvvisamente gli viene da tossire e il fazzoletto usato per raccogliere il muco si colora di rosso; si pulisce alla meno peggio e sparisce dalla visuale.

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Written by matemauro

05-01-2010 a 16:04

Pubblicato su racconti, valcorvina

22 Risposte

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  1. Evviva! E’ tornato Valcorvina!!! Redcats

    redcats

    05-01-2010 at 17:20

  2. il ritorno di Valcorvina !!! passerò dopo a leggere, però….

    Francesco071966

    05-01-2010 at 17:51

  3. non c’entra con il tuo post stupendo….febbre o non febbre, esco con Arte e Soave per portare molto carbone a Luigi….tu cosa fai?

    AliceDaZero

    05-01-2010 at 18:13

  4.                           Immagine Pin-Ups di Gil Elvgren vecchio calendario"La Befanìa"                                      
     Finarmente!

    Alegraménte la sòra  Befanìa
    tutte le feste se tirà via!
    ….
    Un grande abbraccio da questa befana!

    ceglieterrestre

    05-01-2010 at 18:19

  5. ohhhhhhhhhhh, questo è veramente un regalo della befana.  l’inizio promette bene.  .  Che sarà, quel colore rosso, perchè brinda, proprio quando muore il proff.   mahhhhhhhhh, madonna, sono troppo curiosa, mi piace un sacco.    ciaooooooooo

    penny46

    05-01-2010 at 19:58

  6.  Wow tornato alla grande…mo aspettiamo il seguito..
    Buona befanina Mauro…bacio..Anna..

    Angelesey

    05-01-2010 at 21:54

  7. Attenzione Valcorvina è tornato in azione. Buon seguito, mauretto.

    ozne

    05-01-2010 at 23:30

  8. A volte basta una presenza per sentirsi riempire il cuore, per dare un nuovo senso alla vita.

    katia1408

    05-01-2010 at 23:58

  9. siamo alfin giunti alla befana…
    siccome è la festa della signora malmessa a bordo di una scopa,
    che porta il carbone…a chi non si è comportato…mmm… bene…
    vuoi vedere che qualcuno qui in brianza, per via di questa storia,
    avrà il riscaldamento assicurato fino al 2011 !???

    stefanover

    06-01-2010 at 08:08

  10. ….Valcorvina potrebbe giocare da noi? no x’ visti i risultati..anno nuovo, Toro vecchio…io ho visto la partita, allo stadio (temperatura polare…) e ti posso garantire che ho rimpianto il Toro di Colantuono…noi in A non ci saliamo…ma ci rendiamo conto che ci ha fermati in casa la enultima in classifica????

    luigi7

    06-01-2010 at 09:10

  11. Saluti dal Saccheggiator-Befano dalla VAL TOPINA!!!!!!!!!

    Oidualc

    06-01-2010 at 17:05


  12. Parigi val bene una messa?
    Bene ! E Valcorvina?
    Deppiù deppiù!
    Lungo o non lungo aspetto il resto.

    tamango

    06-01-2010 at 19:57

  13. un giallo in piena regola…. Io adoro i gialli! Però..poveretto quel malcapitato! ..
    Ora come prosegue? Dai che son curiosa!

    alidada

    07-01-2010 at 00:10

  14. ne sono certo, l’uomo del bar è il papà della bella Katia, il quale temeva che il vecchio satiro del professore allungasse la mano sotto il suo camice (cosa che farei io senza esitazione, con quel caldo… )

    Francesco071966

    07-01-2010 at 09:55

  15. Buon giovedì..Abbracciando il tuo cuoreAnna…

    Angelesey

    07-01-2010 at 10:37

  16. Che giallo! Sono curiosa di sapere come continua, Mauré. Sempre bravo.

    Bacioni.
    annarita

    nereide1

    07-01-2010 at 22:57

  17. Tedeso… settant’anni… uhm… scenario da vendetta di guerra… comunque bentornato Valcorvina…

    donburo

    07-01-2010 at 23:04

  18. Ciao, scusami il commento fuori luogo mah… ti ho appena trovato e devo ancora scopri !
    A presto, ciao e…. Buon Anno !

    utente anonimo

    08-01-2010 at 11:20

  19. più che altro me pare un centro malessere!  attendo il seguito per i complimenti, sennò te vizi 

    pablodepablis

    08-01-2010 at 11:21

  20. Ciao Mauro, solo un paio di minuti fà ho scoperto questo tuo Sito. Ti ho scritto gia un messaggio al primo Post  della pagina, poi sono scesa in giù a scrutare meglio la tua pagina ed ho letto questo Post con la foto dei maialini fiduciosi della loro Mamma. Ho letto la tua poesia con dentro tantissima rabbia ( nn so se è tua, ma deduco di si )
    leggendola ho notato che la rabbia ed il nocciolo della cosa non é tanto lontano dal mio ultimo Post 🙂 anche la frase:  " statemi a senti " non mi viene nuova 😉 comunque a parte le simiglianze, ti faccio i miei complimenti, ho letto un poco di altro ancora ed ho capito che vorrei seguire il tuo blog, bravo !  Se vuoi passa da me. Ciao

    utente anonimo

    08-01-2010 at 11:32

  21. accidenti! non dovevo brindare con quella birra! adesso mi scoprono: impronte digitali, DNA dalla saliva, e tutte quelle diavolerie moderne…

    … :))
    c.

    p.s ti segnalo una ripetizione (non di matematica!): "<u>Il cielo</u> è pieno di nuvole che giocano a nascondino <u>in cielo</u>" : scusa la pignoleria, ma il pezzo è troppo bello!

    h2no3

    08-01-2010 at 14:50

  22. Letto, anche se una persona come me è sempre un pò rinco a quest’ora.
    Bene.
    Un anziano tecnico fulminato ed un ceffo che brinda…
    Si aspetta.
    ciao.
    s.

    xdanisx

    10-01-2010 at 02:17


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