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Di matematica ma non soltanto…

Fausto Coppi

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Un uomo solo al comando, la sua maglia è bianco-celeste, il suo nome è Fausto Coppi.
(Mario Ferretti, collegandosi per la radiocronaca RAI della Cuneo-Pinerolo, terzultima tappa del Giro d’Italia del
1949)

Angelo Fausto Coppi (Castellania, 15 settembre 1919 – Tortona, 2 gennaio 1960) è stato un ciclista italiano.

Soprannominato il Campionissimo o l’Airone, fu il corridore più vincente e famoso dell’epoca d’oro del ciclismo, ed è considerato uno dei più grandi e popolari atleti di tutti i tempi.

Le sue imprese, la rivalità con Bartali, la sua vita e la sua morte, rimarranno impresse per sempre negli annali di questo sport e nella storia stessa dell’Italia.

A sedici anni disputa la prima corsa tra giovanissimi e conosce Cavanna, un massaggiatore cieco che si accorge subito delle potenzialità fisiche del ragazzo e che diventerà una figura di rilievo nella vita del ciclista. Entra tra i professionisti nel 1939 e l’anno successivo, a soli ventuno anni, vince il suo primo Giro d’Italia.

La prima sfida tra Coppi e Bartali va in scena al Giro d’Italia del 1940, quando Fausto, allora semisconosciuto gregario, vince a sorpresa la corsa a tappe nella quale il suo capitano Bartali, di cinque anni più vecchio, era considerato il grande favorito.

L’intermezzo della Seconda guerra mondiale riduce l’attività del ciclismo su strada, così Coppi si dedica, con successo, alla pista. Il 7 novembre 1942 al velodromo Vigorelli di Milano centra al primo tentativo il record dell’ora: 45,871 km con sole tre settimane di allenamento specifico.

L’atleta piemontese fa il suo esordio post-bellico alla Milano-Sanremo, che stravince con 14 minuti di vantaggio, tanto che il cronista radiofonico annunciò: "Primo, Fausto Coppi; in attesa del secondo arrivato, vogliate gradire un programma di musica da ballo"… dopodiché inizia le serie di botta e risposta tra i due grandi rivali: Bartali si aggiudica il Giro del 1946, Coppi quello del 1947; Bartali domina al Tour del 1948, Coppi vince Giro e Tour nel 1949, primo nella storia a centrare la doppietta.

Coppi e Bartali, oltre che due grandi atleti, sono considerati due esempi diversi di stile sportivo e due rappresentanti delle diverse facce della neonata Repubblica. La loro rivalità è fatta di tattiche, scatti e allunghi sulle strade, ma anche di aspre polemiche e litigi che continuano anche dopo essere scesi dalla bicicletta. Entrambi posseggono le stimmate del campione ed entrambi sono amati dalla gente, al punto che l’Italia è divisa, più o meno equamente, in due fazioni. Coppi arriverà a sconvolgere il cosiddetto "comune senso del pudore", quando si verrà a sapere che, pur sposato, aveva una relazione con Giulia Occhini, la «Dama bianca», a sua volta moglie di un medico genovese.

Nell’immaginario collettivo, comunque, Fausto Coppi rimane il più grande di tutti, per la sua immensa classe, perché vinse di più, perché incarnava il desiderio di riscatto degli italiani e perché la sua morte prematura, per malaria nel 1960, lo consegnò al mito.

[In testa la famosissima foto di uno scambio di borraccia tra Coppi e Bartali, durante una tappa del Tour de France 1952, tra Losanna e Alpe d’Huez. I due sostennero sempre ognuno di aver passato la borraccia all’altro; in realtà, secondo me, contrariamente all’opinione corrente, è Coppi che passa la sua ultima borraccia a Bartali, visto che nei suoi portaborracce non ve n’è più nessuna, e sembra strano che un campione come lui avesse potuto non prevedere un simile evento…]

Written by matemauro

15-09-2009 a 15:42

Pubblicato su coppi fausto, sport

19 Risposte

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  1. Pur essendo l’anniversario della nascita di Coppi mi era più “simpatico” “Ginettacio” Bartali.. perennemente incavolato.

    Credo che Coppi rappresentasse l’atleta moderno.. continuamente alla ricerca del miglioramento.
    Bartali sembrava un “bruto” ma aveva un cuore d’oro e tanta grinta.
    Così diversi e sempre avversari avevano una grande stima l’uno con l’altro.

    Oltretutto Bartali fù enormemente svantaggiato dalla guerra e Coppi riuscì a “sovrastarlo” solo quando oramai aveva superato i 30 anni abbondanti (se non erro 35)

    Al di la di tutto rimangono due campioni insuperabili… anche se Coppi, in un’intervista radiofonica, ammise di far uso della “bomba” (doping)

    Ciao buona giornata

    Sgraffio

    15-09-2009 at 15:33

  2. Io non parteggiavo.
    Bella la storia che ci racconti.
    Erano le avventure del dopoguerra, come poi avvenne per fatti di cronaca che dividevano l’opinione pubblica.
    Adesso si dividono tutto e lo stivale sembra un mocassino sminchiato.
    Felice per il tuo braccio!
    Ciao, Maurè.

    xdanisx

    15-09-2009 at 16:35

  3. Da piccolo seguivo il ciclismo e pure loro, Coppi e Bartali, poi ho lasciato perdere. Un caro saluto.

    SaR

    15-09-2009 at 19:14


  4. Sgraffio? Smack!

    tamango

    15-09-2009 at 22:44

  5. un eretico dello sport

    Francesco071966

    15-09-2009 at 23:11


  6. Un abbraccio stretto.
    Anna.

    Angelesey

    16-09-2009 at 09:04

  7. Gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare…

    beh, ovvio… Firenze

    Pralina

    16-09-2009 at 11:14

  8. Una coppia di grandi campioni, ma Coppi rimane il mio preferito:)

    Ciao. Abbraccione!
    annarita

    nereide1

    16-09-2009 at 15:22

  9. le briciole degli amici comuni mi hanno condotto da te ^____^

    a href=”http://www.imagehousing.com/?id=185896″>

    selvaggia46

    16-09-2009 at 17:17

  10. Che bello ritrovarti!

    ortensia51

    16-09-2009 at 22:27

  11. scrivi velocemente sulla tastiera del pc e la mano tornerà come…nuova;-)

    Coppi e Bartali, due campioni onesti e leali,
    un ricordo dell’Italia che fu.
    Senza rimpianti, solo un bel ricordo.

    ciao

    fiorirosa

    16-09-2009 at 23:32

  12. un’Italia divisa in due…, ma quanto distante da quella odierna!

    musicamauro

    17-09-2009 at 00:07

  13. Quei due se sò sarvati solo perchè nun ero ancora nato.. se nò je la facevo vedè io..

    Salutoni

    Sgraffio

    17-09-2009 at 10:07

  14. beh beh beh , biagio cavanna non era solo “un massaggiatore cieco”, anche perchè a quel tempo il massaggiatore contava veramente molto in quanto era quello che letteralmente tastavoa i muscoli dei corridori. ma era già IL massaggiatore di costante girardengo (guarda caso di novi ligure, li vicino a castellania, a quei tempi terra di poveri contadini che sognavano la bicicletta e di anarchici), il primo ad esser definito campionissimo.

    frank – milano

    utente anonimo

    17-09-2009 at 16:10

  15. Non erano bei tempi….
    Ma anche oggi non sono bei tempi…
    Allora quando sono stati bei tempi?

    mircomirco

    17-09-2009 at 17:09

  16. Ciao Mauro, mi è arrivata questa e.mail, la giro a te… 🙂

    *

    Stefano Rosso – L’ultimo Romano

    DUE SERATE DI MUSICA E POESIA

    AD UN ANNO DALLA SUA SCOMPARSA

    Kollatino Underground, 18 e 19 Settembre 2009, Roma

    Gli amici cantautori e poeti ricordano Stefano Rosso nel luogo del suo ultimo concerto, dando luce a tutte le sfaccettature che compongono la sua figura di artista. Nelle due serate si avvicenderanno sul palco valenti musicisti, cantautori della “vecchia guardia”, poeti e amici di Stefano. Verranno proposti molti suoi brani (canzoni, testi poetici e pezzi strumentali), reinterpretati per l’occassione in maniera più o meno fedele all’ originale, ma sempre lasciando trasparire l’affetto genuino che tutti provano per Stefano: per l’uomo ancor prima che per l’artista.

    A contorno ci sarà una mostra fotografica con scatti inediti che ritraggono Stefano.

    Al termine di ogni serata verranno proiettati due video in cui Stefano stesso interpreta “Letto26” e “Santa Maria in Trastevere”, brani tratti dal suo primo e dal suo ultimo disco.

    Ospiti: Enzo Maolucci, Max Manfredi, Luigi Grechi, Remo Remotti, Rosso Malpelo, Filippo Gatti, Train de Vie, Gabriele Bartoli, I Repellenti, Nicolino Pompa, Carmine Torchia, Andrea Tarquini, Luciano Tomassi, Sandro Sibillo, Antonello Carino, Ardecore, Red Band, I Mostri, Enrico Capuano, Palkosceniko al Neon, Simone Avincola, Augusto Forin, BandaJorona, Andrea Evangelisti, Federico Di Stefano, Danilo Cartìa.

    Inizio spettacoli: ore 21.30

    Ingresso: 5€

    Indirizzo: KOLLATINO UNDERGROUND, via Georges Sorel 10, Roma.

    Telefoni per informazioni: 377.7092680 – 393.2969668

    Email: info@incoerenze.net, http://www.kollatinounderground.org

    Pralina

    17-09-2009 at 19:33



  17. Un abbraccione Mauro..
    Anna..

    Angelesey

    18-09-2009 at 07:39

  18. Buon fine settimana… ma per Livata?

    Abbracci

    Sgraffio

    18-09-2009 at 11:37

  19. Bello anche questo tuo articolo!

    Un abbraccio 😉

    Bruno

    Bierreuno

    20-09-2009 at 22:41


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