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Mike Bongiorno, la scomparsa di un “mito”

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Proprio nei giorni in cui alla Mostra del cinema di Venezia veniva presentato il discusso e censurato Videocracy di Erik Gandini, un’analisi sul ruolo giocato dalla televisione nell’influenzare la società e la cultura italiana, moriva colui che ha rappresentato nell’inconscio collettivo l’anima della tv italiana: Mike Bongiorno.

Della nostra tv era il simbolo, con le sue battute, con il suo leit-motiv “Allegria!” che ha contribuito a consolidare il suo personaggio nell’immaginario nazional-popolare, con la sua superficialità. È lui che ha tenuto la gente unita, davanti alla tv, rassicurandola, ed è sempre lui che ha iniziato ad abbassare il livello culturale degli italiani, bombardandoli di giochi a premi importati dall’America che promettevano sogni e facili guadagni. Un venditore di false speranze. Mentre gli unici che si sono arricchiti spudoratamente, e continuano a farlo, sono stati soltanto quei personaggi che la tv la fanno, e che vi appaiono di continuo.

E non dimentichiamo i doppi sensi e il modo (naturale? artefatto?) in cui trattava le donne: in perfetto stile berlusconiano. Mike Bongiorno è stato un bravo presentatore, il migliore, e di questo gliene dò atto, ma non si può non considerare che, mentre lui si affermava recitando la sua parte utilizzando un linguaggio povero, da terza media, in Italia si stava costruendo un nuovo modello culturale, degradato e svuotato di ogni parvenza di idee (si veda, al riguardo, cosa scrivevo non molto tempo fa…).

Dalla sua bocca sono usciti indicazioni elettorali e consigli dati per lo più a persone anziane bisognose di suggerimenti di persone fidate (ricordate la discesa in campo di Berlusconi nel 1994, con gli spot elettorali gratuiti suoi, della Zanicchi, della Carlucci ecc.?). Di lui la gente si fidava e lo ha dimostrato nel corso del tempo fino al giorno dei funerali: la folla in piazza Duomo accorsa per dare l’ultimo saluto a un personaggio televisivo, come se l’avessero tutti conosciuto di persona, sembrava lì per recitare l’ultimo atto di uno show, tutti sorridenti e salutanti dinanzi alle telecamere, quasi un reality reale, una sorta di The Truman Show trapiantato nel paese di Dante, Manzoni e Pirandello.

Certo, non si può negare che con lui sia morta una parte della tv, e indirettamente una parte della storia d’Italia degli ultimi 30 anni, dominata dalla videocrazia costruita a sua immagine e somiglianza dal magnate dei media nostrani; prima sfruttando il mezzo televisivo, diventato strumento di potere a sua disposizione per imbambolare le masse facendo credere a qualsiasi messaggio passasse attraverso il tubo catodico, anche grazie a personaggi come Bongiorno, e poi facendo diventare la sua realtà la realtà di tutti.

Adesso che è morto questo personaggio simbolo del berlusconismo, ci si potrebbe chiedere: che cosa ci ha lasciato? La mia risposta è: un bel nulla; ha cioè lasciato esattamente il vuoto culturale che ha contribuito a creare. E proprio quel vuoto ha consentito a Berlusconi di raggiungere in pochi mesi un consenso elettorale di massa dal nulla, nel 1994, e poi ripetersi in altre tre elezioni. Ed è sempre da quel vuoto, da quel nulla, che la televisione permette di creare personaggi, falsi miti, star. In quel nulla adesso si stanno creando nuovi disvalori, ancora più bassi di quelli demoliti nel corso di questi decenni. È solo per questo che rimpiangerò questo presentatore, perché la sua scomparsa segna la fine di un’era fatta di modelli televisivi “per famiglie”, consapevole che lo spazio vuoto lasciato sarà riempito da qualcosa di peggio, basato su valori corrotti e pericolosi.

Sono pronto a scommettere che tra le persone presenti ai funerali di Bongiorno la maggioranza di quelle avrà partecipato almeno una volta a un qualche suo programma come pubblico attivo e applaudente. Per questo pubblico è come se oggi fosse morto il loro Pier Paolo Pasolini. Fermamente convinti dell’autonomia di pensiero e della genuinità del loro idolo televisivo. Ma il pericolo per il futuro è che quelle stesse persone continuino a fidarsi, senza interrogarsi su nulla, di qualsiasi personaggio e di qualsiasi messaggio venga loro proposto sugli schermi della videocrazia.

Per finire, riporto un brano dal pamphlet di Umberto Eco, Fenomenologia di Mike Bongiorno, pubblicato, pensate un po’, nel 1961, e del quale consiglio la (ri)lettura per la sua capacità profetica nel disegnare ciò che sarebbe divenuta la televisione nei decenni successivi…

«Idolatrato da milioni di persone, quest’uomo deve il suo successo al fatto che in ogni atto e in ogni parola del personaggio cui dà vita davanti alle telecamere traspare una mediocrità assoluta unita (questa è l’unica virtù che egli possiede in grado eccedente) ad un fascino immediato e spontaneo spiegabile col fatto che in lui non si avverte nessuna costruzione o finzione scenica: sembra quasi che egli si venda per quello che è e che quello che è sia tale da non porre in stato di inferiorità nessuno spettatore, neppure il più sprovveduto. Lo spettatore vede glorificato e insignito ufficialmente di autorità nazionale il ritratto dei propri limiti.»

Written by matemauro

13-09-2009 a 11:47

Pubblicato su bongiorno, cultura, televisione

14 Risposte

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  1. Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno su Mike Bongiorno!Non ne posso più dell’ assurda esaltazione di questo infimo e meschino ometto. I funerali di Stato la dicono lunga sui valori che contano per il nostro Stat! Redcats

    redcats

    13-09-2009 at 21:00

  2. perfettamente d’accordo😉

    musicamauro

    13-09-2009 at 22:46

  3. wow,
    il re è nudo.

    Mauro,grazie.
    Chi occuperà il suo posto?
    Di sicuro nani e ballerine.
    Ormai,gli spettacoli televisivi, senza distinzione di rete e di genere,
    segnano la grande sconfitta della cultura italiana.
    Al peggio non c’è mai fine.

    fiorirosa

    13-09-2009 at 23:10

  4. assolutamente d’accordo!
    ed un omaggio ammirato ad Eco, inascoltato profeta.

    gattarandagia

    14-09-2009 at 07:26

  5. sai cosa ho scritto nel mio blog Mauro, in più post. credo che il tuo giudizio sia eccessivo, i quiz dei primordi (tra i concorrenti il prof. Amadori ad esempio) non si possono paragonare a quelli dell’epoca berlusconiana. e sul fatto che avesse un linguaggio immediato e semplice, questa era tattica più che realtà perchè io non credo che lo fosse. mi hanno stranito i funerali di stato, già lo sai, con quella sovraesposizione mediatica (ma, attenzione, tra due giorni non ne parlerà più nessuno) e quei personaggi, anche di “sinistra”, come Fazio e Baudo a parlarne non bene ma benissimo.

    lascerà poco, perchè poco (giustamente) deve lasciare un conduttore televisivo

    Francesco071966

    14-09-2009 at 09:08


  6.  E. Dickinson

    E’ una curiosa creatura il passato
    Ed a guardarlo in viso
    Si può approdare all’estasi
    O alla disperazione

    perijulka

    14-09-2009 at 09:10

  7. concordo in toto sulla tua analisi.
    eco ne parlava in termini di pericoloso fenomeno sociopolitico ben prima che passasse a mediaset e facesse ulteriori danni, contribuendo a creare un modello di società caratterizzata dal marketing e dal “marketting”.
    a parte l’aspetto umano della sua morte (tra l’altro una di quelle che si augurerebbe chiunque a quell’età) trovo scandaloso l’attribuire a un personaggio del genere un funerale di stato, anche se lui, purtroppo, incarnava benissimo i valori attuali di questo nostro paese.
    temo anch’io che dovremo anche finire per rimpiangerlo.

    pablodepablis

    14-09-2009 at 15:19

  8. Niente da dire cotro Bongiorno, ma nche io avrei da dire qualcosa sui funerali di Stato, concessigli così generosamente: ma tanto chi ci ascolta?
    Ancora grazie.

    Nonnolele

    14-09-2009 at 17:32

  9. Caro Mauro, condivido la tua requisitoria.. mi sono astenuta da commenti cattivi, ma non ho potuto che concordare con chi, anche non richiesto, mi esprimeva tutte le sue “perplessità”..
    ma perché meravigliarci dei funerali di Stato concessi da un capo di governo (a spese nostre) che ha fatto della televisione il suo Moloch?

    Auguri per la (s)fasciatura!🙂

    giovanotta

    14-09-2009 at 23:11


  10. Sù sù!
    Esagerare sia nel bene che nel male è sbagliato!
    Mike Bongiorno?
    Un buon ricordo!

    tamango

    14-09-2009 at 23:30

  11. tamango

    15-09-2009 at 10:52

  12. Purtroppo Splider mi boicotta molti dei miei commenti non li pubblica..

    Comunque sono daccordo in tutto ed i funerali di stato i li farei a quelli che muoiono sul lavoro

    Sgraffio

    15-09-2009 at 12:13

  13. Ho letto che Mediaset ha fatto in tempo a cacciarlo….
    Il funerale di Stato è stato.
    Un bacio.

    xdanisx

    15-09-2009 at 16:38

  14. Il signor Bongiorno è stato anche bistrattato, sia da RAI che da Mediaset, nonostante egli contrbuì a modo suo e di altri a far fare soldi agli uni e agli altri. Un saluto da Sàr.

    SaR

    15-09-2009 at 19:18


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