matemauro

Di matematica ma non soltanto…

Da “Sbucciando la cipolla”, di Günter Grass

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Lei, dalla quale sono sgusciato fuori strillando una domenica, come mi ha sempre assicurato, «sei nato con la camicia…», lei, alla quale sedevo ancora in grembo a quattordici anni, il cocco di mamma, che fin da bambino ha tenuto vivo il suo complesso, lei, alla quale avevo preannunciato, giurato ricchezza e fama, il Sud come terra promessa, facendola sognare a occhi aperti, lei, che mi insegnò a riscuotere in piccole rate i debiti della sua clientela a credito – «Bisogna battere cassa il venerdì, quando resta ancora qualcosa della paga settimanale» -, lei, la mia buona tranquillizzante coscienza, la mia sotterranea cattiva coscienza, lei, alla quale ho procurato preoccupazioni e timori a dozzine, che si moltiplicavano con la fertilità di un roditore, lei, alla quale per la festa della mamma regalai il ferro da stiro elettrico – o era un vaso di cristallo? – con i soldi del riscotitore di debiti, lei, che non volle accompagnarmi alla stazione quando io, lo stupido ragazzetto, diventai soldato di mia volonta – «Ti mandano a morire..» -, lei, che non disse una parola quando nel treno da Colonia ad Amburgo volevo sapere cosa le accadde quando i russi arrivarono con tutta la loro violenza – «Le cose brutte bisogna dimenticarle… » -, lei, dalla quale ho imparato a giocare a skat e che col pollice inumidito contava cartamoneta e tessere annonarie, lei, che con tutte le dita suonava pezzi pianistici di stillante lentezza e che aveva sistemato per me, dorso accanto a dorso, libri che non leggeva, lei, dei cui tre fratelli restava soltanto quel che neppure riempiva una valigia di medie dimensioni e che li vedeva continuare a vivere in me – «tutto questo l’hai preso da Arthur e da Paul, e un po’ anche da Alfons…» -, lei, che mi faceva l’uovo sbattuto, lei, che rideva quando masticavo il sapone, lei, che fumava sigarette orientali e a volte le riuscivano gli anelli di fumo, lei, che credeva in me, nel suo nato con la camicia – per questo apriva l’annuario dell”Accademia di Belle Arti sempre alla stessa pagina -, lei, che a me, al suo figliolino, ha dato tutto e dal quale ha ricevuto poco, lei, che è la mia valle di gioia e di lacrime e che, appena scrivevo come scrivevo prima e scrivo come scrivo adesso, anche dopo morta si mette alle mie spalle e dice «questo cancellalo», «questo è brutto» – ma io le ho dato retta solo di rado e quando l’ho fatto era troppo tardi -, lei, che mi ha partorito con dolore e morendo con dolore mi ha liberato perche scrivessi e continuassi a scrivere, lei, che adesso vorrei risvegliare con un bacio sulla carta ancora bianca, perché venga in viaggio con me, soltanto con me, veda solo cose belle e possa finalmente dire: «Sono riuscita a vedere tutto questo che bello, che bello…», lei, mia madre, morì il 24 gennaio 1954. Ma io piansi solo più tardi, molto più tardi.

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Written by matemauro

02-09-2009 a 15:49

Pubblicato su cultura

13 Risposte

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  1. un abbraccio, solo un abbraccio

    c.

    h2no3

    02-09-2009 at 15:26

  2. Lui era il “compendio” dei figli suoi e se lei avesse letto questa pagina non avrebbe mai pianto, ne sono certa!

    tamango

    02-09-2009 at 15:38

  3. Le madri, che muoiono senza abbandonare i figli, si lasciano piangere col tempo, dandoci pensieri e ricordi, sorrisi e rammarico.
    Sembrano ascoltare mute, ma danno segnali di conforto.
    s.

    xdanisx

    02-09-2009 at 18:10

  4. La mamma che ho perduto l’anno scorso mi manca e avrei voluto anch’io portarla ancora a spasso, in giro per vederla sorridere come faceva quando stava ancora in salute. Auguri per il braccio, Maurè.

    ozne

    03-09-2009 at 10:33

  5. Lei è il mio pensiero, il mio viatico, il futuro dei miei gesti a volte delle mie decisioni, è il solco su cui semino.Per lei ho pianto e piango, per lei sorrido, sono nata il 24 gennaio di ….diverso tempo fa!
    http://tamango.splinder.com/post/20384641/Le+piacevano+i+cappelli.

    tamango

    03-09-2009 at 11:50

  6. Mi sono commossa tanto! Redcats

    redcats

    03-09-2009 at 18:25

  7. Questa è la vita, nostro malgrado! Un saluto da Salvatore.

    SaR

    03-09-2009 at 19:20

  8. se scrivi vorrà dire che stai meglio ?

    Francesco071966

    04-09-2009 at 08:06


  9. UN BACIO SOFFIATO**
    Anna….

    Angelesey

    04-09-2009 at 10:06

  10. E’ bellissimo questo passo, e quant’è vero. Si capisce sempre dopo la mancanza della mamma. Anche a me è successo, ora dopo 30 anni dalla perdita della mia, mi ritrovo spesso son qualche lacrimuccia pensando a lei. Sarà che allora ero troppo giovane per capirne l’importanza. un abbraccio

    penny46

    04-09-2009 at 16:17

  11. tamango

    04-09-2009 at 19:09

  12. Anche i dolori, come la frutta, hanno un tempo di maturazione: è vero.

    FlavioRoma

    12-09-2009 at 12:16

  13. All of these factors can help a gardener decide on the right tree to plant.

    Without weed blocker fabric, the rocks will gradually sink into the soft, sandy Florida
    soil, requiring the addition of new rocks every couple years.

    For instance, it might be great to opt for 3 distinct plants to
    show.

    grass

    20-07-2013 at 23:33


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