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Le fontane di Roma – 7 – Fontan de’ Trevi

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Fontan de’ Trevi

Racchiusa in mezz’ettaro de spazzio
tra palazzi che fanno monumento
s’apre davanti l’occhi ’n gran portento
che d’umanità nun te fa mai sazzio.

Lì trovi tanta ggente che s’affolla[1]:
er principe ch’ammolla ’na patacca[2],
quarcuno che rimorchia ’na polacca[3],
chi de straforo[4] ’na canna se rolla,

chi pe’ ’r futuro butta ’na moneta[5],
e chi se tuffa pe’ tiralla su[6],
er cinese che vénne suvenìr[7],

quarcuno che ce prova a fa’ l’atleta…[8]
Fontan de’ Trevi mia, sei sempre tu,
la vita è dorce e tu nun poj spari’![9]

[1] Oggi piazza di Trevi è il tipico caso di “turismo insostenibile”: la piazza è minuscola, occupata per metà dalla monumentale fontana e per l’altra metà affollata a ogni ora del giorno e della notte da centinaia, se non migliaia, di turisti, ambulanti, borseggiatori e cacciatori di occasioni; è possibile goderne la bellezza, soprattutto d’estate e nei periodi di alta stagione turistica, praticamente soltanto fra le 4 di notte e le 7 di mattina…
[2] Il principe che rifila una patacca. Come dimenticare il film Totò truffa 62, nel quale rifulge la splendida invenzione della truffa ideata dal principe De Curtis e Nino Taranto per vendere a un americano la fontana di Trevi? Lo sventurato viene raggirato alla grande con il miraggio del possibile prelievo di tutte le monetine gettate dai turisti nella fontana. Totò è, come sempre, irresistibile, e Nino Taranto è una spalla di grande levatura.
Off topic. Andrebbe scritto l’elogio delle “spalle” dei comici giganteschi qual era Totò: per andargli appresso, a quella furia scatenata, visto che spesso se non sempre recitava “a braccio”, dovevano avere una dose non inferiore di follia e genialità. Nello stesso film (che spero tutti abbiano visto…) c’è anche un mirabile travestimento in panni femminili di Totò che sforna una serie di giochi di parole e di doppi sensi che travolge lo spettatore.
[3] L’arte del “rimorchio”, resa celebre da innumerevoli film della commedia all’italiana, si estrinseca(va) soprattutto nei pressi del Colosseo, a piazza Navona e, a appunto a piazza di Trevi.
[4] Di nascosto.
[5] Il lancio della monetina è la tradizione più conosciuta al mondo (citata anche nella canzone Arrivederci Roma): lanciando di spalle una moneta dentro la fontana ci si propizia un futuro ritorno nella città. Ignote le origini della tradizione, che scaturisce probabilmente dall’usanza di gettare nelle fonti sacre oboli o piccoli doni per propiziarsi la divinità locali.
[6] Il comune di Roma ha deciso da molti anni (sindaco Veltroni) che tutte le monetine recuperate vengano devolute alla Caritas romana; questo non impedisce, comunque, a qualche “dilettante” di fare recuperi personali, se non ci sono vigili (pizzardoni…) a guardare.
[7] Il cinese che vende souvenir. La vendita ambulante, una volta appannaggio pressoché esclusivo degli immigrati meridionali (a parte i gelatai, che, chissà perché, erano quasi tutti veneti), è oggi in mano a cinesi, bengalesi e asiatici in genere.
[8] Qualcuno che prova a fare l’atleta. Non è raro il caso di qualche vandalo che si diverte a scalare il monumento.
[9] La vita è dolce e tu non puoi sparire. Il riferimento, palese, è al film di Federico Fellini La dolce vita, ovviamente, con la celebre scena del bagno notturno di Anita Ekberg (Anitona, per i romani) nella fontana. Il bianco/nero della pellicola esalta il nitore del monumento (fontana o attrice?); a sua volta la Ekberg è fasciata in un abito scuro che stimola fantasia e immaginazione. Anni dopo, il regista affermerà, in una intervista:
“Se mi chiedete della Dolce vita come nel test delle associazioni, rispondo subito: Anita Ekberg! A distanza di trent’anni il film, il suo titolo, la sua immagine, anche per me, sono inseparabili da Anita. Era di una bellezza sovrumana. La prima volta che l’avevo vista in una fotografia a piena pagina su una rivista americana pensai: «Dio mio, non fatemela incontrare mai!» Quel senso di meraviglia, di stupore rapito, di incredulità che si prova davanti alle creature eccezionali come la giraffa, l’elefante, il baobab lo riprovai anni dopo quando nel giardino dell’Hotel de la Ville la vidi avanzare verso di me preceduta, seguita, affiancata da tre o quattro ometti, il marito, gli agenti, che sparivano come ombre attorno all’alone di una sorgente luminosa. Sostengo che la Ekberg, oltretutto, è fosforescente."

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[Piccola nota autobiografica: Anitona festeggia il compleanno lo stesso giorno del sottoscritto!]

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Written by matemauro

04-07-2009 a 14:50

Pubblicato su cinema, fontane di roma, poesia, roma

18 Risposte

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  1. …magia romana a cui non ci si può sottrarre rimanendone incantati.
    ….buon w.e.

    Erika2

    04-07-2009 at 13:58

  2. Ehhh…La Fontana di Trevi è proprio storica! Conosciuta davvero in tutto il mondo ad ogni latitudine. L’ultima volta che ci buttai una moneta è stato nell’Aprile 2002 ed erano 500 Lire che tanto erano già andate fuori corso…Abbraccione!

    hettori

    04-07-2009 at 14:09

  3. Quindi sei nato sotto il segno di Battisti-Mogol …, ma quanti anni dopo la Ekberg? 🙂

    musicamauro

    04-07-2009 at 15:03

  4. be’ ma se mi “spari” la Signora Fontana, accoppiandola poi con l’indimenticata protagonista di quel film, un applauso è poco !!! :))

    qui ci vuole almeno un abbraccione
    c.

    h2no3

    04-07-2009 at 15:53

  5. bella Mauro, bravo!!
    non solo fontana di Trevi, ma tutto il centro di Roma nei giorni normali mi pare oggetto di turismo ‘insostenibile’.. in effetti le ore che suggerisci mi sembrano le migliori per visitarla! 😉
    un caro saluto!
    (grazie per la benaugurante foto di spiaggia! ;-))

    giovanotta

    04-07-2009 at 16:26

  6. notti magiche, romane. bello. Poi girà tutto il mondo ma Roma è Roma e tu l’hai saputa descrivere in maniera super, bravooooooo. ciao ciao

    penny46

    04-07-2009 at 17:26

  7. Fortissima poesia. Deliziosi i commenti. Effettivamente vista dall’alto (foto del tuo post) si apprezza meglio la bellezza della “piazza-fontanona” fatta di pieni e vuoti scenograficamente monumentale, originalissima.

    ofvalley

    04-07-2009 at 17:59

  8. Non si può scordare neppure il film di Scola “C’eravamo tanto amati” che ‘vede’ qualcuno dei protagonisti (il grande Manfredi per es.) proprio mentre Fellini ‘gira’… 😉

    Leira

    04-07-2009 at 23:06

  9. Non commento, non posso…strariperebbe …e poi come si potrebbe mentre il soldo bacia il fontanone? Non riuscirei nemmeno a cantare “Arrivederci Roma….good by..”!

    tamango

    05-07-2009 at 09:57

  10. “Pure io ho sempre visto come un mito stà fontana…che ho già visto!” Un saluto vero.

    SaR

    05-07-2009 at 19:19

  11. Buona notte^_^

    Erika2

    05-07-2009 at 21:20

  12. anche questa volta le tue note sono stupende…. io ho sempre avuto culo…. avendo visto quasi sempre “bene” la piazza e la fontana, senza aspettare le quattro del mattino…..

    Francesco071966

    05-07-2009 at 22:59

  13. non crederai di avere il fascino della
    Ekberg? 😉
    le fontane non sono finite…
    un abbraccione

    fiorirosa

    06-07-2009 at 00:07


  14. Buona settimana Mauro..
    bacio**
    Anna..

    Angelesey

    06-07-2009 at 07:57

  15. Un posto che bellissimo. Ci andavo spessissimo con le compagne di liceo… Ci incontrai Gabriella Ferri, che girava per vetrine. Altra romana esuberante e triste.
    Anitona credo che abbia fatto ingrifà mezzo mondo…era tantissima e bella.
    In questa piazza, qualche annetto fa…emh… diedi il mio primo bacio…;-)))
    Lo so che nun te ne pò fregà de meno, ma nun è da tutti!
    Sempre braverrimo, Mà.

    xdanisx

    07-07-2009 at 09:41

  16. Ah dimenticavo.
    BUON COMPLEANNITA…:-P
    (quanno ariva er momento suo)

    xdanisx

    07-07-2009 at 09:42

  17. Mezzo chilo de Nutella?
    Noi se volemo bene, Vero????
    Baci e ABBRACCIONE a Maurissimo.

    xdanisx

    07-07-2009 at 11:14

  18. Bellissimi i tuoi articoli! Si respira l’anima di Roma, che è dentro di noi ma non sappiamo esprimerla con umane parole…

    morskajavoda

    08-07-2009 at 21:43


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