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Billy Wilder

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Billy, nato Samuel, Wilder (Sucha Beskidzka, 22 giugno 1906 – Los Angeles, 27 marzo 2002) è stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense di origine galiziana (attualmente Sucha Beskidzka è in Polonia, ma all’epoca faceva parte dell’impero austro-ungarico).

È considerato uno dei registi e sceneggiatori più prolifici ed eclettici nella storia del cinema ed è passato alla storia come il padre della commedia americana, ma è anche da annoverare fra i fondatori del genere noir. In circa cinquant’anni di carriera ha diretto oltre 30 film e scritto 75 sceneggiature.

Se si volesse disquisire sulla filmografia americana, non si potrebbe non opporre Billy Wilder e Frank Capra, i due poli del genere: Capra dipinge gli uomini come dovrebbero essere; Wilder, non bugiardo e più selvaggio, li dipinge come sono. Wilder, lo hanno detto tutti i critici, è un cinico: misantropo fino al partito preso, misogino fino alla villania, “terra terra” fino alla volgarità, e per finire pessimista come nessuno. Tuttavia la differenza è forse meno grande di quel che appaia. Prima di tutto perché Wilder possiede una tecnica, una scienza della costruzione comica che hanno fatto di lui l’ultimo classico in un’epoca di commedie informi e confuse in cui la risata muore soffocata dall’eccessiva noncuranza. Poi perché le storie che racconta finiscono sempre, nonostante le apparenze, per soddisfare la morale, come ai bei tempi. Solo che Wilder è più sottile, più ambiguo, e non si sa mai se questa morale soddisfatta è quella vera (che si fa un baffo della morale) o l’altra (quella dei suoi censori), di modo che egli è sempre mal compreso.

D’altra parte il sesso, da cui gli si rimprovera di essere ossessionato, ha nei suoi film un posto molto minore rispetto al suo vero tema prediletto: l’ambizione, l’ossessione del successo (o, più volgarmente, il desiderio del lucro), tratto comune di molti suoi personaggi. Il suo cinismo consiste nel dire che la maggior parte della gente farebbe qualsiasi cosa pur di arrivare; il che è l’esatta verità, anche se non è una buona cosa da dire.

In un’ipotetica scala di valori, è sempre impresa ardua poter stabilire chi sia stato il migliore tra i registi hollywoodiani della Golden Age. Sicuramente Billy Wilder è tra le massime figure espresse dalla cinematografia mondiale d’ogni tempo: un regista che nell’arco della carriera ha ricevuto più riconoscimenti artistici di chiunque altro, con ben 6 Oscar vinti. Sceneggiatore e regista, ha scritto e diretto opere spesso accompagnate da venature sarcastiche o, ancora, da vero e proprio cinismo, che riflettono alla perfezione i mali comuni radicati nella società.

Nel suo stile emerge il senso pratico del racconto; non si affida semplicemente al filo narrativo della storia e, soprattutto, non ripete mai ciò che il pubblico ha già visto. L’esposizione è sempre in funzione del realismo e la visuale è allargata alla suggestione delle scene, al loro intreccio, all’adattamento del dialogo, al travestitismo o sdoppiamento dei personaggi (tema ricorrente in molti suoi film), a simboli espressi o sottointesi, a invenzioni registiche non create ad arte ma dettate dal momento. Nel corso della carriera ha stretto ottimi sodalizi con Ray Milland, Fred MacMurray, Erich von Stroheim, William Holden, Audrey Hepburn, Marlene Dietrich, Marilyn Monroe, Jack Lemmon, Tony Curtis e Walter Matthau.

Un elenco dei suoi film (come sceneggiatore e come regista) comprende quasi tutti quelli che sono considerati i classici del cinema americano: Ninotchka (che gli valse la prima nomination all’Oscar), La fiamma del peccato (noir collocato nell’epoca attraversata dal secondo conflitto mondiale, quindi dalla crisi e dalla rincorsa al denaro facile), Viale del tramonto (altro capolavoro del cinema nero), Asso nella manica (inquietante denuncia al sistema giornalistico che non bada a mezze misure pur di raggiungere lo scoop), Sabrina (il film che consacra definitivamente Audrey Hepburn come star indiscussa), Quando la moglie è in vacanza (interpretato da Marilyn Monroe, Wilder vi descrive satiricamente l’invasamento erotico dell’americano comune e la corsa al consumismo degli anni 50), A qualcuno piace caldo (numero uno della commedia cinematografica americana, dove, in una girandola di sketch, situazioni vertiginose e parodistiche, che viaggiano di pari passo tra sesso, travestitismi, omosessualità e morte, emerge la migliore interpretazione della Monroe e la frase finale pronunciata nel finale da Jack Lemmon “Nessuno è perfetto!” ha fatto epoca), L’appartamento (film che vinse 5 Oscar; commedia amara ricca di gag, costruita sul tema della solitudine), Irma la dolce (ancora sul tema del travestitismo), Che cosa è successo tra mio padre e tua madre? (con breve apparizione esilarante di Pippo Franco, quando ancora faceva il comico e non il buffone), Prima pagina (con gli stessi temi di Asso nella manica), La vita privata di Sherlock Holmes (dove identifica il celebre investigatore in una sorta di cocainomane). Chiude ogni attività nel 1981 con il burlesco e opaco Buddy, Buddy.

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Written by matemauro

29-06-2009 a 23:06

Pubblicato su cinema, wilder billy

8 Risposte

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  1. Billy mi ha fatto sognare,non mi ha fatto mancare nulla, passione e risate, dramma e divertimento, ma mi sono forse risparmiata qualcosa con Buddy Buddy? Conoscendo Billy non direi!

    tamango

    30-06-2009 at 09:18

  2. ottima resoconto della sua vita e delle sue opere, bravo Mauro….

    (è vero, misogino all’inverosimile…)

    Francesco071966

    30-06-2009 at 11:51

  3. Se ti dicessi che ogni tanto e nemmeno poi così raramente appena posso me ne riguardo qualcuno dei suoi capolavori?

    bacio 🙂

    aironedistelle

    30-06-2009 at 13:37

  4. Grazie per la biografia dell’ottimo talentuoso.
    lo nominai nella tua passata “indagine”.
    baci.

    xdanisx

    30-06-2009 at 18:21

  5. Fu all’Università che vidi per la prima volta in un cinema “Viale del tramonto”..un film epocale, poi dopo quel finale, uno dei finali più incredibili della storia del cinema ci ripensai a lungo a quel capolavoro..

    corradovecchi

    01-07-2009 at 19:22

  6. Una perfetta cuspide Gemelli-Cancro

    FlavioRoma

    01-07-2009 at 21:59

  7. Che regista… che spettacolo!

    Pralina

    02-07-2009 at 09:29

  8. Adoro Billy Wilder, grazie per avercelo ricordato!

    Bruno

    Bierreuno

    03-07-2009 at 12:48


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