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Le fontane di Roma – 2 – Fontana Carlotta

with 18 comments

fontana carlotta

La fontana Carlotta

A Roma c’è ’r quartiere Garbatella,
’na zzona der ventennio, popolare[1];
er zenzo[2] de quer nome secolare
vviene, po’ darzi[3], da “garbata ostella”.

Lì c’era ’na locanda la cui ostessa
(“hostella”[4], diceveno i romani)
risollevava tutti i cispadani[5]
da le fatiche de “le sette chiese”[6].

Quella cannella[7], d’estate e d’inverno,
detta "Carlotta" da la ggente córta[8],
l’usaveno l’amanti de ’na vorta[9]
pe’ dasse er pegno de ’n amore eterno[10].

E oggi? Li ggiovani vanno a mette[11]
a ponte Mirvio[12] lucchetti e manette…
Ve posso di’ come la penzo io?

Si ppur venisse ggiù domineddio
preferirei affogamme co’ Carlotta
che famme ’ncatena’ da ’a polizziotta[13]…

[1] Il quartiere fu fondato, negli anni venti del secolo scorso, sui colli che dominano la basilica di san Paolo fuori le mura. È suddiviso in lotti, occupati da costruzioni che circondano cortili e giardini che, soprattutto in passato, erano punti di ritrovo per la popolazione: lavatoi e stenditoi, botteghe e cantine, panche e muretti. L’assetto architettonico della zona è un compromesso tra l’estetica e la pratica: le abitazioni sono collocate, almeno nel nucleo storico, in villini o palazzine di tre piani al massimo, con grande cura per i dettagli e per la diversificazione degli stili.
[2] Il senso.
[3] Può darsi.
[4] Hostella era il latino volgare per ostessa, appunto.
[5] Stranieri, forestieri.
[6] Poco distante dall’incrocio sul quale sorge la fontana di cui parlo ha inizio la “via delle sette chiese”, percorsa dai pellegrini per scontare i peccati. Le sette chiese erano: le quattro basiliche patriarcali (san Giovanni in Laterano, san Pietro in Vaticano, san Paolo fuori le mura e santa Maria maggiore) più san Lorenzo fuori le mura, santa Croce in Gerusalemme e san Sebastiano fuori le mura. I pellegrini (o almeno quelli che ce la facevano…) dovevano compiere l’intero giro, 20 chilometri, in una giornata.
[7] A Roma si fa distinzione tra “fontana” che è quella monumentale, e “cannella” o “nasone” (per via della canna da cui esce l’acqua, che rassomiglia, appunto a un naso), spesso con una vasca più o meno grande di raccolta, che è quella dalla quale si può bere e che, una volta, era il sistema più usato per l’approvvigionamento idrico di casa e per dissetare gli animali.
[8] Colta, acculturata. La fontana, costruita negli anni trenta, simbolo della Garbatella e punto di incontro degli innamorati dell’anteguerra, è costituita da un grande vaso in graniglia di cemento, simile alla terracotta, dove un volto femminile, incorniciato da lunghi capelli, getta uno zampillo d’acqua nella vasca sottostante. Carlotta è proprio il nome della donna, fiera e indipendente, forse proprio l’ostessa di cui sopra, entrata ormai a far parte dell’immaginario popolare.
[9] La usavano gli amanti di un tempo.
[10] La fontana di Carlotta, o fontana degli innamorati, custodisce, forse, importanti segreti… Luogo ideale, in passato, per appartarsi; mèta, quindi, frequentata e assidua di giovani coppiette, perché si diceva che portasse fortuna dissetarvisi prima del bacio. Ancora oggi queste tradizioni si tramandano, anche se col passare del tempo si affievoliscono. In realtà il valore in sé della fontana è residuale. È arte povera, il volto fatto di terracotta. Eppure la sua fortuna risiede nella positiva nomèa di cui ha sempre goduto, e nel fatto di trovarsi all’interno dei lotti della Garbatella, nel cuore della città giardino.
[11] A mettere.
[12] Ponte Milvio, a monte del Tevere, è oggi famoso non più per la omonima battaglia tra Costantino e Massenzio, grazie alla quale il primo divenne imperatore unico dell’impero d’Occidente, quanto per il melenso romanzo di Federico Moccia Ho voglia di te, che ha scatenato appunto la barbara usanza di innamorati, amanti e fidanzati di inchiavardare manette e lucchetti con inciso il proprio nome sui lampioni che fanno luce al ponte e di gettare le chiavi nel fiume. Si noti che ben quattro lampioni sono crollati sotto il peso di tutta quella ferraglia e si è dovuto provvedere a restaurarli, con spese non indifferenti da parte del Comune.
[13] Piuttosto che farmi mettere le catene da una poliziotta.

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Written by matemauro

12-06-2009 a 21:48

Pubblicato su fontane di roma, poesia, roma

18 Risposte

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  1. Bella, sembra un rap… e mentre sto per scriverti questo, senza loggarmi, prova a dire cosa trovo come “parola di autenticazione”? Proprio rap :)))

    Sulla trasgressione stilistica… mah, forse il fatto che in questa poesia c’è una quartina in più rispetto ai sonetti ordinari?
    In realtà sono note diverse varianti che “prolungano” questo genere di componimento e la tua mi sembra carina 😉

    Buonanotte e a presto, Ma’ 🙂

    Bruno

    utente anonimo

    12-06-2009 at 22:04

  2. ahò, m’hai toccato ‘a Garba! 🙂

    abbraccione
    c.

    h2no3

    12-06-2009 at 22:49

  3. eh sì c’è una quartina in più (ed anche il verso 13 non mi pare endecasillabo)
    ‘notte 🙂

    musicamauro

    12-06-2009 at 23:10


  4. Stamose zitti, và! Acqua in bocca, me riccomanno!

    tamango

    12-06-2009 at 23:29

  5. 🙂 siete pronti a vedere i nostri brutti musi il 20?

    Pralina

    13-06-2009 at 01:23


  6. E come disse Flò: SGARGARAZZONI!
    il 22 maggio, il 20 giugno…mi sa che qui andate all’ingrasso!

    tamango

    13-06-2009 at 08:13

  7. Ciao Mauro!, pensa che babbo Dante, in una delle sue veglie ci raccontò di questa Garbatella che lui diceva essere incantevole. Abitò per diversi mesi sulla Criconvallazione vicina (Ostiense forse?) comunque dice che attraversava un paio di stradine ed era alla Garbatella.
    Come sempre abbiamo problemi coi commenti che non partono ma oggi rimediamo col pc di Bobby, l’unico serio in questa casa (il pc intendo).
    Buon W.End

    esserinoebalena

    13-06-2009 at 11:42

  8. cio vissuto a 100 metri per dieci anni quando ero piccolo ma la piazzetta non era cosi è stata rifatta qualche tempo fa i miei giochi intorno a carlotta erano selvaggi tra il verde lucertole ed affini

    chefmarco

    13-06-2009 at 13:43

  9. E poi Carlotta come nome per una fontana è decisamente bello!
    Il tutto musicale al punto giusto!!!

    buona domenica!

    mircomirco

    13-06-2009 at 17:33

  10. Sabato prossimo andrò e vedere questa fontane…promesso^_^
    Buon w.e.

    Erika2

    13-06-2009 at 17:52

  11. ma lo sai che non sapevo che si chiamasse così, aohhh ma sei proprio istrutto. I lucchetti siiiii, ho amici, abita da quelle parti e quindi ci vado ogni tanto. buona notte ciao ciao

    penny46

    14-06-2009 at 00:31

  12. ..è sempre un piacere viaggiare per Roma con te…ti bbraccio
    teresa
    grazie dei tuoi passaggi

    lateresa

    14-06-2009 at 09:16

  13. Carina e ben documentata.
    I regazzini coi lucchetti… sò proprio pè l’amore libbero!
    Ciao, maurè.

    xdanisx

    14-06-2009 at 22:36

  14. Fammi sognare!
    Non puoi neppure immaginare quanto ami Roma…
    … e chissà che trovi un nido in Trastevere…
    Presto mio figlio verrà al conservatorio di Sta. Cecilia, per me l’occasione per scrivere di quei vicoli, di quei profumi, di quei ciottoli usurati dai passi del Tempo…
    Serenità :-)claudine

    claudine2007

    14-06-2009 at 23:42

  15. non posso non pensare che la garbatella è il quartiere dei cesaroni…

    Francesco071966

    15-06-2009 at 06:59

  16. passo talvolta il lunedì alla garbatella ma il clima è molto peggiorato. non credo fosse così prima ma adesso è un ambientaccio, dove abbiamo assistito a risse e inseguimenti 😦

    pablodepablis

    15-06-2009 at 15:54

  17. Mauro, questa non è più poesia, ma lezione integrata di metrica, storia e ambiente e arredo urbano.
    Insomma, da Università della terza età …
    Pablo, quello che hai visto era una scena dei Cesaroni …

    SPOT: di fronte al cinema Palladium ha aperto un’enoteca di amici, l’enoteca 13 gradi.

    FlavioRoma

    15-06-2009 at 22:45

  18. flà, quella è un altro tipo di violenza, non meno pericolosa.

    pablodepablis

    16-06-2009 at 10:23


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