matemauro

Di matematica ma non soltanto…

25 anni fa

with 22 comments

“…oltre un certo limite materiale le cose materiali non contano poi gran che; e allora la vita si concentra nei suoi aspetti culturali e morali. Noi vogliamo che la nostra vita sia una vita completa, multilaterale, ricca e piena, una vita nella quale l’uomo esprima tutti i suoi valori reali. È questo che dà un senso alla vita, che dà valore a un popolo.”
(Discorso all’assemblea degli operai comunisti, Milano 30 gennaio 1977)

“I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. […] Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le «operazioni» che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.
[…]
Molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più.
[…]
Noi comunisti abbiamo sessant’anni di storia alle spalle e abbiamo dimostrato di perseguirle e di farle sul serio. In galera con gli operai ci siamo stati noi; sui monti con i partigiani ci siamo stati noi; nelle borgate con i disoccupati ci siamo stati noi; con le donne, con il proletariato emarginato, con i giovani ci siamo stati noi; alla direzione di certi comuni, di certe regioni, amministrate con onestà, ci siamo stati noi.
[…]
Noi pensiamo che il tipo di sviluppo economico e sociale capitalistico sia causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparità sociali, di enormi sprechi di ricchezza. Non vogliamo seguire i modelli di socialismo che si sono finora realizzati, rifiutiamo una rigida e centralizzata pianificazione dell’economia, pensiamo che il mercato possa mantenere una funzione essenziale, che l’iniziativa individuale sia insostituibile, che l’impresa privata abbia un suo spazio e conservi un suo ruolo importante. Ma siamo convinti che tutte queste realtà […] non funzionano più, e che quindi si possa e si debba discutere in qual modo superare il capitalismo inteso come meccanismo, come sistema, giacché esso, oggi, sta creando masse crescenti di disoccupati, di emarginati, di sfruttati. Sta qui, al fondo, la causa non solo dell’attuale crisi economica, ma di fenomeni di barbarie, del diffondersi della droga, del rifiuto del lavoro, della sfiducia, della noia, della disperazione.

(Intervista a E. Scalfari, Repubblica, 28 luglio 1981)

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Written by matemauro

10-06-2009 a 22:19

Pubblicato su berlinguer

22 Risposte

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  1. :-))
    baci.
    Anna.

    Angelesey

    10-06-2009 at 21:33

  2. Mi chiedi come mai abbiamo avuto la stessa idea! Mahhhhh….. una mera coincidenza???????

    passatorcortese

    10-06-2009 at 21:35

  3. io sono tra coloro che 25 anni fa pianse il giorno dei funerali di Berlinguer, benchè allora, diciottenne, io fossi come si diceva “a sinistra del PCI”. Già, la questione morale, la diversità, tanto sbeffeggiati nei congressi del PSI guidati da quel maiale di Craxi. Quelle parole oggi rappresentano un’opzione morale più che politica, dal momento che (ahimè) io sono convinto che le persone siano meno etiche di quanto si possa ritenere, ed è questo poi alla fine che ha reso il comunismo una ideologia non praticabile.
    Ma nella sinistra di oggi ci vorrebbe qualcuno che fosse anche la metà di Berlinguer…..

    Francesco071966

    10-06-2009 at 21:52

  4. e a rendere omaggio a Berlinguer oggi è andato Fini.
    D’Alema è troppo occupato a pensare in che modo sfasciare definitivamente il pd.

    “…è questo che dà un senso alla vita, che dà valore a un popolo”.
    già, ma i presupposti non ci sono più,
    e nemmeno persone come Berlinguer.

    fiorirosa

    11-06-2009 at 00:12

  5. Ma sai che mio figlio si chiama Enrico… 🙂

    Pralina

    11-06-2009 at 00:32

  6. Ho avviato il video e le immagini eloquenti di quel giorno sono apparse come una provocazione ai miei occhi che avevano dimenticato ma l’emozione ne ha lavato l’onta…
    Leggendo il post, caro Mauro, si sono accavallati ricordi e speranze ormai affievolite. Mai più, mai più si tornerà ad avere quegli ideali così puri, la delusione ha preso il sopravvento e l’unica cosa che mi viene da dire per consolarti, per consolarci, è pensare ache sia come quando finisce un amore. Un amore non sarà mai uguale a quello che lo ha preceduto, del nuovo, se lo ami, lo ami incondizionatamente, e non vorrai e non dovrai mai paragonarlo ad altri già provati.Si deve andare avanti, è così la vita, anche quella politica e… socio-culturale( rifacendomi anch’io al tuo post precedente).
    Viglio raccontarti un episodio di Berlinguer per lasciarti la bocca dolce.
    Un giorno disse al suo autista di prendere il pallone che teneva sempre nel bagagliaio, appassionato di calcio era “normale ” tenerne uno sempre a portata di mano. Da lì a poco si creò una piccola folla di giocatori, lui si arrotolò i pantaloni e si unì alla improvvisata squadra, non sapeva che da lì sarebbe passato Moro; no, non si unì pure lui ma dal gesto che fece picchiandosi con il dito sulla tempia…
    Bacioni a te.
    Ciao Enrico!

    tamango

    11-06-2009 at 09:09

  7. Temo che se ne sia perso lo stampo…

    Athenaromana

    11-06-2009 at 11:13

  8. Quanto ci manca un politico come lui…

    donburo

    11-06-2009 at 11:59

  9. bella testa enrico e bel cuore.
    caratteristiche che mancano a quasi tutti i dirigenti della sinistra, soprattutto l’ultima.

    pablodepablis

    11-06-2009 at 15:32

  10. ciao sai anche io ho messo un video di ricordo a Berlinguer, che uomo, grande è dir poco, ma chi c’è oggi? bohhhhhhh. ciao un abbraccio

    penny46

    11-06-2009 at 15:43

  11. Basta leggere queste parole per capire come sono cambiati i tempi, non è solo un QUESTIONE DI SINISTRA E DESTRA, oggi la società si è involgarita. Prevale un individualismo che disprezza le regole, è egemone l’ideologia del successo senza merito e talento. L’ideologia delle trasmissioni come il “Grande Fratello” e “Uomini e donne” è oggi vincente. Le ragazzine di provincia sono convinte che con la bellezza e l’amicizia giusta si può diventare “soubrette” o “deputate” come se fosse la stessa cosa. Il clima culturale è questo, occorre fare politica sapendo che questa è anche una battaglia culturale. Il clima politico e culturale lo creiamo tutti.

    leorotundo54

    11-06-2009 at 15:45

  12. La cosa incredibile è che Enrico Berlinguer manca anche a chi, come me, nel 1984 non era nemmeno nato 😦

    Skeight

    11-06-2009 at 16:11

  13. Un saluto al volo :))

    Grizabella1

    11-06-2009 at 19:07

  14. Un’intellegenza e una sensibilità politica come la sua… siamo sicuri che dopo 25 anni sarebbe stato ancora “comunista” alla Ferrero, Diliberto er Rizzo?
    Io credo di no… proprio non ci credo

    mircomirco

    11-06-2009 at 19:37

  15. ConBellinguerra è morto anche il partito

    katia1408

    11-06-2009 at 21:34

  16. Ciao Mauro,
    i mici e Dante hanno lasciato a me l’incarico del ricordo di Enrico. Grazie per quanto hai scritto e citato anche Te. Seguo il tuo blog e mi complimento per l’inesauribile capacità di trattare disparati argomenti
    Un caro saluto
    Dino Ciampi

    esserinoebalena

    12-06-2009 at 07:59

  17. @mircomirco
    lui sarebbe ancora comunista, gli altri tre … semplici funzionari.

    musicamauro

    12-06-2009 at 13:02

  18. romanticaperla

    12-06-2009 at 20:59

  19. Beato lui che se ne è andato …

    FlavioRoma

    15-06-2009 at 22:45

  20. Tutto vero! Solo che io ero segretario di una piccola sezione di Milano….saluti veri!

    SaR

    16-06-2009 at 13:31

  21. Grande Enrico, quanto ci sarebbe voluto al giorno d’oggi ma probabilmente lo avrebbero ammazzato prima. Le sue parole hanno precorso i tempi e non sono servite quale ammonimento per legenerazioni future ed i risultati si vedono. Figure di questa portata non ce ne sono più per questo un avventuriero si è fatto strada nel mondo della politica da un giorno all’altro. Abbraccione triste, caro Mauro.

    ozne

    16-06-2009 at 14:11

  22. Grandissimo leader, non ho altre parole..oltre una vera emozione

    corradovecchi

    16-06-2009 at 20:26


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