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Valcorvina in Abruzzo – parte 5ª

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diafisi

Capitolo 5°

Seduti intorno a quello che pare un tavolo da campeggio, sotto una delle migliaia di tende innalzate dalla Protezione civile, Valcorvina, Alberghetti, Vacchetta e la new entry del gruppo, la dottoressa Boniveri, fanno il punto delle indagini riguardanti lo scheletro ritrovato sotto le macerie di una palazzina a L’Aquila.

– Allora, Giorgio, cosa abbiamo scoperto per quanto riguarda i proprietari presenti e passati della palazzina? – Comincia a chiedere il commissario all’agente Vacchetta, promosso sul campo collaboratore di questa speciale unità investigativa.

– Prima di tutto ho interrogato il proprietario attuale, Melizzi Gianfranco. Vive, o forse sarebbe più corretto dire che ci viveva… lì con la famiglia: moglie e due figli grandi. Lui e la moglie al piano terra, i figli al piano superiore. Ha dichiarato di non sapere nulla dello scheletro. Dalle indagini dei Vigili del fuoco sembra che lo scheletro fosse “sotto” l’edificio, probabilmente nascosto tra le fondamenta. Ho cercato di sapere quando fosse stata iniziata la costruzione, ma nessuno ha saputo darmi una risposta; tenete conto che molti degli abitanti della zona circostante sono sparsi per le tendopoli e parecchi sono addirittura sulla costa, negli alberghi e nei campeggi. Ritrovarli tutti sarà cosa lunga. Inoltre, non ci possiamo appoggiare nemmeno all’ufficio del Catasto, perché è crollato anche quello…

–  Male… dunque da quel punto di vista non sappiamo praticamente nulla.

– Esattamente. Comunque ho qui il rapporto dei Vigili del fuoco, poi possiamo leggerlo tutti insieme, per vedere se vi vengono in mente altre domande da rivolgere a loro.

– Lo faremo. Ma come facciamo a chiederci chi fosse il proprietario della palazzina al tempo della morte di questo scheletro che abbiamo ritrovato, se non sappiamo quando è morto? Scusate – fa Valcorvina dopo un attimo –; è ovvio che la domanda è retorica, ma abbiamo qui qualcuno che spero possa fornirci la risposta… – e si volta verso la Boniveri, che gli siede accanto.

– Hmm… diciamo che la tua domanda è lecita ed è mio compito cercare di rispondere. Allora, cominciamo con lo stato in cui è stato ritrovato il corpo… lo scheletro, per meglio dire. La prima cosa che ho fatto è stata quella di ricomporre al meglio le ossa che mi sono state fornite dai Vigili del fuoco. Hanno fatto un ottimo lavoro, setacciando l’intero cumulo di macerie per cercare di ritrovare ogni minimo osso. In effetti lo scheletro è praticamente intero, mancano soltanto poche falangi e qualche dente, ma quello potrebbe essere mancante per ragioni, diciamo così, “naturali”…

– Nel senso che forse il tizio ne mancava proprio? – Interviene finalmente anche Mimì Alberghetti.

– Potrebbe essere così, in effetti; questo ve lo saprò dire soltanto dopo aver chiesto il parere di uno stomatologo. Lui, esaminando  mascella e mandibola, potrebbe darci la risposta. Comunque, una volta ricomposto, per quanto possibile, lo scheletro, ho cercato innanzitutto di stabilirne l’età, il sesso e ogni altro elemento che potesse fornire elementi utili all’identificazione.

– Risultati? – Fa, non potendosi trattenere, Valcorvina.

– Luca, calma. – Risponde lei, facendo un gesto con la mano come a trattenerlo. – Noi non abbiamo mai lavorato insieme, quindi non mi conosci. Così come io, nel mio lavoro, non salto immediatamente alle conclusioni, così ti prego di farmi seguire il filo dei ragionamenti e delle analisi che ho fatto. Vedrai che con questo mio sistema capirete anche voi meglio le conclusioni alle quali sono arrivata.

– Eh, commissario, non è la stessa cosa che dici spesso anche a me? – Interviene ironicamente Vacchetta.

– Va bene, va bene… – sbotta Valcorvina. – Avete deciso di mettermi in mezzo, eh? Prosegui, Carla, e scusa…

– Allora, una volta avuto di fronte a me lo scheletro intero, o quasi, ho eseguito tutta una serie di misurazioni, in particolare quelle delle ossa lunghe: femore, tibia e omero. Da queste misure ho tratto la conclusione che il soggetto doveva essere di sesso maschile. Per maggiore sicurezza, ho esaminato anche le ossa del cranio: tutte le misure indicano in maniera assoluta un maschio. E dunque questo è assodato.

– Bene, almeno un punto fermo. – Interviene Valcorvina. – E quanto all’età?

– Per stimare l’età, ho esaminato l’articolazione tra l’osso occipitale e lo sfenoide alla base del cranio, che risulta fusa di recente; il che sta a significare che il ragazzo aveva superato la fase dell’adolescenza. Poi sono passata a esaminare le ossa lunghe; queste continuano a svilupparsi nel senso della lunghezza fino a che le loro epifisi, le parti laterali, si riuniscono alla diafisi, cioè al corpo principale. Fortunatamente per gli antropologi, ciascuna coppia di epifisi ha un tempo di sviluppo diverso. Osservando lo stato di sviluppo del braccio, della gamba e della clavicola, direi che il ragazzo ritrovato sotto le macerie è morto quando aveva tra i diciotto e i vent’anni. Anche qui, comunque, gradirei il parere di uno stomatologo, per l’esame dei denti.

– Beh, vedremo cosa si può fare, Carla. Ora rimane la domanda più importante: esattamente, quando è morto, quel ragazzo?

– Ecco, qui sta il busillis… il problema non è affatto di facile soluzione e la risposta, per ora, non ve la posso dare. Le ossa sono asciutte, disarticolate e del tutto prive di odore e di tessuti molli. Ho rilevato la presenza di chiazze, e la presenza parziale di terra nei seni craniali e nelle cavità midollari. Volete la stima più plausibile? Più di un anno e meno di un millennio. Mi spiace, ma per ora più precisa di così non posso essere…

– Dunque la questione è irrisolvibile?

– Con i miei mezzi sì. Potremmo cercare di chiedere aiuto a un mio amico che all’Università di Torino si occupa di datazione con il carbonio 14…

– Ah sì, ne ho sentito parlare –ribatte Valcorvina –, ma pensavo funzionasse soltanto con i reperti di migliaia di anni fa…

– No, funziona in ogni caso, quando si ha a disposizione materiale organico, cioè che contenga carbonio. Volendo, oggi stesso posso chiamarlo e mettermici d’accordo. Si tratterà di inviargli qualche campione di osso, non più di pochi grammi…

– Certamente, dobbiamo assolutamente sapere quand’è morto, se vogliamo almeno iniziarla, quest’indagine!
E i quattro si alzano dal tavolo. Mentre Alberghetti e Vacchetta si allontanano verso la tenda della mensa, visto che è oramai ora di pranzo, Valcorvina e la Boniveri si trattengono nella stessa tenda, continuando a parlare dell’esame del carbonio 14.

Carla, improvvisamente, si avvicina al commissario, il viso rivolto verso il suo, e Valcorvina, come attratto da una calamita, si china su di lei. Nei secondi senza tempo che seguono, Valcorvina non spinge mai le mani più in basso della vita di lei, ma entrambi abbandonano lo spazio fisico della tenda, proprio come se venissero sollevati con due paia d’ali. Luca percepisce in Carla una sensualità dalle possibilità illimitate, forse retaggio delle sue discendenze orientali, come un uomo che guarda attraverso una porta aperta e ne vede una chiusa, eppure sa che dietro quella porta ce ne sarà un’altra, e un’altra ancora, una successione infinita di porte, ciascuna che racchiude il proprio mistero e ciascun mistero che si amalgama con un altro mistero, e sa che il cerchio più recondito è irraggiungibile, impenetrabile, ma lui non può fare a meno di provare a raggiungerlo e capirlo.

Dopo quei pochi secondi, si staccano, ansimanti come dopo un rapporto durato ore, il viso in fiamme. Carla osserva il commissario con uno sguardo penetrante, come a voler tirar fuori qualcosa dagli occhi di lui, poi si volta e fugge via dalla tenda, lasciando Luca inebetito.

(Continua)

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Written by matemauro

02-05-2009 a 19:57

Pubblicato su racconti

21 Risposte

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  1. …è triste questa ironica verità!
    Buona serata

    Erika2

    02-05-2009 at 20:09

  2. come vedi il mio post parla proprio dell’incomprensione nel cominicare scrivendo…pasienza^-^

    Erika2

    02-05-2009 at 20:37

  3. Mauro, vienmi a liberare da i’ nicche di’ Brunazzi!!!!!!!!

    dai!!!!!!!!

    phederpher

    02-05-2009 at 20:42

  4. …e son la Prali…

    phederpher

    02-05-2009 at 20:42

  5. Vuol dire GIUGGIOLE NACCHERATE…!!!
    :0)

    xdanisx

    02-05-2009 at 21:29

  6. a Mauroooo?
    Che gnente gnente, visto che è il tuo alterego( secondo me, eh?), te stai a filà l’antro pe sapenne “de più”?;-)
    Riccontila a n”antro!

    tamango

    03-05-2009 at 10:19

  7. a Mauroooo?
    Che gnente gnente, visto che è il tuo alterego( secondo me, eh?), te stai a filà l’antro pe sapenne “de più”?;-)
    Riccontila a n”antro!

    tamango

    03-05-2009 at 10:19

  8. una domenica speciale!
    baci 🙂

    aironedistelle

    03-05-2009 at 10:24

  9. una domenica speciale!
    baci 🙂

    aironedistelle

    03-05-2009 at 10:24

  10. Quello che ammiro in voi “giallisti” è la pasienza di andarvi a recuperare le informazioni tecniche… chimiche , fisiche…

    io dovrei farmi… le ossa

    Abbraccione DOMENICALE!

    mircomirco

    03-05-2009 at 10:28

  11. …..vorrei, ma non possoooooooo.
    ciao. buona fine domenica, nuvolosa e pallosa.

    penny46

    03-05-2009 at 15:45

  12. buon Primo Maggio in ritardo: ero fuori 😉

    h2no3

    03-05-2009 at 18:53

  13. non è venuta la foto: riproviamo !

    h2no3

    03-05-2009 at 18:55

  14. abbraccione di fine ponte…..:-)

    Francesco071966

    03-05-2009 at 21:21

  15. Buon giorno!

    🙂 vany

    romanticaperla

    04-05-2009 at 04:59

  16. Galeotto il terremoto! Redcats

    redcats

    04-05-2009 at 09:48

  17. ci diamo all’attualità? Buon lunedì

    Princy60

    04-05-2009 at 10:28


  18. At at at attenzione!
    Sta arrivando Giulia! Ta ta tà!

    tamango

    04-05-2009 at 12:00


  19. At at at attenzione!
    Sta arrivando Giulia! Ta ta tà!

    tamango

    04-05-2009 at 12:00

  20. Eh no… Giulia aspetta un bimbo e lui se la fa con l’italo-banzai…???

    donburo

    04-05-2009 at 12:31

  21. L’arte orientale ha sempre avuto il suo fascino. Ma la storia non andrà avanti e non ci sarà un seguito. O no?

    ozne

    04-05-2009 at 18:42


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