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Novella Parigini

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parigini 1

Novella Parigini (Chiusi, 29 aprile 1921 – Roma, 30 settembre 1993) è stata una pittrice italiana.

Il suo nome è legato agli anni dal ’50 al ’60 del secolo scorso, quelli della Dolce vita di cui fu uno dei simboli, eleggendo Roma, e in particolare Via Margutta, a palcoscenico delle sue vicende esistenziali ed artistiche. Si lanciò nel vortice della vita romana e ne pagò anche lo scotto, rimanendo coinvolta in alcune vicende giudiziarie.parigini 2

Aspetti caratterizzanti dei suoi quadri sono gli occhi e i corpi di gatto, e nelle figure femminili gli zigomi pronunciati, le labbra siliconate e i seni grandi, prototipo della donna-oggetto d’oggi, anticipando così quei processi di massificazione che solo qualche anno dopo sono stati riproposti da artisti pop come Andy Warhol.

Educata al culto della bellezza e dell’edonismo ereditati dall’aristocratica famiglia senese, la sua esperienza si mescola con l’esistenzialismo e il surrealismo francesi uniti a un femminismo ante litteram. Nell’immediato dopoguerra è a Parigi, dove frequenta con successo l’Accademia di belle arti e si inserisce negli ambienti intellettuali, passeggiando spregiudicatamente per le vie parigine con un abbigliamento "eretico" e divenendo protagonista della vita mondana.

Il suo esistenzialismo però si discosta da quello del suo amico Jean-Paul Sartre nel momento in cui questo assume dei connotati politici; per Novella Parigini essere esistenzialista significava essere liberi anche da ogni tendenza o legame politico oltre che sentimentale, la sua era una libertà che si muoveva soltanto verso l’emancipazione dall’autoritarismo di forme concettuali date come assolute che sovrastano il pensiero; è da tale consapevolezza che può scaturire quella libertà totale che si configura infine come scelta e responsabilità. Le sue trasgressioni, i suoi eccessi, erano un modo per sperimentare le nuove possibilità offerte dal pensiero libero e non un atteggiamento eversivo o rivoluzionarparigini 3io.

Alla domanda su cosa intendesse per Arte, rispondeva: «Un’esplicazione del pensiero, non del sentimento, del pensiero». Per quanto riguarda il surrealismo in Novella Parigini, esso assume caratteristiche differenti da quelle teorizzate da André Breton, non avendo nulla a che fare con l’inconscio e con l’onirico; era soltanto una forma espressiva per esplicare il pensiero liberamente; questa scelta è sicuramente influenzata dalla sua amicizia con Salvador Dalí, che fu anche suo maestro.

Dopo la sua morte sono state ritrovate alcune lettere di Gabriele D’Annunzio (tra cui una delle prime stesure della lirica La pioggia nel pineto) alla madre di Novella, Emilia, nelle quali è proprio il vate a dare il nome a Novella e a fornire le istruzioni del funzionamento di un talismano "infallibile" da lui regalatole.

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Written by matemauro

29-04-2009 a 15:15

Pubblicato su arte, parigini novella

16 Risposte

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  1. Per una donna essere artista, pittrice, significa abbracciare una dimensione che comprende la potenza “maschile” e la creatività femminile, è una sensazione di pienezza, una cosa persino un po’ transessuale perché l’atto della creazione (attivo) è sempre stato attribuito agli uomini… il percorso dell’arte per ogni donna è più difficile: non si tratta di creatività “minore” pure se magnifica (ricamo, uncinetto, stencil, decoupage, cucina, ecc.) ma di un gesto dirompente, di sfida, di narcisismo, che va ad affermare un IO integro e competitivo. Come diceva Germaine Greer, teorica del femminismo di qualche decennio fa, “Non può nascere un grande artista da un IO mutilato, lacerato e umiliato” è per questo e solo per questo che tante donne, schiacciate da complessi, annegate da impegni familiari, strozzate dai sensi di colpa e dalla responsabilità dei lavori di cura, non sono riuscite ad affermarsi in pittura. Quelle che l’hanno fatto, hanno dimostrato personalità eccezionali, fortissime, che hanno saputo “andare oltre” il loro sesso e sposare un sano “egoismo”. Grazie. Un caro saluto… :))) ora torno al cavalletto più felice… :)))

    Pralina

    29-04-2009 at 14:50

  2. insomma, mi sbatti in faccia la mia ignoranza (che poi di arte qualcosina penso di capirne)…. io questa pittrice non l’ho mai sentita nominare !

    Francesco071966

    29-04-2009 at 15:07

  3. Io non penso che il pensiero sia scevro di sentimento e siccome non voglio “filosofeggiare” alla spicciolata, dico che bene ha fatto a dipingere donnegatto!
    E ora indovina chi è questa gatta?

    tamango

    29-04-2009 at 15:27

  4. Pralina

    29-04-2009 at 15:55

  5. Molto interessante il profilo della Parigini, un’artista che ho sempre apprezzato.

    Grazie, Mauretto, per i tuoi post mai scontati.

    …a proposito a che punto sei con quello per il 14 maggio?

    Guarda a questo link:

    http://www.lascuolaconvoi.it/or4/39794.html

    Baci
    annarita:)

    nereide1

    29-04-2009 at 16:21

  6. io la conosco, i miei avevano un paio di suoi quadri di quelli neri! belli!

    Ricciele

    29-04-2009 at 19:10

  7. Baci**
    Anna..

    Angelesey

    29-04-2009 at 20:52

  8. l’ho incontrata più volte sotto casa sua, in via margutta, in occasione della mostra dei cento pittori.
    Seduta tra i suoi quadri, vestita da…artista, tra i suoi gatti veri e dipinti, sembrava appartenere all’arredo della strada.
    Da quando non c’è più via margutta ha perso un’attrattiva
    notevole.

    fiorirosa

    30-04-2009 at 00:44

  9. Non mi piace granchè questa pittrice.
    Il fatto che sia donna le cambia l’accentazione.
    un artista.
    un’artista.
    grazie, Mauro.

    xdanisx

    30-04-2009 at 00:49

  10. Mai sntita nominare…
    Sì, lo so sono un ignorantone

    Ri-abbraccio!

    mircomirco

    30-04-2009 at 04:49

  11. Bel profilo, grazie!

    😉

    Bruno

    Bierreuno

    30-04-2009 at 10:55

  12. ne sentij parlare ma non la conoscevo appieno, buona cosa questa c’ai phatto

    phederpher

    30-04-2009 at 13:17

  13. Quasi mia omonima di cognome questa pittrice. L’avevo sentita nominare e anche in casa mi sa che ho dei libri d’arte che parlano di lei, ma non avevo mai approfondito la conoscenza. Di sicuro è stata un personaggio artistico dirompente e mai banale. Abbraccione!

    hettori

    30-04-2009 at 17:35

  14. purtroppo non conosco l’artista…ma se dipinge gatti, mi documenterò….bacioni…
    ah, buon 1° maggio..

    lateresa

    30-04-2009 at 18:11

  15. tamango

    30-04-2009 at 18:12

  16. Come pittrice ha qualcosa che m’infastidisce…Forse è troppo “femminile”, la quintessenza di uno stereotipo e di una maniera che mi sembrano artefatti. leziosi. Come paradigma di un’epoca che va dai cinquanta ai sessanta invece la trovo esemplare.

    ofvalley

    02-05-2009 at 07:35


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