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Di matematica ma non soltanto…

Marie-Sophie Germain

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Germain

"Quando una persona di sesso femminile che, secondo il nostro giudizio e i nostri pregiudizi maschili, deve urtare in difficoltà infinitamente superiori a quelle che incontrano gli uomini per giungere a familiarizzarsi con le spinose ricerche della matematica, quando questa persona riesce, nonostante tutto, a sormontare simili ostacoli e a penetrare fino alle regioni più oscure della scienza, ella deve senza dubbio possedere un nobile coraggio, un talento assolutamente straordinario e un genio superiore".
(Carl Friedrich Gauss)

Marie-Sophie Germain (Parigi, 1º aprile 1776 – Parigi, 27 giugno 1831) è stata una matematica francese.

Come si sentirebbe un ragazzo se i genitori lo tenessero lontano dal sapere? Se gli togliessero la luce, i vestiti, persino il riscaldamento per impedirgli di leggere? Domanda che sembrerebbe insulsa, almeno ai nostri tempi, eppure, due secoli e mezzo fa, è quello che successe a un fanciullo di nome Antoine-August Le Blanc…

"Ohibò!" esclamerà qualcuno dei miei lettori "Ma il post non è dedicato a una certa Marie-Sophie Germain?" Ebbene sì, ma il fatto è che i due personaggi testé nominati sono… la stessa persona! E vediamo il come e il perché…

Sophie Germain nasce a Parigi nel 1776, lo stesso anno della rivoluzione americana contro il colonialismo britannico, in una ricca famiglia borghese parigina. A tredici anni, e cioè esattamente l’anno della presa della Bastiglia (ah! potenza delle coincidenze!) scopre nella biblioteca paterna un volume sulla vita di Archimede di Siracusa.

Ricordiamo brevemente la fine di Archimede: egli, intento a scrivere sulla sabbia in riva al mare della città le sue formule, viene sorpreso da uno sgherro delle milizie romane (che avevano appena conquistato Siracusa) che gli intima di seguirlo; Archimede, non dandosene per inteso, continua a disegnare; il soldato cancella lo scritto con il suo calzare; Archimede alza appena gli occhi mormorando "Noli tangĕre circulos meos" e il romano (ahimé romano, sì, ma magari era burino…), punto sull’onore per non essere considerato, lo trafigge con la sua daga. Fine della leggenda.

Questo fatto, di una persona talmente compresa in quello che sta facendo da non curarsi della propria morte, prende il cuore e la mente di Sophie, ed ella comincia a interessarsi di quella stessa materia di cui si occupava Archimede, saccheggiando la biblioteca di casa in cerca di testi di matematica. Purtroppo, però, la sua famiglia è di quelle nelle quali si crede che il lavoro di mente non è salutare, anzi è addirittura pericoloso, tanto più per una ragazza. I genitori iniziano col proibirle di studiare la matematica. Sophie non se ne dà per intesa, e legge di notte, quando tutti sono a letto. Il padre le ritira le lampade per impedirle di leggere e Sophie si munisce di candele. Il padre le ritira i vestiti e il carbone per la stufa e Sophie si avvolge in coperte.

La sua determinazione è tale che, alla fine, i genitori cedono e le concedono di studiare. Ma, per i primi anni, deve farlo da sola, dato che nella cerchia di conoscenze familiari non c’è nessuno che la possa aiutare. Nel 1794, a Parigi, sorge l’École Polytechnique (la ricordate, vero?, è la stessa scuola frequentata qualche anno dopo da Évariste Galois…). Sarebbe la scuola ideale per Sophie, allora diciottenne. Ma per legge le donne sono escluse dai corsi. La ragazza ricorre allora ad uno stratagemma: assume un’identità maschile facendosi passare per Antoine-Auguste Le Blanc, uno studente che risultava iscritto all’École, ma che aveva in realtà abbandonato gli studi. Per non farsi scoprire non può frequentare i corsi, ma riesce a ottenere le dispense su cui studiare e presenta le sue elaborazioni scritte ai docenti.

Lagrange, uno dei matematici più importanti dell’epoca, è colpito dall’improvviso salto di qualità dei lavori di Antoine-Auguste Le Blanc, uno studente che non aveva mai mostrato brillanti doti di matematico… Chiede con insistenza un incontro con lui, e Sophie, a malincuore, è costretta a rivelare la sua identità. Contrariamente a quanto teme la giovane, Lagrange, pur stupito nell’incontrare una ragazza, si complimenta con lei per il suo talento, e la invita a proseguire gli studi.

Qualche anno più tardi, Sophie deve di nuovo ricorrere al suo alter ego maschile, per iniziare una fitta corrispondenza scientifica con un altro mostro sacro della matematica, il tedesco Carl Friedrich Gauss. Nel 1806, quando le armate napoleoniche invadono la Prussia, Sophie, temendo che Gauss avrebbe potuto fare la fine di Archimede, si raccomanda a un generale amico di famiglia, Joseph-Marie Pernety, affinché al matematico venga in ogni caso salvata la vita. Il generale riferisce allo stesso Gauss che deve la sua salvezza a Sophie Germain, e Carl Friedrich rimane attonito, non conoscendo nessuno con quel nome! Nella lettera successiva, allora, la donna svela la vera identità di Antoine-Auguste Le Blanc. Si aspetta l’ira di Gauss per l’inganno, invece riceve, anche da lui, elogi per il suo talento e per il suo coraggio.

L’attività di Sophie si era diretta inizialmente verso la teoria dei numeri, in particolare sull’Ultimo teorema di Fermat e sui numeri primi. Poi, per partecipare a un concorso indetto dall’Accademia di Francia sulle vibrazioni delle superfici elastiche, sposta i suoi interessi alle equazioni differenziali. Alla scadenza dei due anni fissati è la sola a presentare un lavoro. La sua soluzione però, per quello spirito maschilista da cui, ahimé, neanche la scienza è talvolta esente, viene rifiutata. Il concorso è indetto una seconda volta nel 1813 e neppure allora il lavoro della candidata viene ritenuto soddisfacente, a causa di lacune secondarie nella dimostrazione. Solo nel 1815, al terzo tentativo, la perseveranza di Sophie è finalmente premiata, ottenendo il riconoscimento dovuto. Sophie si rifiuta, però, di partecipare alla cerimonia di premiazione, essendo convinta che i giudici non abbiano apprezzato pienamente il suo lavoro e che la comunità scientifica non le manifesti il rispetto dovuto. Infatti Poisson, il suo principale rivale sul tema dell’elasticità e anche giudice al concorso, le invia un formale e laconico ringraziamento per il suo lavoro, ma evita ogni seria discussione con la studiosa e continua a ignorarla in pubblico, come fanno, del resto, la gran parte dei matematici dell’epoca…

Si pensi che la Germain non è neanche citata nei 72 nomi di illustri scienziati fatti incidere nella struttura della Tour Eiffel, sebbene quella costruzione si sia potuta erigere grazie anche al suo contributo teorico.

Muore all’età di 55 anni per un tumore al seno, dopo due anni di sofferenze e pochi giorni prima di ricevere la laurea honoris causa dall’Università di Gottinga.

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Written by matemauro

02-04-2009 a 19:31

Pubblicato su germain, matematica

20 Risposte

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  1. Magnifico! Non posso non essere felice per la scelta del tuo post, con il quale hai dato sicuramente merito al genere femminile che a dispetto dell’uomo se vuole qualcosa la ottiene, anche a costo di sacrifici, anche a costo di cambiare identità, anche a costo di subire di…ma lasciamo stare, pure il cancro al seno, povera figlia!
    È a lei che dedico il mio pensiero …e omaggio con fiori il ricordo.

    tamango

    02-04-2009 at 19:06

  2. che donna, sono sincera ,non la conoscevo, che tenacia, beh, sicuramente le donne hanno una marcia in più, se era un uomo, sicuramente aveva abbandonato tutto, a quei tempi, pensare a un cognome da uomo, per studiare. fantastica. Però si sa è una donna allora, nessun plauso. Quando finirà il mondo di essere maschilista. Ancora oggi specialmente in medicina, le donne sono sempre viste, cosìììììì. Assurdo.. Però, non si deve demordere maiiii. un abbraccio penny

    penny46

    02-04-2009 at 19:13

  3. Ti ringrazio perchè fai conoscere figure importanti di cui i più non sanno! Redcats

    redcats

    02-04-2009 at 20:50

  4. anche se ultimamente ho poco tempo, è sempre un piacere leggere le tue biografie….

    Un abbraccio!!!

    T3rminator

    02-04-2009 at 21:27

  5. A Maurè, allora lo fai apposta a tentarmi!!!

    Anche questo post finisce sul mio blog di Matematica.

    Lo sai che il tuo Godel sono venuti dagli Stati Uniti a tradurselo con google translator?

    Passa, c’è un commento curioso di Gaetano che vale la pena leggere;)

    nereide1

    02-04-2009 at 22:13

  6. Vita dura per le donne! E peggio ancora se matematiche e/o scienziate (a cominciare da Ipazia…) :(((

    Leira

    02-04-2009 at 23:49

  7. Mauro grazie, una storia magnifica che non conoscevo. E adesso passo da Annarita per leggere il tuo post su Godel. Ciao, un saluto anche per la prof.

    ozne

    03-04-2009 at 00:33

  8. ohibò l’ho detto,
    non conoscevo la storia del personaggio e sono arrivata fino alla fine.
    Intelligenza superiore alla media non è prerogativa maschile.
    Lo sono di più i giudizi e i pregiudizi e per smentirli tocca smuovere le montagne, ahimè, ancora oggi.

    fiorirosa

    03-04-2009 at 00:42

  9. 🙂 vany

    romanticaperla

    03-04-2009 at 06:12

  10. questo è uno dei più bei racconti tu abbia riportato Mauro…. sembra una favola (non a lieto fine), invece è solo la normalità di quell’epoca…..

    Francesco071966

    03-04-2009 at 10:36

  11. tamango

    03-04-2009 at 10:44

  12. grazie per il post Mauro!
    “chi ha detto che la matematica è una scienza prettamente maschile?” e, direi, chi a detto almeno fino a pochi lustri fa, che tante altre materie fossero appannaggio maschile..
    certo i tempi non invitano a sviluppare i propri talenti (femminile e maschile), ma io spero che la situazione migliori e anche presto!
    Buona domenica 🙂

    giovanotta

    03-04-2009 at 11:43

  13. bè ma ancor oggi per le donne è un casino assai… interessante sta cosa, mo maa segno :))

    phederpher

    03-04-2009 at 12:31

  14. Un abbraccione al cocco, da una novella vacanziera!!! Ciao Mauro!!!! Quanto ti sono mancata?!!! 🙂

    Targhina

    03-04-2009 at 13:18

  15. Stupenda, intensa nota su questa donna di cui, in effetti, poche persone sanno.
    Chi mi ha fatto amare di più la matematica, devo dirlo, sono state soprattutto le donne, e la mia insegnante delle superiori mi consegnò le sue dispense proprio come viatico per l’università. Non l’ho mai più incontrata, la mia prof. Patrizia, e le sue dispense sono quindi tuttora nella mia libreria.
    Come dici tu, un abbraccione :)))

    Bruno

    utente anonimo

    03-04-2009 at 14:52

  16. Sembra impossibile che 178 anni fa ci fossero persone così grandi.
    Bravo Mauro che bella pagina informativa,ora che ho un pò di tempo ho potuto leggerla.Baci

    romanticaperla

    03-04-2009 at 20:12

  17. Che rabbia… grazie Mauro per avere scritto un post così bello e importante. Mi viene in mente la storia di Camille Claudel, pur con le dovute differenze.

    Pralina

    03-04-2009 at 20:22

  18. tamango

    04-04-2009 at 08:34

  19. Marie-Sophie Germain, Una Grande Matematica Dimenticata[..] Cari ragazzi e cari lettori, pubblico un post dopo vari giorni, durante i quali sono stata impegnata principalmente a fornire informazioni riguardo al sisma che ha colpito tragicamente il nostro Abruzzo. Riprendo con un bell’articolo del nostro amico [..]

    nereide1

    10-04-2009 at 23:07


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