matemauro

Di matematica ma non soltanto…

Roma sparita – il carbonaio

with 10 comments

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Er carbonaro

Lello cammina, co’ ’a schiena china,
du’ sporte[1] de carbone su ’e spalle
(fino a che ce la fa’ a trascinalle):
stràscica[2] li piedi pe’ ’a stradina.

Er viso affumicato, ’e mani nere,
è sceso ggiù da ’r monte de l’Antenne[3]
pe’ porta’, nimmanco fussero strenne[4],
du’ tocchi[5] d’antracite pe’ ’r bracere.

“Sortite[6], donne, ecco er carbonaro!”
È febbraio, a Roma nun c’è nneve,
l’inverno è corto come ’n mattutino[7];

de ’a ricchezza er carbonaro è ’gnaro[8],
ma lo sa bbene che ’a vita è bbreve,
e nun vo’ fini’ come Gasperino[9]!

[1] Sacchi
[2] Trascina
[3] Il monte Antenne, un colle alto poche decine di metri, nella zona Nord di Roma, era uno dei luoghi ove i carbonari bruciavano anaerobicamente il legno per farne carbone
[4] Per portare, neanche fossero strenne
[5] Due pezzi
[6] Uscite
[7] Il mattutino era, tra le funzioni canoniche, quella più breve, visto che i monaci dovevano poi affrettarsi al lavoro nei campi
[8] Ignaro
[9] Gasperino è il nome del carbonaio sosia del Marchese del Grillo, nell’omonimo film di Monicelli con Alberto Sordi, che rischia di fare una brutta fine, ghigliottinato al posto del nobile che per burla si è con lui scambiato di ruolo

[In testa: Ettore Roesler Franz (1845-1907), La piazza delle Azimelle nel Ghetto, acquerello su carta, 1881, Museo di Roma in Trastevere]

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Written by matemauro

22-03-2009 a 23:37

Pubblicato su poesia, roma

10 Risposte

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  1. Non c’era problema di inquinamento!!Redcats

    redcats

    23-03-2009 at 10:26

  2. Sto insegnando a phederpher a fare copia-incolla delle immagini… scusa eh… :)))

    phederpher

    23-03-2009 at 11:17

  3. Sono Pralina, nel corpo di phederpher.

    Ciao… ;)))

    phederpher

    23-03-2009 at 11:18

  4. Qui si tratta di fenomeni non alla portata di tutti! È da una vita che voglio entrare nel corpo di qualcuno ( solo per vedere che ha dentro)e sento che Pralina c’è riuscita così, d’emblee! 😉
    Bene bene!
    Comunque molto tenera è l’immagine di questo carbonaio quasi chino per il peso del carbone sulle spalle che appartiene veramente al passato.Gli ultimi carbonai che mi ricordo erano carbonai motorizzati, caricavano il carbone sulla moto ape e andavano per le strade a venderlo .Uno di questi faceva così, con le mani a mò di megafono: Carboniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!
    Per mezzora sentivi questa “i” prolungata che se non avevi fatto in tempo a sentire l’inizio ti saresti chiesto se quel suono era di una sirena o di un cavallo non toscano, che centra il toscano? Non vedi che non ha l’acca?

    Facciamoci la bocca dolce, sù!

    tamango

    23-03-2009 at 13:33

  5. ciao bello bello il dipinto. E’ proprio la Roma di una volta, dove per strada facevi tutto, chiacchere, lavori, non c’era sto’ casino.
    poi il carbonaro era una figura importante, ohh senza di lui se moriva de’ freddoooo. EHHHH E’ proprio una roma sparita. ciao ciao penny

    penny46

    23-03-2009 at 16:53

  6. bella ! mi hai fatto venire in mente il “monnezzaro”, l’uomo col sacco lurido che girava per condomìni a raccogliere la “monnezza” direttamente dai secchi (di latta) che le massaie lasciavano fuori dalla porta la sera prima… veniva spesso usato come spauracchio per i bambini che facevano i “cattivi” 🙂

    h2no3

    23-03-2009 at 17:06

  7. Ho chiamato un esorcista e finalmente phederpher è uscito dal mio corpo… :DDD però adesso mi manca moltissimo… :(((

    Grazie di cuore per i passaggi, sai che Andrea ha messo una delle tue immagini (Bloch) sulla schermata iniziale? … 🙂

    Pralina

    23-03-2009 at 19:32

  8. in effetti quando scrivi queste cose mi fai venire in mente Sordi….

    Francesco071966

    23-03-2009 at 22:15

  9. Bella la poesia e bello l’acquerello.
    Ciao maurè.

    ozne

    24-03-2009 at 01:06

  10. Ne ricordo uno, vagamente, dal cui sacco uscì un topastro…
    Bell’affresco, Mauro.
    s.

    xdanisx

    26-03-2009 at 00:04


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