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Di matematica ma non soltanto…

Buon compleanno, Picchiatello!

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Jerry Lewis (pseudonimo di Jerome Levitch) (Newark, 16 marzo 1926) è un attore, comico e regista statunitense, uno dei "mostri sacri" del grande schermo, il comico per eccellenza del cinema statunitense del dopoguerra.

Faccia di gomma, occhi strabici nascosti da lenti spesse, bocca in eterno movimento. Jerry Lewis è il volto del sorriso per antonomasia. Dotato di una mimica straordinaria, di un’espressività vincente e di una grande vis comica, diverte gli spettatori da oltre mezzo secolo. Da quando nel 1941, dopo essere stato cacciato dalla scuola a soli quindici anni, si butta a capofitto nello spettacolo. Mette a punto fin dall’inizio le sue qualità, studiando da mimo. Da lì a poco, si organizza ideando delle imitazioni su base musicale registrata. Debutta così nelle attrazioni delle sale cinematografiche della Paramount dove non resta a lungo inosservato.

Ma la svolta avviene, sempre per caso, nel 1946. Jerry lavora al Club 500 di Atlantic City. Stesso locale dove conosce un cantante che si autoproduce, un certo Dean Martin, di nove anni più grande. Per uno scherzo del destino che li vuole proprio insieme, i due si ritrovano contemporaneamente sulla scena per errore. Come nei copioni dei migliori film, così dal cielo nasce la coppia più divertente e più famosa degli Stati Uniti negli anni 40 e 50.

Quest’anno ha ricevuto un Oscar speciale per la sua attività umanitaria.

Dove vai sono guai (Who’s Minding the Store) è uno di quei film sempreverdi, che alcune emittenti televisive ripropongono spesso durante i pomeriggi di festa: un buon tappabuchi per farsi quattro risate. Il film è del 1963 e vede uno scatenato Jerry Lewis interpretare il ruolo di un folle accompagnatore di cani, perdutamente innamorato di una commessa di un negozio di abbigliamento. La ragazza è molto ricca, ma Lewis non lo immagina nemmeno lontanamente. Insomma, il classico e collaudato schema della commedia degli equivoci, cui va naturalmente aggiunta la follia creativa di Lewis: imprevedibile, spassosa, anche se a volte un po’ pesante.

Dove vai sono guai non è tanto destinato a essere ricordato per la trama, quanto per un’unica scena entrata nella storia del cinema. La famosissina gag della macchina da scrivere invisibile fu ideata da Lewis sulla base del brano The Typewriter for Orchestra scritto nel 1950 dal compositore Leroy Anderson. Utilizzata per molte colonne sonore radiofoniche, l’allegra e geniale composizione divenne un cult grazie all’interpretazione di Lewis… cui ogni blogger dovrebbe pensare quando tortura la propria tastiera per scrivere un pezzo.

Buona visione!

Il soprannome di Picchiatello gli venne dato dai distributori italiani dei suoi film, ecco perché il titolo del post…

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Written by matemauro

16-03-2009 a 19:11

Pubblicato su cinema, lewis jerry, umorismo

12 Risposte

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  1. Me lo ricordo bene e rammento anche la gag della macchina da scrivere. Ergo mi associo per gli auguri al grande Jerry. Ciao Mauretto.

    ozne

    16-03-2009 at 19:26

  2. Ma vale solo per chi batte in macchina?
    Nun fa er polemico!!!
    Grande Lewis!
    Ciao, Maurè.
    s.

    xdanisx

    16-03-2009 at 22:03

  3. per un momento pensavo che gli auguri fossero indirizzati a me….
    poi ho visto marzo eheheheheh
    baci dalla picchiatella

    aironedistelle

    16-03-2009 at 22:07

  4. ma è ancora vivo ? ma non è garvemente malato ?

    Francesco071966

    16-03-2009 at 22:44

  5. ciao, come dimenticarlo, ci ha fatto compagnia per una vita e ci ha fatto ridere da matti, mi ci rivedo, io la torturo tantissimo la tastiera, poveraccia, un giorno o l’altro mi fa una dimostrazione sindacale e si blocca. ahahahah. Allora auguroni al bravissimo Jerry ciao ciao penny

    penny46

    17-03-2009 at 00:07

  6. BUONGIORNOOOOOOOOOOOOO

    🙂 vany

    romanticaperla

    17-03-2009 at 08:37

  7. Quanti ne ho visti di suoi film da piccolino…

    donburo

    17-03-2009 at 12:56

  8. Buon compleanno e buon San Patrizio a todos!

    🙂

    Pralina

    17-03-2009 at 14:33

  9. tamango

    17-03-2009 at 17:23

  10. miticooooo jerry!

    Princy60

    17-03-2009 at 18:33

  11. Sembra davvero che abbia una macchina invisibile sotto le dita, e poi che sincronia con la musica: grande!

    Archimede63

    20-03-2009 at 11:27

  12. Adoro questo artista… sin da bambina mi ha fatto ridere a crepapelle.
    E non ha mai smesso di farlo.
    Cassandra

    utente anonimo

    21-03-2009 at 18:15


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