matemauro

Di matematica ma non soltanto…

Quer pasticciaccio brutto de via Labicana (ultima parte)

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portatileCapitolo VII

Palle, palle, palle…

Palle fosforescenti…

Palle fosforescenti rosa…

Rosa…

ROSA!

Rosa è anche il nome della professoressa Audisio, l’inquilina del terzo piano, proprio sotto l’appartamento dell’ingegnere…

Valcorvina rilegge per l’ennesima volta gli appunti che la riguardano: quarantenne,  insegnante di educazione fisica, allenatrice di pallavolo, ordinatissima, ma sola, forse troppo sola per una donna tanto bella e intelligente. Senza amicizie, tranne quella con l’ingegnere, con il quale giocava a tennis ogni venerdì. L’ingegnere che, a suo dire, aveva propensioni omosessuali…

“E se anche l’avesse ucciso lei, e avrebbe potuto farlo” pensa il commissario, “perché è una donna forte, robusta e allenata, come accidenti ha fatto a uscire dall’appartamento chiuso e sigillato del quarto piano, e soprattutto, quale sarebbe il movente?”

Improvvisamente… “Uscire? Salire, scendere, montare, smontare…” Un lampo!

– Vacchetta!

– Comandi, commissario! – risponde prontamente l’agente, dal corridoio dove sta chiacchierando con qualche collega.

– Portami un po’ dall’archivio i documenti che abbiamo preso in casa Di Donna, per favore, e anche quelli che abbiamo preso dal suo ufficio.

– Bene dottore, glieli porto subito.

Mentre attende i documenti, si accende una sigaretta, una delle pochissime che si concede, mentre riflette su un particolare che lo aveva colpito, sfogliando i documenti ritrovati in casa della vittima: una fattura per l’acquisto e il montaggio di un ascensore.

Se la cosa avesse riguardato l’azienda, perché quel documento si trovava tra le carte personali dell’ingegnere? E se si fosse fatto istallare un ascensore in casa – ma per andare dove, poi? – senza permessi comunali, in barba alla legge?

Quando Vacchetta torna con la documentazione, la scartabella accuratamente. “Eccola qui, una fattura di tre anni fa, per l’installazione di un ascensore… 5.000 euro IVA inclusa. Neanche tanto… e l’intestazione è ‘all’Ing, Mario Di Donna’, non all’azienda…”

– Torniamo a via Labicana, Vacchetta, c’è qualcosa che non mi convince…

Giunti nell’appartamento, ispezionano con cura l’abitazione, alla ricerca di un indizio che possa suggerire la soluzione dell’enigma. Valcorvina esamina accuratamente le pareti dell’ingresso, poi quelle del soggiorno, della cucina e della camera da letto, battendo su ogni muro per cercare eventuali porte nascoste o doppi fondi, ma niente, tutti i muri suonano pieni.

Mentre si aggira nell’appartamento, chiuso ormai da giorni, maleodorante di aria calda e stantia, la sua attenzione viene richiamata dalla domanda dell’agente, che gli fa:

– Commissario, va bene che il morto era ingegnere, ma che se ne faceva di tutti questi telecomandi?

– Cosa stai dicendo, Vacchetta?

– Ma sì, guardi qui dottore, erano tutti in questo scomparto della libreria; questo nero è per lo stereo – e accende lo stereo –, questo grigio per la televisione e il dvd – e accende pure quelli –, questo bianco per le tapparelle – e quelle si alzano a comando –, questo blu per le luci – e accende e spegne i faretti a parete –, questo rosso per il condizionatore – e vai pure con l’aria fredda –, ma questo rosa a che serve? E poi con un pulsante solo? – Chiede, premendo appunto quell’unico tasto.

Il commissario non fa in tempo a dire: “Fammi vedere”, che la libreria del soggiorno inizia silenziosamente a scorrere da una parte, lasciando in vista quella che sembra la porta di un ascensore. Sulla pulsantiera un unico tasto.

I due si guardano a bocca aperta, poi si precipitano a premere quell’unico bottone. Dopo pochi secondi, compare, silenziosamente, appunto un ascensore; i due vi entrano e notano un’altra pulsantiera, questa con due tasti: uno rosa sotto e uno azzurro sopra. Dopo aver premuto il pulsante rosa, si ritrovano, in men che non si dica, nel soggiorno della professoressa Rosa Audisio che, seduta sul divano, alla loro vista si alza, spaventata.

Guarda fissa quel telecomando rosa nelle mani di Valcorvina. Non prova neppure a negare.

– E così mi avete trovata… Lo confesso, l’ho ucciso io. Non mi amava più. È stato un grande amore, tutto nostro e nessuno ne sapeva niente. Ma l’amore era finito e lui voleva lasciarmi. Me l’ha detto così, semplicemente, alla fine di una cena per festeggiare il terzo anniversario dell’inizio del nostro amore.

Mentre qualche lacrima comincia a colarle dagli occhi, continua:

– Cioè, del mio amore, un amore immenso, ma non era lo stesso per lui… Pensi, commissario, festeggiare un anniversario e poi sentirmi dire basta, è finita. Anche le sue stramaledette palle da tennis non sarebbero più state rosa, colore che aveva scelto per me, ma gialle, perché si era innamorato della sua nuova segretaria, una ventenne cinese … Voleva addirittura andarsene in Cina! Finito di mangiare, ho riordinato e poi l’ho raggiunto in soggiorno. Stava parlando al telefono. Sottovoce. Con lei.

A questo punto scoppia in singhiozzi. Valcorvina le porge un fazzoletto e lei, dopo essersi un attimo ricomposta, continua:

– Non ci ho visto più, mi è sembrata una vigliaccata. Sono tornata in cucina, ho preso il coltello e gliel’ho piantato tra le scapole. Pensavo di essere stata attenta a non lasciare indizi, ho ripulito tutto l’appartamento, ho rimesso a posto il telefono, mi sono portata via il pc per non farvi leggere le e-mail che ci scambiavamo, ho tolto di mezzo i piatti e le stoviglie, ho anche inchiodato le assi per rendere la cosa più misteriosa, ma mi sono dimenticata del telecomando. Che scema…

Rosa Audisio si lascia arrestare senza opporre resistenza. Quella sera Valcorvina, rigirandosi nel letto, dopo aver raccontato la storia alla moglie, conclude dicendo:

– Vedi, Giulia, tu dici sempre che noi uomini non ci capiamo nulla di colori, ma stavolta sono stati i colori a incastrare l’Audisio…

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Written by matemauro

24-02-2009 a 16:07

Pubblicato su racconti, valcorvina

16 Risposte

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  1. Gnente gnente ti ho suggerito io l’apilogo?
    Pagami!!! Ma subbbito!!!

    tamango

    24-02-2009 at 16:18

  2. epilogo, naturalmente

    tamango

    24-02-2009 at 16:19

  3. Accipicchia, che fantasia, si che era lei ci ero arrivata, ma come non riuscivo a capire, avevo pensato all’intercapedine, ma a un ascensore mai, complimenti, allora ho fatto bene a darti il premio. Come diceva un film. Er meio tacco der Colosseo abbracci penny

    penny46

    24-02-2009 at 19:25

  4. sinceramente, pensavo che la tizia si fosse calata dalla finestra dopo il delitto (era atletica e allenata, poteva farlo), ma mi hai spiazzato con quel particolare delle finestre trovate chiuse dall’interno :-O !

    bravo, un finale “alla Maigret” — e non è poco !

    a quando il prossimo “giallo” ? 🙂

    h2no3

    24-02-2009 at 20:58


  5. nu ‘nt’allargà, però!

    tamango

    24-02-2009 at 23:19

  6. L’avevo detto che c’era un passaggio…..c’era da aspettarselo e i professori sono gente strana hahahahahahahahah!!! Ciao Mauro, se mi legge Annarita me mena, per fortuna che oramai me conosce.

    ozne

    25-02-2009 at 05:57


  7. Ghiannis Ritsos

    La mano libera

    Ti alzai sulle mie mani
    e spiccai il volo.

    perijulka

    25-02-2009 at 08:02

  8. E’ arrivato il libro. ora, alla prima occasione, mi devi lasciare una dedica con tanto di autografo. Ti abbraccio, Mauro.

    ozne

    25-02-2009 at 12:45

  9. All’ascensore non ci sarei mai arrivato… sei stato diabolico questo giro…

    donburo

    25-02-2009 at 13:39

  10. A quest’epilogo non ci sarei arrivato neanche con 2 cervelli. Ero del tutto fuori strada. Però mi viene da pensare…se con Rosa faceva le palline rosa e con la cinese le palline gialle, se si fosse messo con un’africana il progetto fosforescenza andava a farsi benedire:)? Un abbraccione Mauro!

    hettori

    25-02-2009 at 15:02


  11. Buona serata Mauro..
    un bacio**
    Anna..

    Angelesey

    25-02-2009 at 18:34

  12. Tutto ottimo, ma come si fa a installare un ascensore senza che la portiera si accorga di niente?Redcats

    redcats

    25-02-2009 at 19:58

  13. i colori sono conseguenza della luce…..

    Francesco071966

    26-02-2009 at 00:45

  14. 🙂
    vany

    romanticaperla

    26-02-2009 at 09:07

  15. Gulp! Non ci sarei mai arrivata!!!
    Ma che bravo sei….

    elenamaria

    26-02-2009 at 18:29

  16. E daiiiii!!!!!!!!
    Ma che bello!

    camuciolo

    03-03-2009 at 16:46


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