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I sette re di Roma (4ª parte)

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Tullo Ostilio

Er terzo è Tullo Ostilio, er re gueriero,
e, mentre c’era lui, l’Arbalongani
vorzero veni’ giù, armi e cimiero,
co’ l’intenzione de mena’ le mani.

“Brutti bojacci infami” strillò er re
“venite avanti, forza, e si volete,
famo ’no scontro a tre contro tre,
mannate giù li mejo che c’avete!

Noi manneremo ’n campo tre campioni
e doppo de ’sto scontro rusticano,
levateve da ’n mezzo a li cojoni!
Forza e coraggio, co’ l’armi ’n mano:

solo chi resta vivo, poi commannerà!”
“Vabbe’” fecero quelli facenno spallucce,
e se fecero avanti tre ggemelli
de la famija detta dei Curiazzi.

Tortori, mazze, serci a volontà
e tre spade de fero furono l’armi utilizzate.
Sacrificati ’n par d’abbacchi a testa,
pe’ li Romani scesero ’n campo li fratelli Orazzi,

che coreveno forte come razzi.
Incomincia così la gran battaja:
carci, cazzotti, mozzichi e serciate
e urla e parolacce e giù mazzate;

ma li Curiazzi, forti come tori scatenati,
puro feriti e ’n  poco sconocchiati,
fanno fora du’ Orazzi! (mor’ammazzati…)
“Marte, pènzece tu” fa er terzo Orazzio

“damme ’na mano a vince ’sta partita!”
“Fa’ finta de scappa’…” sente ’na voce.
Così s’annisconne dietro a ’na roccia
e quanno ariva er primo, più veloce,

sortisce fora e je taja la capoccia.
Pe’ l’artri dua più lenti so’ dolori,
ma co’ quattro botte secche li fa fori.
Sur campo de battaja c’è rimasto

’n Orazzio, vittorioso, solamente:
Roma ha vinto e commanna su la ggente!
Così, ner primo derbi che ce fue,
la Roma batté la Lazzio pe’ tre a due!

Er peggio destino toccò però
a Mezzio Fufezzio, re arbalongano:
pijorno li Romani du’ cavalli
lo legorno a loro e ppoi ggiù frustate…

E fu così che grazzie a Tullo
Roma se cominciò a ingrandi’:
doppo Arbalonga vennero Fidene e Veio;
li Romani prenneveno la rincorsa

pe’ conquistasse er monno intero.
Ma puro Tullo Ostilio s’envecchiava
e a li ddei troppo poco ce pensava.
’N aruspice je fece poi sape’

che Ggiove ce ll’aveva ’n po’ co’ lui,
che l’animali più nun je sacrificava;
Tullo prese quarche pollo da sbudella’,
ma quer diaccio, forze arbalongano,

co ’n furmine centrato in pieno petto
lo fece secco e bbona notte ar secchio!

Note:

Arbalongani abitanti di Alba Longa, rivale di Roma
vorzero vollero
commannerà comanderà
tortori bastoni
serci sassi
coreveno correvano
mozzichi morsi
serciate sassate
sconocchiati malridotti
mor’ammazzati che muoiano uccisi, classica interiezione romanesca
s’annisconne si nasconde
sortisce fora salta fuori
pijorno, legorno presero, legarono

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Written by matemauro

10-02-2009 a 23:34

Pubblicato su poesia, roma, storia

12 Risposte

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  1. “e bbona notte ar secchio” è proprio una chiusa da Belli! (comunque questo è un poemetto “gore e splatter” che mi ricorda certe sedute del parlamento qui da noi…
    🙂

    ofvalley

    10-02-2009 at 23:56

  2. Er primo derby so semo aggiudicato noi tanto pe fa capì come sarebbe annata in futuro. Ciao Mauretto.

    ozne

    11-02-2009 at 04:39

  3. La poesia è deliziosa, ma c’è un’ombra che mi tormenta….
    perché io sono laziale, mannaggia a te.
    🙂

    Delon

    11-02-2009 at 09:38

  4. Carine le note per i non rrromani come me.

    chichita

    11-02-2009 at 16:07


  5. ritornerò…

    tamango

    11-02-2009 at 19:33



  6. Un abbraccione**
    Anna..

    Angelesey

    11-02-2009 at 22:34

  7. Non è che si potrebbe,rintraccià giove, pe’ lancià, n ‘artro furminetto, potrebbe esse n’idea, che ne dichiiiiii. ciao notte pennny

    penny46

    11-02-2009 at 22:41

  8. Mi associo a Penny46.
    Vorrei tanto essere pacifica e pacifista,
    è difficile, molto difficile.
    🙂

    fiorirosa

    12-02-2009 at 00:30

  9. Mauro, come al solito, ci si ferma ad ammirare il dito anzi che la luna.

    Trovo i tuoi versi notevoli
    e perchè scrivere in dialetto non è facile e perchè spassosissimi pur nel rispetto della verità storica, almeno per quel che ne sappiamo.

    A me piacciono tanto e ti rinnovo i complimenti per la facilità e la spontaneità del tuo poetare,
    per la padronanza della lingua italiana, anche in vernacolo,
    sembra una contraddizione ma non lo è,
    e ancora per la musicalità,
    a quando le note?
    Un abbraccione:-)

    fiorirosa

    12-02-2009 at 00:48

  10. Sei formidabile!

    Bruno

    utente anonimo

    12-02-2009 at 10:57

  11. Quando a me scappa la risata vuol dire che mi sono divertita e non è cosa facile imparando anche la storia!
    Complimenti, come al solito!
    Un abbraccio.

    tamango

    12-02-2009 at 12:12

  12. un pò lungo, ma “forte”… acchiappante , come al solito!!
    complimenti…
    ciao Renata

    ontanoverde

    13-02-2009 at 20:05


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