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Di matematica ma non soltanto…

Quer pasticciaccio brutto de via Labicana (2ª parte)

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labicanaCapitolo II

All’arrivo sul pianerottolo, gli salta agli occhi immediatamente una porta semidistrutta. Sul campanello, il cartellino riporta “Mario Di Donna”. Dentro, nell’ingresso, un paio di vigili del fuoco, uno dei quali gli rivolge la parola:

– È lei il commissario Valcorvina?

– Sì, sono io. E lei?

– Sono il caposquadra Pezzini, ho fatto chiamare io la polizia. Venga. Sa già qualcosa?

– Soltanto che c’è un morto. – Gli risponde Valcorvina.

– Allora, le spiego. Siamo stati chiamati dalla portiera, che si stupiva non vedendo passare davanti alla guardiola il dottor Di Donna, proprietario dell’appartamento. Dice la portiera che…

– Aspetti, aspetti! La portiera la sentiremo noi. Lei mi dica la sua parte…

– Come vuole, commissario. Arrivati qui, abbiamo provato ogni sistema per aprire questa dannata porta, ma, a parte che è di quelle buone, vede? Mica come quelle sottilette che fanno oggi… – E mostra al commissario lo spessore di quella che sembra un portone di un palazzo o di una chiesa, più che una porta. – Abbiamo dovuto sfondarla con l’ascia, non c’era altra via. Una volta entrati, abbiamo capito: ecco, guardi: la porta, oltre a essere chiusa con due serrature e un catenaccio, era stata fissata con due assi incrociate e inchiodate sugli stipiti.

– Dunque chiusa dall’interno che meglio non si potrebbe… – sottolinea Valcorvina, osservando ciò che gli indica il vigile.

– Cazzo! Altroché…

– E dentro?

– Venga, venga, veda da solo…

E gli fa strada verso l’interno dell’appartamento. Sull’ingresso, abbastanza ampio, s’affacciano tre porte interne, tutte aperte: una che conduce verso il salotto, un’altra verso la stanza da letto e l’ultima in cucina. Valcorvina e il vigile del fuoco si fermano sulla soglia del soggiorno.

In un angolo, accanto a un tavolinetto porta-telefono, disteso bocconi per terra, un uomo. Morto, indubbiamente, visto il lungo manico del coltello che gli sbuca dalla schiena. Sul pavimento, un sottile rivolo di sangue che parte dalla ferita, scende lungo il fianco e macchia il pavimento di marmo bianco. Il colore del sangue è brunito, segno che l’uomo è morto da alcune ore, e l’emoglobina si è già ossidata.

Per l’aria, quell’odore particolare che Valcorvina si è ormai abituato ad associare alla morte. Nulla di definibile, se lo dovesse descrivere non saprebbe neppure da che parte iniziare; però rassomiglia a quell’odore descritto da Fenoglio, quello che si ottiene se si sfregano a lungo le dita di una mano sul dorso dell’altra. Ma forse erano cose da contadini, o di ragazzi cresciuti ancora poco per comportarsi da adulti, ma troppo per spaventarsi, chissà… Torna rapidamente al presente.

– Vedo. Voi, a parte la porta, non avete toccato altro, vero, Pezzini?

– No commissario, ci siamo affacciati in questa stanza perché sentivamo della musica – e in quel momento Valcorvina si accorge anche lui della musica che proviene da uno stereo nell’angolo opposto a quello dove giace il morto –, ma appena abbiamo visto… – e fa un cenno con la testa in direzione del cadavere – abbiamo chiamato immediatamente la nostra centrale per far intervenire voi. Poi siamo rimasti qui, di guardia nell’ingresso, perché nessun altro si avvicinasse, anche se, con questo caldo, mi sa che il palazzo è deserto.

– Bravo, Pezzini, bravo. Fra un po’ arriverà la scientifica e non vorrei che trovassero qualcosa di pasticciato. Allora facciamo così: ora voi potete anche andare via. Giù nell’androne c’è il collega Vacchetta, penserà lui a raccogliere la vostra deposizione. Io rimango qui in attesa dei colleghi.

Mentre attende la scientifica, Valcorvina si dà un’occhiata intorno, pur senza entrare nella stanza. Questo Di Donna doveva essere una persona facoltosa. Tutto l’arredamento parla di qualcuno che non bada certo a spese, dalla carta da parati fino ai quadri appesi al muro, che gli sembrano originali e non certo delle copie. Passa di nuovo nell’ingresso, dove si aprono tutte le altre stanze, e di qui nella camera da letto. Al centro, troneggia un baldacchino, di quelli all’antica, con le tende su tre lati per tenere lontane le mosche. Valcorvina si riconferma sempre più che il morto doveva essere ricco assai.

Passa all’esame della cucina: bella grande, come usava una volta, praticamente una stanza: un tavolo, che evidentemente serviva anche per mangiare, visto che in salotto non ce n’era. Un frigorifero, capiente. Sull’acquaio, a scolare, tutte stoviglie singole: una scodella, un piatto piano, un piattino, un bicchiere… “Persona ricca e sola” si dice Valcorvina, “l’obiettivo migliore per un furto o una rapina… Ma c’è il problema della porta…”

In quel momento, qualcuno lo chiama dall’ingresso:

– Valcorvina, ehi!, Valcorvina!

È il dottor Bianchetti, l’anatomopatologo, con la sua squadra di tecnici.

– Non è che mi hai pasticciato con le tracce, eh, commissario? Che è questo casino qui?

– Lucio, comincia a stare calmo. Questo casino, come dici tu, l’hanno fatto i vigili del fuoco per aprire la porta, non c’è stato altro sistema. Il morto è di là. – E indica il salotto.

– Va bene ragazzi, indossate le tute e cominciamo. Tu te ne puoi pure andare, commissario. Come al solito, aspetta il mio rapporto.

– Sì, ma non farmelo aspettare troppo. Ti chiamo oggi pomeriggio, così mi dai le prime risultanze. Ciao.

Per scendere, Valcorvina stavolta sceglie le scale, non gli va di ritentare la sorte con l’ascensore. Un rischio al giorno, è il massimo che si sente di concedere alla sua buona stella.

Nell’androne, ritrova Vacchetta che sta chiudendo il blocco per gli appunti, evidentemente ha finito di interrogare la portiera.

– Con la signora ho finito, commissario… I vigili se ne sono già andati, hanno detto che oggi pomeriggio ci spediranno via fax la loro relazione. Vuole interrogare ora la portiera?

– No, no, per oggi no, sono sicuro che hai fatto un buon lavoro. – E, rivolto alla portiera: – Domattina venga in centrale, signora Mastracci, per firmare il verbale di deposizione e rispondere eventualmente a qualche altra domanda. Ora ci sono su i colleghi della scientifica, poi verranno con il carro a portare via il morto. Che fra l’altro viveva solo, vero?

– E come no, sor commissa’, in dieci anni che sta qui, sempre solo soletto. Mai sposato, mai visto quarcheduno che je facesse visita, ’n lupo solitario, propio… A me m’ha sempre fatto specie, tutto sommato era ’n bell’omo, si avesse voluto, penzo che de donne ne poteva trova’ quante je ne pareva. Ma comunque, nun ze faccia strane idee, sor commissa’, manco ommini m’hanno mai chiesto de sali’ dda lui… Mica comme quarchedun’artro che abbita a ’sto palazzo… Bocca mia… – E fa il gesto di tapparsi la bocca con una mano.

– Ho capito, signora… va bene, allora arrivederci a domattina!

I due poliziotti risalgono in auto e tornano in ufficio.

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Written by matemauro

08-02-2009 a 21:59

Pubblicato su racconti, valcorvina

12 Risposte

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  1. L’indagine è partita ed ora vediamo come se la cava Valcorvina in attesa del rapporto del medico. Certo che la porta in quelle condizioni costituisce un vero mistero, ma staremo a vedere. ciao Maurè.

    ozne

    08-02-2009 at 23:18

  2. Difficile aprire quella porta!

    🙂 vany

    romanticaperla

    09-02-2009 at 08:48

  3. Oggi 9-2-09 dalle 9 alle 18 sit-in davanti al Senato in difesa della Costituzione.
    Domani 10-02-09 alle 18, manifestazione a pzza SS Apostoli in difesa della Costituzione
    Redcats

    redcats

    09-02-2009 at 09:56

  4. Sono un pò in arretrato con la lettura….ti lascio un sorriso per un buon inizio settimana 🙂

    shantylagatta

    09-02-2009 at 12:22

  5. Beh Via Labicana e Via Merulana sono contingenti! Pensa che per anni ho vissuto lì vicino! bella zona…delitti a parte! 😉

    Targhina

    09-02-2009 at 13:48

  6. ciao. E’ sempre più misterioso, ma non è che c’è un’ intercapedine nel muro che porta all ‘appartamento vicino ? vabbè, aspetto. un abbracccio penny

    penny46

    09-02-2009 at 14:49

  7. In pratica hanno dovuto aprirla come Jack Nicholson in Shining. Piuttosto singolare il fatto che pur essendo un uomo ricco e di piacevole aspetto non ricevesse nessuna visita e se lo dice una portiera romana penso che ci si possa fidare che è così ahahah:) Abbraccione!

    hettori

    09-02-2009 at 17:54

  8. Piacevole lettura,come sempre,quella di Valcorvina a cui consiglierei di non lamaentarsi troppo per gli ascensori che salgono letamente, sapes
    se quante scale hanno dovuto fare a piedi molti suoi colleghi prima di lui!!!

    tamango

    09-02-2009 at 19:26

  9. un saluto

    stefanomassa

    09-02-2009 at 21:29

  10. Seguo appassionata! Redcats

    redcats

    10-02-2009 at 20:02

  11. La portinaia sa qualche cosa di più… vedremo…

    donburo

    11-02-2009 at 13:00

  12. ciao c’è un premio per te da me ciao penny

    penny46

    16-02-2009 at 17:11


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