matemauro

Di matematica ma non soltanto…

I due fratelli

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C’erano una volta due fratelli; chiamiamoli, per semplicità, A e B. Un venerdì sera, A cominciò a picchiare di santa ragione B.

Le ragioni della rissa affondavano ormai in un passato di cui nessuno riusciva a ricordare l’inizio. Secondo alcuni, la lite era sorta per questioni di coabitazione: A e B abitavano nello stesso appartamento ma non riuscivano a vivere insieme in pace. Secondo altri, invece, il tutto era nato dal fatto che avevano idee diverse su chi fossero i loro progenitori. Per altri ancora, A si sentiva forte dall’aver subito angherie nel passato e ora semplicemente si rifaceva su qualcuno più debole di lui. Secondo un’altra scuola di pensiero, A e B erano convinti, ognuno per la sua parte, che l’appartamento in cui stavano fosse stato dato loro in eredità dagli dèi e che l’altro non potesse vantare alcun diritto… Fatto sta che per lunghissimi anni se n’erano dette di tutti i colori, qualche volta partiva un ceffone da una parte o dall’altra. Poi, quella sera, A cominciò a menare B, senza sosta.

Il giorno dopo B riusciva ancora a reagire, mollando ogni tanto uno schiaffone, ma la grandinata dei colpi di A non rallentava, il corpo di B era ormai un’unica tumefazione. Si riunì l’assemblea di condominio. Alcuni condòmini proposero di chiamare la polizia, ma l’amministratore, che di lì a poco avrebbe lasciato il posto a un altro, pare più gradito a quasi tutti, pose il veto. Qualcun altro suggerì di bussare alla porta e verificare la situazione, magari portando bende e cerotti. La maggioranza si oppose, facendo mettere a verbale: "Non è affar nostro quello che accade in casa d’altri".

Il terzo giorno B era semi-incosciente. Da piazza San Pietro, il papa lanciò un monito: "Fermate la violenza, il Santo Padre ne soffre". B sanguinava, quasi allo stremo delle forze. A aveva appena un rivolo rosso a sporcargli le maniche della tunica. Verso sera, A sembrava ormai stanco di accanirsi, ma non riusciva più a smettere, mentre con le forze residue B gli sputava in faccia. Un vicino c(i)eco – capo di un gruppo di condomini, ma malmesso quanto a capacità e autorità – passò davanti alla porta e sentenziò: "A ha ogni diritto di difendersi come meglio crede!".

Il Ministro degli esteri italiano emise un comunicato, dalla sua località di vacanze di Marilleva (ma forse ci sbagliamo, era un’altra località, fatto sta che ogni volta che c’è una crisi quel tizio si trova in vacanza e non riusciamo più a tenergli dietro…), deplorando ogni atto che superasse la soglia della reazione comprensibile, ed esprimendo solidarietà a chi doveva subire un eccesso del genere (riferendosi ai ceffoni e agli sputi che B riusciva ancora a mollare ad A).

Il lunedì B era morto.
Il martedì si svolsero i funerali e il ministro degli Esteri spostò le sue vacanze da Marilleva a Pieve di Cadore.
Il mercoledì B era ormai dimenticato da tutti, mentre il papa partiva per le isole Fiji, dove pare che tutti, da secoli, ne rivendicassero la presenza.

Photobucket

(Da un’idea di Gabriele Romagnoli su la Repubblica, per il contributo grafico ringrazio Stefano Disegni e M, allegato satirico a l’Unità)

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Written by matemauro

15-01-2009 a 21:33

Pubblicato su palestina

14 Risposte

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  1. E’ proprio vero allora il detto:
    “Chi muore giace e chi vive si da pace”.
    ahhhhhhh le tristezze della vita.
    Un grande abbraccio

    sogni colorati
    vany

    romanticaperla

    15-01-2009 at 22:22

  2. Bello, Mauro. Complimenti…
    Diciamo che i nostri “fratelli maggiori”, che una volta erano dei perfidi “deicidi”, insomma , B, ben appoggiato dal grande potere che nega aiuto a quel povero crist…insomma ad A, neanche un cerotto, sta combattendo con armi pesanti.
    Diciamolo che le liti di condominio finiscono spesso come la strage di Erba, ma qui non c’è neanche erba.
    Io non parlo di guerra, che prevede una certa reciprocità…E’ un massacro di tutti, perchè A ingloba anche H, che non mi pare colpevole , se non della “forza” della disperazione.
    Grazie per l’inserimento delle vignette.
    s.

    xdanisx

    15-01-2009 at 22:27

  3. Cinico o sottile humor nero? È più facile che un cammello entri nella cruna di un ago che un ricco nel regno dei cieli…
    Che c’entra? Non c’entra infatti, ma…continueremo ad ammazzarci ancora così? Chiedetemi come voglio morire e fate presto , prima che muoia senza movente per alcuno…Insomma, spero di essere stata chiara almeno io!!!

    tamango

    15-01-2009 at 23:21

  4. In sostanza A mena come un fabbro e B invece sputa…..e i condomini litigano ma non fanno nulla……mi sembra di averla già letta questa storiella da qualche parte.
    Buonanotte, Mauretto.

    ozne

    16-01-2009 at 00:35

  5. Sempre così, eh? Mai che si impari….

    ofvalley

    16-01-2009 at 00:56

  6. Già :(((

    Un abbraccio, Mauro 😉

    Bruno

    utente anonimo

    16-01-2009 at 08:46

  7. E’ per caso che sono entrata qui…una realtà crudele raccontata in maniera geniale.
    Ciao
    Ilaria

    camuciolo

    16-01-2009 at 10:44


  8. ;-))

    tamango

    16-01-2009 at 10:54

  9. era questo il brano che dicevi di aver intenzione di scrivere e lo hai scritto a mettà tra la metafora e il vero come in effetti sembrano comportarsi i fatti, in parte reali e radicati nella storia, in parte circondati da una coltre di assurdo che solo la metafora riesce ad avvicinare, la ragione ne rimane lontana. In un pezzo credo tu abbia scritto due volte B . Ti dico dove..

    Verso sera, B sembrava ormai stanco di accanirsi, ma non riusciva più a smettere, mentre con le forze residue B gli sputava in faccia.

    Forse il primo era A?
    Ciao Mauro, a presto

    MaraGi

    16-01-2009 at 14:33

  10. All’inizio me pareva de sta a legge “Er fattaccio” de Vicolo der Moro, versione italiana! 🙂 Ciao mitico!

    Targhina

    16-01-2009 at 15:22

  11. il genere umano non merita di sopravvivere a sé stesso !

    bravo Mauro !

    h2no3

    16-01-2009 at 15:45

  12. Quanto sangue su una striscia di ga(R)za …

    sottolanevepane

    16-01-2009 at 18:22

  13. Questo post sì che mi è piaciuto.
    Si fa a botte sempre per motivi che dimentichiamo al primo colpo nell’indifferenza e nella stupidità generale.
    E ci vuole sempre un’assemblea per chiamare la crocerossa o portare un cerotto!
    Bravo cugpref

    cugpref

    16-01-2009 at 22:34

  14. ciao Come è triste, pensare che a nessuno importa niente dell’altro e proprio chi dovrebbe fare qualcosa non fa niente, sembra quasi che attendono tutti un finale terribile, la sparizione del palazzo un abbraccio penny

    penny46

    20-01-2009 at 18:10


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