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Di matematica ma non soltanto…

Gregorio Ricci Curbastro

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Ricci-Curbastro

Gregorio Ricci Curbastro (Lugo, 12 gennaio 1853 – Bologna, 6 agosto 1925) è stato un matematico italiano.

Nasce da famiglia borghese benestante e rigidamente cattolica, tanto che quando nell’estate del 1857, due anni prima del Plebiscito che termina la dominazione dello Stato della Chiesa, Pio IX si reca in visita a Lugo, il papa trascorre l’unica notte in città nel palazzo Ricci Curbastro, in casa di Gregorio. Il padre Antonio, conosciuto ingegnere in tutta la provincia ravennate, e la madre hanno già in testa l’idea di come i loro figli avranno gli approcci agli studi. Sia Gregorio sia suo fratello Domenico ricevono, prima di entrare all’università, un’istruzione privata, attraverso istitutori che a domicilio li seguono in un percorso di insegnamento mirato e dettagliato.

Compie privatamente gli studi liceali a Lugo e si dimostra subito un allievo più che brillante, tanto da meritare a soli 16 anni, contro i 18 prescritti, l’iscrizione al corso filosofico-matematico della Sapienza di Roma. L’anno successivo lo colgono i fatti di Porta Pia del 1870. Le vicende politiche turbano il padre e Gregorio viene richiamato a Lugo. Ma la spinta al sapere è troppo urgente in lui e nel 1872 si iscrive all’Università di Bologna. Qui rimane un anno, poi viene ammesso alla Scuola Normale Superiore di Pisa dove incontra due maestri insigni, Enrico Betti e Ulisse Dini.

Nel 1875 Gregorio ottiene la laurea in Scienze Fisiche e Matematiche. Nel 1877, grazie a una borsa di studio, si reca in Germania presso la Technische Hochschule di Monaco di Baviera; lì conosce Felix Klein e Alexander von Brill e partecipa alle loro conferenze, conquistando le loro rispettive stime. Va detto che non è Klein il matematico "scatenante" gli studi di Ricci Curbastro, ma lo sono maggiormente Lipschitz, Christoffel e Riemann. Quest’ultimo dà l’input a Ricci Curbastro per un approfondito studio della geometria "riemanniana".

Tornato a Pisa, dopo un anno in Germania pieno di incontri  e influenze culturali, si mette subito al lavoro, dedicando gran parte dei suoi studi al "calcolo differenziale assoluto". Si rende subito conto dell’importanza che il suo lavoro può avere per la fisica matematica e soprattutto per le teorie dell’elasticità e del calore. Attira così l’attenzione di altri giovani matematici che si ritrovano con lui immediatamente in piena collaborazione; tra questi Tullio Levi Civita, che sarà poi il validissimo collaboratore di spiccate capacità, quello che svilupperà il calcolo tensoriale, la generalizzazione multidimensionale del calcolo vettoriale.

Sui muri della sua casa natale è affissa una targa commemorativa che recita:

"Diede alla scienza il calcolo differenziale assoluto, strumento indispensabile per la teoria della relatività generale, visione nuova dell’universo"

Il calcolo differenziale assoluto ebbe, in effetti, un ruolo determinante per sviluppare la teoria della relatività generale, come risulta da una lettera scritta da Albert Einstein alla nipote di Ricci Curbastro. Sono note le "scarse" capacità matematiche del genio di Ulm, tanto che in una lettera al matematico svizzero-ungherese Grossmann, suo amico e collega a Zurigo, Einstein scrisse: "Per favore, aiutami tu, senno’ divento pazzo!" Grossmann lo aiuta, portando alla sua attenzione l’esistenza del calcolo di Ricci. Einstein lo studia, ma non ne ricava un granché, tanto che approda nel 1914, a una prima versione della teoria della gravitazione, incompleta e contestata. Tra il 1914 e i primi mesi del ’15, Einstein intrattiene quindi un fitto carteggio scientifico con Tullio Levi-Civita, il quale, con rigorosi argomenti scientifici, gli illustra la potenza della teoria di Ricci Curbastro, gli contesta brillantemente i limiti della rappresentazione matematica della sua teoria e lo indirizza verso la soluzione del problema. È dunque grazie al calcolo tensoriale che la teoria della relatività generale riceve l’approvazione pressoché unanime del mondo scientifico.

Ricci-Curbastro ricevette molti onori per i suoi contributi, sebbene si possa dire che l’importanza del suo lavoro non fu compresa pienamente dall’ambiente matematico italiano all’epoca in cui la produsse, ma soltanto più tardi, soprattutto grazie all’applicazione dei suoi metodi da parte di Einstein.

Un’ultima considerazione su questo grande personaggio di cui pochi sanno, oltre noi "addetti ai lavori". Nel 1923, quando ormai Ricci Curbastro è una personalità nota nel mondo accademico e Einstein uno scienziato di cui tutto il mondo parla, il nostro legge sul quotidiano cattolico Il Popolo Veneto un articolo farneticante nel quale si tessono le lodi di un sedicente scienziato, tal prof. dott. Emilio Ungania, che, con motivazioni che stavano a metà tra la magia e la superstizione religiosa, contestava le tesi di Einstein. Quel che più colpisce Gregorio sono le motivazioni della contestazione delle teorie scientifiche di Einstein, motivazioni totalmente fondate su preconcetti di razza e di religione (non dimentichiamo che l’esplosione dell’antisemitismo nazista e fascista è alle porte), che portano l’articolista ad appoggiare decisamente le tesi anti-relativistiche di Ungania. Ricci Curbastro risponde con una lettera al giornale, misurata nei toni, tipici del gentiluomo di campagna quale egli era, ma durissima nei contenuti, che termina con una massima che non potrebbe essere oggi più attuale:

"Nelle vostre ricerche andate avanti senza preconcetti, siano pure quelli dettati dai vostri convincimenti religiosi, certi come dovete essere che dai risultati ultimi dei vostri studi questi non potranno mai essere contraddetti."

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Written by matemauro

13-01-2009 a 13:59

11 Risposte

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  1. Le figure di seicento grandi uomini di ogni epoca santi, filosofi e re, sono scolpite sulle pareti di marmo della chiesa di Riverside a New York; si ergono in rigida immobilità, sorvegliando spazio e tempo con fermo sguardo immortale. Un pannello inquadra i geni della scienza – quattordici – collegando attraverso i secoli Ippocrate, morto nel 370 a. C., ad Albert Einstein, morto nel 1955.

    È altrettanto interessante notare come, fra le migliaia di persone che ogni settimana ammirano la più spettacolosa chiesa protestante di Manhattan, probabilmente il 99 per cento sarebbe incapace di spiegare perché l’immagine di Einstein figuri in quel luogo. Vi si trova scolpita perché nella generazione passata, quando si discuteva il progetto della chiesa, Harry Emerson Fosdick scrisse ad un gruppo di eminenti scienziati americani domandando che gli fornissero un elenco di quattordici grandissimi uomini nella storia della scienza. I1 suffragio non fu unanime; la maggior parte degli elenchi segnalava Archimede, Euclide, Galileo, Newton. Ma tutti portavano scritto il nome di Albert Einstein. I1 lungo intervallo durato piu di quaranta anni – da quando fu pubblicata la teoria della relatività ristretta nel 1905 – fra la celebrità raggiunta da Einstein e la comprensione di essa da parte del pubblico, misura la lacuna nella cultura delle genti. Al giorno d’oggi la maggior parte di coloro che leggono i giornali sanno in modo molto vago che Einstein ha qualche relazione con la bomba atomica; al di là di questo, il suo nome è sinonimo di alcunché di astruso. Non c’è da meravigliarsi quindi se molti ancora immaginano Einstein come una specie di matematico surrealista, piuttosto che come lo scopritore di leggi cosmiche di grandissima importanza nella faticosa lotta dell’uomo per arrivare a comprendere la realtà fisica. Essi non sanno che la relatività, ben al di sopra del suo significato scientifico, comprende un grande sistema filosofico il quale continua ed illumina il pensiero dei grandi epistemologisti: Locke, Berkeley e Hume. Conseguentemente essi hanno una ben scarsa conoscenza del vasto, arcano e cosi misteriosamente armonioso universo in cui vivono.

    http://www.italysoft.com/curios/einstein/pag1.php
    e adessso bisogna anche aggiungere che tutto questo lo dobbiamo soprattutto a Gregorio Ricci Curbastro.Bene!
    S’impara sempre qui!

    tamango

    13-01-2009 at 17:36

  2. Non sono un addetto ai lavori, ma mi è capitato di incontrare questo grande matematico 🙂
    Sempre preziosi questi tuoi articoli, grande Mauro!

    Bruno

    utente anonimo

    13-01-2009 at 17:57

  3. cia mauro, passo per un saluto….

    lateresa

    13-01-2009 at 19:31

  4. non lo conoscevo, ci insegni sempre cose nuove!

    Un abbraccio ;-D!

    T3rminator

    13-01-2009 at 22:07

  5. ciao. si impara sempre qualcosa da te. sei un’enciclopedia vivente, peccato che la matematica non è il mio forte, notte felice ciao penny

    penny46

    14-01-2009 at 00:02

  6. Abito a sette km da Lugo e ho insegnato un anno nel glorioso Liceo Scientifico Ricci-Curbastro di Lugo, prima di passare alle medie.

    Un personaggio interessante ed un matematico geniale.

    Grazie di averlo ricordato.

    Baci
    annarita

    nereide1

    14-01-2009 at 17:05


  7. Bacioni..
    Anna..

    Angelesey

    14-01-2009 at 19:45

  8. non ti sembra, dalla foto, il ritratto di uno di quei socialisti di inizio ‘900 ?

    Francesco071966

    14-01-2009 at 22:44

  9. Mauro, sai che non sono un addetto ai lavori, ma ho letto tanto sulla teoria della relatività e conoscevo l’esistenza del calcolo tensoriale ma non sapevo fosse opera diu un italiano. Non potrò mai smettere di ringraziarti per queste chicche che ci proponi e che appassionano così tanto. Per un autodidatta come me è un piacere passare a leggere il tuo blog e quelli di Annarita, da matematicamente a scientificando e dove ogni volta trovo qualcosa che prima non sapevo. Ve ne sono grato.
    Ciao, tanto ci vediamo presto.
    Enzo
    n.b. sia ben chiaro, a me me piaciono ancora le donne e non vorrei che troppi complimenti …..
    hahahahahahahahahahah!!!

    ozne

    14-01-2009 at 22:57

  10. ehm … ed io che conoscevo solo l’ azienda vinicola con quel nome :-(((
    (boni i vini, però!)

    gattarandagia

    15-01-2009 at 16:47


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