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Di matematica ma non soltanto…

L’amante dell’avvocato (2ª parte)

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vaso

Capitolo III

L’indomani mattina il commissario è alla sua scrivania e sbuffa come una vaporiera dell’ottocento. L’attività che si trova davanti è una delle più pallose che conosca: la firma dei rapporti settimanali da inviare al questore. Il fido agente Messina gli è accanto, lesto a togliergli di sotto il documento appena firmato e a mettergliene davanti un altro.

– Messina, ma quanti ne mancano ancora? – Gli fa Valcorvina, con il fumo che gli esce dalle narici.

– Ancora quattro, commissario, poi, se dio vuole, fino alla prossima settimana non ce ne saranno più.

– E meno male! Bisogna che mi faccio fare un timbro con la mia firma, così finisce questa rottura!

– Lo sa che non è possibile, commissario; il questore se ne accorgerebbe… poi chi lo sente?

– Ma sì, sì, lo so pure io…

Squilla il telefono.

– Valcorvina.

– Ciao commissario, sono Demissi.

– Dimmi, Fabrizio.

– C’è una grossa novità. Sono venuti i Morissetti per i prelievi. Le impronte sparse per l’appartamento sono di lui.

– Sì, lo prevedevo; la sorella della morta aveva detto che lui era l’amante.

– Ma sono sue anche le impronte sul vaso utilizzato per ammazzarla…

– Ah! E per avere i risultati dell’esame del Dna?

– Lo sai, Luca, per quello toccherà aspettare una decina di giorni.

– Capito. L’avvocato è andato via?

– No, sono ancora qui, tutt’e due.

– Allora vagli a dire che si presenti da me. Lei, invece, dille che può tornarsene a casa.

Dopo aver firmato l’ultimo documento, con un sospiro di sollievo, il commissario congeda Messina e si appoggia pensoso allo schienale della poltrona. Non gli piace per niente, questa storia dell’avvocato coinvolto nell’omicidio. Già si immagina i titoloni dei giornali, il coinvolgimento dei politici, tutta una rottura di balle che eviterebbe volentieri, se potesse. E poi l’avvocato non gli pare il tipo… Bussano alla porta.

– Avanti!

– Buongiorno, commissario.

– Ah, Morissetti, venga, venga. Si accomodi.

L’avvocato si siede. Ha un atteggiamento tranquillo, non sa che mazzata gli sta per cadere in testa.

– Avvocato, quali erano i suoi rapporti con la defunta?

– Ma gliel’ho detto, commissario, era la mia segretaria…

– Sì, questo nel suo studio… e fuori?

– Non capisco…

– Avvocato, per favore… Non facciamo i bambini, la sorella di Simona ci ha detto che eravate amanti!

– Ah.

– Appunto, ah. Quindi, smettiamola di menare il can per l’aia. Oltretutto, l’appartamento è pieno delle sue impronte, dappertutto. Perfino sul vaso che è servito ad ammazzare la sua segretaria.

– Capisco. Certo, è ovvio che le mie impronte siano dappertutto, ma sul vaso no, mi sembra strano, non mi pare di averlo mai toccato. Serve che le dica che non sono stato io a uccidere Simona?

– Per servire potrebbe servire. Ma mi spieghi per bene quali erano i vostri rapporti.

– Ci amavamo, commissario, semplicemente. Stavo per comunicare a mia moglie che me ne sarei andato da casa. Sarei andato a vivere con Simona.

– Sua moglie sapeva del suo rapporto con la ragazza?

– No, non credo, almeno… io non le ho mai detto nulla, ma non è escluso… sa, le donne per certe cose hanno un sesto e un settimo senso…

– La sera dell’omicidio vi siete visti con Simona?

– No, commissario, anche su questo punto le ho detto la verità. Ero in casa a preparare il processo.

– Per ora accontentiamoci. Ma sappia che se dall’esame del Dna risultasse che è stato lei ad avere l’ultimo rapporto con la ragazza…

– Sono del tutto tranquillo, da quel punto di vista, commissario. Con Simona ci eravamo incontrati due giorni prima che morisse, poi io ho sempre avuto da fare con i preparativi per il processo.

– Va bene, vedremo. Naturalmente, lei non si deve allontanare dalla città, è chiaro?

– Certamente, non ne avevo alcuna intenzione. Domani poi sarò in corte d’Assise, quindi sono assolutamente reperibile.

– Arrivederci, avvocato.

– Arrivederci, commissario.

Capitolo IV

messaggero

26 APRILE 2007

Arrestato l’avvocato Morissetti

Inchiodato dalla prova del Dna
e smentito dal maggiordomo

La polizia ha arrestato ieri sera l’avvocato Morissetti per l’omicidio, avvenuto dieci giorni fa, di Simona Molesti, segretaria del suo studio legale. L’annuncio è stato dato nel corso di una conferenza stampa nella sede della questura. Secondo quanto dichiarato da un portavoce, innumerevoli sono gli indizi che hanno portato all’incriminazione del noto penalista. Dopo che l’esame del Dna aveva rivelato che l’avvocato aveva avuto un rapporto sessuale con la morta proprio la notte dell’omicidio, il commissario Valcorvina era stato incaricato di una perquisizione in casa e nello studio di Morissetti, pervenendo così al ritrovamento di vestiti insanguinati e, soprattutto, di una lettera della defunta, della quale è stata diffusa una fotocopia che riportiamo qui sotto. Il commissario ha detto che tutto concorre a far pensare che il motivo dell’omicidio sia da ricercare nel timore che la Molesti potesse rivelare alla moglie di Morissetti il rapporto adulterino. L’avvocato è stato tradotto nel locale carcere, dove attende la visita del magistrato per l’interrogatorio di garanzia. Questa la lettera della ragazza rinvenuta nel corso della perquisizione:

Giulio,
sono stanca di questa situazione. Non voglio più essere soltanto la tua amante. Hai promesso cento volte che avresti divorziato per sposarmi, ma non mi pare che tu abbia intenzione di farlo. Sai che ti amo, ma ho deciso di dire finalmente basta. Se non presenti la richiesta di separazione entro una settimana, dirò tutto a tua moglie, e al diavole le conseguenze. Non puoi continuare a servirti di me come di una puttana che soddisfa le tue voglie. Questa non è una delle mie solite richieste, è un avvertimento. Stavolta faccio sul serio. Scegli una buona volta: o lei o me.

Simona

P. S. Dato che con te le parole volano, spero che leggendo questa lettera tu ti decida finalmente a riflettere seriamente sul futuro del nostro rapporto.

Valcorvina bussa alla porta del giudice Alberghetti.

– Avanti!

– Ciao Tiziano, hai visto i giornali?

– Certo che li ho visti. Finalmente un caso in cui figuriamo bene…

– Sarà…

– Senti Luca, lo so che tu non sei d’accordo, ma che altro potevamo fare? Ha ammesso di essere l’amante, non ha un alibi per la notte del delitto, sul vaso ci sono le sue impronte, sulla, ma farei meglio a dire nella, ragazza è stato rilevato il suo Dna, nella sua cantina abbiamo trovato i vestiti sporchi di sangue, la lettera dell’amante che lo minacciava di rivelare tutto alla moglie…

– Sarà… – ripete il commissario, ancora più scettico.

– Oh ma sei incontentabile! Si può sapere come altrimenti credi che possa essere andata?

– Non lo so, è questo che mi angoscia. Ascolta: Morissetti non è uno stupido, sei d’accordo?

– Certo.

– Ora, una persona intelligente, e avvocato penalista per di più, possibile che abbia lasciato dietro di sé tutte quelle tracce? Ci mancava soltanto un filmato girato con la sua videocamera che riprendesse tutte le fasi dell’omicidio. Mi pare tutto troppo facile, troppo chiaro…

– Sai come si dice? “Il momento del frescone viene per tutti”. Evidentemente è stato così anche per lui.

– Sarà… – ripete per l’ennesima volta -, ma io continuo a pensare che questa soluzione sia troppo semplicistica, è come se qualcuno ci avesse fornito la corda necessaria, e di una lunghezza perfino eccessiva, per impiccare Morissetti. Non mi è mai capitato di avere tanti indizi, e tutti concordanti in questa maniera, in un caso di omicidio. Lo ammetterai anche tu che è un po’ strano.

– Luca, se non ci fosse il fatto del Dna rinvenuto sai bene dove, se ne potrebbe anche discutere, ma sii obiettivo: quella traccia taglia la testa al toro. Quindi ti prego, per l’amicizia che ci lega, lascia perdere e preparati a testimoniare al processo.

– Per quello non c’è problema: non ho difficoltà a testimoniare ai processi, lo sai bene. Sono ancora capace di “separare i fatti dalle opinioni”, e i dubbi sulla colpevolezza di Morissetti sono una mia opinione.

E Valcorvina si congeda, ancora rimuginando tra sé e sé. Non gli piace, questa soluzione, non gli piace proprio. Morissetti non gli sembra tipo da uccidere una ragazza e seppure lo fosse, non è tipo da lasciarsi dietro tutte quelle tracce, nemmeno Pollicino… Ma non può farci nulla, per ora. Può soltanto continuare a indagare, mentre l’avvocato andrà a processo, è chiaro.

(2ª parte – Continua)

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Written by matemauro

08-01-2009 a 21:59

Pubblicato su racconti

10 Risposte

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  1. ciao,
    passo per un saluto
    ed augurare una dolce dormita
    🙂

    SatyaShade

    08-01-2009 at 22:13

  2. io lo so chi è stato, ma … non te lo dico ! 😛

    h2no3

    08-01-2009 at 22:16

  3. Ormai ero preso…in effetti come sostiene il commissario Valcorvina, sembra quasi che qualcuno voglia incastrare l’avvocato che difficilmente dall’alto della sua esperienza forense potrebbe commettere tanti errori lasciandosi dietro tante tracce. Da buon penalista conosce i crimini e quindi le modalità con le quali si realizzano e poi vengono scoperti. Ora come ora farei più la moglie che magari aveva scoperto la tresca e in un impeto di gelosia si è accanita contro la segretaria, lasciando poi cadere le colpe sul marito di cui è stata svelata la passione che lo legava a lei. Un abbraccione!

    hettori

    08-01-2009 at 22:16

  4. Ma allora non sono l’unico a scrivere i racconti a puntate!!!… a quando il IV?

    LeoFandango

    08-01-2009 at 23:15

  5. Mauro, ma tu giochi a poker?
    Caspita non fare così, sto soffrendo, voglio sapere TUTTO… non una paginetta al giorno….
    Avvincente: in casa valsecchi si scommette sull’assassino. Ahò non farmi perdere eh!?!?
    Baci

    aironedistelle

    08-01-2009 at 23:26

  6. Dai Mauro, l’assassino è l’avvocato penalista che sa benissimo che dio perdona ma Valcorvina no. Pertanto ha creato di proposito tutte quelle prove proprio per suscitare il dubbio e cavarsela in qualche modo ma sarà un dettaglio banale ed apparentemente trascurabile ad inchiodarlo alle sue responsabilità.
    Va bene non sarà così ma non dirmi che è stato il maggiordomo perchè sarebbe troppo banale hahahahah!!!
    Ciao, Maurè, credimi è un piacere passare a trovarti. Ciao, grazie.

    ozne

    09-01-2009 at 03:03

  7. Comincio a sospettare di una tresca diabolica moglie-maggiordomo. Lei la mente, lui il braccio…

    donburo

    09-01-2009 at 13:11

  8. Mi tieni sulla corda… bravo, Giulia

    giuba47

    09-01-2009 at 14:22

  9. ciao. nooooo l’avvocato è troppo scontato, mi sa che aveva un altro amante, o forse bohhhhh. aspettto con ansia. un abbraccio penny

    penny46

    09-01-2009 at 14:53

  10. Si, mi chiedo come le impronte dell’avvocato possano trovarsi ovunque e come il DNA sia lo stesso di chi ha consumato l’ultimo rapporto sessuale.
    Attendo gli sviluppi…la lunghezza del racconto, stavolta ti devo difendere, rende il racconto molto più convincente e piacevole da leggere.
    Un abbraccio, Maurè.
    d.

    xdanisx

    10-01-2009 at 03:49


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