matemauro

Di matematica ma non soltanto…

Il tenore

with 23 comments

don carlos

Le 10 di mattina, nello studio del maestro Vittorio Dessì, famoso tenore. Il maestro è intento ai suoi esercizi, dato che tra poche settimane dovrà esibirsi alla Scala, nella prima stagionale del Don Carlos, di Giuseppe Verdi.

Il maestro abita in una villa appena fuori le porte di Milano, in una zona che ancora è rimasta aperta campagna, sebbene a pochi chilometri sfreccino automobili sulle autostrade e sulle circonvallazioni.

A un tratto, si sente bussare alla porta.

– Avanti! – tuona la voce tenorile del maestro Dessì, interrompendo momentaneamente i vocalizzi.

– Maestro mi scusi, c’è il dottor Gravaglia al telefono… – gli fa il fidato maggiordomo Ambrogio, da oltre vent’anni al suo servizio.

– Va bene, arrivo.

Gravaglia è il segretario del tenore, anche lui alle sue dipendenze da parecchi anni, quasi un amico, ormai. Il maestro esce dallo studio, scende le scale e prende in mano la cornetta del telefono portagli dal maggiordomo.

– Pronto, Carlo? Che c’è?

– Ciao Vittorio. C’è che si stanno addensando nuvoloni neri all’orizzonte. Causa… tua moglie, come al solito!

Dessì è separato dalla moglie. Lei non gli ha mai perdonato le sue scappatelle con quasi tutte le cantanti con le quali ha duettato (in scena e fuori) in tanti anni di carriera. Alla fine hanno deciso di dividere le loro strade, ma la moglie non acconsente a un divorzio amichevole.

– Cos’è successo, ora?

– So da fonte certa che ha rilasciato un’intervista a quel giornale scandalistico che va per la maggiore. Praticamente mette in piazza tutti i tuoi tradimenti.

– Sai che novità… Ormai lo sa mezza Italia…

– Infatti. Se fosse soltanto per quello, non mi preoccuperei più di tanto. Ma la stessa fonte mi ha anche detto che lei ha intenzione di accennare alla tua gestione allegra dei conti esteri, di cifre con parecchi zeri occultate nei paradisi fiscali… E allora capisci bene che la cosa cambia aspetto, se il fisco ti si mette alle calcagna rischi grosso!

– Vero. Capisco. Questa ipotesi non l’avevo mai presa in considerazione.

– È decisamente il caso che tu le vada a parlare, che la convinca a tacere, a ritrattare, con ogni mezzo, Vittorio. Offrile magari una forte somma, potrebbe convincersi.

– Sì, direi anch’io che è il caso. Bene, Carlo, ti ringrazio di avermi avvertito. Vedrò di andarle a parlare il più presto possibile. Ciao.

E riattacca. Tornando pian piano nello studio, pensa a come risolvere il problema.

La sera. Dopo cena, alle 20.30, come al solito, Dessì si ritira nello studio per i suoi esercizi serali. Il maggiordomo sa che per almeno due ore il maestro non deve assolutamente essere disturbato, crollasse il mondo. Dessì si chiude a chiave nello studio, accende lo stereo e mette su un Cd contenente una vecchia registrazione con l’intera sua parte nel Don Carlos, come se dovesse provare l’opera per intero.

Indossa un soprabito e un paio di guanti che aveva nascosto in uno scrittoio. Apre la finestra. Lì accanto c’è una scala, che ha provveduto a piazzare nel pomeriggio. Scende rapidamente, attraversa il giardino, e silenziosamente apre il cancello, sgattaiolando nella strada. A qualche distanza lo attende un taxi, che ha provveduto a prenotare qualche ora prima. La moglie abita ancora nella casa che occupavano quando erano insieme. Ha ancora le chiavi, per fortuna.

Al tassista non dà l’indirizzo esatto, per non lasciare tracce, ma quello di una strada parallela a poche centinaia di metri. Il tragitto dura una ventina di minuti. Scende, paga e si avvia nella nebbia verso quella che è stata anche casa sua. Apre con le sue chiavi. Entra e chiama Teresa, ma nessuno risponde. Eppure le luci sono accese, segno che qualcuno c’è.

Si inoltra nell’appartamento, finché sente canticchiare dal bagno. Apre la porta. Una nuvola di vapori lo avvolge.

Come al solito, la moglie non fa la doccia, ma è nella vasca. Lo sapeva, era anche lei una maniaca degli orari. A quest’ora il bagno bollente è una sua tradizione.

– Vittorio!

– Buona sera Teresa. – Algido.

– Cosa ci fai qui? Esci immediatamente!

– Non prima di averti parlato.

– Parleremo dopo, anche se non credo che abbiamo nulla da dirci!

– E invece sì. Tu la devi piantare, di cercare di rovinarmi la vita.

– Io, rovinare la vita a te??? Saresti comico, se non fossi invece un gran figlio di puttana!

– Teresa, telefona al giornale al quale hai rilasciato l’intevista e ritira ciò che hai detto di me.

– Non se ne parla proprio. Non dico altro che la verità, perché dovrei ritrattare?

– Diciamo che se ritrattassi, avresti il tuo tornaconto.

– Mi stai offrendo dei soldi? Ridicolo! Sai benissimo che non ne voglio, soprattutto da te!

– Stai rifiutando la mia offerta?

– Ci puoi scommettere!

– E allora non mi lasci altra strada…

E, così dicendo, Dessì afferra un fon che si trova su una mensola, lo accende e lo getta nella vasca da bagno.

Immediatamente si volta, esce dal bagno, cercando di non porgere orecchio all’orripilante sfrigolio che ne esce, riapre la porta e si allontana a passo frettoloso.

Appena trova un cassonetto delle immondizie, vi getta i guanti. Dopo alcune centinaia di metri, vede la luce di un taxi libero. Fa cenno, sale e fornisce anche stavolta un indirizzo abbastanza lontano da quello della sua villa.

Sceso dal tassì, si avvia lentamente verso casa. Ma quando si trova a poca distanza, capisce che qualcosa non va. Le luci della villa sono tutte accese, davanti al cancello sono ferme una decina di macchine, alcune della polizia, con i lampeggianti accesi. Si chiede cosa possa essere successo, ma prima di tutto deve pensare rapidamente a un sistema per sgattaiolare in casa senza essere notato. Decide di scavalcare il muretto, che non è molto alto, e ringrazia di non aver mai pensato a installare un sistema di allarme. Dal giardino, pensa, sarà facile risalire mediante la scala nello studio. Uscirà da lì, stupito dalla presenza della polizia, come se avesse passato l’ultima ora a cantare e non avesse udito nulla.

Appena superato il muretto, però, un fascio di luce lo coglie in pieno volto.

– Fermo, polizia! – Una robusta voce di poliziotto.

Alza le braccia, atterrito.

– Commissario, commissario, venga presto! Ho trovato qualcuno… ma… ma… è lei, maestro!

Sopraggiunge il commissario.

– Maestro Dessì, ma è lei?

– Certo che sono io, chi potrebbe essere a quest’ora nel mio giardino? – Risponde, con una voce che si sforza di rendere sicura.

In quel momento sopraggiunge anche il maggiordomo.

– Maestro, maestro, ma cosa è successo?

– A me lo chiedi, Ambrogio? Mi pare che sia io a dover chiedere cosa succede… Che ci fa qui la polizia?

– Maestro, il fatto è che alle nove è mancata la luce in tutta la zona; dopo qualche minuto, non sentendola più cantare e non vedendola comparire, mi sono permesso di bussare alla porta dello studio. Nessuno ha risposto e mi sono preso paura che le fosse capitato qualche accidente. Così, insieme a Guido, l’uomo di fatica, abbiamo sfondato la porta e abbiamo scoperto che lei non era dentro, abbiamo visto una scala appoggiata alla finestra e abbiamo temuto un rapimento. Ecco perché c’è la polizia…

– Un black-out? – È la domanda che porge il maestro, il volto esangue.

– Sì – risponde il commissario. – Ma venga maestro, venga dentro; le dispiace se le faccio qualche domanda?

Annunci

Written by matemauro

07-12-2008 a 22:22

Pubblicato su il tenore, racconti

23 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. attendo con ansia il seguito!

    T3rminator

    07-12-2008 at 22:39

  2. ho saputo che il racconto è finito qui…. ho preso una tegola con il precedente commento! Comunque rimane un gran bel racconto…

    T3rminator

    07-12-2008 at 22:43

  3. Dopo i primi minuti di lettura ho pensato a Nicoletta…
    Ma mi chiedo , come mai si preoccupa del blackout? Se lui vedeva la moglie la luce c’era e ha portato a compimento il suo delitto.
    Lasciamo perdere…Un paio di minuti di vera suspance, come sempre bravo!

    tamango

    07-12-2008 at 23:04

  4. Dopo i primi minuti di lettura ho pensato a Nicoletta…
    Ma mi chiedo , come mai si preoccupa del blackout? Se lui vedeva la moglie la luce c’era e ha portato a compimento il suo delitto.
    Lasciamo perdere…Un paio di minuti di vera suspance, come sempre bravo!

    tamango

    07-12-2008 at 23:04

  5. Ma insomma speravo di trovare una storia completa.
    e l’hai fatta malandrino. sapevi che sapendola a puntate non l’avrei letta!!!!!!!
    Buonanotte.
    Me la pagherai.

    cugpref

    07-12-2008 at 23:14

  6. Ma allora è proprio vero che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Bel gialletto in unica puntata e stranamente il maggiordomo non è l’assassino. Sai Mauro, meglio delle polpette al sugo….forse hahahahahah!!
    Grazie prof., Enzo

    ozne

    07-12-2008 at 23:33

  7. Molto carino…
    a presto!

    Luckyna

    08-12-2008 at 00:14

  8. Un bel racconto, Mauro.
    Un movente, la storia e in poche azioni tutto si spiega.
    Ma le ex mogli sono pericolose…!
    un abbraccio.
    danis

    xdanisx

    08-12-2008 at 01:37

  9. Ah l’ENEL!
    Qui sì, e lì no …

    sottolanevepane

    08-12-2008 at 01:39

  10. Buon lunedì, se conosci qualcuno che vive a Messina o nei dintorni,e soprattutto a cacciatori che frequentano le campagne, ti prego, fagli leggere il mio ultimo post o mostragli questa foto che possa poi a sua volta mostrarla ad altri per darmi notizie di avvistamento del cucciolone. Grazie, Tamango.

    tamango

    08-12-2008 at 09:27

  11. Buon lunedì, se conosci qualcuno che vive a Messina o nei dintorni,e soprattutto a cacciatori che frequentano le campagne, ti prego, fagli leggere il mio ultimo post o mostragli questa foto che possa poi a sua volta mostrarla ad altri per darmi notizie di avvistamento del cucciolone. Grazie, Tamango.

    tamango

    08-12-2008 at 09:27

  12. Quando riuscirò a trovare il tempo per leggere i tuoi post???
    Mi manca poterlo fare…. ;-)))
    A presto,Mauro…tu continua..anche senza di me!!! ;-)))

    alice64

    08-12-2008 at 10:12

  13. ah, ah, ah, ah, ah…. gurgle…. sto ridendo!

    Princy60

    08-12-2008 at 12:18

  14. un nuovo racconto…io devo ancora stampare l’altro (salvato il pdf sul pc di casa, ma non ho la stampante….. credo che con me gli e-bokk non farano mai successo….)

    Francesco071966

    08-12-2008 at 16:07

  15. Ottimo lavoro! Mi ricorda quelle due paginette che in fondo ai gialli Mondadori ti sfornavano una suspence short story, talvolta migliore del Giallo che dava il titolo al volumetto.

    Esserino

    esserinoebalena

    08-12-2008 at 18:03

  16. Un abbraccio stretto..
    Anna.

    Angelesey

    08-12-2008 at 18:19

  17. Mmmmmmmh si prospetta un bel noir aspetto il seguito.Ben descritta la mia Milano…

    Angelesey

    08-12-2008 at 18:22

  18. acc…mi vuoi morta …un giallo a puntate noooooo

    lateresa

    08-12-2008 at 21:13

  19. Piaciuto un sacco sia a Laura che a me. Bellissimo, adoro i racconti sintetici e succosi. Complimenti.
    Se posso permettermi un consiglio: i gialli sono davvero il tuo best seller.
    Vorrei leggerne ancora: ne hai?
    un abbraccio
    roberto 🙂

    aironedistelle

    08-12-2008 at 21:32

  20. Mi dava l’impressione che ci fosse un seguito nn avevo fatto caso se ci fosse continua oppure no..
    Cmq carino e sintetico che sfiga però il maestro Dessì…
    Bacio e dolce notte**
    Anna..

    Angelesey

    08-12-2008 at 23:18

  21. Mi stuzzica assai 🙂

    Un abbraccio,

    Bruno

    Bierreuno

    09-12-2008 at 13:54

  22. ciao che mente fervida. Conciso ma di effetto, Meglio del fon, morte sicura e senza traccia magari il black-out è stato colpa sua. Bravo abbracci penny

    penny46

    09-12-2008 at 15:35

  23. Sto ridendo:) Visto che la moglie non dovrebbe essere finita fulminata, ora sì che ne avrà da raccontare al giornale.

    hettori

    09-12-2008 at 21:39


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: