matemauro

Di matematica ma non soltanto…

Noam Chomsky

with 18 comments

noam_chomsky

"Chi controlla il presente controlla il passato.
Chi controlla il passato, controlla
il futuro."
(George Orwell, 1984)

Avram Noam Chomsky (Filadelfia, 7 dicembre 1928) è uno scienziato, filosofo e teorico della comunicazione statunitense di origine russa. Professore emerito di linguistica al Massachusetts Institute of Technology è riconosciuto come il fondatore della grammatica generativo-trasformazionale, spesso indicata come il più rilevante contributo alla linguistica teorica del XX secolo.

La sua teoria della grammatica generativa si caratterizza per la ricerca delle strutture innate del linguaggio naturale, elemento distintivo dell’uomo come specie animale, superando la concezione della linguistica tradizionale incentrata sullo studio delle peculiarità dei linguaggi parlati. L’influenza del pensiero di Chomsky va ben al di là della stessa linguistica, fornendo interessanti e fecondi spunti di riflessione anche nell’ambito della filosofia, della psicologia, delle teorie evoluzionistiche, della neurologia e della scienza dell’informazione.

Nelle sue opere riguardanti la linguistica offre una descrizione formalizzata, di un livello e di una strutturazione quasi matematici, della grammatica e delle strutture sintattiche del nostro linguaggio.

La creatività viene considerata come una delle caratteristiche fondamentali del modo di usare il linguaggio: rispetto al numero limitato di parole e di regole esistenti, noi tendiamo a creare qualcosa di nuovo, non riducibile in maniera meccanica alle regole grammaticali, anche se da esse, in qualche modo, "generato". La grammatica quindi, "genera" enunciati, nel senso che sta alla loro base, ma non li produce in maniera meccanica una volta per tutte. Poiché la conoscenza di una lingua è capacità di produrre e comprendere un numero virtualmente infinito di frasi, cioè anche frasi nuove, mai prodotte o udite prima, di questo deve dar conto una grammatica.

A partire dagli anni 60, a causa della forte presa di posizione contro la guerra del Vietnam e al notevole impegno politico e sociale, Chomsky si è affermato anche come intellettuale anarchico e socialista libertario. La costante e acuta critica nei confronti della politica estera di diversi paesi e, in particolar modo, degli Stati Uniti, così come l’analisi del ruolo dei mass media nelle democrazie occidentali, lo hanno reso uno degli intellettuali più celebri e seguiti della sinistra radicale americana e mondiale.

Nel 1988 pubblica, insieme a Edward Herman, La fabbrica del consenso, dove i due autori svelano i meccanismi che sottostanno alla pubblicazione delle notizie nei grandi media e, in ricaduta, anche in quelli medi e piccoli. Il meccanismo, da loro chiamato "modello di propaganda", tenta di spiegare la distorsione dei media (media bias) in termini di cause economiche strutturali.

La teoria vede i media come imprese che vendono un prodotto (lettori e pubblico piuttosto che notizie) ad altre imprese (gli inserzionisti pubblicitari). La teoria postula cinque "filtri" che determinano il tipo di notizie che vengono alla fine pubblicate, e che sono:

1) la proprietà;
2) gli introiti;
3) le fonti di notizie;
4) la reazione negativa;
5) l’ideologia (quella prima anticomunista e poi antiterrorista nel caso dei media americani).

I primi tre filtri sono i più importanti.

Sebbene il modello fosse basato principalmente sui media degli USA, Chomsky e Herman credono che la teoria sia applicabile a tutti i paesi che condividono la struttura economica di base che il modello postula come causa della distorsione dei media.

Gli autori riassumono quindi così la loro teoria: "Un modello di propaganda plausibile può basarsi inizialmente su assunzioni guidate su un mercato libero non particolarmente controverse. Essenzialmente, i media privati sono grosse aziende che vendono un prodotto (lettori e spettatori) ad altre imprese (i pubblicitari). I media nazionali tipicamente hanno come target e servono le opinioni d’élite, gruppi che, da una parte forniscono un «profilo» ottimale per gli scopi dei pubblicitari, e dall’altra prendono parte al processo decisionale della sfera pubblica e privata. I media nazionali non riuscirebbero ad andare incontro ai bisogni del loro pubblico elitario se non presentassero un ritratto tollerabilmente realistico del mondo. Ma il loro «scopo societario» richiede anche che i media riflettano gli interessi e le preoccupazioni dei venditori, dei compratori, e delle istituzioni governative e private dominate da questi gruppi."

Dunque, secondo Chomsky:

  • Le informazioni che riceviamo formano la realtà.
  • La realtà, la nozione di mondo che conosciamo non è nient’altro che quella che ci viene mostrata.
  • Il controllo dei media permette il controllo dell’informazione.
  • Il controllo dell’informazione permette il controllo della realtà.

Ed ecco dunque realizzata la profezia di Orwell (che ne scriveva nel 1948!).

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Written by matemauro

06-12-2008 a 22:17

18 Risposte

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  1. che soluzione ci sarebbe? andare a fare gli eremiti in cima a una montagna e non ricevere più informazioni?

    iosempreio

    06-12-2008 at 22:33

  2. chissà perché ti è venuto in mente di scrivere su questo tema eh?..
    Grazie delle info al mio amico enciclopedico
    buona domenica!

    giovanotta

    06-12-2008 at 22:57

  3. argomento particolare ed iinteressante!

    T3rminator

    06-12-2008 at 23:07

  4. mi dibatto da anni nella domanda ” ma è vero o mi appare?”
    Non sono in grado di sostenere un dibattito, sono troppo dibattuta.
    Però se premo a , esce a… spetta A—maiuscolo! Per oggi son contenta!
    Interessante Mauro, davvero

    TartaMara

    06-12-2008 at 23:20

  5. Stupendo BLog, come è stupenda la frase di Gramsci che riutilizzerò…
    CIao

    Fahren451heit

    06-12-2008 at 23:42

  6. Si ma descrivi uno scenario che riguarda sicuramente i paesi esteri. In italia cose del genere non avvengono……….o forse sono io che non mi rendo conto. Sai, ho rinuciato a qualsiasi forma di informazione e non leggo nulla che non sia un menù che mi parli di fagioli e polpette al sugo. Annaffiate con vino rosso, s’intende.
    hahahahahah!! Bel post, grazie. Buonanotte Mauro.

    ozne

    07-12-2008 at 00:25

  7. Ma insomma Mauro, manchi di ottimismo, accidenti. ;D
    Istruttivo, tragico, reale, un capolavoro di analisi sociologica.
    La tua intendo
    Baci
    l&r

    aironedistelle

    07-12-2008 at 00:48

  8. se tu pensi che Silvio oggi ha detto che c’è una questione morale nel PD….

    Francesco071966

    07-12-2008 at 01:56

  9. BUONA DOMENICA!
    -Non accumulare e non bramare,
    ma sii coraggioso e libero.
    Persegui sempre il sapere
    E lentamente impara a conoscere
    Ciò che la scienza non può vedere.
    Sforzati e lotta per apprendere,
    sii temperato e saggio
    perché l’abilità e la sapienza soli
    ci aiuteranno a sopravvivere.-
    “l’antico regno del silenzio”
    Di Martin Hocke

    stefanover

    07-12-2008 at 04:13

  10. E’ l’applicazione dell’analisi marxiana (penso a LuKaks, Habermas…) alla linguistica. Non credo sia poi molto “innovativa” questa parte del suo pensiero: come dire che le “lingue tagliate” non creano neppure consenso politico (penso agli Armeni o ai Curdi in confronto agli Ebrei o ai Catari, gente oppressa rimastas nella storia perché qualcuno ne ha scritto)… però fenomeni spontanei e per ora francamente “incontrollabili” come internet, come si pongono in questa analisi?

    ofvalley

    07-12-2008 at 08:40

  11. …non sempre è realtà quello che ci viene detto, l’informazione qui e così si è a conoscenza in maniera profonda della cronoca rosa…….buona feste prof., sempre molto attivo il tuo blog, besos teresa

    lateresa

    07-12-2008 at 09:49

  12. Il finale è iperealismo…
    Infatti noi viviamo nell’idea di mondo
    fabbricata dai mass media…
    E contro questa “non realtà” lanciamo i nostri “astratti” furori….
    Qualsiasi cosa ciò voglia dire!!!

    Salutone!

    mircomirco

    07-12-2008 at 13:42

  13. :))
    Buona festa che sia ricca d’amore e di luce.
    Bacio
    vany

    romanticaperla

    07-12-2008 at 16:09

  14. Lo apprezzo molto, perchè ha usato la sua notorietà di grande studioso della linguistica al servizio di una critica acuta ed intellettualmente complessa del sistema sociopolitico americano e di tutto ciò che ne consegue a livello planetario.
    Solo convenzionalmente, però, si può definire di sinistra (se si usa questo termine alla maniera europea) in quanto la sua analisi è piuttosto in linea con quanti ritengono che oggi la pseudo dicotomia destra-sinistra, esprime fondamentalmente un’unica ideologia economicistica al servizio del capitalismo globalizzato.
    Un caro saluto.
    Alberto

    xdanisx

    07-12-2008 at 16:39

  15. Ciao, Mauro.
    Ti ringrazio per aver dato ad Alberto l’opportunità di dire la sua.
    Ritengo più che drammatico il mercato dei dati personali, il ruolo di elementi con esigenze da soddisfare.
    Un “consumo, ergo sum” personalizzato.
    Tutto questo mi inquieta e mi offre preziose riflessioni.
    Ti abbraccio forte.
    Sabina

    xdanisx

    07-12-2008 at 16:48

  16. il “problema” della cosiddetta informazione che ci giunge dai mass-media è tuttora politicamente irrisolto: bisognerebbe prima capire che cosa sono le “masse” di cui appunto si parla… l’analisi di N.C. mi pare comunque un bel chiarimento di certi meccanismi economici nel sociale

    fin quando continueremo a dare per scontato il principio del “profitto”, noi “gente di sinistra” ci confonderemo con “quelli di destra”: la vera rivoluzione, secondo me, sarà gettare a mare il dio-denaro, anche quello piccolissimo che fa arrivare alla famosa quarta settimana del mese, anche quello delle scarpe da ginnastica di una certa marca (non faccio nomi !), eccetera eccetera !

    un abbraccione “gratuito” 🙂
    c.

    h2no3

    07-12-2008 at 18:52

  17. Vedrai per la Befana quanto sarà bellina la tua cugpref!!!!

    cugpref

    07-12-2008 at 21:12

  18. Mi viene in mente uno degli assunti principali della Programmazione Neuro Linguistica: la mappa non è il territorio. Così i Media non sono la realtà ma solo una sua possibile rappresentazione. Credo che bisognerebbe studiare i meccanismi e le storture della comunicazione molto a fondo a scuola, visto che oramai siamo una società immersa nella comunicazione e da questa non abbiamo ancora imparato bene a difenderci. E da noi questo si è visto molto bene.

    miettapuntox

    07-12-2008 at 22:10


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