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Di matematica ma non soltanto…

Norbert Wiener

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Norbert Wiener (Columbia, 26 novembre 1894 – Stoccolma, 18 marzo 1964) è stato un matematico e statistico statunitense. È famoso per ricerche sul calcolo delle probabilità, ma soprattutto per gli sviluppi dati, insieme al suo allievo Claude Shannon, alla teoria dell’informazione, essendo riconosciuto come il padre della cibernetica moderna.

Bambino prodigio, dimostro subitò una incredibile precocità. A diciotto mesi imparò l’alfabeto, a tre anni a leggere e a cinque declamava in greco e latino. A sette anni andò alla Peabody school di Cambridge, venendo messo in terza, poi spostato subito in quarta, ma anche questa risultò troppo elementare per Wiener. A questo punto il padre, famoso storico e linguista, decise di occuparsi lui stesso dell’educazione del figlio. A otto anni gli venne una grave miopia per via dello studio e il medico gli consigliò di non leggere per sei mesi per cercare di non aggravare la malattia. Non potendo leggere, la madre gli leggeva le lezioni preparate dal padre, e studenti dell’università venivano a fargli lezioni di chimica, algebra, trigonometria. In breve Wiener sviluppò una prodigiosa memoria fotografica, oltre a una eccellente capacità di ragionamento. All’età di 10 anni fu ammesso al liceo pubblico di Aver, dove alla fine del primo anno fu spostato in quinta. Nel 1906 si diplomò con i voti più alti della classe e a settembre dello stesso anno, iscrivendosi all’università di Tufts, divenne il più giovane studente univeritario della storia americana. Dopo tre anni, nel 1909, ottenne la laurea di primo livello in matematica. Successivamente si laureò anche in fisica e in biologia.

Fondamentale, nell’opera di Wiener, la sua analisi del fenomeno della retroazione (feedback), cioè  la capacità dei sistemi dinamici di tenere conto dei risultati delle proprie azioni per modificare le caratteristiche del sistema stesso. Un esempio classico è il sistema di calcolatori sviluppato dallo stesso Wiener durante la 2ª guerra mondiale per le batterie antiaeree:  in quel caso, il problema principale derivava dalla necessità di lanciare il proiettile non direttamente sul bersaglio, dal momento che questo era dotato di elevata velocità, ma in un punto posto davanti alla traiettoria, in modo tale che l’aereo e il proiettile giungessero infine ad incontrarsi.  Il suo sistema era basato su un radar che forniva informazioni a un calcolatore sulla rotta prevedibile (tenendo conto anche dei possibili mutamenti di rotta determinati dal pilota) dell’aereo nemico da abbattere. Il calcolatore orientava il cannone in base alla prevista posizione dell’aereo, tenendo conto della sua velocità e del tempo impiegato dal proiettile a raggiungerlo. Dopo ogni colpo, il radar comunicava al sistema l’entità dell’errore di tiro, in modo che il calcolatore potesse effettuare le necessarie correzioni. Il ciclo continuava finché l’obiettivo non veniva colpito.

Nel corso di questo progetto furono ravvisate alcune similitudini con il comportamento umano nella soluzione di problemi di orientamento. Wiener ipotizzò che anche nel comportamento umano agisse un meccanismo di retroazione. Si rivolse dunque al medico e fisiologo messicano Arturo Rosenblueth per avere una conferma della sua ipotesi. Da questa collaborazione vide la luce l’articolo Behaviour, Purpose, and Teleology pubblicato nella rivista "Philosophy of Science". Nacque così l’idea di una scienza unificata dei meccanismi di controllo nelle macchine e negli esseri viventi.

Quando arrivò il momento di battezzare la nuova scienza fu suggerito di partire dal termine greco kybernetes. Infatti il primo scritto sulla retroazione risale all’ottocento ed è un articolo di Maxwell sui regolatori (in inglese si chiamanano governors) ideati da Watt per le macchine a vapore; governor deriva dal latino gubernare che a sua volta ha origine dal greco kybernetes. Inoltre kybernetes significa timoniere, e il meccanismo di controllo del timone era uno dei sistemi a retroazione all’epoca meglio sviluppati.

Ogni sistema di controllo richiede la trasmissione di informazioni e quindi la cibernetica affrontò sin dalla propria nascita lo studio della teoria della comunicazione. Non a caso il libro di Wiener che segna la nascita della cibernetica si intitola Cibernetica, ovvero il controllo e la comunicazione nell’uomo e nella macchina. La cibernetica è strettamente legata all’informatica, alla teoria dell’intelligenza artificiale, alla robotica e all’applicazione di metodi automatici nel controllo della produzione industriale.

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Written by matemauro

28-11-2008 a 21:26

Pubblicato su cibernetica, scienza, wiener

15 Risposte

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  1. A dir poco geniale…

    T3rminator

    28-11-2008 at 21:40

  2. quando leggo di questa gente, mi sento una tale cretina, uff.

    iosempreio

    28-11-2008 at 22:50

  3. Praticamente potrei dire che siamo colleghi!!! Però quella formula sulla lavagna è errata.

    Alzataconpugno

    utente anonimo

    28-11-2008 at 23:03

  4. ciao. Che mente, certe volte mi domando, ma questi geni, come hanno il cervello, forse più sviluppato di noi miseri, altrimenti non si spiega. Comunque meno male che ci sono loro se no stavamo ancora all’età della pietra.
    Grazie di averlo citato, perchè non lo conoscevo, l’ignoranza è tanta.
    Fortuna che fra libri e internet c’è un pò di informazione. ciao buon week end penny

    penny46

    28-11-2008 at 23:33

  5. Pago il mio secondo debito…ma mi voglio sfogare : recita le tue preghiere Willis, non hai scampo!!

    tamango

    28-11-2008 at 23:49

  6. Bel post, mauro. Questi geni sono affascinanti e suscitano tanta ammirazione per il contributo che danno alla collettività. Non so se dico una stupidaggine ma il paesaggio degli zeri sull’ipotesi di Riemann sui numeri primi centrano con questo matematico? Ho quasi finito il libro di Sautoy ma non ho capito se a tutt’oggi qualcuno abbia vinto il premio da 1 milione di dollari con una dimostrazione accettata dalla comunità scientifica sull’enigma dei numeri primi. grazie, caro prof
    Enzo (Mi piacciono i libri di divulgazione matematica anche se ne so poca hahahahah)

    ozne

    28-11-2008 at 23:57

  7. Già, una figura straordinaria!
    Grazie, Mauro, per questi tuoi gustosi articoli 😉

    Bruno (quasi anonimo)

    utente anonimo

    29-11-2008 at 10:49

  8. Torno a leggere appena posso…. intanto buon weekend a tutti e due!
    baci

    aironedistelle

    29-11-2008 at 10:56

  9. buona domenica my friend stef

    stefanomassa

    29-11-2008 at 15:24

  10. cibernetica, delirium tremens…

    pensa che l’avevo preso per il broccolo romano.

    tamango

    29-11-2008 at 22:45

  11. Non c’entra anche col gruppo di Palo Alto di Bateson, ecc. ?

    ofvalley

    30-11-2008 at 00:31

  12. Una persona straordinaria… Sempre molto belli i tuoi post. Verrò a leggere con più calma il racconto. E’ un periodo in cui non ho molto tempo, Giulia

    giuba47

    30-11-2008 at 15:00

  13. Che fortuna nascere geni,una combinazione casuale della natura,vedi Leonardo da Vinci,in questo momento epocale servirebbe per non rimanere disoccupati o precari,in alternativa esistono solo geni della pedata nel fondo schiena.

    Ciao,Marlow

    charliebrown01

    30-11-2008 at 17:04

  14. Di certo un predestinato, un talento naturale per la matematica e le sue applicazioni. Non sapevo la storia del termine cibernetica, la ignoravo proprio e non mi era mai venuto in mente nemmeno di cercarla. Un abbraccione e buonanotte Mauro!

    hettori

    01-12-2008 at 00:19

  15. ti ho segnalato a Militante per consulenza cinematografica
    buona settimana 🙂

    giovanotta

    01-12-2008 at 13:28


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