matemauro

Di matematica ma non soltanto…

Tre donne – 7

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– Ascolta, Simo. Capisco che ti è difficile esprimerti a parole. Vediamo se con il mio aiuto riusciamo a uscirne fuori. È la prima volta che baci una donna, ovviamente. E secoli di cultura maschilista ti hanno instillato la convinzione che sia qualcosa di sporco. Hai voglia a essere ragazzi come voi, che si dicono moderni. Alla prima occasione, tutto quel ciarpame di cultura cattolica esce fuori e richiede il pedaggio. Ora, per come la vedo io, se è stata una cosa successa per caso, non vedo perché dovresti crearti tanti problemi. Si chiede scusa, ci si scherza sopra e via. Il fatto che però tu la stia prendendo in questo modo, mi fa pensare che ci sia qualche altra cosa sotto. E cioè che, pensandoci e ripensandoci, quello che è successo non ti sia dispiaciuto e tu ci abbia provato piacere. E anche in questo caso, t’assicuro che non c’è nulla di male. Il piacere, e anche l’amore, non riguarda né l’età né il sesso delle persone coinvolte, finché naturalmente sono tutte adulte e consenzienti. Almeno per come la vedo io. E di questa faccenda, sempre secondo me, dovrai parlarne con Mara. Figurati che anche lei mi aveva chiamato per chiedermi di vederci stamattina, presumo per raccontarmi la stessa cosa. Le parlerò oggi pomeriggio e sentirò cosa ne pensa.

Qui Giulia si ferma. Aspetta che le sue parole facciano l’effetto sperato su Simona. Dopo qualche attimo di titubanza, la ragazza le fa:

– Sì, Giulia, hai capito bene… Lì per lì ho provato una sensazione quasi di schifo, ma poi, a letto, ripensandoci bene, mi è sovvenuto invece un turbamento non spiacevole… Pensi che io sia in fondo in fondo… lesbica? – Chiede, timorosa, vergognosa, quasi supplicando una risposta negativa.

– Ma che dici, stupidina! Per un bacio e pure casuale! Puh! Ti dirò, io con altre donne ci sono stata a letto, eppure non mi considero lesbica, niente affatto! Ci sono delle circostanze nella vita che ti portano a fare certe esperienze, ma non è detto che poi quella sia la tua strada. Dunque non ti rompere troppo quella bella testolina che ti ritrovi, abbandona il pensiero che quello che è successo sia qualcosa di sporco o di peccaminoso, parla con Mara e vedete insieme come considerare l’accaduto.

– Ok, vedrò un po’… – risponde Simona, ma non sembra ancora del tutto convinta. Poi ripensa alla frase di Giulia. – Ma in che senso sei stata a letto con altre donne?

– Nel vero e proprio senso della parola. Simona, io fino all’altro ieri facevo la squillo… – Ecco, finalmente la confessione le è uscita fuori.

– Oddio, ma dici davvero?

– Ti pare che su una cosa del genere potrei avere voglia di scherzare? È stato un capitolo delle mia vita. Quando tornai a Roma, provai per un po’ a lavorare come segretaria, ma non faceva per me; poi ho incontrato una persona che mi ha proposto questa cosa, ho provato, ho visto che poteva funzionare e si guadagnava bene. Per qualche anno l’ho fatto, ma ora mi sono stancata e ho deciso di smettere. Con i soldi messi da parte vorrei aprire un’attività mia, che non c’entri niente con quello che facevo prima. Quindi, quando ti dico certe cose, ci puoi fare affidamento, cara, perché le ho vissute sulla mia pelle. E comunque, per quanto riguarda invece il tuo problema,  oggi pomeriggio mi vedrò con Mara, può darsi che me ne parli anche lei; possiamo risentirci per telefono stasera, che dici?

– Sì, certo.

– Bene, e rimane fissato l’appuntamento per sabato, pizza e cinema, no?

– Ovviamente, se non succede nulla nel frattempo…

– Allora ciao, Simo!

– Ciao!

Ore 17

– Eccomi qua!

– Ciao, Giulia, entra. Come stai?

– Bene, e tu?

– Anche io. Allora, vieni, andiamo nel mio studio. Ecco, accomodati. Ma prima, lo vuoi un caffè? L’ho appena fatto.

– Me lo chiedi? Risponde Giulia, sorridendo.

Mara si allontana un attimo e torna con due tazzine fumanti. Ne porge una all’amica, e si accomoda anche lei in una poltroncina.

– Allora, da dove cominciamo?

– Direi che potremmo cominciare dalla tua telefonata di stamattina. Cos’era quella fretta di vederci?

– Ah sì. Beh, diciamo che proprio ieri sera è successo un fatto…

– Aspetta. Se è per quello, già lo so. Ti ho detto che mi aveva telefonato Simona; bene, poi ci siamo incontrate e mi ha raccontato quello che è successo ieri sera. Ti dirò, lei ne ha avuto uno shock. Ancora stamattina non riusciva a ragionarci su a mente fredda.

– Sì, lo immaginavo. Ieri sera è scesa dalla macchina e si è infilata nel portone di casa, neanche avesse avuto cento diavoli alle calcagna.

– Ma tu come la vedi la cosa? – Le chiede Giulia, sorniona.

– Che vuoi che ti dica? Anch’io non è che abbia le idee chiarissime. Per carità, so benissimo che è stato un bacio del tutto casuale! Però un certo piacere l’ho provato. Ora non so se a causa del fatto che Simona la conosco praticamente da quando è nata e che, nonostante siano almeno dieci anni che non ci vedevamo, sento per lei ancora tanto affetto… Ma ti pare che a quarant’anni, e dopo venti di matrimonio!, mi possa innamorare di una ragazza di quindici anni più giovane?

– Io non ci troverei nulla di strano. Come ho già detto a Simona, età e sesso non contano in amore, purché si sia adulti e consenzienti.

– Beh, questo è sostanzialmente anche il mio pensiero; o almeno, lo era fino a ieri sera. Poi, sai, quando certe cose capitano a te, non sempre si riesce a coniugare razionalità e sentimento. Ma permettimi una domanda: a te è mai successo di innamorarti di una donna?

– Di innamorarmi, no. Ma ho avuto rapporti con altre donne, sì. Come ho già “confessato” a Simona stamattina, fino all’altro giorno facevo una professione un po’ particolare… la squillo.

– Ah! Ora capisco la tua allusione di ieri alla “libera professione”… – fa Mara, con un leggero sorriso sulle labbra -; ma scusa ancora questa domanda: le squillo non vanno con gli uomini?

– In genere sì; ma sai, ci sono certi che gradiscono fare l’amore con due donne contemporaneamente e allora…

– E ti piaceva?

– Dipende: certe volte sì, altre no. Ma sai, per me era soltanto un lavoro, non è che cercassi il piacere per me; era sempre tutto finalizzato a dare piacere a chi pagava…

– Ho capito. E ora hai smesso?

– Sì, mi sono stancata, non mi va più. Sai, è un ambiente molto strano, più di tanto non si regge; una deve essere furba e sapere quando è il momento di uscirne fuori, quando il gioco non vale più la candela. Un po’ di soldi da parte sono riuscita a metterli, vuoi perché, scusa la falsa modestia, ero veramente brava, un po’ perché li ho investiti bene. Quindi ora vorrei cercarmi un’attività “normale”, per così dire. Ed eccoci al motivo originario della mia visita di oggi.

– Ecco. Per questo, appunto, ti posso dare una mano; io faccio proprio la consulente commerciale. Mi dicevi che ti eri orientata verso una palestra. Io questa scelta te la sconsiglio. Quel tipo di attività ha ormai raggiunto il top e, dati, da una parte, l’alto livello di investimento che richiede e, dall’altra, i due/tre anni che ci vogliono per rientrare finanziariamente, rischieresti, oggi come oggi, di fare un bagno colossale. Invece stavo pensando che un’attività che va sempre e che sarebbe proprio adatta a te, vista la cenetta che ci hai preparato ieri sera, sarebbe quella della ristorazione. In particolare quella della cucina etnica, che sta andando forte e non prevedo che avrà crolli nel medio periodo.

– Dici? Ma di ristoranti etnici se ne trovano a ogni angolo di strada…

– Calma ragazza, c’è etnico e etnico… Io un po’ ne ho frequentati e t’assicuro che la stragrande maggioranza fanno veramente schifo. Invece un ristorantino maghrebino messo su da te, con la tua esperienza culinaria, sono certa che attirerebbe molta gente. Inoltre, rispetto alla palestra, c’è bisogno di un investimento minore e del rientro finanziario non ci sarebbe da preoccuparsi, almeno per un tempo medio. Anzi, se ti propongo questa cosa è anche perché io stessa avevo la voglia di provare una cosa del genere, ma non ho esperienze gastronomiche. Se invece unissimo le nostro forze, sono certa che sfonderemmo alla grande!

E così le due si immergono in una discussione su investimenti, costi, ricavi ecc. Le lasciamo volentieri a questa discussione; tanto siamo certi che la conclusione sarà positiva e che presto Roma vedrà la nascita di un ristorante chiamato “Casbah”…

(Fine 7ª puntata – continua…)

[In testa: Pablo Picasso (1881-1973), Due donne sedute in un bar (1902), Hiroshima, Museum of Arts]

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Written by matemauro

27-11-2008 a 21:54

Pubblicato su racconti, tre donne

15 Risposte

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  1. Bene, stasera sono più soddisfatto. la lunghezza del post è giusta e posso aspettare il prosieguo senza restare deluso…Quanto alla trama si capisce che la ex squillo, forte dell’esperienze di vita vissuta che le ha sviluppato una spiccata psicologia, sta prendendo in mano la situazione. Ciao prof., grazie.

    ozne

    27-11-2008 at 23:10

  2. ciao Mauro…guarda che…io poi aspetto….

    Francesco071966

    27-11-2008 at 23:32

  3. Bello…vediamo come va a finire (però se fossi in lei, coi tempi che corrono, invece del ristorante maghrebino ritornerei a fare la squillo: niente fatturazione, tutto in “nero”, niente controlli…basta operare in casa e non all’aperto! Se va bene poi la fanno ministro….)

    ofvalley

    27-11-2008 at 23:41

  4. Ho letto, Mauro.
    Preferisco aspettare per dirti quello che penso di questa tua novella.
    Ti abbraccio.
    sab.

    xdanisx

    28-11-2008 at 00:47

  5. Questa volta… al tuo buonanotte
    rispondo Buongiorno!

    Stamattina sono mattiniero e di fretta!!! ciao!

    mircomirco

    28-11-2008 at 06:55

  6. e simona, poverina?

    Princy60

    28-11-2008 at 12:06

  7. La novella va benisimo.
    Sai che sono famosa per le mie articolate recensioni.
    Devo sapere come prosegue.
    Ieri ci ho passato almeno un’ora.
    Stavo pensando a….
    Sei un amico troppo fantastico!
    Baci, se le tue tre donne virtuali mi “consentono” e la reale non mi riempie di improperi chè tanto sto fuori uso, pronta per la rottamazione.
    sab.

    xdanisx

    28-11-2008 at 13:12

  8. sempre più intrigante.
    l’unica cosa che mi lascia perplessa è che siano entrate tutte in confidenza su temi così delicati in tempi così stretti…

    AurynKK

    28-11-2008 at 17:24

  9. Non so quando ma un giorno mi ci metto di buzzo bono e recupero ogni singolo capitolo.

    hettori

    28-11-2008 at 17:59

  10. molto bello il quadro, per il resto aspetto gli sviluppi.Redcats

    redcats

    28-11-2008 at 18:29

  11. “Casbidah”!!

    tamango

    28-11-2008 at 21:32

  12. ciao. Voi vedè, che fra una portata e l’altra, organizzano un letto a tre. sono curiosissima ok, aspetto ciao ciao penny

    penny46

    28-11-2008 at 23:42

  13. Vabbè, dico il rospaccio. Un amico parla di troppa confidenza in breve tempo, cosa che nel reale non succede. Piuttosto didascalica l’argomentazione sull’omosessualità che propone Giulia, come fosse una sessuologa-psicologa. Un bacio tra donne era, negli anni ’70, un vezzo. Improbabile che una donna come Mara si meravigli di ciò che viene chiesto ad una prostituta…altro che rapporti plurimi….e il termine “squillo” che è più giornalistico che discorsivo. Con ciò ritengo interessante e piacevole questo accostarti a pensieri e sentimenti, avventure e disavventure femminili, cose da uomini che amano le donne.
    La trama è assolutamente intrigante.
    Un bacio, Mauro.
    sabina

    xdanisx

    28-11-2008 at 23:55


  14. Bene bene..Donna estremamente intelligente Giulia..
    Mi piace questa complicità tra donne tra il pudico e la trasgressività asp il seguito e….
    Evviva il “Casbah”…:))
    Bacio**
    Anna…

    Angelesey

    29-11-2008 at 08:24

  15. Come non dire che aspetto con ansia il seguito?

    chichita

    29-11-2008 at 13:36


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