matemauro

Di matematica ma non soltanto…

Tre donne – 5

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toulouse-lautrec

Le tre portano i vassoi con il cibo in tavola.

– Ora ci devi proprio dire cosa ci hai preparato, però… – chiede Mara.

– Questo è cous-cous vegetale. Ci ho messo carote, peperoni, melanzane, zucchine e ho aggiunto un po’ di brodo di pollo. Per secondo invece ho preparato dello spezzatino di montone.

– Montone? Ma non è pesante?

– Non certo come lo cucino io; pensa che è stato sul fuoco per tre ore! Sentirai, si scioglie in bocca per quant’è tenero… – risponde Giulia, soggiungendo – …e poi con questo vinello algerino vedrete che andrà giù liscio come l’olio!

E le tre iniziano a mangiare. Si può davvero dire che Mara e Simona facciano onore alla cucina di Giulia. Apprezzano di gusto tutto ciò che la loro amica ha preparato, anzi Mara chiede addirittura il bis. Sono talmente assorte nel gustare quello che hanno nel piatto, che la conversazione più o meno langue. Finito di mangiare, tutte e tre aiutano l’amica a sparecchiare.

– A chi è che va un caffè? – chiede Giulia.

– A me! – è la risposta di Simona, ma anche Mara lo accetta.

Mentre sorseggiano il caffè, Mara si avvicina a una libreria appoggiata alla parete e dà un’occhiata ai libri; accanto ad alcuni classici dell’Ottocento e del Novecento, vede dei saggi sulla condizione femminile e raccolte di poesie di autrici femminili. Simona le è accanto e prende in mano un volume: si tratta di Lady Lazarus e altre poesie, di Sylvia Plath.

– La conosci?

– Sì, è una delle poetesse che amo di più.

– Giulia, puoi prestarmi questo libro? Te lo rendo la prossima volta che ci vediamo.

– Ma certo! Però trattamelo bene, è uno dei libri cui tengo di più…

– Naturalmente!

Preso anche il caffè, Giulia si avvicina a una credenzina, la apre e fa:

– E adesso dovete assaggiare questo limoncello fatto in casa! Questo lo faccio io con le mie manine, eh? Non potete rifiutare…

Così le tre, finalmente, si accomodano sul divano.

– Mara, non so se mi posso permettere di chiederti una cosa…

– Ma certo Giulia, dimmi.

– So che probabilmente il fatto di parlarne ti causa dolore, ma credo anche che potrebbe servire a lenire quel po’ di sofferenza che hai… Parlo del divorzio, naturalmente.

– No, Giulia, non mi causa sofferenza né dolore; sai, oramai erano anni che si andava avanti con una routine che, almeno per parte mia, non era più sopportabile. Si avverte in  una coppia quando il rapporto ha esaurito la sua ragione d’essere, quando stare insieme, invece che una gioia, è diventata una fatica. E così, tutto sommato, il divorzio non è stato altro che prendere atto di una situazione che non era più sopportabile. E guarda che non mi atteggio a vittima; come al solito, credo che le responsabilità siano da ambedue le parti. Io, forse, in questi ultimi anni mi sono troppo dedicata ai figli e poco a lui; Vittorio, da parte sua, non ha fatto nulla per riconquistarmi, anzi… Evidentemente in lui si era esaurito quell’amore che ci aveva portato a sposarci, forse troppo giovani. A un certo punto, abbiamo preso il toro per le corna, ne abbiamo parlato chiaramente e abbiamo deciso che era meglio piantarla lì.
Simona è attentissima alle parole di Mara.

– Sì, credo anch’io che quando le cose tra due persone arrivano a quel punto sia tutto sommato preferibile lasciarsi. Ma non la senti anche come una sconfitta?

– Certo, in parte sì. Sai quante volte mi sono chiesta se e dove avevo sbagliato? Ma, in conclusione, gli errori li abbiamo fatti ambedue e non era possibile tornare indietro… Ehi, ma qui sto parlando soltanto io… Ora è il tuo turno, cara Giulia, di parlarci un po’ di te!

– Ah, ma di me è presto detto… Della mia infanzia vi ho già raccontato. Più o meno ho fatto la libera professionista – eufemismo neutro, non potendo dire ovviamente qual’è stata la sua attività -, ma ora ho deciso di prendermi un periodo di riposo e di mettere a frutto un po’ di soldi che ho messo da parte. Ve l’ho detto, ho una mezza idea di mettere su una palestra.

– Se vuoi, ti posso offrire la mia consulenza, è proprio la mia professione…

– Ma dài… l’accetto volentieri, figurati! E ora tocca a Simona raccontarci un po’ di sé…

– Guarda, di lei potrei raccontarti io certe cose… – fa Mara, ridendo.

– Cosa volete che dica… Posso dire soltanto che mi sento onorata di avere due amiche come voi! – afferma Simona, schernendosi. – È un tale piacere per me starvi a sentire che vorrei che restassimo sempre qui a chiacchierare. Ma purtroppo io domattina ho lezione all’università e non vorrei fare troppo tardi…

– Capito il messaggio. Giulia, mi sa che è ora che togliamo le tende, anche se mi dispiace, anch’io resterei volentieri.

Le tre si alzano e si avviano verso l’ingresso.

– Mara, guarda che ci conto sul tuo aiuto, come mi hai promesso, eh?

– Ma certo, anzi, sai che facciamo? Prendiamo direttamente appuntamento per domani pomeriggio, così ne parliamo con calma. Ti sta bene a casa mia?

– Certo, se sei sicura che non disturbo.

– Macché disturbo, tanto il pomeriggio i ragazzi sono sempre rintanati a studiare, vieni tranquillamente verso le cinque.

– Ok, allora noi due ci si vede domani. E con Simona? Vogliamo fare che sabato prossimo andiamo al cinema? Vi va?

– Certo, cinema e pizza, mi sembra un’idea grandiosa! – Accetta Simona, con entusiasmo.

Le tre si salutano calorosamente. Mara e Simona scendono, rimontano in macchina e rifanno, stavolta in discesa, la strada dell’andata, chiacchierando allegramente. Arrivano sotto casa di Simona.

– Allora ciao, cara, ci sentiamo per sabato, ok?

– Certo e grazie dell’accompagnamento!

Mara si sporge per baciarla sulla  guancia. Anche Simona fa lo stesso, ma prendono male le misure e, invece che sulla guancia, il bacio finisce sulle labbra. Una scossa elettrica sembra attraversarle. Il contatto dura poche frazioni di secondo. Forse perché sono ambedue stupite dell’accaduto. A Mara la sensazione di labbra femminili sulle sue non sembra del tutto spiacevole. Simona invece si stacca bruscamente.

– Scusami! Ciao! – Esclama e, aprendo bruscamente lo sportello, scende e si dilegua nel portone di casa.

(Fine 5ª puntata – continua…)

[In testa: Henri de Toulouse-Lautrec, Dans le lit, le baiser (1892), Collezione privata]

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Written by matemauro

23-11-2008 a 14:47

Pubblicato su racconti, tre donne

17 Risposte

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  1. L’amore non ha età e nemmeno sesso.Viva l’AMOUR!!!
    E tu hai un gran talento!

    tamango

    23-11-2008 at 16:16

  2. ah, la storia continua bene, si fa intrigante ed imbarazzante, …..aspetto il seguito…

    lateresa

    23-11-2008 at 22:00

  3. Più che un racconto una saga….

    salutone
    Ora spengo e mi spengo fino a a domani mattina!

    mircomirco

    23-11-2008 at 22:37

  4. Il racconto è intrigante, come si fa a non aspettare il seguito?
    Complimenti Mauro, anche per la scelta dei dipinti, davvero sei un uomo pieno di sorprese.
    Un abbraccio

    fiorirosa

    24-11-2008 at 00:57

  5. ecco, saga è la parola giusta…solo che, mauro, io non riesco a leggere i post lunghi, figurati un racconto a puntate….dovresti mandarmi il file….naturalmente a…. storia ultimata !!!!

    Francesco071966

    24-11-2008 at 01:12

  6. Ammazza, quanto hai scritto in questi giorni che son mancata…devo rimettermi in pari….buon lunedì 😉

    shantylagatta

    24-11-2008 at 10:27

  7. L’ho detto che c’era della malizia…

    donburo

    24-11-2008 at 12:58

  8. che bello trovare due puntate in un colpo solo 🙂

    AurynKK

    24-11-2008 at 20:13

  9. L’ho sapevo che c’era qualcosa..
    Capito dai dipinti da te posti,ma nn volevo essere perspicace ehehheheheheheheheh!!
    Aspetto il sesto mi piglia proprio..
    Ribacio..

    Angelesey

    24-11-2008 at 22:02

  10. AHHHHHH. Immaginavo che la faccenda era intrigante, solo spero che non finisca come penso. ciao buona notte e che ti porti un bel finale, penny

    penny46

    24-11-2008 at 23:16

  11. Quindi Simona non ha disturbi alimentari…Cova ci gatta.
    Notte.
    danis

    utente anonimo

    24-11-2008 at 23:52

  12. Ma non lo sa che i libri non si prestano?
    …Se vado da Feltrinelli, la trovo bella e che confezionata…la SAGA!!!!!!!

    utente anonimo

    25-11-2008 at 00:32

  13. mi firmo.
    danis

    utente anonimo

    25-11-2008 at 00:34

  14. Quel bacio sulle labbra tra le due….mmmm…

    ofvalley

    25-11-2008 at 00:55

  15. Mauro se avremo mai modo di incontrarci (naturalmente lo spero) dimmi che anche tu cercherai di prender bene le misure… Avendo entrambi un po’ di dimestichezza con la geometria (quell’ un po’ è per me, ovviamente!), per noi non dovrebbe essere così difficile scansare quel genere di risultato

    Ti abbraccio e, avendo appena letto qualche tuo post arretrato che il mio poco tempo mi fa perdere… resto sempre ammirato!

    Piesse. Attendo il tuo articolo “piramidale” di cui ho letto da Annarita

    Bruno

    Bierreuno

    25-11-2008 at 15:13

  16. CIAO c’è ne hai di immaginazione. Sono curiosissima, quando il seguito? un abbraccio penny

    penny46

    25-11-2008 at 15:57

  17. ti scopro su alcuni blog amici e già m’intriga il titolo del tuo blog. Leggerò dopo, questa sera nel silenzio della mia casa, intanto ti linko. Data la mia età c’è il rischio di perdere il contatto.

    Senzapiutempo

    27-11-2008 at 16:18


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