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Di matematica ma non soltanto…

Peanuts

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peanuts first

La prima striscia dei Peanuts viene pubblicata il 2 ottobre 1950. Un bambino (Shermy) e una bambina (Patty), seduti sul bordo del marciapiede, guardano un altro bambino che sta camminando verso di loro: "Ehi! Arriva il vecchio Charlie Brown!", fa il bambino e continua nella seconda e terza vignetta: "Il buon vecchio Charlie Brown… Sissignore!", mentre il bimbo passa davanti a loro e "Il buon vecchio Charlie Brown…", quando la figura è passata e poi nell’ultima vignetta: "Quanto lo odio!". Schulz presenta il personaggio principale della striscia attraverso un sentimento forte, l’odio, che mai più apparirà nella lunga serie.

È l’esordio di Sparky, il nomignolo che si vide affibbiato fin da bambino Charles Monroe Schulz, nato a St. Paul, Minnesota. In quei primi anni mancano ancora molti dei personaggi che avrebbero caratterizzato la striscia nei decenni a venire e manca, soprattutto, la figura del Charlie Brown che conosciamo, il "Ciccio" notoriamente e pervicacemente pessimista e pronto a lasciarsi andare alla depressione in ogni momento. Quel primo Charlie Brown sembra più deciso e soprattutto più "cattivo" del Ciccio che sarebbe arrivato in seguito, quasi che Sparky volesse esorcizzare i lati caratteriali che non avrebbe voluto avere. La figura è riconoscibile, anche se la testa è ancora più sferica del personaggio che conosciamo.

Umberto Eco in una bellissima introduzione ai Peanuts negli Oscar del fumetto di Repubblica, ha scritto che non saprebbe come altro definire i Peanuts se non come poesia, esattamente la stessa sensazione che danno a me.

L’idea geniale e forse unica è costituita dall’ambientazione: protagonisti sono i bambini e gli animali, gli adulti non compaiono mai, se non nei riferimenti, nelle idiosincrasie e nelle patologie da adulti dei personaggi. Come non riconoscere nel banchetto da psichiatra di Lucy, una velata (e manco tanto) critica alle manie da lettino della società statunitense (vedi anche Woody Allen, al proposito)? Lucy Van Pelt, sorella di Linus, elargisce consigli e sentenze seduta dietro al banchetto Psychiatric Help (che richiama i banchetti che i bambini usano, ancora oggi, per vendere bibite fresche o fumetti), con tanto di scritta "The doctor is in" (con l’"in" sostituito dall’"out" quando la dottoressa non c’è, ovviamente); il tutto per la modica cifra di 5 cents a seduta. Charlie Brown si è seduto davanti alla dottoressa Lucy oltre 120 volte, per un totale di oltre sei dollari, e per cosa? Per sentirsi dare consigli inutili, sarcastici, sadici, a volte offensivi. Altre strisce hanno affrontato l’argomento psichiatrico in maniera esilarante e corrosiva, ma la leggerezza e l’ironia di Schulz sono inimitabili.

I simboli più famosi, comunque, restano la coperta di Linus e il suo dito in bocca, i rifugi insostituibili dalla precarietà esistenziale, dalle paure e dalle assurdità quotidiane. Linus è una persona fragile di fronte ai lati duri della vita, è un sognatore che crolla immancabilmente di fronte all’arcigna sorella Lucy e di fronte ai pericoli che lo attendono là fuori (come i fantastici "burropardi" del bosco). La coperta e il dito in bocca sono i palliativi di cui non potrebbe fare a meno, surrogati delle sostanze che estraniano e che creano un mondo pacifico e sopportabile. In una serie di strisce, Schulz mise Linus di fronte al tentativo di liberarsi della coperta e tracciò l’episodio proprio come una persona che tenta di liberarsi da una tossicodipendenza. Alla fine Linus fu sconfitto dalla propria assuefazione e la coperta tornò ad essere la sua medicina e il suo nirvana personale.

Posto che il protagonista delle strisce è Charlie Brown, il coprotagonista assoluto è comunque Snoopy, il personaggio più complesso della brigata. È un cane, ma non è un cane. Lo è per quanto riguarda le proprie necessità di animale di casa, come il cibo e la cuccia (che usa solo esternamente), ma non lo è più quando interpreta i propri personaggi immaginari, come i soldati della prima e seconda guerra mondiale e della guerra d’indipendenza agli ordini del generale Washington. È tutt’altro che un cane quando compone i propri scritti sul tetto della cuccia, con il celeberrimo incipit "Era una notte buia e tempestosa", o quando si esibisce nelle recite mute con pupazzi, come le riletture teatrali di Guerra e pace o addirittura dell’Antico testamento. I personaggi che interpreta sono infiniti, dal rivale del Barone Rosso, al chirurgo, all’avvocato, al bighellonante studente universitario Joe Falchetto (che "tira tardi lumando le pupe"). D’altro canto, le stranezze che mi hanno sempre colpito maggiormente in Snoopy sono quelle della sua natura di essere razionale che cerca di togliere a tutti i costi la coperta a Linus (una specie di comunità terapeutica in forma di cane), tentativi che si risolvono spesso in vere e proprie battaglie; oppure nella sua smemoratezza a comando, che gli fa dimenticare continuamente il nome del suo padrone (il "bambino dalla testa rotonda"), per il quale non sembra avere nessuna stima (anzi).

Impossibile poi non citare il folle amore che sembra travolgere la coriacea Lucy verso l’artista Schroeder. Lucy, che non ha paura di nulla, che picchia senza ostacoli i fratelli, che critica tutto e tutti, che riesce, praticamente da sola, a mantenere a zero le vittorie della squadra di baseball di Charlie Brown, crolla e si scioglie davanti al biondo Schroeder, il quale non la sopporta per niente (sarà per questo che Lucy lo ama?) ed è interessato unicamente al proprio pianino e a Beethoven.

Molto ancora ci sarebbe da raccontare sui Peanuts (d’altronde Schulz ha disegnato la sua striscia per cinquant’anni), dai comprimari, come il polveroso Pigpen, al compagno di Snoopy, l’uccellino che vola a testa in giù, Woodstock, fino alla cuccia capientissima dello stesso Snoopy (tra le suppellettili, un tavolo da biliardo, una vasca con idromassaggio e un quadro di Van Gogh).

Una striscia popolata di eterni bambini che ha parlato per cinquant’anni ai bambini che sono dentro di noi con il linguaggio degli adulti. È una striscia perfetta da consigliare a coloro convinti che il disegno, il fumetto, il comic siano affari riservati ai bambini; forse i bambini riescono a capirli meglio di noi adulti, questo è vero, ma uno sforzo verso le strisce dei Peanuts potrebbe tornare utile per continuare sulla stessa strada e passare, tappa dopo tappa, a Doonesbury, per esempio.

Questa è l’ultima striscia disegnata da Schultz:

peanuts last

C. Brown: "No, penso che stia scrivendo."
Snoopy: "Cari amici, ho avuto la fortuna di disegnare Charlie Brown e i suoi amici per quasi 50 anni. È stata la
realizzazione della mia ambizione infantile.
     Purtroppo, non sono in grado di mantenere il ritmo di una striscia al giorno. La mia famiglia non vuole che i Peanuts siano portati avanti da altri, quindi annuncio il mio ritiro.
     Sono grato
per la fedeltà mostrata dal mio editore in questi anni, e il grande aiuto di tutti voi fans.
     Charlie Brown, Snoopy, Linus,
Lucy… Come potrei mai dimenticarvi…
                                                                                 Charles M. Schulz"

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Written by matemauro

02-10-2008 a 15:37

Pubblicato su fumetti, peanuts, schulz

19 Risposte

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  1. da ragazzina i fumetti erano il mio pane poi loro i miei preferiti insieme a lupo alberto, ora ho perso l’abitudine di leggerli……

    lateresa

    02-10-2008 at 15:10

  2. Questa è la mia materia preferita….
    credo di essere uno dei pochi ad aver letto tutte le strisce dei Peanuts… e molte lette e rilette!!!!

    VIVA SNOOPY!

    mircomirco

    02-10-2008 at 15:44

  3. tutti pazzi per i Peanuts………

    Francesco071966

    02-10-2008 at 17:40

  4. Il mio idolo! Redcats
    p.s.torniamo presto!

    redcats

    02-10-2008 at 20:23

  5. Io adoravo e adoro la banda di Snoopy e Charlie Brown. Li conobbi dai diari di mia sorella e da lì fu un colpo di fulmine per quel fumetto. Un abbraccione e buona serata Mauro!

    hettori

    02-10-2008 at 20:46

  6. In originale…!?
    Non ho potuto permettermelo: non conosco l’inglese!

    Notte!!!!!

    mircomirco

    02-10-2008 at 20:57

  7. La dedica finale ricordo mi fece piangere…. con lui se ne è andato un mondo buono, dove l’attenzione era focalizzata sui valori veri come l’amicizia. Avendo poi sempre avuto cani lo capivo col cuore prima ancora di leggerlo. Percepiva ogni minimo gesto, pensiero, atto d’amore degli animali e dei bambini.
    Nella mia libreria ci sono quasi tutti….
    Un bacio

    aironedistelle

    02-10-2008 at 21:11

  8. Bello, bello, bellooo

    T3rminator

    02-10-2008 at 21:16

  9. avevi notato che la testa di tutti i personaggi (compreso snoopy) è a forma di nocciolina (da cui “peanuts”), mentre l’unico con la testa rotonda è charlie brown ?

    indovina come mi facevo chiamare, quando ancora non esistevano i nicknames: snoopy !

    h2no3

    02-10-2008 at 21:39

  10. Snoopy era il nome della mia 500tina gialla.
    Li amo moltissimo.
    Li conservo.
    Non li leggo più, ma…
    Fantastici.
    s.

    xdanisx

    03-10-2008 at 02:06

  11. straordinario mauro
    straordinaria la tua sensibilità
    straordinario lo scritto

    i peanuts
    impossibile non amarli
    un mondo, il loro, di assoluta purezza, come credo sia stato altrettanto puro l’animo di uno che è riuscito a creare e far vivere questo fumetto

    un abbraccio
    max

    memorialiquida

    03-10-2008 at 10:42

  12. Sei irresistibile!

    Bruno

    Bierreuno

    03-10-2008 at 10:42

  13. Eccoti Polpetto!

    In mezzo ai tanti premi che circolano in Splinder ti tocca pure questo, il quale però non porta con sé delle regole, nemmeno un’ombra: si prende e basta

    Bruno

    Bierreuno

    03-10-2008 at 10:43

  14. Quanti ricordi… i pupazzi di snoopy, tutti i cani del vicino che si chiamano Snoopy, la coperta, il dito in bocca… che tempi…

    donburo

    03-10-2008 at 12:11

  15. mi ricordo un personaggio minore. una bimba riccioluta che diceva a tutti: “io ho i riccioli naturali”. Sembrava me!

    Princy60

    03-10-2008 at 12:39

  16. Io li adoro! Per anni al LIceo ho usato solo i loro diari! Il mio preferito? Snoopy ovviamente!

    Targhina

    03-10-2008 at 14:31

  17. Si. i miei preferiti.
    Ricordi e meraviglie.
    Ancora con me.
    baci.
    s.

    xdanisx

    03-10-2008 at 18:20

  18. romanticaperla

    03-10-2008 at 19:46

  19. Sono d’acordo con Umberto Eco. Amo i Peanuts. Mi sento a volte Lucy, talvolta Charlie Brown. Mai Pig Pen, però!

    elenamaria

    05-10-2008 at 17:55


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