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Victor Jara

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Víctor Lidio Jara Martínez (San Ignacio, 28 settembre 1932 – Santiago del Cile, 16 settembre 1973) è stato un cantautore, musicista e regista teatrale cileno.

Victor Jara nasce da una famiglia di contadini. Dopo alcuni anni di matrimonio, suo padre li abbandona e la madre, Amanda, si ritrova a crescere da sola Victor e i suoi fratelli e sorelle. È una donna ottimista e molto forte: lei stessa cantante, insegna a cantare e a suonare la chitarra anche a Victor, e avrà una grande influenza sul suo futuro stile musicale. Amanda muore quando Victor ha solo 15 anni: egli allora entra in seminario, ma dopo soli due anni ne esce per andare ad arruolarsi nell’esercito, dove rimane per alcuni anni. Al suo ritorno a Loquen, inizia a studiare la musica popolare cilena e ad interessarsi di politica. Le sue canzoni sono piene d’amore per il suo popolo, ritratto come semplice e gran lavoratore: molte di esse sono attacchi contro le ingiustizie sociali e gli scandali politici. Victor è elemento portante del movimento musicale conosciuto come Nueva Canción Chilena, coinvolto in molte attività progressiste.

Svolge anche un’intensa attività teatrale: nel 1960 mette in scena come regista La Mandragola di Machiavelli e successivamente passa ad autori come Bertolt Brecht, Raul Ruiz, Alessandro Sieveking, Peter Weiss. Nel 1961 come direttore artistico lavora in Olanda, Francia, Unione Sovietica, Cecoslovacchia. Nello stesso anno conosce la futura moglie, Joan Turner. Nelle elezioni presidenziali del 1970 si schiera per Salvador Allende, dando concerti in favore dei suoi ideali politici.

La campagna di Allende è un successo ma l’11 settembre (un altro!) 1973 il neo presidente viene destituito da un colpo di stato organizzato dai militari con il concorso della Cia. Nel corso dei rastrellamenti di quei giorni, anche Victor viene arrestato. Dopo alcuni giorni di prigionia viene portato, assieme a centinaia di altri prigionieri politici, nello stadio nazionale di Santiago del Cile. Lì i militari stanno torturando i prigionieri: spezzano le mani di Victor e lo deridono, esortandolo a cantare le sue canzoni. Nonostante le torture, Victor intona la canzone del Partito di Unità Popolare, e viene brutalmente ucciso a colpi di pistola. Sua moglie Joan viene condotta davanti al suo corpo massacrato e ha solamente il tempo di organizzare il funerale e la sepoltura, prima di lasciare segretamente il paese, portando con sé alcuni nastri con la musica del suo Victor. Oggi le sue canzoni, politicamente impegnate e così intensamente umane, sono ricordate ed amate in tutto il mondo.

Te recuerdo Amanda

Te recuerdo Amanda,
la calle mojada,
corriendo a la fabrica
donde trabajava Manuel.

La sonrisa ancha,
la lluvia en el pelo,
no importaba nada,
ibas a encontrarte
con el, con el, con el, con el, con el.

Son cinco minutos,
la vida es eterna en cinco minutos.
Suenan las sirenas, de vuelta al trabajo
y tu, caminando lo iluminas todos,
los cinco minutos, te hacén florecer.

Te recuerdo Amanda,
la calle mojada
corriendo a la fabrica
donde trabajava Manuel.

La sonrisa ancha,
la lluvia en el pelo,
no importaba nada,
ibas a encontrarte
con el, con el, con el, con el, con el,

que partió a la sierra,
que nunca hizó nada,
que partió a la sierra
y en cinco minutos
quedó destrozado.

Suenan las sirenas,
de vuelta al trabajo,
muchos no volvieron,
tampoco Manuel.

Te recuerdo Amanda,
la calle mojada,
corriendo a la fabrica
donde trabajava Manuel.

Ti ricordo Amanda

Ti ricordo Amanda
la strada bagnata
mentre correvi alla fabbrica
dove lavorava Manuel.

Il sorriso aperto
la pioggia nei capelli
non importava niente
correvi a incontrarti
con lui con lui con lui con lui con lui.

Sono cinque minuti,
la vita è eterna in cinque minuti
suonano le sirene, si torna al lavoro
e tu camminando li illumini tutti,
quei cinque minuti ti hanno fatto fiorire.

Ti ricordo Amanda
la strada bagnata
mentre correvi alla fabbrica
dove lavorava Manuel.

Il sorriso aperto
la pioggia nei capelli
non importava niente
correvi a incontrarti
con lui con lui con lui con lui con lui,

che partì per la montagna
che non aveva fatto niente
che partì per la montagna
e in cinque minuti
è morto strangolato.

Suonano le sirene
di nuovo al lavoro
molti non tornarono
neanche Manuel.

Ti ricordo Amanda
la strada bagnata
mentre correvi alla fabbrica
dove lavorava Manuel.

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Written by matemauro

28-09-2008 a 22:42

Pubblicato su jara victor, musica

9 Risposte

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  1. con tutto il cuore!!!!
    l&r

    aironedistelle

    28-09-2008 at 23:01

  2. e te pareva….. mi sono scordata di scrivere AUGURI AUGURI AUGURI

    Bacioni immensissimi

    aironedistelle

    28-09-2008 at 23:03

  3. Auguroni !!!
    Un abbraccione Lucia

    lucy1957

    28-09-2008 at 23:05

  4. ciao mauro, giusto un anno fa, zompettando di blog in blog, sono capitata sul tuo.
    ritorno oggi per portarti i miei auguri sinceri e affettuosi di buon compleanno.
    un abbraccio

    FIOREDAUTUNNO

    28-09-2008 at 23:27

  5. Probanilmente un po’ di queste parole hanno suggestionato il grande Jannacci di “Vincenzina e la fabbrica”. Ormai credo che l’esempio e il ricordo non valgano più nulla, ma tutti dovremmo imparare dal suo coraggio.

    ofvalley

    29-09-2008 at 00:00

  6. un buon finale di domenica… ops, inizio di lunedì, con questa musica, che piacevole incontro…
    Càpito qui per il tuo compleanno? Auguri!

    arabapernice

    29-09-2008 at 00:00

  7. Il duo comico per cui lavoro si congedano dal pubblico con un motto che di dedico volentieri:
    “Auguri! Più che auguri… coraggio!”

    Auguroni!

    mircomirco

    29-09-2008 at 07:17

  8. Lo ricordo Victor Jara.
    Avevo un quaderno su cui incollavo le foto di Allende e gli scritti dei quotidiani su quella rivoluzione.
    Ricordo il supplizio delle sue mani…
    Saluti di lotta.
    s.

    xdanisx

    29-09-2008 at 17:37

  9. Come dimenticarlo? Bello quello che scrivi, grazie, Giulia

    giuba47

    30-09-2008 at 11:45


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