matemauro

Di matematica ma non soltanto…

Ciceruacchio

with 16 comments

ciceruacchio2

Angelo Brunetti detto Ciceruacchio (Roma, settembre 1800 – Porto Tolle, 10 agosto 1849) carrettiere, forse oste, gonfaloniere del rione di Campo Marzio e, come forse ebbe a dire lui stesso, a tempo perso "uomo e italiano". Il soprannome ciceruacchio è una corruzione dell’originale romanesco ciruacchiotto, in italiano "grassottello", datogli da bambino.

Era figlio di un maniscalco, popolano autentico di carattere vivacissimo e di notevole intelligenza. Era notissimo nella zona del porto di Ripetta, sulla riva sinistra del Tevere e pare che gestisse anche una taverna nei pressi di Porta del Popolo. Di carattere brillante e molto socievole, era beneamato dal popolo romano. Grazie alla sua innata capacità dialettica che non poté mai coltivare con l’istruzione, divenne presto un rappresentante informale dei sentimenti popolari. Era un cattolico osservante, ma aveva aderito alla Carboneria nel 1828 e cinque anni dopo si era affiliato alla Giovane Italia.

Distintosi fra i sostenitori di Pio IX nel periodo liberale del suo pontificato, fece presto a dissociarsi dal papa quando diede al suo pontificato un carattere reazionario antipopolare. Nel 1846 si schierò dalla parte degli ebrei quando venne consentito loro di esercitare le attività commerciali anche fuori dal ghetto e partecipò di persona all’abbattimento del muro che chiudeva il ghetto stesso. Ma quando, alla fine del 1847 e agli inizi dell’anno successivo, gli elementi più retrivi della corte presero il sopravvento, ispirando dure misure antipopolari, Ciceruacchio si schierò apertamente contro la Curia e divenne un punto di riferimento per tutti gli anticlericali. È facile perciò comprendere quale sia stato l’atteggiamento di Ciceruacchio durante la breve esperienza della Repubblica Romana del 1849. Egli organizzò trasporti di armi e munizioni per i difensori della Repubblica e si preoccupò di far passare, attraverso le maglie dell’assedio che stringeva Roma, bestiame e cibi per la popolazione affamata.

Quando Garibaldi la sera del 2 luglio lasciò Roma – dove era cessata la resistenza contro l’assalto dei francesi – per dirigersi verso Venezia, che ancora resisteva all’assedio austriaco, Ciceruacchio e i figli Luigi e Lorenzo lo seguirono e si diressero con lui a Cesenatico per imbarcarsi verso Venezia nella notte del 31 luglio. Bloccata la flottiglia garibaldina al largo di Punta Maestra, e perduti i contatti con il generale, si unirono a un piccolo gruppo di sbandati i quali vagarono disordinatamente per alcuni giorni nella zona del Delta fra persone infide che segnalarono agli austriaci la loro presenza.

Catturati il 10 agosto da una pattuglia croata furono fucilati la notte stessa senza alcun processo. Allineati sulla golena dell’argine destro del Po di Tolle, mentre i soldati caricavano i fucili, Ciceruacchio chiese che fosse risparmiato il figlio Lorenzo, di 13 anni. Il tenente Rokavina finse di aderire e invece ordinò di sparare prima a Lorenzo che, caduto a terra per le ferite ricevute, fu finito dai croati con i calci dei fucili.

L’episodio fu subito conosciuto nei paesi del Polesine perchè erano presenti gli uomini che scavarono le fosse, ma ci fu confusione sulle persone dei fucilati poichè Angelo, Lorenzo e Luigi Brunetti avevano dato cognomi falsi nei brevi interrogatori cui tutti erano stati sottoposti. L’atto di morte figura nella "cronistoria" della chiesa di San Nicolò che è oggi la parrocchia di Cà Venier, allora in Comune di Porto Viro, oggi di Porto Tolle. Nella chiesa è custodito il quaderno manoscritto di quella cronistoria. La grafia e la firma sono quelle di don Marco Sarto, parroco dell’epoca.

Il documento dice:

Lì, 11 agosto 1849

Per ordine dell’ I. R. Comando Militare, stazionato in Cà Tiepolo sino dai primi giorni del p.p. Maggio, alle ore 12 e mezzo della scorsa notte vennero ivi fucilati, e sepolti nel luogo della eseguita fucilazione i seguenti individui:

Ramorino O. Stefano, Sacerdote Genovese
Parodi Lorenzo,  Genovese
Lodadio Francesco, Romano
Fraternali Gaetano, Romano
Bossi Luigi, Romano
Baciagalussa Paolo, Romano
Bellazzi Angelo padre e
Bellazzi Lorenzo figlio, Romani

A causa di quei cognomi alterati (che i tre Brunetti avevano dichiarato per non farsi riconoscere), non si ebbe subito la certezza della morte di Ciceruacchio e dei suoi figli, oltre che degli altri loro compagni; anche perchè i croati cercarono invano di tenere nascosto l’episodio sul quale solo assai più tardi è stata fatta piena luce, soprattutto per opera di studiosi locali. Oggi i resti degli otto garibaldini sono nell’ossario del Gianicolo, sotto il monumento che custodisce la memoria degli eroici difensori della Repubblica Romana.

Si concluse così la gloriosa avventura di Ciceruacchio e dei suoi figli, mentre le mondine delle risaie tra i rami del Delta del Po cantavano una filastrocca di origine popolare ispirata dal tradimento di cui rimaesero vittime gli otto garibaldini. Essa diceva:

"Fiol d’un can d’un Pelli
che t’ha tradì chi sette
in mezzo a ghiera un prete
e el fiol del dotor."

ciceruacchio

NATO DA ONESTI POPOLANI NEL 1800
QUI DIMORÒ ANGELO BRUNETTI
DETTO CICERUACCHIO
OPEROSO ISPIRATORE DEL POPOLO A LIBERTÀ
FUGGENDO LA SERVITÙ DELLA PATRIA
FU MORTO DA FERRO STRANIERO
UNITAMENTE AI FIGLIUOLI LUIGI E LORENZO
IL 10 AGOSTO 1849
S.P.Q.R. 1871

DALLA RICONOSCENZA DEI CITTADINI
RESO IN EFFIGIE
QUI DOVE VISSE PER LA PATRIA 1872
(targhe in via di Ripetta 248)

Dice: come te chiami?
Angelo Brunetti, eccellenza, detto Ciceruacchio, gonfaloniere de Campo Marzio e de professione carettiere, se sente da come parlo.
Dice: allora perché te sei ‘mpicciato de cose che nun te riguardano?
Dico: perché io so’ carettiere, ma a tempo perso so’ omo, e l’omo se ‘mpiccia, eccellenza.
Difatti vie’ Garibardi e dice: "Famo l’Italia", e io che fo? nun me ‘mpiccio?
Io so’ romano, eccellenza, ma a tempo perso so’ italiano, è corpa?
Dice: sì
Ah, mo’ è corpa esse italiano?
No, dice lui, è corpa perché tu hai difeso l’anarchia e la rivoluzione.
Ma nossignore eccellenza, io ho difeso Roma, er paese mio e lei ce lo sa mejo de me. Ma come? I Francesi me pijano a cannonate e io nun me ‘mpiccio? nun me riguarda?
Insomma, eccellenza, se annamo a strigne, ch’avemo fatto de male? ‘sta creatura manco a dillo, ma io? Io ch’ho fatto? Ho voluto bene a Roma, embè? e da quanno in qua l’amor de patria è diventato un  delitto?
Però se nella legge vostra è un delitto vole’ bene ar paese propio, allora io so’ corpevole, anzi so’ reo confesso, e m’offennerebbe pure se me rimannaste assorto, percui, eccellenza, spero che lei se sia persuasa, e così voi che me sembrate… oooh, ma me state a senti’? No, dicevo, spero che pure voi ve sete appersuasi…
Achtung!
Ma che fate… no! er ragazzino no!

(Tratto dal film di Luigi Magni In nome del popolo sovrano)

Annunci

Written by matemauro

22-09-2008 a 16:22

Pubblicato su varie

16 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. E mò, dobbiamo rivedere tutto!! Redcats

    redcats

    22-09-2008 at 20:32

  2. Se non fosse una pagina drammatica mi verrebbe da dire: Renato Brunetta detto Cruacchio e basta (fusione tra co…ne e racchio)
    Bacissimi
    Recados, Gifs e Imagens no Glimboo.com

    La zampata del Leone 🙂

    aironedistelle

    22-09-2008 at 20:59

  3. mio bisnonno (Carlo) era garibaldino (per la precisione la sua brigata si chiamava “Cacciatori delle Alpi”) e ogni Primo Maggio scendeva in piazza con la camicia rossa !

    h2no3

    22-09-2008 at 21:54

  4. Beh. Tradito malamente.
    Un personaggio da ricordare.
    s.

    xdanisx

    22-09-2008 at 22:30

  5. Ecco perchè da “Ciceruacchio” fanno la carbonara 🙂

    xdanisx

    22-09-2008 at 23:26

  6. Grazie, Mauro.

    czedyo

    23-09-2008 at 12:08

  7. Sai che quando si parla di romanità con me sfondi una porta aperta! Inutile dirti che il pezzo da te selezionato è eccezionale. Lodi, lodi, lodi per aver parlato di una figura ignota ai più e di aver riproposto uno dei più bei monologhi romaneschi della storia! besos!

    Targhina

    23-09-2008 at 12:11

  8. non si può non notare il posto (tristissimo) dove è morto….

    Francesco071966

    23-09-2008 at 14:44

  9. Commossa dal trailer postato ho osato scrivere:
    “Nel nome di una libertà che oggi usiamo per tutto ciò che crediamo sia un nostro diritto, nel nome di una libertà che è stata costruita con il sangue dei popoli
    tutti, nel nome della libertà che ci ha visto vittime e carnefici, nel nome della libertà liberate il cuore da ogni oppressione e la mente dalle ombre dell’egoismo!”

    tamango

    23-09-2008 at 18:23

  10. Quante vittime fa il tradimento. Felice di rileggerti caro Mauro. Buona serata, un abbraccione!

    hettori

    23-09-2008 at 20:16

  11. Interessante…. così anche il film assume un diverso significato

    giolisso

    23-09-2008 at 22:59

  12. un gran personaggio:
    anche oggi avremmo bisogno di gente così.
    buona notte

    fiorirosa

    23-09-2008 at 23:48

  13. Complimenti! Bisognerebbe fare un libro di storia con le vite dei più umili; di quelli che hanno pagato per le idee allegramente sbandierate da altri…Non è il caso di Garibaldi (che mi piace moltissimo: un italiano molto “cubano”, direi) e di questo episodio. Ma Luigi Magni (grande: oggi sottovalutato) e i suoi personaggi di “sfiorati dalla storia” mi hanno fatto venire in mente la poesia di Brecht “domande di un lettore operaio” e “il cuoco di Salò” di DeGregori.
    🙂

    ofvalley

    23-09-2008 at 23:57

  14. .. adesso potete capire perchè gli istriani di origine italiana hanno abbandonato sotto la dominazione titina casa, affetti e poderi per venire in Italia: dove pur essendo fratelli ci hanno accolto da intrusi e visti di mal’occhio perchè la fame era dappertutto.

    Mitico e straziante è nel repertorio cinematografico l’ esule, che sul vapore Toscana mette la mano in tasca e si ritrova una chiave grande, la chiave della sua casa, della sua gioia della sua vita e storce la bocca in un ghigno di beffarda ironia… una chiave che non serve più. Il gesto abituale di mettersi la chiave in tasca, ora diventa un beffa, perchè quella chiave è inutile… la guarda e la butta in mare…

    complimenti per il blog!
    Renata

    ontanoverde

    24-09-2008 at 08:57

  15. Ci hai regalato un’altra bellissima pagina di storia. Pensavo a cosa direbbe Bossi di questi italiani che hanno contribuito a fare l’Italia. Altra razza, quella dei “padani”…

    miettapuntox

    24-09-2008 at 21:35

  16. So rea confessa pur’io.
    Visto il film, adorato Nino Manfredi in tutta la sua vita di artista.

    cugpref

    01-10-2008 at 19:35


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: