matemauro

Di matematica ma non soltanto…

40 anni fa, la repressione della Primavera

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La democrazia non è solamente la possibilità e il diritto di esprimere la propria opinione, ma è anche la garanzia che tale opinione venga presa in considerazione da parte del potere, la possibilità per ciascuno di avere una parte reale nelle decisioni.
(Alexander Dubček)

praga 1939

colloquio

Queste due foto vi sembrano diverse, vero?

Sono diverse per le uniformi che vi compaiono (naziste nella prima, sovietiche nella seconda), per i volti raffigurati (distrutti dal dolore nella prima, intenti al colloquio con i soldati nella seconda), per gli abbigliamenti immortalati (abiti in stile anni 30 nella prima, anni 60 nella seconda), per il tipo di fotografia (pressoché ufficiale nella prima, molto spontanea nella seconda).

Eppure per me quelle due foto sono la stessa foto, perché rappresentanto due momenti tanto diversi eppure tanto simili del paese che più amo dopo l’Italia (ma non ho difficoltà a riconoscere che in determinati momenti passa in prima posizione).

La prima foto è stata scattata il 15 marzo 1939, e coglie l’ingresso a Praga dell’esercito nazista, sei mesi dopo che le cosiddette "democrazie occidentali" (Francia e Gran Bretagna), mediante il patto di Monaco, con il clownesco contributo di Mussolini, avevano consegnato su un piatto d’argento a Hitler la repubblica cecoslovacca, nata vent’anni prima sulle rovine dell’impero austro-ungarico di francesco-giuseppiana memoria, sperando ignobilmente di distogliere da sé l’attenzione del famelico lupo nazista.

La seconda foto è invece stata scattata il 21 agosto 1968; nella notte tra il 20 e il 21 le truppe del patto di Varsavia (esclusi i romeni) entravano, senza essere invitate, in territorio cecoslovacco. L’invasione (secondo gli invasori l’"aiuto fraterno") doveva reprimere quello che è stato il primo, serio e purtroppo unico tentativo di rendere "umano" il socialismo reale come sviluppatosi nell’Europa orientale del XX secolo, la primavera di Praga.

Ma le primavere non sono nate con quella di Praga e non sono finite: tutto il mondo, dall’inizio dei tempi a oggi, vive gli stridenti contrasti tra un "potere imperiale" (che sia di stampo persiano, greco, romano, nazista, statunitense, russo o cinese per quanto riguarda la politica estera, ovvero cesariano, mussoliniano, hitleriano, staliniano, berlusconiano, sarkozyano o putiniano in politica interna) che fa della propria sopravvivenza – e del mantenimento di sé come unico potere "buono" possibile – la sua ragion d’essere, e i desideri di cambiamento, di ribellione anche non violenta, che una minoranza accorta e pensante di cittadini vorrebbe attuare. Non per sfizio o per voglia di fare la rivoluzione, ma semplicemente perché, mentre il potere, a causa della sua elefantiaca immobilità, non può che richiudersi a riccio, nascondendo anche a se stesso gli effetti negativi del suo predominio, questi effetti sono invece ben visibili e per quanto possibile vanno divulgati, anche a costo di sembrare Cassandre vocianti nel tranquillo mare dell’ordine universale raggiunto.

Ad Alexander Dubček

Nuove primavere,
come in ogni tempo
il mondo brama.
E nuovi profeti
all’uomo narranti verrano:
non è eterna la notte!
Sašenka, principe slovacco,
la tua eredità altri raccoglieranno,
tenendo nel cuore la disillusione
di quell’agosto praghese.
Ma il futuro della nuova alba,
tra dieci o tra cent’anni,
con tutto il suo splendore,
mai eguaglierà
quello che tu hai tentato.

Primavera di Praga
Francesco Guccini

Di antichi fasti la piazza vestita
grigia guardava la nuova sua vita:
come ogni giorno la notte arrivava,
frasi consuete sui muri di Praga.

Ma poi la piazza fermò la sua vita
e breve ebbe un grido la folla smarrita
quando la fiamma violenta ed atroce
spezzò gridando ogni suono di voce.

Son come falchi quei carri appostati;
corron parole sui visi arrossati,
corre il dolore bruciando ogni strada
e lancia grida ogni muro di Praga.

Quando la piazza fermò la sua vita
sudava sangue la folla ferita,
quando la fiamma col suo fumo nero
lasciò la terra e si alzò verso il cielo,

quando ciascuno ebbe tinta la mano,
quando quel fumo si sparse lontano
Jan Hus di nuovo sul rogo bruciava
all’orizzonte del cielo di Praga.

Dimmi chi sono quegli uomini lenti
coi pugni stretti e con l’odio fra denti;
dimmi chi sono quegli uomini stanchi
di chinar la testa e di tirare avanti;

dimmi chi era che il corpo portava,
la città intera che lo accompagnava:
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga.

Nella foto qui sotto: 1989, Alexander Dubček, per la prima volta all’estero vent’anni dopo, in occasione della sua laurea honoris causa all’università di Bologna, con i miei genitori.

Dubcek, mamma e papà

Nell’ultima foto: scritte sui muri di Praga nei gorni dell’invasione. Le scritte recitano:
"Lenin, alzati! Brežnev è impazzito!"
"Sovietici, tornatevene a casa!" (in russo)
"Protestiamo aspramente contro l’occupazione della Cecoslovacchia"
"Unione sovietica garanzia di pace" (ironicamente…)
"Urss -> 1.000 km." (una sorta di indicazione stradale…)

scritte Praga 1

Per chi volesse saperne di più su Dubček e sul "socialismo dal volto umano" consiglio la lettura della sua autobiografia (terminata di scrivere poco prima che morisse in un incidente stadale), che è uscita oggi in edicola assieme a l’Unità; l’edizione è curata da Jiří Hochman, una storico ceco attualmente docente all’Ohio State University, la traduzione è di mio padre (non è pubblicità occulta, non ci prende un centesimo ).

[La poesia Ad Alexander Dubček è mia; Sašenka (si legge "sàscenka") è un diminutivo di Alexander.]

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Written by matemauro

20-08-2008 a 14:30

22 Risposte

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  1. Questo post è permeato di grandissima umanità caro Mauro perchè ragioni storiche accompagnate a sensazioni ed emozioni tue personali onorano il ricordo di quei momenti così dolorosi e concitati. Il passato è sempre la miglior misura del presente secondo me e il presente lo è del futuro perchè ne sarà, a sua volta, passato. Bellissimo post.

    hettori

    20-08-2008 at 13:59

  2. ..”io le ho viste che
    cantavano nei giorni
    brevi di un’idea
    e gomiti e amicizie
    intrecciati per una
    strada
    io le ho viste
    stringere le lacrime
    di una primavera
    che non venne mai
    volo di cicogne con
    ali di cera….”

    Meraviglioso passaggio della nota canzone baglioniana “Le ragazze dell’est” che ben evidenzia la situazione di quel periodo vista dalle donne. Baciotti

    Targhina

    20-08-2008 at 14:26

  3. Non si può non ricordare con commozione la brutale invasione sovietica della Cecoslovacchia, desiderosa di pervenire ad un “socialismo dal volto umano”.
    A distanza di tanti anni, crollato il sistema sovietico, è da constatare, purtroppo, che la vocazione al dominio mondiale non è cessata, e che anzi, è espressa proprio dal paese a cui allora si rivolgevano con fiducia gli amanti della libertà.
    Alberto.

    xdanisx

    20-08-2008 at 14:29

  4. Un omaggio ai tuoi versi, al vissuto di famiglia ed a ciò che aiuta, caro Mauro, chi ha voglia di saperne di più, chi non ricorda perchè non c’era, chi non ha pianto per il sacrificio di J. Palach.( mi scuso se la grafia non è corretta)
    Chi vive la storia di riflesso, chi la dimentica, chi preferisce altro, chi vive in un occidente così contradditorio senza aver voluto o potuto scavare informazioni su un passato recente, per i tempi della storia.
    Un abbraccio a te, complimenti al babbo e per mamma Marcella, che ho imparato ad amare attraverso i tuoi ricordi, un pensiero tenero ed affettuoso, proprio in questi giorni che precedono il ricordo della scomparsa della mia.
    Ti abbraccio forte.
    p.s. Alberto è mio marito.

    xdanisx

    20-08-2008 at 15:10

  5. È sempre amaro leggere che la libertà si tesse con i cadaveri di chi l’ha voluta fortemente.Ancor di più è amaro che avvenga oggi che sappiamo che il vero potere è solo “la conoscenza” e consapevolezza che esso non ha colore. Il mio pensiero vada a tutti coloro che si sono immolati nel nome della libertà.
    Complimenti per tuo padre e per te!

    tamango

    20-08-2008 at 17:56

  6. Complimenti per l’impegno “storico” di famiglia!

    T3rminator

    20-08-2008 at 19:30

  7. Un abbraccio grande grande
    l & r

    aironedistelle

    20-08-2008 at 20:18

  8. Mauro, se vieni sul picnic c’è una sorpresa per te
    baci
    Recados, Gifs e Imagens no Glimboo.com

    aironedistelle

    20-08-2008 at 20:24

  9. grande, grande, grande

    preferisco non commentare mauro
    hai le dite al servizio della mente e del cuore…..

    grande

    un abbraccio
    max

    memorialiquida

    20-08-2008 at 20:50

  10. Ho sempre bene in mente le lacrime del presidente Dubcek durante il suo appello che vidi in un documentario anni fa… una pagina di storia che deve servire da insegnamento. Grazie anche a Te per aver ricordato questo triste episodio della Guerra Fredda… un saluto…

    donburo

    20-08-2008 at 21:10

  11. molto bello questo post!
    concordo con la frase all’inizio sul significato di democrazia!!
    complimenti anche ai tuoi genitori, ora capisco molte cose ..:-)
    un abbraccione

    giovanotta

    20-08-2008 at 22:29

  12. Sono stato a Praga,sono stato nel luogo dove lo studente universitario Ian Palach s’è immolato durante la protesta del popolo ceco,a lui va il mio pensiero su quel tragico avvenimento,contro qualsiasi forma di regime e soffocamento del libero pensiero.

    La risposta al tuo commento

    Il gioco delle tre carte portato nella vetrina economica,Mauro,i polli da spennare sono sempre i soliti,ormai non vi sono segni di reazione,è l’aspetto più preoccupante.

    Notte,charlie

    charliebrown01

    20-08-2008 at 23:28

  13. bellissimo post, amo tanto Praga la culla della cultura, è bellissima nel 1990 ogni mese andavo e mi fermavo per 15 giorni, ho bellissimi ricordi.Un caro saluto franca

    ceglieterrestre

    20-08-2008 at 23:28

  14. Ho dimenticato i complimenti alla tua famiglia,la foto con Dubcek dimostra la bellezza dell’aver due genitori così sensibili.

    Ciao,charlie

    charliebrown01

    20-08-2008 at 23:33

  15. Adesso capisco da chi hai preso!
    Complimenti!

    un abbraccione!

    mircomirco

    21-08-2008 at 08:34

  16. Complimenti per questo tuo post… Ricordo quel periodo anche perchè avevo un’amica cecoslovacca che aveva partecipato e quando la primavera è finita le ho letto una grande tristezza negli occhi. Un abbraccio, Giulia

    giuba47

    21-08-2008 at 08:34

  17. Lo sapevo che non potevi essere così come sei, nascendo “dal nulla”!

    Due genitori eccezionali, una storica amicizia, un passato ricco, ricchissimo. Grande Mauro.

    Archimede63

    21-08-2008 at 08:47

  18. quoto archimede: grande mauro.

    iosempreio

    21-08-2008 at 10:02

  19. la foto coi tuoi è bellissima! Per il resto, mi pare che l’uomo, dalla storia, impari ben poco. ;-)***

    Princy60

    21-08-2008 at 10:21

  20. La storia molto dettagliata di quel processo che subì il congelamento fino al 1989 quando dal famoso balcone di piazza Venceslao,una bellezza indescrivibile quell’area, comparirono Havel e Dubcek,l’apoteosi dell’indipendenza del popolo ceco e slovacco.

    Mauro,tuo padre è un grande,grazie per la segnalazione.

    charlie

    charliebrown01

    21-08-2008 at 12:35

  21. Mi hai fatto venire il magone. Ero piccola ma mi ricordo bene tutto, anche perchè ero appassionata di ginnastica artistica e seguii alle Olimpiadi la ginnasta ceca Vera Caslavska…purtroppo la storia tende a ripetersi ancora…un grande abbraccio

    utente anonimo

    21-08-2008 at 18:52

  22. un saluto stanco ma affettuoso, tornerò per leggere con calma
    ciao

    elenamaria

    24-08-2008 at 20:11


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