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Di matematica ma non soltanto…

Talete e la piramide (racconto) – 1ª parte

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talete

talete trasl

Talete, appoggiato alla balaustra del mercantile greco, guarda allontanarsi le coste della Ionia, dov’è vissuto fino a quel momento, mentre Mileto, la sua città, scompare in lontananza. La nave è diretta in Egitto, recando oltre mille giare di olio e di vino; dai commercianti della  terra dei faraoni il proprietario del mercantile si aspetta di ricevere in cambio un cospicuo carico di grano e, soprattutto, di papiro, generi purtroppo non reperibili in patria, data la scarsità di terreni coltivabili.

La nave è sospinta dai venti etesii, che soffiano soltanto per il periodo della canicola. Il vento è propizio, costante, quasi gagliardo: spira diritto in poppa, tiene ben gonfia la grande vela quadra, e trae dagli alberi, dal sartiame e da tutti i legni che reggono i primi e trattengono il secondo, un concerto quasi melodioso e gaio di schianti, sibili e schricchiolii, che il mare accompagna col chiaro fruscìo dell’onda tagliata. Certo, benedicono quel vento i rematori, che ora dormono sui gironi e sotto i banchi. Ma che ne pensa il nocchiero che spia dalla prora?

Naviga già da molti giorni e notti, e per fortuna non ha avuto incontri spiacevoli con i predoni del mare, che infestano le acque del Mediterraneo, sempre pronti ad assalire le navi di passaggio; ora, mentre l’aurora rischiara il cielo a oriente, dovrebbe essere quasi giunto all’altra riva del mare; quel vento non gli sarà fatale fra poco, tra le insidie dell’oscurità e d’una costa rocciosa? Il viso è inquieto ma non angosciato: appare tranquillo e fiducioso, teso soltanto dall’impazienza. E d’un tratto si schiarisce e gli occhi brillano. Gli occhi hanno visto, ma la mente e il ricordo di viaggi precedenti li hanno preceduti, l’imbocco del Porto Reale di Alessandria. Risveglia con un grido i rematori, ordinando ad altri addetti di ammainare la vela, che ormai sarebbe soltanto d’impaccio per le manovre finali.

Certo, il nostro nocchiero è privilegiato da una missione ufficiale o qualcosa di simile, poiché altrimenti dovrebbe aggirare Capo Lochias a ponente e cercarsi un posto nell”immensa selva di navigli d’ogni sorta dell’Eunosto, il Porto del Buon Ritorno, il più grande e più ricco porto commerciale di tutto il mondo conosciuto. Invece, arriva tranquillamente in vista di Alessandria ed entra nel lago Mareotis. Il nocchiero trova presto il molo al quale attraccare: proprio accanto a una feluca, il battello giusto per navigare il Nilo.

La feluca, con Talete a bordo, prende il largo su un Nilo già reso molto gonfio dalle acque, dato che si è in pieno periodo di inondazione. Dopo qualche giorno di navigazione, arriva a Sais, la capitale del faraone Amasis II, e nel porto della città lo attende il consigliere del faraone, Harsiesi. Viene considerato un personaggio importante, Talete, da queste parti, grazie alla saggia politica del sovrano, che ha stretto rapporti di amicizia e di alleanza con le città greche, tanto da essere soprannominato Filelleno. Ha addirittura sposato una donna di Cirene, Laodice, e ha fornito un danaroso contributo per la riedificazione del tempio di Delfi, distrutto da un incendio qualche anno prima.

Accompagnato da Harsiesi, Talete si reca per la prima volta a far visita al faraone nella sua sontuosa reggia. Lo attende il sovrano, sul trono regale, abbigliato e agghindato come si conviene per ricevere il personaggio che nei secoli a venire verrà ricordato come uno dei "sette saggi" dell’antichità: indossa un grande vestito, il gonnellino shenti, corto e a pieghe; come sempre quando appare in pubblico non ha la testa scoperta, porta una parrucca e sopra di essa il nemes con il serpente ureo; una barba posticcia si unisce al copricapo; completano il suo abbigliamento collane, pettorali e bracciali e ai piedi un paio di sandali color dell’oro.

Il faraone saluta il gradito ospite, ringraziando il dio Ra per avergli concesso un viaggio scevro da pericoli e gli presenta gli altri dignitari che sono presenti all’incontro, tra i quali il più importante è senza dubbio l’agrimensore di corte, Senenmut; è lui che ogni novembre, dopo le piene del Nilo, è incaricato, con i suoi impiegati e grazie alle mappe mantenute sempre aggiornate, di ristabilire i corretti confini tra i poderi che vengono allagati da giugno a settembre, depositando il limo che rende così fertili le sue terre.

Talete ringrazia il sovrano per la sua accoglienza, poi si apparta con Senenmut: molto hanno da discutere i due di questioni pratiche; ma soprattutto Talete vuole conoscere meglio le regole e i principi sui quali si fonda la tecnica dell’egizio per la stesura delle sue mappe e per il riporto successivo sul terreno: non sono intenti a ponderare su questioni astratte, non sono osservatori della natura in senso accademico, ma uomini pratici e attivi; quando volgono la mente a problemi pratici, lo fanno alla luce dell’esperienza quotidiana, per conservare e migliorare lo stato delle cose.

Senenmut di una cosa soprattutto si duole con Talete:

– Sai, caro amico, nonostante noi agrimensori siamo bravissimi a calcolare le distanze sulle rive del nostro sacro fiume, non siamo purtroppo ancora riusciti a calcolare le altezze dei monumenti e degli edifici che ci circondano; è una sapienza che abbiamo perso, dato che i nostri predecessori sicuramente la conoscevano! Non si spiega altrimenti come avrebbero potuto costruire meraviglie alte come la tomba funeraria del faraone Cheope, che si trova a non molta distanza da dove siamo ora…

Questa frase risveglia la curiosità dell’anziano greco, che non ha mai sentito parlare di tale monumento funebre. Chiede spiegazioni all’agrimensore, che così risponde:

– Se vuoi, domani stesso ti faccio accompagnare dalla feluca reale nella piana di Giza, così potrai renderti conto da solo di quanto ti sto dicendo.

Talete accetta con gratitudine, poi i due continuano a parlare di tecniche di misurazione e di riporto su papiro.

[continua…]

[Liberamente elaborato a partire da Raccolta delle vite e delle dottrine dei filosofi di Diogene Laerzio, Storie di Erodoto di Alicarnasso, Il teorema del pappagallo di Denis Guedj]

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Written by matemauro

21-05-2008 a 14:39

15 Risposte

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  1. Bravo Mauro,anche i racconti …
    Interessante.Ma questo è il Talete che ci tormentava a scuola?
    A quando la prossima puntata?
    Che capoccia la tua!!

    Tiè,prendi eporta a casa!!

    tamango

    21-05-2008 at 15:20

  2. Vorrei tanto sapere che equazione ha scritto tamango!!!!!e vorrei sapere anch’io a quando la II^ puntata?

    cugpref

    21-05-2008 at 18:50

  3. glitter-graphics.com
    Bellissima descrizione del concerto melodioso del vento tra la vela, gli alberi e le sartie.
    Telete sarà certamente un commerciante importante visto che il faraone lo saluta personalmente. Quali altri affari avranno in mente?
    devo attendere la seconda parte.
    Telete rimarrà affascinato quando arriverà a Gitza, anche se navigatore apprezzerà le alte meraviglie tra la sabbia del deserto.
    Questo accade pure a chi subisce il fascino del passato…
    – era ora che ci facessi leggere un racconto.
    Complimenti amico mio!

    tumbergia

    21-05-2008 at 19:25

  4. Bellissima descrizione del concerto melodioso del vento tra la vela, gli alberi e le sartie.
    Telete sarà certamente un commerciante importante visto che il faraone lo saluta personalmente. Quali altri affari avranno in mente?
    devo attendere la seconda parte.
    Telete rimarrà affascinato quando arriverà a Gitza, anche se navigatore apprezzerà le alte meraviglie tra la sabbia del deserto.
    Questo accade pure a chi subisce il fascino del passato…
    – era ora che ci facessi leggere un racconto.
    Complimenti amico mio!

    tumbergia

    21-05-2008 at 19:27

  5. Rielaborazione doc…!

    Come commerciante, sembra che Talete allungasse l’olio d’oliva da vendere con l’acqua…
    E poi si divertisse, come filosofo, a sostenere che il principio primo di tutte le cose è proprio l’acqua!

    buona serata!

    mircomirco

    21-05-2008 at 20:52

  6. Ho un ricordo scolastico di Talete legato a un affare di frantoi….
    Da qui l’olio…
    Ma con il vino è ancora meglio…

    buona giornata!

    mircomirco

    22-05-2008 at 05:24

  7. Mauro, adesso posso anche buttare il mio post su Talete in tre puntate, compresi disegni e descrizioni.

    Certo, non potevi sapere, non devi sentirti assolutamente in colpa!

    Avevo letto anch’io “Il Teorema del pappagallo” e avevo preparato un lungo pezzo per raccontare come gli fu possibile misurare l’altezza della Piramide… che sconforto!

    Archimede63

    22-05-2008 at 07:59

  8. Se almeno te ne avessi parlato, venerdì scorso… 😦

    Archimede63

    22-05-2008 at 08:01


  9. Grazie di cuore per gli auguri, è stata una bella sorpresa.
    Grazie Mauro!

    tumbergia

    22-05-2008 at 09:11

  10. Talete non lo conoscevo molto, ma mi sembra interessante approfondire.

    bulumba

    22-05-2008 at 10:25

  11. Un sorriso…

    DonnaFelice

    22-05-2008 at 17:15

  12. Talete sul Nilo
    come Agatha Christie
    bello
    ciao

    yetbutaname

    22-05-2008 at 17:37

  13. Interessante questo tuo racconto..
    Il viso è inquieto ma non angosciato: appare tranquillo e fiducioso, teso soltanto dall’impazienza. E d’un tratto si schiarisce e gli occhi brillano.
    Così ti immagino mentre scrivi …
    Un caro abraccio,navigatore dei sette mari!

    alice64

    22-05-2008 at 17:58

  14. mamma mia , la matematica
    per me è proprio un’opinione

    TiffanyH

    22-05-2008 at 20:44

  15. 35 chili e 35 anni fa a Gitza,ne è passata di acqua sotto i ponti e i postulati e i teoremi di Talete non quadrano più.Manca la proporzionalità:sarà che è stato perso anche il senso della misura?
    Buonanotte matematico!!!

    Evariste Galois

    utente anonimo

    22-05-2008 at 22:13


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