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L’altro pezzo di verità sulle «foibe»

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In Slovenia e in Croazia, proprio in questi primi giorni di febbraio, le associazioni della Resistenza e le famiglie delle vittime delle stragi fasciste e naziste hanno commemorato le vittime di alcune stragi compiute nel febbraio 1944 dagli occupanti nazisti e dai collaborazionisti repubblichini italiani al loro servizio: militanti nella X Mas, nella Milizia Territoriale, nei reparti armati del Partito Fascista Repubblicano e in altre formazioni.
La «Giornata del Ricordo» del 10 febbraio (data assurda, tra l’altro, visto che il 10 febbraio del 1947 è la data del trattato di firma della pace di Parigi dopo la II guerra mondiale, che vide l’Italia, insieme con la Germania, dalla parte degli sconfitti, nonostante che il nostro paese avesse contribuito con la guerra di Liberazione alla sconfitta del nazifascismo…), coincide dunque con anniversari altrettanto tragici e tristi per le popolazioni italiane, slovene e croate dell’Istria che, dopo una breve parentesi «partigiana» (dal 9 settembre ai primissimi giorni di ottobre 1943) conobbero l’occupazione nazista, l’annessione all’Adriatische Kunstenland tedesco e un’interminabile serie di massacri di civili, di incendi di villaggi e di deportazioni. Con l’aiuto dei fascisti italiani i tedeschi diedero la caccia agli «infoibatori», ai combattenti della Resistenza, ai cosiddetti «badogliani» e a tutti coloro che gli si opponevano, massacrando nel giro di pochi mesi oltre 5.000 civili italiani e slavi e deportandone 12.000 nella sola Istria. Un’altra ondata di stragi e di distruzioni si ebbe nel 1944, sempre con la complicità e il sostegno dei fascisti italiani. Il fatto è che la memoria italiana è una memoria selezionata: è giusto rievocare le tragedie delle foibe e dell’esodo, ma perché non si ricordano i venti anni di persecuzioni fasciste contro gli slavi in Istria e le stragi in Montenegro, Dalmazia e Slovenia sotto l’occupazione dell’esercito italiano dall’aprile 1941 all’8 settembre 1943? Perché non si ricordano le vendette compiute nel litorale adriatico?
La storia delle foibe è strettamente collegata alla storia dell’esodo degli italiani dall’Istria e da Fiume: una delle conseguenze delle foibe fu l’esodo e, quindi, lo stravolgimento della fisionomia etnica dei territori ceduti dall’Italia alla Jugoslavia col trattato di pace. Il che non significa, però, che «fascisti e non fascisti» furono gettati nelle foibe per stravolgere la fisionomia etnica della regione. Anche perché sloveni e croati che pure finirono nelle foibe furono dieci volte più numerosi degli italiani. Si offende la verità quando da parte dei revisionisti storici italiani si parla di genocidio e di pulizia etnica. È un tentativo di falsificare la verità storica, di presentare il movimento resistenziale croato e sloveno come criminale.
La vendetta delle foibe posta in atto dagli insorti e dai partigiani istriani nel settembre 1943 e nell’immediato dopoguerra non giustifica i crimini: le foibe restano un crimine ingiustificabile; però è insopportabile questo revanscismo della destra. I fatti storici restano quelli che sono, anche se gli uomini li interpretano come vogliono.
Quel che rimane è la storia e non serve farle violenza. Non ci sono fasi giuste e fasi sbagliate della storia. Ci sono atti e fatti sbagliati, brutti ed indecenti, commessi dagli uomini. I misfatti sono frutto delle azioni umane, non cadono dal cielo. E rappresentare i combattenti per la giustizia e per la libertà come malfattori e assassini vili mi sembra un fatto di per sé indecente e scabroso, un fatto che non promette bene per il futuro.
Che i carnefici diventino eroi mi pare davvero esagerato e oltraggioso. A questa bufala, tanto grossa quanto vergognosa, rispondo con le parole di Giorgio Bocca:

"La storiografia moderna si è cosi riempita di pidocchi revisionisti che pretendono di cambiare gli accaduti, le memoria, la toponomastica, i libri di testo. Quelli che combattevano dopo l’8 settembre al fianco dei nazisti, volevano che i nazisti vincessero la guerra. Volevano la fine delle libertà. Furono invece i partiti della Resistenza a recuperare le libertà, anche i comunisti che le sancirono con la Costituzione. «I morti» diceva Pavese «sono tutti eguali, partigiani e repubblichini», tutti travolti dal fatto. Ma non erano uguali le loro storie, le loro idee. La pietà è una cosa che fa parte del sentimento umano solidale, ma la pietà per le idee non ha senso, non si può avere pietà per le idee barbare, assassine, non si può revisionare l’orrore, si può al massimo dimenticarlo."

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Written by matemauro

10-02-2008 a 14:40

Pubblicato su foibe, politica, storia

8 Risposte

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  1. Ben detto Mauro! Ieri pomeriggio qui a Trieste in centro città c’era una manifestazione di destra contro la Croazia e contro la Slovenia. Abbiamo tolto il confine con la Slovenia il 20 dicembre, prima o poi cadrà anche quello con la Croazia e siamo ancora a manifestare reclamando l’Istria…cose fuori dal tempo, fuori dalla storia. Purtroppo queste idee a Trieste sono molto diffuse, ci sono ancora molti pregiudizi contro gli slavi.

    coleus

    10-02-2008 at 18:27

  2. Concordo…
    Un bacio bel vecchietto!!!

    Biancapazienza

    10-02-2008 at 18:48

  3. Molte belle e sagge le parole di Bocca. Purtroppo il revisionismo storico è una malattia che intacca il presente perchè nessuno ricorda il passato. Prtroppo….

    donburo

    10-02-2008 at 20:47

  4. La verità storica la conoscono solo coloro che l’hanno vissuta, la storiografia è sempre di parte, a seconda di che fazione la racconti. La realtà è che in nome della guerra, tutto è permesso…ne hanno fatto perfino un proverbio! Nessuno ha interesse a far uscire fuori la verità, tanto è vero che qui a Trieste , i fatti che ci hanno riguardato durante le guerre mondiali…non vengono studiati a scuola…io dico…quando si studierà un po’ la storia col metodo “ambientale”…? bisognerebbe almeno capire ciò che è accaduto ai nostri nonni…visto che non parliamo di preistoria. Inoltre sono d’accordo sul fatto che sia assurdo ancora fare i cortei per i beni abbandonati, perchè ormai le generazioni che hanno dovuto lasciare tutto (e non è stata una passeggiata), si sono già rifatte una vita….Se il passato deve servire ad evitare errori futuri, ben venga lo studio degli errori passati. Se deve solo servire a fomentare rabbia…meglio dimenticare. Comunque chiamare slavi sia gli sloveni, i croati, i serbi, i montenegrini…..è un grave errore. Sono popolazioni molto diverse nelle tradizioni e nelle culture. Ecco perchè dopo decenni di coesistenza forzatav, ogni popolo ha scelto l’indipendenza…..e i nostri vicini sloveni, vi posso assicurare, sono spesso molto più simili agli austriaci che ai macedoni…quindi smettiamola di sentirci superiori…e confrontiamoci su argomenti costruttivi e non su vecchie propagande.
    ciao dalla terra di confine (la Slovenia la vedo dalla finestra).
    venolia

    Venolia

    10-02-2008 at 22:45

  5. Bravo mauro, finalmente sento parlare di foibe in un’altra ottica.
    Le foibe sono un argomento delicato e oramai fatto proprio dalla destra nazionalista.
    Quella destra che troppo spesso parla di foibe e della violenza slavo-comunista e mai della violenza del fascismo di confine, dell’assimilazione forzata a cui furono condotte la minoranza slovena e croata, della perdita della loro dignità, della loro lingua e della propria cultura.

    utente anonimo

    11-02-2008 at 13:24

  6. Saluti, ero Gaia da Sofia

    utente anonimo

    11-02-2008 at 13:25

  7. Si, a volte viene stravolta e copovolta la realtà, è vero ” i morti son tutti eguali”. Riflettendo mi vengono in mente certe atrocità che si son scambiati Serbi e Croati, e questo è successo non lontano negli anni. Ci son popoli che per diversità etniche e di religione hanno bisogno di un regime dittatoriale: morto Tito (?) vittime e carnefici hanno fatto a gara a chi commetteva più barbarie…
    *********
    Buona notte, Mauro!

    tumbergia

    11-02-2008 at 22:28

  8. Mauro,spero di non essere equivocata.I repubblichini ,i fascisti sono coloro che insieme ai nazisti ,nel nome delle “minchiate” hanno riempito le fosse è vero,ma in nome delle stesse minchiate anche l’impero romano riempì molte fosse.Tu mi dirai che l’impero romano voleva estendere nel nome della civiltà i suoi tentacoli,e non ci furono morti perchè la civiltà si propagasse?.Chi ha detto che le popolazioni sopracitate volevano essere civilizzate? Tutte le invasioni e le guerre che l’uomo ha messo in atto sono e saranno solo per dominare e per arricchirsi comunque, sempre a discapito della gente comune(cosiddetta civile per distinguerla dai militari).La storia comunque non sempre è attendibile
    si è scoperto che molti capitoli di essa sono delle vere e propie bufale che sono arrivate a noi molto “romanzate”. E tu a questo punto mi dici che i morti nelle foibe e quelle delle camere a gas dei campi di sterminio non sono romanzi; no ,infatti,quella è una “storia” recente che ha ancora dei testimoni per fortuna , e purtoppo anche forse la più crudele e cruenta,ma nel nome delle
    “minchiate” tutti hanno commeso degli errori e noi abbiamo sempre cercato di schierarci o da una parte o dall’altra nel nome degli ideali.

    tamango

    12-02-2008 at 01:09


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