matemauro

Di matematica ma non soltanto…

Essere e divenire

with 30 comments

Ho letto ieri un post di Lella:

"Essere vuol dire essere semplici, ordinari. Divenire vuol dire essere malati, squilibrati, divisi… Accetta semplicemente di essere ciò che sei. Dal tuo accettarti nasce l’intelligenza, perché accumulerai in te energia infinita. Non sacrificare più il tuo presente, celebralo!".

È una frase di tal Osho, fondatore e leader del "Movimento Osho-Rajneesh", un controverso movimento spirituale i cui seguaci sono noti come "arancioni", o come "neo-sannyasin" (sanyāsa in hindi significa asceta) da non confondere peraltro con gli Hare-Krishna per l’identità di colore della tunica indossata (da Wikipedia).

Non sono d’accordo con quella frase, e poiché le argomentazioni saranno abbastanza lunghe, preferisco riportarle qui, per non intasare il post di Lella e anche perché vorrei che qui si sviluppasse, eventualmente, un dibattito a questo proposito.

Sul contrasto tra essere e divenire si dibatte dagli albori della filosofia, sia in Oriente che in Occidente.

Eraclito (VI-V secolo p.e.V.) riteneva che l’unica entità esistente fosse l’essere, aldilà di ogni percezione soggettiva. In particolare, sosteneva che:

1. L’essere è, il non-essere non è, l’essere non può non essere, in quanto il non essere "non è" e non sarà mai.

2. L’essere è eterno, in quanto non nasce, non è generato (infatti vorrebbe dire che prima non-era) e non muore (vorrebbe dire che non-sarebbe più). Non ci sono posizioni intermedie tra essere e non-essere, in quanto l’esistenza di ciò che non-è non è possibile per sua stessa natura.

3. L’essere è indivisibile e perfetto. Nessun elemento lo può integrare in quanto è già integro, visto che comprende tutto ciò che è.

4. L’essere è sempre identico a se stesso in quanto è tutto e non può divenire né mutare in qualcos’altro che non sia l’essere stesso (non esistono molteplici "essere", sarebbe a dire che esistono diversi "tutto", la qual cosa contraddice la definizione stessa della totalità).

5. Tutte le parole che indicano una condizione di non-essere sono false: il silenzio (il non-essere suono), il buio (il non-essere luce) sono parole inammissibili secondo logica: non possiamo vedere il buio e non possiamo sentire il silenzio.

Dunque Parmenide afferma che il molteplice non esiste, il molteplice non è la verità. Il mondo sensibile, nel quale l’uomo si muove e percepisce il divenire come reale, non può essere l’essere stesso, che non muta mai, il mondo sensibile è allora doxa (opinione), mentre la verità (aletheia) è soltanto l’essere, del quale la realtà è una determinazione, ovvero un modo in cui l’essere si manifesta. Il molteplice è solo apparenza, l’essere, immutabile ed eterno, è in realtà la sola cosa che esiste. È in base a questo ragionamento che per Parmenide i concetti del buio (non-luce) e del silenzio (non-suono) sono impossibili da esprimere, assurdità: nessuno può dire di vedere il buio o sentire il silenzio (si veda il punto 5 delle qualità dell’essere).

Ciò che Parmenide ci vuole dire è che, se davvero vogliamo rimanere entro il sentiero della verità, dobbiamo affidarci solamente alla ragione, tutto ciò che appare ai sensi è falso. Se vi è contrasto tra verità sensibile e verità di ragione, la verità è quella fondata sulla ragione.

In conclusione, la filosofia di Parmenide è una sfida radicale al senso comune: essa arriva per vie razionali a contraddire ciò che sembra più evidente e naturale, ovvero che esistono cose che nascono (si creano dal nulla) e si distruggono (che ritornano nel nulla). Parmenide afferma che nulla può generarsi dal nulla, né tanto meno ridiventare nulla… semplicemente il nulla non esiste.

Il pensiero di Eraclito (vissuto nello stesso periodo di Parmenide), invece, ruota attorno a quattro punti fondamentali: il divenire, la contrapposizione tra i contrari, il lògos, e il fuoco come stoichèion, come elemento naturale che rimane sempre identico a se stesso nel mutare degli altri elementi. Qui riporterò, ai fini del mio discorso, soltanto le idee di Eraclito sul divenire e sulla contrapposizione dei contrari.

Il divenire è il continuo mutare di tutte le cose da uno stato all’altro. Tutto il cosmo è in continuo mutamento, niente permane nella stessa forma. Lo stesso vivere è un continuo mutare da una condizione all’altra. Pànta rhei, tutto scorre e tutto va, incessantemente, ed è questo continuo mutare che costituisce il senso stesso del cosmo, il suo principio fondamentale, il suo significato ultimo. Per dirla come Eraclito "non ci si bagna mai nello stesso fiume e non si può toccare due volte una sostanza sensibile nello stesso stato".

Il divenire, il mutamento, è nell’evidenza stessa del tempo: ogni cosa è soggetta alla temporalità, ogni aspetto del mondo muta perché è il tempo che costituisce questo stesso mutamento: il tempo si esprime nel passaggio delle cose da uno stato all’altro, e questo passare, questo diventare altro, costituisce l’essenza stessa del cosmo.

Il mutare delle cose è determinato, perciò, dalla contrapposizione tra le cose, il mutare è necessariamente legato al contrapporsi delle cose contrarie.

Dunque, ogni cosa è ciò che è proprio perché ha delle altre cose che ne delimitano l’essenza (ad esempio sappiamo che è giorno perché conosciamo la notte: definiamo il giorno come ciò che si oppone alla notte, se non ci fosse la notte, non potremmo sapere cosa è il giorno). Eraclito afferma che non esisterebbe luce senza buio, salute senza malattia, sazietà senza fame, ogni cosa riceve la sua definizione dal confronto con le altre.

Le cose esistono e continuamente subentrano alle altre (ad esempio il giorno subentra alla notte, il freddo al caldo, l’umido al secco), ed è proprio questa contesa (polemos) a creare quell’equilibrio necessario a perpetuare l’esistenza di ogni cosa.

"La strada in salita e in discesa è una sola e la medesima". La metafora testimonia che il molteplice mutare delle cose divenienti (rappresentate dalla discesa e dalla salita) è pur sempre soggetto allo stesso principio (la strada, ovvero l’esistenza stessa): cose opposte e contrarie fra loro sono indissolubilmente legate le une alle altre (se non esistesse la salita, non esisterebbe nemmeno la discesa).

"Tutte le cose sono uno" come afferma lo stesso Eraclito, ovvero ogni cosa che si contrappone alle altre ha in comune con le altre un determinato aspetto: il fatto di appartenere a una coppia di opposti, la coppia è "l’uno".

Tutti i filosofi successivi hanno ricalcato, chi da una parte, chi dall’altra, chi più, chi meno, le orme di Parmenide e di Eraclito e dunque non ne parlerò.

A questo punto, tirando le somme, posso dire in tutta coscienza, di essere totalmente d’accordo con Eraclito e in disacordo con Parmenide: tutto ciò che conosciamo è divenire, nulla è immutabile; noi stessi nasciamo, cresciamo, ci trasformiamo e infine muoriamo. Se ciò non è divenire, cos’altro è?

Le nostre stesse idee: chi mai di noi conserva immutabili le proprie idee? Qualunque esperienza, qualunque minimo fatto che ci accade, contribuisce a mutare noi stessi, la nostra sensibilità, la nostra concezione di ciò che ci circonda: non è divenire tutto ciò?

Analogamente per ciò che ci circonda: il frammento di Eraclito "non ci si bagna mai nello stesso fiume" è per me il brano filosofico che più si è impresso nella mia mente, quello che più mi convince.

E, dunque, non sono d’accordo con Lella, né tantomeno con quel tal Osho.

Chi vuole dire la sua? Dibattito aperto…

Written by matemauro

20-10-2007 a 15:50

Pubblicato su filosofia, scienza, vita

30 Risposte

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  1. utente anonimo

    20-10-2007 at 14:54

  2. bah!!!!
    ma ogni commento che leggi apri un dibattito??
    ma solo i miei ti colpiscono???

    lella66

    20-10-2007 at 16:09

  3. che tu non sei daccordo a me non riguarda affatto….
    ogni essere e’ soggettivo!!!
    e per quanto tale vive come meglio crede…..
    e crede cio’ che vuole credere
    per tanto non accappararti le persone affinche’ tutti la pensano come te!!!!

    lella66

    20-10-2007 at 16:10

  4. sai perche’ il mondo e’ bello???
    perche’ e’ vario!!!
    i post si scrivono per farsi conoscere meglio…no per essere accettati…..

    lella66

    20-10-2007 at 16:13

  5. ne’ tantomeno per aprire dibattiti come fai tu!!!!
    perche’ on fai un dibattito su beppe grillo???

    lella66

    20-10-2007 at 16:14

  6. odio gli anonimi…. ma nel commento precedente credo che abbia ragione!!!
    senza parole……..

    lella66

    20-10-2007 at 16:15

  7. In genere i dibattiti si aprono sul proprio blog con idee originali…non copiando e stravolgendo i post degli altri

    carraralibera

    20-10-2007 at 16:25

  8. @carraralibera SEI IMMENSAMENTE GRANDE!!!!! T.V.B.

    lella66

    20-10-2007 at 16:29

  9. tu non condividi le idee di Osho….dato di fatto, la tua dissertazione filosofica può essere discutibile tanto quanto la filosofia di Osho – personalmente credo che il divenire sia una forma non “la forma”, la filosofia dei naturisti mi piace molto, ma se si parla di filosofia classica certo non è possibile concepire Osho, ne qualsiasi altro pensatore orientale – io non sono mai stato un fan di Osho, gli preferisco Lao Tse per esempio….- cerdo che l’approcio occidentale, schematico-matematico sia molto limitativo e assolutamente lontano anni luce dalla filosofia orientale, o medio-orientale

    hactarus

    20-10-2007 at 16:32

  10. questo commento mi e’ arrivato in pvt non dico da chi :
    Ciao Lella cara… mi sembra una cosa fuori dal mondo che uno estrapoli qualcosa da un altro blog per chiedere un dibattito sul proprio…

    lella66

    20-10-2007 at 16:34

  11. Al di la’ del fatto di essere favorevoli o contrari alla frase pubblicata da Lella ritengo che sarebbe stato corretto aprire la discussione sul suo blog. Poi considerato che il tuo commento avrebbe potuto essere esagerato in lunghezza almeno avresti dovuto mettere un commento sul blog di lella indicando il post che avevi scritto per aprire la discussione

    bloggerman

    20-10-2007 at 16:41

  12. “grazie di aver preso spunto da un mio post senza neppure chiedere il permesso…

    lella66

    20-10-2007 at 16:43

  13. ma sinceramente non capisco il contendere, ma io sono molto tarda ad intendere, a volte sui Blog si trovano frasi o idee che ti vien voglia di sviluppare in modo diverso, la diversità (spero che Osho condivida), di approccio è fondamentale rispetto ad un qualsiasi problema!!
    conosco poco Osho perchè fui invitata troppo caldamente ad un incontro di uno dei suoi tanti gruppi e a me personalmente non piace l’insistenza nel voler raccontare alle persone la propria esperienza, quindi da allora ho depennato Osho dai miei interessi. So tuttavia il significato di divenire, e per me, solo per me, il concetto di divenire è fondamentale, come potremmo chiedere ai nostri figli di crescere se pretendessimo che siano soltanto? essere soltanto significa, per me, accontentarsi e non partecipare attivamente alla vita sociale che è in continuo divenire.
    detto questo, credo che ognuno sia dotato di metro di giudizio per farsi un parere, e che ognuno sia liberissimo di pensare come crede…
    una piccola aggiuta a questa diatriba che ripeto non ho capito, mi sembra assolutamente sterile:
    Emily Dickinson in una sua poesia dice:
    quando la aprola è scritta o detta diventa di chi la raccolglie!!! credo valga la pena di rifletterci un po…
    una buona domenica a tutti!!
    chicca

    chiccama

    20-10-2007 at 17:14

  14. Hai mail letto qualcosa sulla conferenza del Giappome a cui partecipava Heiddegger?
    Sono due pensieri diversi. Il nostro occidentale, antico verso un pensiero orientale.
    La parola “filosofia” in oriente non esisteva. E’ stato gettato questo ponte con la scuola di Kioto.
    Siamo noi occidentali che ci facciamo sempre domande sul nostro futuro. A volte non è un proficuo pensiero.
    Il passato è passato. Il futuro non c’è. Impariamo a vivere oggi, in questo istante. Goditi il presente!Pensa di non pensare.
    E poi? Il carpe diem chi l’ha inventato???

    rossellao

    20-10-2007 at 17:51

  15. Ricordo uno dei primi spunti nella mia storia scolastica con la filosofia:”omis affermatio est negatio”. Cosa sarei io senza le mie mille contraddizioni!? E il buio non è forse la Non-luce e la morte non è la Non vita?! E in questa meravigliosa “contrapposizione degli opposti”, in quella che ci hanno insegnato si definisce “dialettica” si sviluppa la vita di ognuno. Anche nella splendida contrapposizione fra oriente e occidente, nei punti di giunzione dei due pensieri e in quelli opposti. Stiamo giocando tutti lo stesso gioco.
    Vado a leggere Angel.
    Felice sera!!!!

    notung

    20-10-2007 at 18:13

  16. mi sembra un caso di mancanza di rispetto… sinceramente non me lo sarei aspettato :S

    _Isaac_

    20-10-2007 at 18:31

  17. vorrei capire qual’è la mancanza di rispetto. Prendi spunto da un blog ( come dal telegiornale o dal portinaio) e lo fai tuo…o c’è altro?

    notung

    20-10-2007 at 18:37

  18. la mancanza di rispetto sta nel fatto che lui ha menzionato il mio nome senza chiedermelo…
    e poi e’ venuto sul mio blog ha preso cio’ che serviva ed e’ andato via ….poteva pur lasciare un commento…
    ma si sa i matematici son fatti cosi’…..

    lella66

    20-10-2007 at 19:53

  19. in un blog si puo’ scrivere cio’ che si vuole……
    senza giudizi da parte degli altri…..si puo’ condividere come non si puo’ condividere……
    ma non si aprono addirittura i dibattiti…..
    ma gia’” MAUROPIADI “e’ il re dei dibattiti delle polemiche e delle persecuzioni!!!!!

    lella66

    20-10-2007 at 19:55

  20. ehi!!!!
    hai ottenuto cio’ che volevi sei contento????????????
    mauropiadi……dacci sotto…… tu non avrai nulla da fare a scivere questi post lunghissimi…gli altri nel frattempo si godono la vita…….

    lella66

    20-10-2007 at 19:57

  21. hey tu… si dico a te mauropiadi….. ho scritto un nuovo post non vieni a copiarlo per creare un altro dibattito???
    dai ti aspetto!!!!!
    ha appeso il cappello vicino ad un cattivo chiodo…….

    lella66

    20-10-2007 at 20:00

  22. Amor omnia vicit (L’amore vince su tutto)
    sto ancora spettando!

    utente anonimo

    20-10-2007 at 20:04

  23. Un paio di post fa Mauro (si) chiedeva quale fosse il modo più semplice e corretto di rispondere ad un post.
    Avrebbe forse fatto meglio ad avvisare Lella della discussione che intendeva aprire ma mi sembra un peccatuccio veniale. Ha dichiarato la fonte del post e ha motivato la sua scelta di non intervenire nel blog di Lella per non gravare con un commento lungo.
    In merito alla discussione aperta, tra le polemiche, dal Prof ho, essendo ignorante, ben poco da dire : «Forse ho torto e tu hai ragione; ma, senza dubbio, possiamo sbagliarci entrambi»
    (Karl Popper)
    buona serata!

    elenamaria

    20-10-2007 at 20:21

  24. Nota iniziale: questo commento viene pubblicato, per correttezza, sul blog di Lella66 e sul mio.

    Mi pare giunto il momento che intervenga anch’io.
    Sul mio post si è sviluppato un bailamme che sinceramente non mi aspettavo.
    Pochi sono intervenuti sul merito del post, molti hanno disquisito sulla liceità o meno di
    citare un altro post in uno proprio.
    Per prima cosa chiedo scusa a Lella66: avrei dovuto mettere prima un commento sul suo post,
    dicendo che avevo intenzione di aprire un post mio. Non credevo davvero di commettere una
    sgarberia, pensavo che il fatto stesso di citare la fonte dalla quale avevo preso la frase iniziale bastasse, evidentemente mi sbagliavo.
    E c’è un’altra cosa per la quale devo un chiarimento a Lella: il fatto che io non sia d’accordo con Osho mi ha portato inevitabilmente a citarla; evidentemente questa cosa le ha dato fastidio, non pensavo di causarle una tale irritazione.
    Grazie a tutti per i loro interventi.
    Mauro

    MauroPiadi

    20-10-2007 at 20:24

  25. mi permettete una osservazione?..prima di tutto busso e chiedo permesso. Un’amica mi ha segnalato questa piccola scorrettezza che è avvenuta, trasferendo l’argomento di dibattito dal suo blog in questo…che per ragioni logiche finirebbe per sfuggire al suo controllo. Penso ,pur avendo letto le motivazioni, che ci si dovrebbe attenere alle regole del gioco, dibattendo le questioni dell’altro nel suo campo e non nel nostro. E’ facile trovare tra i nostri seguaci un consenso. Il difficele è ottenerlo in campo nemico. Chiedo scusa ed esco…non essendo invitato. Lucio.

    luciorai

    20-10-2007 at 22:16

  26. tutto questo bailamme x niente! ma che avrà fatto mai di male questo “matematico”? e meno male che ha fatto una premessa, iniziale premessa! me ne esco anche io, non sono stato invitato!

    utente anonimo

    20-10-2007 at 22:24

  27. Buon giorno!
    E’ stata una splendida esperienza quella di Reggio Calabria.Ho trascorso un fine settimana davvero interessante.

    Ciao!

    tumbergia

    21-10-2007 at 07:40

  28. sarà che difficilmente penso male…soprattutto in situazioni come questa, ma credo che il dibattito avrebbe potuto essere più costruttivo.
    sono condivisibili entrambe le vedute…
    buona serata 🙂

    FIOREDAUTUNNO

    21-10-2007 at 16:29

  29. Il mio buon lunedì…ma che è successo ?Manco qualche giorno e….non ti si può lasciare solo !
    Ciao,non sono foto mie,quasi!

    favorita

    22-10-2007 at 09:07

  30. Scusate, ma mi sembra assurdo dibattere sulla paternità di CONCETTI, che sono universali e accettano per loro natura di essere discussi, indagati, amati o rifiutati da chiunque abbia voglia e capacità di pensare..E poi soprattutto in un contesto come quello in cui ci troviamo, dove le riflessioni dovrebbero servire ad aprirne delle altre a servizio del bene della pluralità di posizioni! Mi domando sinceramente stupita come si possa reagire così per un’ opinione che di certo non ha il tono di denunciare la bassezza delle opinioni altrui, quanto proprio amplificarne l’importanza e farne il punto di partenza per una diversa riflessione..
    E’ evidente che chi trova mala fede in questo sta dalla parte di Parmenide, caro Mauro, pretende di stare nella verità e non accetta il contraddittorio..
    Io sto dalla parte di quelli che nuotano nel fiume della doxa e che sono ben lieti di non bagnarsi mai nella stessa acqua..
    Se non c’è contrasto, diversità, divenire, non c’è vita.
    Le acque stantie dopo un po’, puzzano!
    Tutto il mio appoggio a te, come se ce ne fosse bisogno!
    elisa

    elilaw

    24-10-2007 at 08:58


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