matemauro

Di matematica ma non soltanto…

Viaggio come metafora della vita

with 7 comments

Ho viaggiato molto, non tanto quanto qualcuno che conosco, ma certo che almeno un periplo della terra, e forse anche due, me li sono fatti.

Ho sempre considerato altrettanto importante (se non di più) il percorso del viaggio stesso, rispetto ai punti di partenza e di arrivo.

Quando intraprendi un cammino, non guardarti indietro e non avrai ripensamenti. Non è necessario correre, è sufficiente camminare. Qualunque sia il tuo obiettivo non dimenticare che è  sempre davanti, e solo con la buona volontà, la fatica e la determinazione puoi raggiungere la meta prefissata.  (Lucy1957)

Il motivo del viaggio è un archetipo universale. Esso si presenta in pressoché tutte le letterature, con significati diversi al variare di epoche, di culture e di autori.

Il fascino del tema sta nella sua facoltà di rappresentare il cammino dell’uomo alla scoperta del mondo e di sé.

Ecco allora l’avventura di chi parte alla ricerca e alla conquista di qualcosa, come gli Argonauti che vanno alla ricerca del vello d’oro, il cammino alla guida di un popolo verso la terra promessa, come il viaggio di Mosé, il ritorno a casa, come quello di Ulisse, e ancora il viaggio di chi parte per fondare una nuova patria per sé e per il proprio popolo, come Enea, o il viaggio di Leopold Bloom dentro Dublino nell’Ulisse di Joyce.

Il viaggio esprime il percorso esistenziale di chi ricerca una dimensione piena e consapevole della vita, l’inquietudine e l’insoddisfazione di fronte alla banalità e alla sicurezza del quotidiano. Affrontare il viaggio significa accettare il rischio di incontri casuali e fortuiti, di imbattersi in pericoli, difficoltà e incognite che consentono all’uomo di mettersi alla prova, di maturare e di acquisire maggiore consapevolezza di sé e conoscenza del mondo; non è dunque un semplice spostamento nello spazio, ma tende a diventare un’avventura della mente che, a contatto con esperienze diverse, modifica profondamente se stessa.

Nella letteratura moderna spesso il raggiungimento della meta è meno attraente della condizione dell’essere in cammino; la concezione moderna del viaggio differisce notevolmente da quella antica: oggi viaggiare è sinonimo di svago, di piacere, di arricchimento culturale, nell’antichità il viaggio era visto in un’ottica per lo più negativa, in quanto comportava gravissimi rischi e pericoli, ed era dunque associato all’idea dello smarrimento e della sofferenza, era vissuto come una punizione divina o dura conquista, o come manifestazione di irrequietezza ed incapacità di adattarsi alla propria sorte.

Il viaggio racchiude una polarità tra la fedeltà alle radici della terra natale, della società in cui si vive e la scommessa della ricerca.

È al tempo stesso rischio di perdita e promessa di conquista.

Il viaggio di Ulisse, per esempio, non è solo un ritorno a Itaca, è anche prova di conoscenza, stimolo alla ricerca del nuovo, sfida.

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Written by matemauro

14-10-2007 a 20:56

Pubblicato su viaggi, vita

7 Risposte

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  1. Molto esplicativo, condivido la tua visione di viaggio come immagine della vita e sono lusingata dal fatto che tu abbia apprezzato ed inserito nel post la mia frase.
    Un caro saluto Lucia

    lucy1957

    14-10-2007 at 20:44

  2. Ciao. Penso che a volte si viaggia anche per ri-trovarsi. Per cercarsi

    Buona serata Mauro

    Kinnor

    14-10-2007 at 20:47

  3. @lucia: figurati… te l’avevo detto che quella frase mi era piaciuta e che l’avrei utilizzata…
    Un abbraccio

    @kinnor: assai vero, hai colto un’altra possibile dimensione del viaggio!
    Un caro saluto

    MauroPiadi

    14-10-2007 at 22:53

  4. ahahaha il viaggio la mia vita è un viaggio!!!
    pensavo proprio a questo ieri sera , presa da grande stanchezza e anche da un pizzico di malinconia
    ci sono momenti in cui sento il peso del viaggio per lavoro e ho desiderio di fermarmi, di fare il nido da quelche parte, ci ho provato e il mio massimo di resistenza è stato 3 anni sempre nello stesso luogo, poi vengo presa da questa voglia , desiderio di andare a volte potrei recarmi all’areoporto e prendere il primo volo, sììì ho bisogno di abbandonare le sicurezze e scontrarmi con una realtà diversa…
    va beh…
    una dolce notte
    chicca

    chiccama

    14-10-2007 at 23:48

  5. Chicca, sai che mentre scrivevo quel post ho anche pensato un pochino a te? Davvero! Sempre in giro… non proprio come Ulisse o Leopold Bloom, ma insomma…
    Un abbraccio e un buon pomeriggio!

    MauroPiadi

    15-10-2007 at 00:41

  6. anche io vedo la vita come un viaggio, forse perché la mia lo è stata abbastanza. per me non esiste il concetto “per sempre”, mi spaventa. solo negli affetti, nelle amicizie. vorrei viaggiare più spesso, vivere per un po’ da un’altra parte. d’altronde non ho radici, ogni luogo per me è bello.

    FIOREDAUTUNNO

    17-10-2007 at 14:13

  7. Fiore, sono abbastanza d’accordo con te: anche a me piace viaggiare e mi sono trovato bene ovunque, ma le radici le ho qui a Roma e a Praga, e me le tengo ben strette!
    Un abbraccio

    MauroPiadi

    17-10-2007 at 14:20


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